A Mosca più contagi che in tutta la Cina

Tutti gli aggiornamenti

L’evoluzione globale dell’emergenza coronavirus - I decessi nel mondo sono oltre 257 mila, mentre i guariti hanno superato la soglia di 1,2 milioni

A Mosca più contagi che in tutta la Cina
Mosca. © EPA/Maxim Shipenkov

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A Mosca più contagi che in tutta la Cina
© AP/Frank Augstein

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A Mosca più contagi che in tutta la Cina
©EPA/ALEX PLAVEVSKI

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A Mosca più contagi che in tutta la Cina
© Kay Nietfeld/dpa via AP

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Tutti gli aggiornamenti dal mondo sull’emergenza coronavirus (qui è possibile consultare la mappa dei contagi in tempo reale). Ricordiamo che è possibile abbonarsi gratuitamente al CdT per due mesi, per avere accesso a tutti i contenuti.

Tutte le notizie dal mondo sulla pandemia dalla fine di marzo fino a metà aprile le potete trovare a questo link.

Mercoledì 6 maggio

(Aggiornato alle 11.24) I casi di coronavirus nel mondo sono attualmente 3.677.165, secondo gli ultimi dati aggiornati della Johns Hopkins University. I decessi sono oltre 257 mila, più precisamente 257.454 mentre i guariti sono 1.204.305. Gli USA guidano ancora la classifica con 1.204.475 contagi, seguiti da Spagna e Italia.

In Russia ancora oltre 10.000 casi in 24 ore

In Russia per il quarto giorno di fila si registrano oltre 10.000 nuovi casi di COVID-19 nelle ultime 24 ore. Stando alla task force russa anticoronavirus, nel corso dell’ultima giornata sono stati accertati 10.559 nuovi contagi, che portano a 165.929 il totale dei casi ufficiali nel Paese dall’inizio dell’epidemia. Le vittime del nuovo virus sono 1.537, di cui 86 decedute nelle ultime 24 ore. Ieri erano stati annunciati 10.102 nuovi casi, due giorni fa 10.581 e domenica 10.633, quest’ultimo è il numero più alto di contagi giornalieri finora registrato nel Paese.

Nella sola Mosca, nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 5.858 casi di coronavirus, per un totale di 85.973 infezioni confermate. La capitale russa supera così la Cina nei contagi confermati (83.968, secondo i dati della Johns Hopkins). L’aumento giornaliero del numero di persone infette a Mosca è stato pari al 7,3%. Lo riporta la task force nazionale citata dalla Tass.

Israele, molte più guarigioni che contagi

Molte più guarigioni che nuovi contagi per coronavirus si sono registrati in Israele anche nella giornata di ieri, secondo dati divulgati dal ministero della sanità. Dei 16.314 casi positivi registrati finora (46 in più rispetto alle 24 ore precedenti) solo 5.549 sono definiti tuttora malati. Di essi 90 versano in condizioni gravi. Le guarigioni sono invece cresciute di 350 unità e hanno raggiunto la cifra 10.527. I decessi sono stati 238. Al momento il caso più preoccupante è quello della località beduina di Hura, nel Neghev, dove negli ultimi tre giorni si è avuto un aumento del 19% nei contagi. Per questo motivo Hura - a differenza del resto del Paese - è stata posta in totale isolamento.

Cina, solo due casi d’importazione

La Cina ha registrato martedì zero nuovi casi domestici di COVID-19 con sintomi e solo due importati, entrambi accertati nella provincia di Shaanxi, mentre i nuovi asintomatici rilevati sono stati 20. La Commissione sanitaria nazionale, nei suoi aggiornamenti quotidiani, ha precisato che non ci sono stati decessi, restando quindi fermi a livello globale a 4.633, a fronte di contagi totali saliti a 82.883, comprensivi di 339 pazienti sotto trattamento e 77.911 casi di guarigione completa. Nell’Hubei, la provincia epicentro della pandemia, e nel capoluogo Wuhan, il focolaio prosegue l’azzeramento dei nuovi casi, partito il 4 aprile e giunto ormai al 32 giorno di fila.

Oltre 15 mila morti in America Latina

Oltre 15.000 persone sono morte a causa del coronavirus in America Latina e ai Caraibi: è quanto emerge da un conteggio dell’agenzia di stampa francese Afp basato su dati ufficiali. l totale dei casi supera quota 282.000. Il Paese con il maggior numero di morti è il Brasile a quota 7.921 a fronte di 114.715 casi, seguito dal Messico con 2.271 decessi e dall’Ecuador con 1.569 morti. Proprio in Ecuador il presidente Lenin Moreno ha annunciato ieri sera l’estensione per altri 30 giorni dello «stato di eccezione» nel Paese, a partire dal 16 maggio prossimo, riferisce il quotidiano El Telegrafo di Quito. In pratica, precisa il giornale, «questo significa che le forze armate, la polizia nazionale, il Servizio nazionale di gestione dei rischi e delle emergenze e il ministero della Sanità continueranno la loro mobilitazione su tutto il territorio nazionale per eseguire azioni di mitigazione della pandemia». Il presidente della Colombia Iván Duque ha dal canto suo annunciato ieri sera la decisione del governo di prorogare, per la terza volta dal 25 marzo, la quarantena sociale obbligatoria nel Paese, che resterà in vigore fino al 25 maggio. In un discorso trasmesso in tv, il capo dello Stato ha comunque assicurato che «durante questa nuova fase di isolamento sociale, sarà autorizzato l’avvio dell’attività produttiva di vari settori industriali, e quella di compravendita di beni necessari alla popolazione».

Usa, 2.333 morti in 24 ore (+130%)

È in forte aumento il bilancio dei decessi giornalieri provocati dal coronavirus negli Stati Uniti: nelle ultime 24 ore sono morte 2.333 persone, più del doppio rispetto alle 1.015 persone decedute il giorno precedente. È quanto emerge dal conteggio aggiornato della Johns Hopkins University. Il totale dei morti si attesta così a quota 71.031 a fronte di 1.203.502 casi.

Martedì 5 maggio

(Aggiornato alle 17.20) I casi di coronavirus nel mondo sono attualmente 3.607.469, secondo gli ultimi dati aggiornati della Johns Hopkins University. I decessi sono oltre 250 mila, più precisamente 252.301, mentre i guariti sono 1.168.355. Gli USA guidano ancora la classifica con 1.180.634 contagi, seguiti da Spagna e Italia.

Spagna, il 70% dei nuovi casi sono medici

Più del 70% dei nuovi casi di coronavirus registrati in Spagna nelle ultime 24 ore sono operatori sanitari. Lo rivelano i dati del ministero della Salute riportati dai media spagnoli. Degli 867 nuovi contagiati (per un totale di oltre 219 mila), 631 sono professionisti nel settore sanitario, una tendenza iniziata già da qualche giorno. Dal 28 aprile, gli operatori sanitari hanno rappresentato il 66% (5.587) dei 8.500 nuovi casi di Covid-19 in Spagna. In due ospedali della regione di Madrid e in Catalogna, le aree più colpite dal coronavirus, è stato contagiato l’11% del personale. La curva dei decessi di persone infette da coronavirus intanto si stabilizza . Sono 185 nelle ultime 24 ore (in leggero aumento rispetto al giorno prima), per un bilancio complessivo di 25.613.

