Un’estate energica sul campus dell’USI

Summer School

Dopo tre semestri messi a dura prova dalla DAD, l’Università ha ripreso vita nel periodo estivo con un progetto inedito. Ora al via il nuovo anno accademico

Un’estate energica sul campus dell’USI
©ARCHIVIO CDT

Un’estate energica sul campus dell’USI

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È stata un’estate vissuta a pieno regime quella sul campus dell’Università della Svizzera italiana e infatti, sono varie le Summer School e le attività svoltesi in piacevole compagnia durante questo periodo.

Luglio ha accolto tra le mura dell’USI la prima edizione del Summer Campus, dedicata a tutti gli studenti di qualsiasi livello accademico, interessati a nuove opportunità di apprendimenti e a stare in compagnia.

«Il clima tra i partecipanti era davvero solare. Lo spirito percepito era quello di imparare, divertendosi con gli altri». Così descrive l’USI Summe Campus il Prorettore Lorenzo Cantoni.

L’evento ha portato con sé uno spirito di innovazione: per la prima volta sono stati gli stessi studenti a dare vita ad un’iniziativa come questa, e al contempo alcuni hanno anche partecipato in qualità di professori, insegnando ai loro pari.

«Le modalità d’insegnamento sono state varie: l’insegnamento peer-to-peer del Digicamp, le attività pratiche, l’uso di film e così via – aggiunge Cantoni -. Ogni docente ha accolto la sfida di combinare in modo creativo insegnamento e clima di vacanza.

Un ulteriore elemento merita di essere menzionato: le combinazioni inedite di studenti e studentesse che hanno frequentato le attività, che hanno permesso a studenti di facoltà e programmi di studio diversi, che abitualmente non si incontrano e non dialogano fra di loro, di conoscersi e di arricchirsi reciprocamente».

Il progetto estivo ha riunito non solo la comunità studentesca ma anche altri membri dell’USI. Maurizia Ruinelli, assistente al Prorettorato, ha accolto con piacere l’iniziativa: «Uno degli aspetti positivi legati alla realizzazione dell’USI Summer Campus di cui farò tesoro è stato poter contare sulla collaborazione di un gruppo di studentesse preparate, motivate e sorridenti, che hanno apportato effettivamente un valore aggiunto al progetto in tutti i suoi aspetti.

Trovo molto bello e di valore che progetti di questo tipo possano coinvolgere le studentesse e gli studenti che conoscono in prima persona le esigenze, i sogni ma anche le incertezze che accompagnano le giovani e i giovani durante il loro percorso accademico».

Il punto centrale del programma era proprio quello di riunire la comunità studentesca, dando l’opportunità di esplorare nuovi percorsi di apprendimento. Soha Ghezili, studentessa all’USI, ha accompagnato il progetto da due punti di vista: «Durante l’USI SC ho collaborato con il team di lavoro aiutandoli in alcune attività, dall’accoglienza dei partecipanti al lavoro organizzativo di back office, ma ho anche avuto la possibilità di frequentare alcuni corsi».

Per due settimane, l’aria respirata nei corridoi dell’università era energica: «Si chiacchierava informalmente nei corridoi - ci racconta Maurizia - di questo periodo, di progetti futuri e di sogni. Si è ritrovo il dialogo spontaneo e lo scambio di idee e questo è in linea con lo spirito del progetto».
Una brezza di cambiamento, un necessario punto di svolta dopo i difficili momenti. Ora si apre una nuova sfida: il nuovo anno accademico. Qui tutto torna sulla bilancia con le nuove regole messe in gioco. Per ora la certezza è quella di poter tornare sul campus insieme e discutere dunque del futuro.
«La forza dell’USI Summer Campus nasce da questo principio di condivisione». Così conlcude Maurizia.

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