A Chernobyl torna la paura

La rivelazione

In un lungo servizio pubblicato il 5 maggio scorso la rivista “Science” parla di «fissione autosufficiente»: in pratica, all’interno del materiale radioattivo sepolto da 35 anni si registra la crescita di neutroni, segno di un’attività che potrebbe sfociare in un rilascio di energia

A Chernobyl torna la paura
Dopo 35 anni l’incubo di Chernobyl è di nuovo minaccioso: nel nucleo radioattivo sepolto sotto tonnellate di cemento e acciaio aumenta il numero di neutroni. ©ap / Efrem Lukatsky

A Chernobyl torna la paura

Dopo 35 anni l’incubo di Chernobyl è di nuovo minaccioso: nel nucleo radioattivo sepolto sotto tonnellate di cemento e acciaio aumenta il numero di neutroni. ©ap / Efrem Lukatsky

«Era radioattivo. Il mio pallone era radioattivo. Bruciava. Si scioglieva, accartocciandosi su sé stesso. Puzzava, di quel fetore che emana la plasticaccia quando viene gettata tra le fiamme. Si sgonfiava. Soffocava. Moriva. Avevo portato dentro casa un pezzo di Chernobyl. [...] Il 26 aprile 1986 era scoppiato il reattore numero 4 nella centrale nucleare, ed era come se fosse esploso il mondo».

Andriy Schevchenko aveva 9 anni quando l’Ucraina, trascinandosi dietro tutta l’Europa, piombò nel terrore atomico. I suoi ricordi di bambino (oggi consegnati alle pagine di una divertente biografia scritta a quattro mani con Alessandro Alciato e pubblicata da Baldini e Castoldi) sono precisi. Nitidi. Anche perché coincidono con gli inizi della carriera di questo straordinario calciatore. Pochi giorni...

Vuoi leggere di più?

Sottoscrivi un abbonamento per continuare a leggere l’articolo.
Scopri gli abbonamenti al Corriere del Ticino.

Abbonati a 9.- CHF

Hai già un abbonamento? Accedi

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Mondo
  • 1
  • 1