Nel Regno Unito più morti che in Italia

Il Regno Unito supera l’Italia per numero di morti da coronavirus e diventa il Paese con il picco più alto d’Europa, in base a un aggiornamento statistico dell’Ons, l’Istat britannico. I dati dell’ufficio nazionale per le statistiche britannico (Ons) mostrano che fino al 24 aprile le morti per coronavirus in Inghilterra e Galles hanno raggiunto la cifra di 29.648. Se vengono inclusi i dati dalla Scozia e dall’Irlanda del Nord, la cifra totale è di 32.313. L’Italia dichiara - a ieri - 29.029 morti.

Numero contenuto di casi in Germania

Il numero dei nuovi contagi in Germania continua ad esser contenuto intorno ai 600 e «questa è una notizia molto positiva». Il tasso di contagio R0 scende a 0,71 mentre il tasso di mortalità è salito invece al 4,2%. Lo ha detto il presidente del Robert Koch Institut, Lothar Wieler, in conferenza stampa a Berlino. Il numero dei contagi aggiornato alla mezzanotte di oggi è 163.860 (e cioè +685 rispetto al giorno precedente) mentre le vittime sono 6.831.

Mille morti in più di ieri negli Stati Uniti

Nelle ultime 24 ore negli Stati Uniti il coronavirus ha fatto 1.015 vittime, il dato più basso da un mese a questa parte. E’ quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University.

La Corea del Sud riapre le scuole

La Corea del Sud ha registrato ieri zero nuovi casi interni di coronavirus per il secondo giorno di fila e solo tre importati che, nel complesso, rappresentano i minimi dai due contagi accertati il 18 febbraio. Con un totale di 10.804 infezioni, secondo gli aggiornamenti del Korea Centers for Disease Control and Prevention (Kcdc), il governo ha deciso di allentare le regole sul distanziamento sociale consentendo il ritorno a scuola da mercoledì 13 maggio, parte del nuovo «schema di quarantena della vita quotidiana».

In Brasile altri 263 decessi in 24 ore

Sono 263 i decessi per Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore in Brasile. Lo ha annunciato il ministero della Salute, precisando che il numero totale delle vittime è 7.288. I contagi accertati oggi sono 4.075, per un totale di 105.222. Il tasso di mortalità è del 6,9 per cento.

Lunedì 4 maggio

(Aggiornato alle 19.36) I casi di coronavirus nel mondo sono attualmente 3.607.469, secondo gli ultimi dati aggiornati della Johns Hopkins University. I decessi sono 248.816, mentre le persone guarite sono 1.136.803. Gli USA guidano la classifica con 1.166.083 contagi, seguiti da Spagna e Italia.

L’OMS: «Tutto indica che il virus sia di origine animale»

«Da tutte le prove viste, più di 15.000 sequenze genetiche, ritengo che questo virus sia di origine animale». Lo ha sottolineato la dottoressa Maria Van Kerkhove dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), in merito alle dichiarazioni del segretario di Stato degli Usa Mike Pompeo secondo il quale il virus potrebbe essere nato in laboratorio cinese. «C’è un legame coi pipistrelli, dobbiamo capire l’ospite intermedio», ha detto.

USA, con la riapertura raddoppieranno i morti

Entro giugno negli Stati Uniti, in concomitanza con la riapertura delle attività, è previsto quasi un raddoppio del numero quotidiano delle vittime causate dal coronavirus, circa tremila al giorno. È quanto emerge dalle nuove proiezioni dell’amministrazione del presidente Donald Trump rivelate dal New York Times, in cui si parla di almeno 200.000 nuovi casi di contagio negli Usa entro la fine di questo mese. Attualmente il numero dei decessi quotidiani è calato sotto le duemila vittime, circa 1750 al giorno.

15 Stati USA riaperti nonostante l’aumento di casi

Almeno la metà della trentina di Stati che hanno cominciato a «riaprire» negli Usa lo hanno fatto nonostante un aumento dei casi di coronavirus nelle ultime settimane. È quanto emerge da un’analisi dei dati. Tra questi il Texas. Venerdì scorso, ad esempio, la contea di Dallas ha registrato il più alto numero di contagi nello stesso giorno in cui il governatore repubblicano Greg Abbott ha riaperto negozi, ristoranti e cinema, anche se con una capienza ridotta. Idem nella capitale Austin, dove il numero di casi di coronavirus ha continuato a crescere ogni giorno sin dall’inizio di marzo. Persino alcune zone rurali che sembravano largamente risparmiate dalla malattia covid-19, come Paris, Texas, resa celebre dall’omonimo film di Wim Wenders, ha visto una improvvisa crescita dei contagi. «Tutti sono spaventati», ha detto a Msnbc News il sindaco democratico di Austin, Steve Adler. «Ovviamente l’economia subisce danni e la gente cerca di capire cosa ci aspetta, ma nessuno sa cosa accadrà dopo la decisione del governatore», ha commentato, suggerendo che era meglio attendere almeno una-due settimane per espandere la capacità di fare test e di tracciare le persone.

L’America latina supera i 250 mila casi

Continuano ad aumentare i casi di coronavirus in America latina. La regione ha superato la quota 250.000 contagi, di cui oltre 13.000 sono morti. È quanto emerge da una statistica elaborata dall’ANSA riguardante 34 nazioni e territori latinoamericani. Secondo il conteggio, sono 255.907 i casi confermati di coronavirus nell’area, con 13.786 morti. In meno di 48 ore, il numero dei contagiati è aumentato di oltre 25.000, e il dato dei deceduti è salito di oltre 1.300 persone. Il Brasile si conferma ancora una volta il Paese che concentra il maggior numero di casi rilevati e morti, con 101.147 contagi confermati e 7.025 deceduti. Dopo il Brasile, il secondo Paese in America Latina per numero di contagi si conferma il Perù, che ha registrato finora 45.928 positivi di cui 1286 morti. Segue l’Ecuador, con 29’538 casi e 1564 deceduti. Numeri significativi si registrano poi in Messico (23.471 casi e 2154 morti) e Cile (19.663 e 260). Tra i Paesi della regione che superano i mille contagi ci sono la Repubblica Dominicana (7954 e 333), Colombia (7668 e 340), Panama (7197 e 200), Argentina (4783 e 246) e Cuba (1649 e 67), Bolivia (1594 e 76) e Honduras (1055 e 82).

In Serbia riprendono trasporti e ristoranti

In Serbia, dove da alcuni giorni è in atto un rallentamento del contagio da coronavirus, è scattata oggi una fase di allentamento delle restrizioni, in particolare con la ripresa parziale del servizio di trasporto pubblico in alcune delle principali città del Paese e la riapertura di ristoranti e caffè. Sono anche tornati i collegamenti in treno e autobus all’interno del territorio nazionale, mentre il trasporto aereo dovrebbe riprendere a partire dal 18 maggio. Autobus, tram e filobus sono di nuovo in servizio, anche se con orari ridotti, a Novi Sad, Kragujevac e altre località, mentre nella capitale Belgrado il servizio di trasporto pubblico riprenderà l’8 maggio. Per i passeggeri vi è l’obbligo di avere mascherine e guanti, e nei mezzi l’ingresso è contingentato, con distanziamento e materiali disinfettanti. Anche ristoranti e caffè hanno dovuto risistemare gli spazi per garantire la distanza di sicurezza tra i tavoli, con i clienti che dovranno essere muniti di mascherine e guanti. Numerosi negozi hanno riaperto già da alcuni giorni, compresi parrucchieri, centri estetici, palestre, fitness, mentre i centri commerciali riprenderanno l’attività in settimana, seppur con un numero limitato di visitatori. Ieri sera il presidente Aleksandar Vucic ha annunciato la fine dello stato di emergenza e coprifuoco a partire da giovedì prossimo.

