50 anni fa i Troubles: Johnson si scusa per la strage del 1971

Irlanda del Nord

Arrivano le scuse ufficiali del governo britannico, presentate «senza riserve» dal premier

50 anni fa i Troubles: Johnson si scusa per la strage del 1971
© AP/Peter Morrison

50 anni fa i Troubles: Johnson si scusa per la strage del 1971

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Arrivano le scuse ufficiali del governo britannico, presentate «senza riserve» dal premier Boris Johnson, per la vicenda dell’eccidio di Ballymurphy, che 50 anni fa innescò la spirale dei sanguinosi Troubles degli anni ‘70 e ‘80 in Irlanda del Nord.

Il gesto di Johnson è giunto all’indomani della sentenza di una giudice della Corte di Giustizia di Belfast, che dopo tre anni d’inchiesta a scoppio ritardato, ha riconosciuto la piena responsabilità dei militari di Sua Maestà dietro le sparatorie che nel giro di tre giorni causarono 10 morti - inclusi un sacerdote e una donna - fra la comunità locale a maggioranza repubblicana e cattolica.

Morti civili, disarmati e che la giudice Siobhan Keegan ha riconosciuto nel suo verdetto come «interamente innocenti» fra gli applausi in aula di familiari e attivisti.

Il primo ministro Tory ha fatto ammenda a nome dei suoi predecessori per quello che ha definito «l’enorme tormento» inflitto in questi lunghi anni alle famiglie delle vittime e all’intera comunità di Ballymurphy.

In una telefonata con la first minister uscente dell’esecutivo locale nordirlandese, l’unionista Arlene Foster (Dup), e con la sua vice repubblicana, Michelle O’Neill (Sinn Fein), Johnson ha lanciato un nuovo appello a far prevalere ora «la riconciliazione», impegnando il suo governo a lavorare per garantire «riparazione» alle vittime del conflitto, ma anche «per porre fine al ciclo delle re-investigazioni» storiche sulle macchie del passato: uno degli elementi che agitano le tensioni fra le opposte comunità politico-confessionali dell’Ulster, tornate a impennarsi nelle settimane scorse, alimentate anche dalle incognite e dai timori del dopo Brexit.

Sul dossier nordirlandese in mattinata era intervenuto pure l’ex premier laburista Tony Blair, protagonista dell’accordo di pace del Venerdì Santo 1998, suggerendo a Johnson come ai leader di Belfast e di Dublino l’istituzione, quale strumento di riconciliazione storica, di «una Commissione per la Verità»: destinata, sul modello di quella promossa da Nelson Mandela nel Sudafrica del post apartheid, a far emergere la verità su colpe e crimini del passato, ma senza conseguenze giudiziarie o penali.

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