Ritorno in presenza

L’universo

L’editoriale di Gaia Caruso

Ritorno in presenza
Foto di fauxels da Pexels

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Con l’inizio del nuovo anno accademico l’USI finalmente ha ripreso vita. È un piacere passeggiare per i campus e vederli di nuovo animati. Le disposizioni di protezione, mascherina e distanziamento negli spazi comuni interni, sono state estese anche al semestre autunnale in corso. La scelta ha permesso il ritorno all’università a tutti gli studenti, i professori e i collaboratori, anche quelli non vaccinati. L’accesso ad alcuni spazi, come la biblioteca e la palestra, è consentito tuttavia unicamente a chi possiede un Certificato Covid.

Questo ritorno a una situazione normale - e soprattutto alla didattica in presenza - è stato gradito da tutti. I professori non sono più costretti a parlare a uno schermo, ma nelle aule possono nuovamente insegnare in una modalità più interattiva e coinvolgente. Gli studenti, non più isolati nelle proprie case, magari anche da soli, tornano a relazionarsi negli spazi pubblici dell’università. E gli studenti che hanno cominciato il loro percorso accademico lo scorso semestre possono finalmente conoscere per la prima volta i propri colleghi.

Molti corsi prevedono una modalità d’insegnamento ibrida, con la possibilità di seguire le lezioni online in diretta oppure di fruire delle registrazioni messe a disposizione in seguito sulla piattaforma iCorsi. Questo è utile non solo per chi è costretto a casa o deve passare un periodo in quarantena, ma anche per gli exchange students che risiedono in altre città svizzere o europee e che riescono in questo modo a seguire anche qualche corso dell’USI, oppure ancora per gli studenti USI interessati a più corsi a scelta che hanno la possibilità di scaricare il materiale anche senza frequentare il corso di persona. Insomma, il periodo della pandemia e il conseguente lockdown forzato sembrano aver lasciato in eredità, comunque, qualcosa di utile per arricchire la didattica universitaria.

Nonostante il ritorno sembri per lo più positivo, nella discussione condotta durante l’Assemblea generale «Fare comunità in tempo di Covid», tenutasi il 30 settembre, sono emerse «alcune insufficienze nell’accompagnamento del nostro dispositivo», riporta il Rettore in un messaggio alla comunità accademica. Alcuni docenti, infatti, sembrano prendere sottogamba le misure sanitarie o non farle rispettarle completamente ai propri studenti, mentre altri rivolgono domande personali in merito alla posizione riguardo la vaccinazione, ledendo in questo modo la sfera personale e non rispettando la libertà d’opinione che la scelta dell’USI vuole invece garantire.

Ci auguriamo che questi inconvenienti siano risolti il prima possibile, in modo da garantire uno spazio sicuro per tutti, dove veramente l’insegnamento e la ricerca del sapere prevalgano sulla polarizzazione dovuta alla situazione attuale.

Ricordiamo poi che l’università offre la possibilità a studenti, ricercatori e collaboratori dell’USI di vaccinarsi sui campus di Lugano e Mendrisio lunedì 11 ottobre, grazie ad un’iniziativa coordinata con l’Ordine dei medici e la Federazione dei Servizi Autoambulanza.

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