Spagna, 164 morti per il secondo giorno consecutivo

Per il secondo giorno consecutivo la Spagna ha registrato 164 nuovi decessi che portano a 25.428 il numero totale delle vittime da corona virus. Oggi inizia la «fase 0» dell’allentamento progressivo delle misure di contenimento sociale che prevede, tra l’altro, la riapertura dei piccoli esercizi commerciali. Intanto il Ministero della Difesa riferisce che i membri delle Forze armate continueranno a svolgere attività di disinfezione in aree e infrastrutture critiche, nonché formazione e supporto alle forze di sicurezza dello Stato in varie località. Al momento sono impegnati in una operazione di disinfezione di 23 residenze per anziani, sei centri sanitari e due ospedali. I militari sono anche impegnati nella formazione dei vigili del fuoco e del personale dei centri sanitari.

Focolaio in un allevamento di visoni in Olanda

Un focolaio di infezione da virus SarsCoV2 è stato individuato in un allevamento di visoni in Olanda. Lo ha reso noto l’Organizzazione mondiale per la salute animale (Oie) alla rete internazionale Promed, per la segnalazione delle malattie emergenti. Gli animali, ha deciso l’Istituto olandese per la sanità pubblica e l’ambiente (Rivm), non saranno abbattuti perché questa misura avrebbe potuto esporre il personale a rischi maggiori. Chiuse a pedoni e ciclisti le strade attorno all’allevamento.

In Germania i contagi potrebbero essere quasi 2 milioni

In Germania potrebbero essere state contagiate dal coronavirus 1,8 milioni di persone: è quello che ipotizza lo studio promosso da un team dell’università di Bonn, guidato dal virologo Hendrik Streeck, che arriva a una cifra teorica. Lo studio estende alla Germania il modello applicato per calcolare il numero dei contagiati di Gangelt, un centro che si trova nel distretto di Heinsberg, nel Land del Nordreno-Vestfalia, e che viene ritenuto epicentro della diffusione del Coronavirus in una delle zone più colpite di tutto il Paese. La situazione di Gangelt, dove il virus è esploso nel periodo di Carnevale, viene ritenuta però dagli stessi studiosi che hanno elaborato il calcolo, soltanto parzialmente paragonabile al resto della Germania. Stando all’Istituto Robert Koch i contagiati registrati in Germania sarebbero 163.175.

Più di 10 mila nuovi casi in Russia

In Russia si registrano 10.581 nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore, poco meno dei 10.633 di ieri, che rappresentano il numero più alto di contagi giornalieri finora registrato nel Paese. Lo riporta la task force anticoronavirus russa. In totale, in Russia, i casi accertati di Covid-19 dall’inizio dell’epidemia sono 145.268, mentre le vittime del nuovo coronavirus sono 1.356, di cui 76 decedute nel corso dell’ultima giornata. I guariti sono in tutto 18.095.

Oltre 12 mila casi in Ucraina

Sono 12.331 i casi di Covid-19 finora accertati in Ucraina dall’inizio dell’epidemia: lo riferisce il ministero della Salute di Kiev, precisando che in tutto il nuovo virus ha provocato la morte di 303 persone, mentre 1619 pazienti sono guariti. Sempre stando alle autorità sanitarie ucraine, nelle ultime 24 ore nella repubblica ex sovietica sono stati identificati 418 nuovi contagi e sono stati condotti 4763 test con tecnica Pcr. Lo riporta il Kyiv Post.

USA: 1450 morti in 24 ore

I morti per coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 1450. È quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University. I casi totali negli USA sono 1,15 milioni e i morti 67’674.

Domenica 3 maggio

(Aggiornato alle 23.28) I casi di coronavirus nel mondo sono attualmente 3.494.671, secondo gli ultimi dati aggiornati della Johns Hopkins University. I decessi sono 246.475, mentre le persone guarite sono 1.114.898. Gli USA guidano la classifica con 1.154.340 contagi, seguiti da Spagna e Italia.

In Brasile oltre 100 mila casi, 7 mila i morti

Sono oltre 100 mila i contagi di coronavirus in Brasile, dove si registrano anche 7.025 morti. Lo rivela il ministero della Salute. Nelle ultime 24 ore, sono stati accertati 4.588 nuovi contagi e 275 nuovi decessi. I contagi confermati sono 101.147, rivela la fonte.

Francia, 135 morti in 24 ore

Sono stati 135 i morti per Covid-19 in Francia nelle ultime 24 ore, fra ospedali, case di riposo e istituti per disabili. Il totale - secondo i conti della Direzione generale della sanità - sale a 24.895 decessi dall’inizio dell’epidemia. Calano di poco i ricoveri, oggi a 25.815 (-12) e i pazienti in rianimazione (-8, a 3.819).

Altri 315 morti in Gran Bretagna, in netto calo da ieri

Cala a 315 morti giornalieri il totale di decessi per coronavirus registrati nelle ultime 24 ore nel Regno Unito tra ospedali, case di riposo e altri ricoveri, ma il totale assoluto sale a 28.446. Lo certificano i dati ufficiali resi noti nella conferenza stampa di giornata sull’emergenza a Downing Street, tenuta oggi dal ministro Michael Gove e dal professor Stephen Powis, direttore medico del servizio sanitario nazionale britannico (Nhs). I contagi superano intanto quota 180.000, seppure con una tendenza confermata al calo dei ricoveri e del numero delle persone infettate sia in ospedale, sia negli ospizi. Mentre i test, fra esami eseguiti e kit spediti a casa, si confermano in ascesa fino a ben 122.000 al giorno circa. Ian Diamond, capo dell’Office for National Statistics (Ons), non ha intanto escluso che i morti per Covid-19 nel Regno possano essere in effetti già adesso quasi 30.000, tenuto conto di quelli non ancora censiti. Anche se ha rifiutato di avallare al momento l’attendibilità di un ipotetico record europeo di decessi oltremanica, sostenendo che i calcoli fra i diversi paesi non sono per ora omogenei: sia in cifra assoluta; sia, a maggior ragione, in rapporto alla popolazione, termine rispetto al quale la Gran Bretagna rimane largamente dietro Belgio e Spagna nel Vecchio Continente e testa a testa con Italia e Francia.

A Singapore 657 nuovi casi, record di contagi

Record di contagi da coronavirus a Singapore dove sono stati registrati 657 nuovi casi, in maggioranza tra i lavoratori stranieri che vivono nei dormitori. Il totale dei malati sale così a 18.205 a quanto riporta il «Guardian». I morti, con il decesso oggi di una donna di 86 anni, sono 18. La città-stato ha un numero di contagi tra i più alti dell’Asia.

280 morti nello Stato di New York in 24 ore

I morti per coronavirus nello Stato di New York sono stati 280 nelle ultime 24 ore. Lo afferma il governatore Andrew Cuomo, secondo il quale fra le domande a cui trovare una risposta c’è quella sulla politica di informazione della Cina. Il virus dalla Cina ha viaggiato in Europa. e probabilmente a New York, spiega Cuomo, è arrivato dall’Europa: secondo un studio del Centers for Disease Control and Prevention, durante il mese di febbraio negli Stati Uniti 139.305 viaggiatori sono arrivati dall’Italia e 1,74 milioni dall’Europa, dove il virus si stava diffondendo rapidamente.

