I propositi di Capodanno e il loro solito crash test

Didattica a distanza

C’è ancora incertezza su come si svolgeranno le lezioni dopo la sessione d’esami in corso sui campus dell’USI. Gli studenti sperano di poter tornare a condividere le ore di lezione, i momenti di pausa e quelli di studio, mentre ancora incombe l’ombra di un terzo semestre di lezioni online

I propositi di Capodanno e il loro solito crash test
Foto di Alexandra_Koch da Pixabay

I propositi di Capodanno e il loro solito crash test

Foto di Alexandra_Koch da Pixabay

Ogni anno la notte di Capodanno rappresenta un punto di svolta. Una magica notte che tra un brindisi e l’altro vede la reiterazione di promesse che facciamo a noi stessi per cambiare abitudini (e non solo) nell’anno entrante. Una tradizione «umana, troppo umana», intrinseca nell’animo di ogni persona, che anche quando viene espressa ed attualizzata dalle nostre parole potrebbe comunque non portare cambiamenti nella nostra vita. In pratica, le risoluzioni per il nuovo anno si rivelano spesso come speranze che ci ripetiamo, magari per poco, ma che comunque non si avverano o per scarsa motivazione o per cause di forza maggiore esterne a noi. Ecco, il ritorno degli studenti in università per seguire le lezioni è un esempio della seconda categoria.

Dopo aver trascorso due semestri online, si prospetta davanti allo studente universitario lo spettro di un terzo. Va ammesso che - quando ben eseguita – la gestione del semestre online può comunque rimanere una soluzione valida e non è da condannare. Pensiamo ad esempio ad avere un semestre caratterizzato dalla prevalenza di lezioni asincrone, lo studente può organizzare al meglio la propria giornata, per studiare nei momenti che ritiene più produttivi anche se normalmente sarebbe ben lontano dall’orario universitario. L’USI in questo si è distinta: infatti, come riporta sul sito, circa l’80% degli studenti si è detto soddisfatto o molto soddisfatto della gestione del semestre autunnale 2020/2021. Tuttavia, tutte le possibili agevolazioni attuabili per sostenere lo studente cadono di fronte alla possibilità di poter tornare con i propri compagni in Università. Perché si può affermare con una certezza quasi matematica che poter tornare sul campus universitario rimane un’esperienza unica ed imbattibile per qualsiasi studente. Non solo per la maggiore interazione con il professore durante la lezione (data anche dal minor numero di distrazioni in classe), ma soprattutto per la possibilità di rivedere i propri compagni ed amici e godere con loro dei momenti di pausa, per poter raccontarsi delle ultime avventure amorose davanti ad un caffè, fermarsi per 5 minuti a scherzare sul balconcino con la compagna che non si vedeva dagli esami. Questi semplici gesti quotidiani che sono andati perduti, sono quelli che più ci fanno mancare il Campus.

E così non è difficile immaginare che tra le risoluzioni del nuovo anno qualcuno abbia inserito un timido «tornare sul campus con i miei compagni...» (... senza dover preoccuparsi di superare il limite di persone consentito dalla legge), affiancato da una smisurata speranza. Ed anche se questa è l’ultima a morire, ad oggi ci è molto vicina. La sessione è già iniziata, la fine degli esami è in bella vista, ma manca qualcosa. L’inizio del semestre primaverile sembra nascondersi, sappiamo che c’è ma non si vede. Questo perché ad oggi non abbiamo certezze a riguardo, la Confederazione non ha ancora dato disposizioni per il rientro tra i banchi a livello universitario. Quindi l’USI non può far altro che attendere istruzioni, preparandosi a sostenere un altro semestre a distanza, sperando di poter riaprire presto il campus come ad inizio settembre e con il piano B delle modalità «blended». Una gestione fluida dell’orario scolastico che si adatta rapidamente alle variazioni delle disposizioni della Confederazione.

Non ci resta quindi che concentrarci sulla sessione, dare il massimo in ogni esame ed aspettare sperando di rivederci tutti insieme sui campus.

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