La storia breve e intensa della nostra Università

Anniversario

Sebbene una realtà giovane, l’Università della Svizzera Italiana ha dimostrato di essere un centro di studi importante e non pone limiti alla sua crescita, continuando sempre a rinnovarsi

La storia breve e intensa della nostra Università
Alle 8.30 del 21 ottobre 1996 è iniziata l’avventura dell’USI. (@FOTO FIORENZO MAFFI)

La storia breve e intensa della nostra Università

Alle 8.30 del 21 ottobre 1996 è iniziata l’avventura dell’USI. (@FOTO FIORENZO MAFFI)

Era il 21 ottobre 1996 ed alle 8:30 iniziavano le lezioni presso l’Accademia di architettura di Mendrisio e presso l’USI sul campus di Lugano, che all’epoca comprendeva solo le facoltà di Scienze economiche e di Scienze della comunicazione. Quest’anno l’ateneo ticinese festeggia 25 anni e l’Università apre il sito web usi25, attraverso il quale racconta le proprie pietre miliari, si presenta a potenziali nuovi alunni e aggiorna la comunità sugli eventi che si terranno (ad esempio il Dies academicus dell’8 maggio).

Possiamo vedere sul calendario tutti gli incontri come le giornate a porte aperte degli Info Day – 19, 21 (per i Master) e 24 aprile – che permettono di entrare in contatto con l’USI e conoscere a fondo il programma di studio che più incuriosisce; oppure gli eventi culturali come L’ideatorio, organizzato per il 27 settembre del corrente anno, che permetterà di partecipare ad un incontro con il premio Nobel per la chimica Jacques Dubochet.

Sebbene 25 anni possano sembrare pochi, bisogna considerare che rappresentano la riuscita di un progetto culturale e formativo che riconosce al Ticino il titolo di «Cantone universitario». La ricerca di questo status era iniziata già nel 1588 con i Padri Somaschi e poi con i Gesuiti, raccogliendo però non troppi successi. Nel corso di oltre 400 anni e dopo ben cinque tentativi falliti tra il 1844 ed il 1985, questo progetto è diventato un sogno chimerico che sembrava sempre più irraggiungibile.

La «maledizione» viene spezzata da Mario Botta, con la realizzazione dell’Accademia di architettura nel 1992, seguita un anno dopo dall’istituzione delle due facoltà luganesi da parte di Mauro Baranzini, Sergio Cigada e Lanfranco Senn – facenti parte di una commissione scientifica a cui si aggiunsero anche Lugi Dadda e Remigio Ratti. Dopo l’approvazione definitiva nel 1995 e sotto il benestare del Consigliere di Stato Giuseppe Buffi, l’Università della Svizzera Italiana - comprendente l’Accademia, Scienze economiche e Scienze della comunicazione – prese finalmente vita. Tuttavia, il vero riconoscimento del Consiglio federale è arrivato nel 2000 a seguito delle prime lauree consegnate (ad oggi sono diventate oltre 10.000). Per raggiungere queste cifre, era necessario migliorarsi e così è stato fatto con gli anni: sono state aggiunte nuove facoltà e raffinate quelle già esistenti, conferendo all’USI la forma dell’istituzione che oggi conosciamo. La ricerca continua del miglioramento sembra essere la spinta trainante dell’Università che nel 2016 modifica il proprio modello organizzativo e pone alla guida come primo rettore Boas Erez, il quale sta riuscendo ad aumentare sempre più la commistione tra il mondo accademico e quello civico.

Nel sito sopracitato, l’Università si autodefinisce «officina del sapere» in virtù dell’ampiezza e della diversità dei programmi di studio: dall’architettura fino agli studi umanistici. L’offerta formativa si traduce in 6 percorsi di Bachelor, 24 di Master e 13 percorsi dottorali, spalmati su ben quattro campus. Una formula vincente che viene costantemente rinnovata per coprire i bisogni degli studenti, come mostrato dalla recentissima apertura del Campus Est – dovuta al crescente bisogno di spazi universitari all’interno del Campus Ovest di Lugano – e l’apertura del Master in medicina.

Ma oltre a mostrare i risultati ottenuti e la facoltà a cui è possibile iscriversi, usi25.ch introduce anche tutte le attività che caratterizzano la vita studentesca, come l’Alumni & Alumne reunion e gli incontri Town Hall, entrambi una maniera per avvicinare ulteriormente gli studenti alla vita che li aspetterà una volta entrati nell’ateneo.

L’obiettivo del sito risulta evidente: mostrare fieramente, in maniera chiara e dettagliata tutti i successi finora raggiunti dall’Università. Nonostante la sua giovane età, infatti, l’USI può vantare nei rankings mondiali delle università buonissimi risultati, sia nelle categorie ridotte – come quella delle università sotto i 50 anni di vita – sia a livello globale. Il ché dà l’ulteriore conferma che si è realizzato il tanto agognato sogno di siglare il Ticino come «Cantone universitario». Questi dati vengono affiancati dalla presentazione della visione, i valori, e la missione dell’ateneo, per delineare il mindset dell’università. L’USI ha di sicuro aggiunto il cantone italofono sul mappamondo universitario, ma adesso bisogna superare un’altra sfida: scalare le graduatorie per ottenere lo statuto di eccellenza. Un traguardo altamente ambizioso, che si può giustificare sulla base dei successi che – ad oggi – sono stati siglati.

Tuttavia, per rincorrere questo obiettivo è necessario non adagiarsi sugli allori, ma piuttosto continuare a lavorare per porre e superare nuove sfide. Un’operazione estremamente complicata ma che l’USI ha già dimostrato di poter completare in questi anni, riuscendo a raggiungere e ad andare oltre le aspettative.

La figura dietro al progetto

Giuseppe Buffi (1938-2000), ex Consigliere di Stato (@TiPress)
Giuseppe Buffi (1938-2000), ex Consigliere di Stato (@TiPress)

L’aiuto del Consigliere di Stato Giuseppe Buffi è stato fondamentale per l’istituzione dell’Università della Svizzera Italiana. Ha appoggiato Mario Botta nella fondazione dell’Accademia dell’architettura e successivamente – con l’appoggio di Mauro Martinoni e Mauro Dell’Ambrogio – guidato l’unione tra l’Accademia e le due facoltà originarie nella costituzione dell’USI. Nato nel 1938 a Locarno e venuto a mancare a Chioggia nel 2000, dopo essere stato direttore del quotidiano Il Dovere, è diventato membro del Gran Consiglio ticinese nel 1971, per poi entrare nel Consiglio di Stato nel 1986, dirigendo ben quattro Dipartimenti diversi, per ultimo quello dell’istruzione e cultura (1992-2000). A Lugano gli è dedicata la via che passa per l’ingresso principale del Campus Ovest dell’USI.

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