Il Giappone estende lo stato d’emergenza fino al 31 maggio

Il premier giapponese Shinzo Abe ha raggiunto un accordo per estendere lo stato d’emergenza nel paese fino alla fine del mese, dalla scadenza prevista del 6 maggio, per tentare di contenere l’emergenza della pandemia del coronavirus. Lo anticipa l’emittente pubblica Nhk, spiegando che nella giornata di oggi il premier ha incontrato il ministro per lo sviluppo economico Yasutoshi Nishimura e il ministro della salute Katsunobu Kato, acconsentendo al termine del 31 maggio. La decisione finale verrà comunicata nel corso di una conferenza stampa prevista nella giornata di domani. Lo stato di emergenza in Giappone non equivale ad un lockdown sul modello europeo, piuttosto si tratta di una richiesta ai cittadini di evitare su base volontaria le uscite non essenziali, raccomandando alle attività commerciali e ai negozi di ridurre gli orari di apertura al pubblico e alle aziende e agli uffici di promuovere il lavoro da casa. Secondo i media locali, il governo potrebbe optare per una riapertura dei parchi e dei musei, delle biblioteche e di altri servizi pubblici nel rispetto di adeguate misure di distanziamento sociale. Ad oggi i casi di infezione da coronavirus in Giappone si assestano a quota 14.877 con 517 morti accertate.

Spagna, numero di morti più basso dal 18 marzo

La Spagna ha registrato 164 morti per coronavirus nelle ultime 24 ore, il numero più basso dal 18 marzo, secondo gli ultimi dati del ministero della Salute. Ad oggi sono 25.264 i decessi per COVID-19 nel Paese e 217.466 i casi confermati, 838 in più rispetto a ieri.

In Germania riprendono le messe nelle chiese

Le chiese in Germania hanno riaperto le porte ai fedeli, anche se le funzioni d’ora in avanti saranno molto diverse da prima del lockdown. Dopo settimane di negoziati, ricorda la Bbc, sono state introdotte regole severe per prevenire le infezioni da coronavirus: le chiese limiteranno il numero dei partecipanti e le persone dovranno tenere almeno 2 metri di distanza. Vietato il canto, che secondo i funzionari sanitari può contribuire a diffondere il virus nell’aria. I sacerdoti dovranno indossare una mascherina quando danno la comunione. La riapertura delle chiese è solo l’ultimo allentamento nelle restrizioni adottate della Germania dal 22 marzo. Domani toccherà riaprire alle scuole dalla quinta elementare in su.

Iran riapre moschee in 132 città

Le moschee riapriranno domani in 132 città iraniane considerate a basso rischio di contagio da COVID-19, secondo quanto annunciato oggi dal presidente Hassan Rohani. «In queste aree - ha aggiunto il presidente, citato dall’agenzia Irna - anche le scuole riapriranno il 16 maggio, ma annunceremo ufficialmente una decisione qualche giorno prima di quella data». Le autorità sanitarie iraniane hanno diviso il Paese in zone «bianche, gialle e rosse», secondo la diffusione del contagio, e la riapertura delle attività sarà differenziata di conseguenza. Secondo l’ultimo bilancio ufficiale, sono stati 96.448 i casi accertati di COVID-19 in Iran e i morti 6.156. Dall’inizio del Ramadan, il mese scorso, molti esponenti religiosi hanno chiesto al presidente Rohani di riaprire le moschee, nonostante gli avvertimenti su possibili nuove ondate di contagio da parte delle autorità sanitarie.

Negli USA altri 1.435 morti in 24 ore

I morti per coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 1.435, su 1,13 milioni di casi. È quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University. Un americano è morto ogni 44 secondi nel mese di aprile per la COVID-19. A fare i conti è la Cnn. Secondo i dati della Johns Hopkins University, i morti complessivi sono 66.368. I test effettuati sono 6,81 milioni su una popolazione di 330 milioni di persone. Lo stato più colpito è quello di New York, con 318.134 casi e 24.035 morti.

Sabato 2 maggio

(Aggiornato alle 22.43) I casi di coronavirus nel mondo sono attualmente 3.402.409, secondo gli ultimi dati aggiornati della Johns Hopkins University. I decessi sono 242.010, mentre le persone guarite sono 1.070.330. Gli USA guidano la classifica con 1.126.021 di contagi, seguiti da Spagna e Italia.

In America latina più di 230 mila contagi

Nuova forte progressione dei contagi in America latina che hanno raggiunto oggi quota 230.620, mentre i pazienti deceduti sono diventati 12.436. È quanto emerge da una statistica elaborata dall’ANSA riguardante 34 Nazioni e territori latinoamericani. Il dato importante da rilevare è che nel subcontinente americano quasi 30 mila contagiati si sono aggiunti, insieme a altri 1.900 deceduti, a quelli rilevati meno di 48 ore fa. Il Brasile si conferma il primo Paese in America latina sia per numero di contagi (91.589, il 40% del totale regionale), sia di morti (6.329), questi ultimi circa la metà di quelli registrati. Secondo si colloca il Perù (40.459 contagiati e 1.124 morti), seguito da Ecuador (27.464 e 1.371), Messico (20.739 e 1.972), Cile (17.008 e 234), Repubblica Dominicana (7.288 e 313), Panama (6.720 e 192), Colombia (7.006 e 314), Argentina (4.532 e 229) e Cuba (1.611 e 66).

Quarantena di 14 giorni per chi rientra in Francia

Una «quarantena obbligatoria» di 14 giorni dovrà essere osservata da «tutte le persone» che rientrano sul «territorio nazionale», in molti casi «francesi che si trovano all’estero» e che «vogliono rientrare»: lo ha detto il ministro della Salute, Olivier Véran, al termine del Consiglio dei ministri. La quarantena «devono osservarla le persone che non sono sintomatiche - ha spiegato Véran - l’isolamento riguarda invece quelli che sono stati diagnosticati positivi al coronavirus su test medico». Quarantena e isolamento «potranno essere resi obbligatori e sanzionati soltanto se non sono rispettati» nell’ambito dei casi di rientro in Francia. Al contrario, non si potrà imporre quarantena per legge ai malati che rifiutassero di isolarsi, come prevedeva inizialmente il governo per chi, affetto da coronavirus, avesse «ripetutamente rifiutato la prescrizione medica di isolamento per profilassi, rischiando con il suo comportamento di infettare altre persone». Questa norma faceva parte del progetto di legge iniziale ma, avendo suscitato molte critiche, è stata ritirata. Véran si è detto fiducioso che i francesi «saranno responsabili» e il ministro dell’Interno, Christophe Castaner, ha fatto appello al «senso civico» dei cittadini.

Nel Regno Unito 621 vittime in 24 ore

Nel Regno Unito sono 182.260 le persone risultate positive al coronavirus e 28.131 i morti, con un aumento di 621 vittime da ieri. I dati sono stati diffusi nel briefing quotidiano del Governo, di cui dà notizia la BBC. Finora sono stati condotti 1.129.907 test per la COVID-19, di cui ben 105.937 venerdì. Il numero di vittime pone il Regno Unito immediatamente dietro l’Italia, il Paese più colpito d’Europa. L’aumento dei contagi in 24 ore è stato di 4.806 persone ma i ricoveri ospedalieri sono diminuiti.

Morti in aumento in Somalia, cresce l’allarme

Cresce l’allarme in Somalia per i contagi da coronavirus mentre medici, servizi funerari e cimiteriali denunciano un aumento senza precedenti dei decessi. I dati ufficiali parlano di 601 casi confermati e 28 morti, ma le testimonianze suggeriscono, riporta il Guardian online, che i numeri reali sono molto più alti. Un autista di ambulanza, Mohamed Osmane Warsame, ha raccontato di aver trasportato ogni giorno, nelle ultime due settimane, tra i 15 e i 18 corpi nei cimiteri della capitale Mogadiscio. Un numero di molto superiore alla media dei due, al massimo quattro, trasporti al giorno del periodo precedente. Il 25 aprile il ministero della Salute ha dato conto di due decessi da Covid-19. Il giorno successivo Mohamed ha trasportato 12 salme.

In Spagna obbligo di mascherine sui mezzi pubblici

In Spagna da lunedì 4 maggio sarà obbligatorio utilizzare le mascherine sui trasporti pubblici. La ha annunciato il premier spagnolo Pedro Sánchez, secondo quanto riferisce l’agenzia Efe. Sanchez ha anche confermato che mercoledì chiederà una nuova proroga dello stato di allerta per altri quindici giorni. Sempre da lunedì, secondo i media spagnoli, ristoranti e caffè potranno aprire non solo per le consegne a domicilio ma anche per il ritiro di ordinazioni in sede.

Belgio, 82 morti e 485 nuovi contagi da ieri

Nelle ultime 24 ore in Belgio si sono registrati 82 morti legate al coronavirus, con un totale che sale a 7’765, di cui il 46% sono avvenute in ospedale, ed il 53% nelle case di risposo. Lo riferiscono le autorità sanitarie nazionali. I nuovi contagi sono stati 485 (313 nelle Fiandre, 128 in Vallonia e 44 a Bruxelles). Le persone ricoverate attualmente in ospedale sono 3.111: i nuovi ingressi sono 128, mentre 319 pazienti sono stati dimessi.

Oltre 40 mila casi in Africa

Sono 40.746 i casi di coronavirus ufficialmente accertati in Africa e 1.689 i decessi, secondo i dati aggiornati a oggi dell’Africa Cdc (Africa Centres for Disease Control and Prevention) dell’Unione africana. In totale 53 paesi del continente hanno segnalato contagi da Covid-19.

In Spagna primo giorno di passeggiate e jogging

Primo giorno di passeggiate, jogging e giri in bicicletta in Spagna dopo 48 giorni di lockdown a causa del coronavirus. Stamane sono entrate in vigore le nuove misure di allentamento delle restrizioni: dalle 6 alle 10 e dalle 20 alle 23. L’esercizio fisico sarà soggetto a fasce orarie per evitare assembramenti, si potrà svolgere solo vicino a casa e restano in vigore le regole di allontanamento sociale. Da domenica scorsa è consentito ai bambini e ragazzi fino a 14 anni di uscire di casa, ma soltanto per un’ora al giorno e al massimo ad un chilometro di distanza, e sempre accompagnati da un adulto con cui convivono.

In Cina un solo nuovo caso e 20 asintomatici

La Cina ha registrato ieri un solo nuovo caso accertato di contagio da Covid-19, risultato peraltro importato: la Commissione sanitaria nazionale (Nhc), che ha escluso ulteriori decessi, ha segnalato 20 asintomatici, saliti così a totali 989, tutti sotto osservazione medica. Le infezioni complessive si sono attestate a 82.875, di cui 557 pazienti ancora in cura, 77.685 guariti a 4.633 decessi. I casi importati, tra le fonti di maggior timore in relazione a una seconda ondata di contagi, sono saliti a 1.671, di cui 1.207 risoltisi con la guarigione e 464 sotto trattamento medico, comprensivi di 7 casi in gravi condizioni.

Balzo dei contagi in Perù, sono oltre 40 mila

Il Perù ha subito oggi un forte incremento dei casi di contagio da coronavirus, che sono cresciuti di quasi 4.000 nelle ultime 24 ore, a 40.459. Lo hanno reso noto le autorità sanitarie peruviane, aggiungendo che nello stesso periodo i morti hanno raggiunto quota 1.124. Da notare, per quanto riguarda il numero dei contagi, che il Perù è al secondo posto nella classifica dei paesi latinoamericani più colpiti dopo il Brasile (91.589, +6.209 nelle ultime 24 ore), avendo poco meno della metà dei contagiati con una popolazione sette volte minore del colosso sudamericano, che conta anche 6.329 morti (+428). Secondo quanto emerge da una statistica elaborata dall’ANSA per 34 nazioni e territori latinoamericani, seguono l’Ecuador (26.336 contagi e 1.063 morti), il Messico (19.224 contagi e 1.859 vittime) e il Cile (rispettivamente 17.008 e 234).

In India 2.293 contagi in 24 ore

L’India registra il record di nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore: ne sono stati registrati 2.293. Lo rende noto il ministero della salute, secondo quanto riporta la CNN. In tutto il paese si contano almeno 37.366 contagiati e 1.218 morti. Il lockdown, che sarebbe dovuto finire domani, è stato esteso di altre due settimane, anche se ci sarà un allentamento delle restrizioni. Intanto nel vicino Pakistan sono stati superati i 18.000 casi di coronavirus, dopo i 1.275 nuovi contagi registrati nelle ultime 24 ore. Le vittime in totale sono 417, secondo le cifre fornite dalle autorità. Ieri c’era stato il record di vittime in un giorno, 32. Le province del Punjab e del Sindh sono le aree più colpite, con oltre 13.000 casi.

USA, altri 1.800 morti in un giorno

Gli Stati Uniti hanno riportato ieri oltre 1.800 in 24 ore a causa del nuovo coronavirus, un saldo in leggero calo rispetto ai giorni precedenti, secondo il conteggio della Johns Hopkins University continuamente aggiornato.

Venerdì 1 maggio

(Aggiornato alle 18.58) I casi di coronavirus nel mondo sono attualmente 3.257.660, secondo gli ultimi dati aggiornati della Johns Hopkins University. I decessi sono oltre 230 mila, più precisamente 233.416, mentre la soglia delle persone guarite dal coronavirus a livello mondiale ha superato oggi il milione, ovvero 1.014.809. Gli Usa, con oltre un milione di casi diagnosticati, rappresentano da soli quasi un terzo dei casi ufficialmente registrati in 195 paesi e territori in tutto il mondo.

L’OMS: «Pandemia resta emergenza sanitaria internazionale»

La pandemia di coronavirus resta «un’emergenza di sanità pubblica internazionale». Lo ha deciso all’unanimità il Comitato delle emergenze dell’Organizzazione mondiale della sanità, riunito a Ginevra, confermando la dichiarazione di tre mesi fa. Nel corso di una conferenza stampa, l’OMS ha poi fatto sapere di voler lavorare con i governi per la ripresa graduale dei viaggi. Il direttore generale dell’Organizzazione, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha indicato di aver seguito i consigli della commissione di esperti medici internazionali, che hanno chiesto di sviluppare strategie per i viaggi e di analizzare le relative misure di sicurezza. «Questo è un tema difficile, perché si tratta della fiducia tra Paesi membri - ha ammesso Didier Houssin, che fa parte della commissione. È anche un aspetto molto importante per le attività in molti Paesi che dipendono per buona parte sui viaggi in aereo».

Gran Bretagna: «Almeno 5 decessi prima dell’annuncio del primo contagio»

Almeno cinque persone erano già morte a causa del coronavirus nel Regno Unito quando il governo annunciò ufficialmente la prima vittima della pandemia: è quanto emerge da nuove statistiche sui decessi legati al Covid-19 nel Paese ottenute dal Guardian.

Secondo quanto scrive il giornale, Londra già sapeva dell’impatto mortale del virus il tre marzo, giorno in cui ufficialmente nel Paese c’erano zero decessi e durante il primo briefing di Downing Street sul coronavirus il premier Boris Johnson scherzava sulle strette di mano con il personale ospedaliero.

Solo due giorni dopo, il cinque marzo, il governo annunciò la prima vittima, una donna di 70 anni morta nell’ospedale Royal Berkshire di Reading.

Tuttavia, i nuovi dati - forniti al Guardian dal sistema sanitario dell’Inghilterra (NHS England) - indicano che un altro paziente morì il cinque marzo, in un ospedale di Manchester, e che la prima vittima del virus venne registrata in una casa di riposo il due marzo. Il tre marzo morirono altre tre persone in altrettanti ospedali a Nottingham, Essex e Buckinghamshire.

Il Giappone prolunga lo stato d’emergenza di un mese

Il premier giapponese Shinzo Abe intende prolungare di un mese lo stato di emergenza dopo aver ascoltato l’opinione della commissione di esperti nominata dal governo in merito alla gestione della pandemia del coronavirus. Lo ha detto lo stesso Abe, parlando alla stampa, spiegando che una decisione finale sarà annunciata lunedì nel corso di una conferenza stampa. Il premier ha inoltre aggiunto di aver dato istruzioni al ministro per lo Sviluppo economico, Yasutoshi Nishimura, con lo scopo di coordinare le necessarie misure per l’estensione dello stato di emergenza di un periodo di circa 30 giorni a partire dalla prima scadenza del 6 maggio.

Meno di 300 morti in 24 ore in Spagna

La Spagna ha registrato meno di 300 morti da coronavirus nelle ultime 24 ore per il secondo giorno consecutivo: è quanto emerge dai dati comunicati oggi dal governo e pubblicati dal quotidiano El Pais. Nelle ultime 24 ore il virus ha ucciso nel Paese 281 persone, 13 in più rispetto alle 268 del giorno precedente ma comunque di nuovo sotto la soglia delle 300. Il totale dei decessi sale così a quota 24.824, a fronte di 215.216 casi. Finora i guariti sono quasi 115.000.

In Cina il 60% di nuovi casi erano asintomatici

Il 60% dei nuovi casi di coronavirus rilevati in Cina nel mese di aprile non mostravano alcun sintomo della malattia al momento dei test: è quanto emerge da un’analisi del Financial Times pubblicata oggi sull’edizione online del quotidiano britannico. La scoperta, basata sui dati più completi sulla pandemia che il governo cinese ha cominciato a pubblicare dall’inizio di aprile, potrebbe rendere ancora più complesso il lavoro dei governi a livello mondiale per l’allentamento delle restrizioni finora imposte nella lotta al virus. Il risultato dello studio, commenta infatti il giornale, indica che un gran numero di persone probabilmente circolano indisturbate nella comunità diffondendo il coronavirus senza saperlo. E questo preoccupa le autorità sanitarie poiché secondo gli esperti i portatori sono più infettivi nella fase pre-sintomatica della malattia.

Usa, altri 2 mila morti in un giorno

Dopo un breve calo registrato domenica e lunedì, quello di ieri segna il terzo giorno consecutivo con oltre 2.000 morti e porta il bilancio delle vittime americane a 62.906 in totale dall’inizio della pandemia, secondo i dati costantemente aggiornati dall’università Usa. Gli Stati Uniti sono di gran lunga il paese più colpito dal Covid-19, davanti a Italia (27.967 morti), Regno Unito (26.711), Spagna (24.543) e Francia (24.376).

Giovedì 30 aprile

(Aggiornato alle 22.25) Sono oltre 230 mila i morti per corovanirus nel mondo. Secondo i dati della Johns Hopkins University, il numero delle vittime è di 230’804. I casi di contagio sono invece oltre 3,2 milioni, pari cioè a 3’249’022. In testa alle classifiche mondiali per numero di casi vi sono gli Stati Uniti con 1.040.488 di contagi, seguiti dalla Spagna e dall’Italia.

Brasile, il primo paese in America latina per numero di contagi

Con circa 20 mila casi registrati in meno di 48 ore, l’America Latina ha superato i 200 mila positivi al coronavirus, di cui oltre 10 mila sono morti. E’ quanto emerge oggi da una statistica elaborata dall’ANSA riguardante 34 nazioni e territori latinoamericani.

Secondo il conteggio, sono 201.374 i casi confermati di coronavirus nella regione, con 10.554 morti. Il dato sembra confermare quanto sostenuto dalle autorità di alcuni Paesi dell’area, secondo cui è in avvicinamento il picco della curva epidemiologica, che alcuni governi attendono in queste settimane.

Il Brasile si conferma il primo Paese in America Latina per numero di contagi (78’162) e di deceduti (5’466), questi ultimi oltre la metà del totale regionale.

Il secondo Paese per numero di casi in America Latina è il Perù con 33’391 contagiati e 782 morti, seguito dall’Ecuador (24.934 casi confermati). Quest’ultimo continua la revisione delle statistiche sui deceduti, separando le vittime accertate per Covid-19 (900 morti) da quelle morte ‘probabilmente’ a causa del virus (1’453).

Il Messico è il quarto Paese della regione per numero di positivi rilevati sul territorio, pari a 17’799 di cui 1’732 morti. Segue il Cile, che in 24 ore ha registrato un aumento significativo di 888 positivi per via di un cambio di criterio nella rilevazione dei casi, portando il suo totale a 16.023 contagi con 227 deceduti.

Tra le nazioni che contano più di 1’000 contagi, ci sono Repubblica Dominicana (6.972 casi e 301 morti), Panama (6’378 e 178), Colombia (6’207 e 278), Argentina (4’285 e 215), Cuba (1’501 e 61) e Bolivia (1^’110 e 59).

Positivo il premier russo Mishustin

Il premier russo Mikhail Mishustin è risultato positivo al coronavirus. Lo riporta la Tass.

Il primo vice premier russo Andrei Belousov è stato nominato premier ad interim durante il periodo di malattia del primo ministro Mikhail Mishustin. Il Cremlino ha annunciato che Putin ha già firmato il relativo decreto.

Mishustin, premier da gennaio, ha annunciato di essere risultato positivo in una video conferenza con Putin trasmessa dalla tv di Stato.

10mila casi in Ucraina e 261 decessi

In Ucraina si registrano oltre 10’000 casi di Covid-19 dall’inizio dell’epidemia, esattamente 10’406, di cui 540 accertati nelle ultime 24 ore. Lo riferisce il ministero della Salute di Kiev, secondo cui le vittime confermate del nuovo coronavirus in Ucraina sono 261 in totale.

Gran Bretagna: «Superato il picco»

Sale di 674, un centinaio in meno di ieri, il numero di morti da coronavirus registrati in 24 ore nel Regno Unito, fino a 26’711 complessivi. Lo ha annunciato oggi il premier Boris Johnson, tornato protagonista della conferenza stampa di giornata sul Covid-19.

Johnson ha poi annunciato che il picco è stato superato e che i ricoveri sono in calo e indicato oltre 81’000 test realizzati ieri. E ha rivendicato come un successo il fatto che gli ospedali del Regno non siano mai stati travolti dai ricoveri, né mai a corto di ventilatori.

Il governo britannico presenterà la settimana prossima «un piano» sulla fase 2 dell’emergenza coronavirus durante la quale proseguirà la strategia per «sopprimere» il contagio, anche con misure «più ingegnose» di quelle attuali, e al contempo si punterà a riaprire gradualmente il Paese e a far «ripartire l’economia», ha aggiunto Johnson, precisando però che il lockdown per ora resta in vigore e «la road map verso la fase 2» non sarà operativa fino a quando non si determineranno «5 condizioni» fissate sulla base delle «raccomandazioni della scienza».

306 decessi a New York nelle ultime 24 ore

Le vittime del coronavirus a New York sono state 306 nelle ultime 24 ore, il dato più basso di una settimana in cui comunque si sono registrate complessivamente 2.112 vittime, a partire dal 24 aprile. Lo ha detto il governatore dello Stato Andrew Cuomo.

Complessivamente il bilancio delle vittime del coronavirus a New York sale a oltre 18 mila. Più di 300 mila i casi di contagio, di cui 4’681 nuovi casi nelle ultime 24 ore.

Downing Street ipotizza lockdown fino a giugno

Allentare «troppo presto» le attuale misure restrittive imposte dal lockdown nel Regno Unito, giunto ormai al terzo posto al mondo e al secondo in Europa per numero di vittime da coronavirus in cifra assoluta, «sarebbe la cosa peggiore che potremmo fare». Lo ha detto oggi un portavoce di Downing Street dopo la riunione settimanale del consiglio dei ministri britannico che Boris Johnson ha ripreso a presiedere.

«Non dobbiamo anticipare il risultato della revisione delle misure di distanziamento sociale» prevista per il 7 maggio da parte dei consulenti scientifici del comitato preposto a consigliare il governo (Sage), ha messo le mani avanti il portavoce, ricordando tuttavia come sia Johnson sia Chris Whitty, chief medical officer britannico, abbiano raccomandato prudenza lasciando intendere che una fase 2 rispetto alle restrizioni attuali potrebbe essere prematura prima di giugno.

Il Sage ha oggi in programma un altro meeting, mentre il premier (reduce dal contagio) tornerà protagonista nel pomeriggio della conferenza stampa di giornata sull’emergenza.

30 milioni americani senza lavoro in sei settimane

Nelle ultime sei settimane, gli americani che hanno chiesto i sussidi alla disoccupazione sono saliti a 30,2 milioni. Il dato pubblicato oggi dal Dipartimento del lavoro mostra i pesanti effetti del coronavirus sull’economia, che nel primo trimestre si è contratta del 4,8%. Le richieste di sussidi alla disoccupazione negli Stati Uniti la scorsa settimana sono state 3,84 milioni dopo i 4,42 milioni della settimana precedente e i 5,24 milioni di quella ancora prima.

Olanda, 84 morti e altri 514 contagi

L’Olanda registra da ieri 84 decessi e altre 514 nuovi positivi al coronavirus. Lo segnalano le autorità sanitarie locali precisando che sono state 84 le persone ricoverate in ospedale. Complessivamente nei Paesi Bassi si contano oramai 4.795 decessi, 39.316 contagi e 10.769 ricoveri. Anche oggi l’Istituto nazionale per la salute pubblica e l’ambiente olandese Rivm, ricorda che non tutte queste persone segnalate sono state ricoverate in ospedale o sono morte nelle ultime 24 ore, in quanto alcuni pazienti vengono riportati in seguito. Rivm precisa infine che le cifre degli ultimi giorni corrispondono al quadro secondo cui le misure stanno funzionando. Il numero di nuove segnalazioni al giorno di pazienti ospedalizzati è ancora in calo. Lo stesso vale per il numero di pazienti deceduti segnalati.

Russia, stop indeterminato all’ingresso di stranieri

Il divieto temporaneo d’ingresso in Russia ai cittadini stranieri e agli apolidi è stato prorogato a tempo indeterminato. Secondo le disposizioni precedenti, il divieto era valido dal 18 marzo al primo di maggio, indica oggi l’agenzia Interfax. Il decreto iniziale è stato però modificato e, stando al documento pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, la frase «fino alle 12:00, ora locale, del 1° maggio 2020» è stata eliminata. Al momento non vi è ora alcuna indicazione su quando il divieto potrebbe essere revocato. Il premier Mikhail Mishustin aveva detto che il decreto sarebbe stato prorogato e che avrebbe indicato alcune eccezioni, tra cui i cittadini stranieri che lavorano alla messa in opera di impianti d’importazione giudicati strategici.

Registrati i primi decessi in Yemen

Lo Yemen ha reso noto di aver registrato i primi due decessi per coronavirus, dopo aver segnalato nei giorni scorsi cinque casi confermati di Covid-19. Lo ha riferito al Jazeera online, sottolineando che le Nazioni Unite hanno affermato di temere che l’epidemia potrebbe diffondersi inosservata nel Paese, dove milioni di persone sono costrette ad affrontare una carestia e mancano di cure mediche.

In Iran superate le 6 mila vittime

Salgono a 94.640 i casi di coronavirus in Iran, con 983 contagi registrati nelle ultime 24 ore, ai minimi quotidiani da 40 giorni. Le nuove vittime sono 71, per un totale di 6.028 decessi confermati. Lo ha annunciato il portavoce del ministero della Salute iraniano Kianoush Jahanpour.

Cala del 17% il numero dei morti in Spagna

È sceso a 268 il bilancio giornaliero dei morti provocati dal coronavirus in Spagna, un calo del 17,5% rispetto ai 325 del giorno precedente. Lo ha reso noto oggi il governo. Nel complesso la Spagna registra così 24.543 decessi a fronte di 213.435 casi di contagio. Le persone guarite finora sono 112.050.

Superata la soglia dei 100 mila contagi in Russia

Nelle ultime 24 ore in Russia sono stati registrati 7.099 nuovi casi di coronavirus (il più alto giornaliero) e il totale ora ha sfondato quota 100mila contagiati, a 106.498 in totale. La Russia, stando ai dati compilati dalla Johns Hopkins University, diventa così l’ottavo Paese col più alto numero di casi ufficiali al mondo, dopo la Turchia. I morti sono stati invece 101 arrivando a un totale di 1073, sfondando così quota 1000. Lo riporta la task force nazionale, citata dalla Tass.

La Corea del Sud azzera i casi interni

La Corea del Sud ha segnato zero contagi domestici di Covid-19 nella giornata di mercoledì per la prima volta dal 15 febbraio, confermando solo 4 casi importati. Le infezioni totali sono salite a 10.765, secondo gli ultimi dati del Korea Centers for Disease Control and Prevention, con i decessi aumentati di una sola unità, a 247, per un tasso di mortalità al 2,29%.

Mercoledì 29 aprile

(Aggiornato alle 23.04) Superata la soglia dei 3 milioni i casi di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Per la precisione le persone contagiate sono 3.173.036. In testa alle classifiche mondiali per numero di casi vi sono gli Stati Uniti con 1.030.487 di contagi, seguiti dalla Spagna e dall’Italia. I decessi nel mondo sono 226.173, i guariti sono 964.957.

In Brasile 449 morti in 24 ore, il totale sale a 5.466

Sono 449 i morti per coronavirus registrati nelle ultime 24 ore in Brasile, per un totale di 5.466 vittime. Lo rivela il ministero della Salute, precisando che altri 1.452 decessi sono in via di accertamento. I nuovi casi di contagio sono 6.276, che portano il totale a 78.162. Lo stato più colpito si conferma quello di San Paolo, con 198 vittime nelle ultime 24 ore e un bilancio totale di 2.247.

Serbia, il Parlamento approva lo stato di emergenza

Il parlamento serbo ha approvato in serata lo stato di emergenza imposto nel Paese dal presidente Aleksandar Vucic il 15 marzo scorso per far fronte all’emergenza sanitaria legata alla pandemia di coronavirus. I deputati hanno al tempo stesso accettato tutti i decreti e i provvedimenti decisi dopo quella data dal governo e dal presidente diretti a contenere il contagio da Covid-19.

Record di casi in Sudafrica, 354 in un giorno

Record di casi di coronavirus in Sudafrica in un giorno. Il dipartimento della Salute del Paese, secondo quanto riportato dal Guardian, ne ha registrati 354 nelle ultime 24 ore. Il totale di persone contagiate dal coronavirus sono 5.350. Le vittime sono 93.

In Francia superata la soglia dei 24 mila morti

La Francia registra stasera un totale di 24’087 morti per Covid-19 dall’inizio dell’epidemia, contando i decessi in ospedale (15’053) e quelli in case di riposo e istituti per disabili (9034). Nelle ultime 24 ore, l’aumento è stato di 427 morti. Continua il calo dei ricoveri in ospedale: oggi sono 26’834, 650 in meno di ieri. Scende sensibilmente anche il numero dei pazienti in rianimazione, 4207 (180 meno di ieri).

Domani riunione d’emergenza dell’OMS

L’Organizzazione mondiale della sanità domani riunirà il suo comitato d’emergenza per fare il punto sulla pandemia di coronavirus. Lo ha reso noto il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel briefing da Ginevra. Il numero uno dell’organismo, ripercorrendo gli ultimi tre mesi di iniziative che hanno preceduto la dichiarazione di «stato di emergenza pubblica di interesse nazionale», ha ricordato che l’OMS ha agito «sin dall’inizio con trasparenza e responsabilità. Non ci siamo arresi e non ci arrenderemo, il nostro obiettivo è servire tutte le nazioni, tutta la comunità».

Impennata di morti in Gran Bretagna

Impennata nel bilancio delle vittime del coronavirus nel Regno Unito, che sale a quota 26.097 morti, terzo Paese al mondo in cifra assoluta dopo Usa e Italia, con l’inserimento da oggi nel conteggio anche dei decessi nella case di riposo oltre che negli ospedali. Lo ha reso noto il sistema sanitario nazionale nell’aggiornamento quotidiano condotto con una raccolta di dati più estesa, allargata agli ospizi e ad altri ricoveri pubblici. La nuova stima include 3.811 morti accumulatisi nelle settimane scorse e finora non censiti, il 70% dei quali concentrati in centinaia di case di riposo e altri ricoveri dell’Inghilterra e il resto fra vecchi casi non diagnosticati negli ospedali, ha precisato il Phe. Nonché 785 decessi avvenuti nelle ultime 24 ore registrate in tutto il Regno Unito, tra ospedali (dove il totale giornaliero cala a circa 500), ospizi e istituti vari. I contagi salgono verso quota 165’000, ma con curva d’incremento quotidiano appiattita attorno a 4.000.

A New York 330 morti nelle ultime 24 ore

Sono 330 le vittime del coronavirus a New York nelle ultime 24 ore. Lo ha reso noto il governatore Andrew Cuomo che, nonostante negli ultimi giorni si sia registrata una stabilizzazione, ha definito il numero «ancora terribilmente elevato».

A Madrid triplicati i contagi da ieri

La comunità di Madrid ha triplicato in un giorno il numero di contagi quotidiani, passando dai 363 di ieri ai 981 nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore, segnando un’inversione di tendenza: bisogna infatti andare indietro ai dati del 18 aprile, quando i nuovi contagi furono 952, per trovare una cifra simile. Quelli emersi nelle ultime 24 ore a Madrid sono quasi la metà dei nuovi casi registrati in tutta la Spagna, sottolinea El Mundo. Continua invece a calare, per il quarto giorno consecutivo, il numero dei decessi nella regione della capitale spagnola: oggi se ne registrano 57, due meno di ieri. In totale, dall’inizio della pandemia, i casi di Covid-19 a Madrid sono stati 60’765.

«In Brasile la crisi sta peggiorando»

L’epidemia di coronavirus in Brasile «sta peggiorando», secondo il nuovo ministro della Salute, Nelson Teich, subentrato a Luiz Henrique Mandetta, rimosso lo scorso 16 aprile dal presidente Jair Bolsonaro perché difendeva il distanziamento sociale per contrastare l’epidemia. Con oltre 5 mila morti, un numero maggiore di quello registrato in Cina, Teich ha ammesso che in Brasile «la curva dei contagi sta crescendo, con un aggravamento della situazione». «Oggi registriamo un aggravamento della situazione in alcuni luoghi, dove la crisi è più forte», ha detto il ministro, facendo riferimento alle città di San Paolo, Rio de Janeiro, Manaus e Recife.

La Germania: «La fine della pandemia è lontana»

«La pandemia è ben lontana dall’essere finita». Lo ha detto il ministro tedesco della Salute Jens Spahn presentando ala stampa il secondo pacchetto di leggi per la protezione della salute dei cittadini dopo la seduta di gabinetto di oggi. Spahn ha affermato che il pacchetto rispecchia bene la «complessità della pandemia», difficile da affrontare e la cui gestione non si può ridurre a dei numeri. Il ministro ha poi sottolineato che la situazione in Germania è molto differenziata nei diversi Laender.

La Bosnia allenta le misure e tornano a cresce i contagi

In Bosnia-Erzegovina i responsabili sanitari hanno segnalato un repentino aumento dei contagi da coronavirus dopo l’allentamento parziale in entrambe le entità (Republika Srpska e Federazione croato-musulmana) di alcune delle restrizioni imposte per l’epidemia di COVID-19. Come ha detto il ministro della sanità della Republika Srpska Alen Seranic, citato dai media locali, nelle ultime ore sono stati registrati 94 nuovi contagi in tutto il Paese, un numero nettamente superiore alla media degli giorni scorsi. Per il ministro, è la conseguenza di un comportamento meno attento e rigoroso da parte dei cittadini, molti dei quali non indossano più la mascherina protettiva. Finora in Bosnia-Erzegovina si sono registrati 1.651 casi di coronavirus, con 64 decessi.

In Italia 4700 denunce

Sono state poco più di 4.700 le persone denunciate ieri in Italia per il mancato rispetto delle prescrizioni contro la diffusione del Coronavirus: 4’691 per spostamenti non legittimi, 48 per false dichiarazioni e 5 per violata quarantena. Lo comunica il Viminale. Sono state 256.354 le persone controllate, mentre gli esercizi commerciali monitorati sono stati 105.790: 134 i titolari denunciati, 28 le attività chiuse.

Nessun decesso e 22 nuovi casi in Cina

La Cina ha registrato martedì 22 nuovi casi di coronavirus, di cui 21 importati e uno domestico, nel Guangdong: la Commissione sanitaria nazionale (Nhc), che ha escluso altri decessi, ha portato i contagi complessivi a quota 82’858, di cui 647 ancora in cura e 77’578 guariti, mentre sono 4’633 i morti accertati. I casi importati sono saliti a 1’660, di cui 1’107 dimessi dagli ospedali e 553 ancora sotto trattamento medico, con 22 in gravi condizioni. I nuovi asintomatici accertati sono 26, inclusi 5 importati: in totale i casi sono saliti a 993, tutti sotto osservazione medica.

In Iran 93 mila casi e quasi 6 mila vittime

Salgono a 93’657 i casi di coronavirus in Iran, con 1’073 contagi nelle ultime 24 ore. I nuovi decessi sono 80, per un totale di 5’957 vittime confermate dall’inizio della pandemia. I dati registrati su contagi e morti restano sostanzialmente stabili. I malati in gravi condizioni scendono a 2’965, mentre i pazienti guariti crescono a 73’791. I test effettuati complessivamente ammontano a 453’386. Lo riferisce il portavoce del ministero della Salute iraniano Kianoush Jahanpour.

In Spagna aumentano a 325 i morti al giorno

La Spagna ha registrato 325 decessi provocati dal coronavirus nelle ultime 24 ore, circa l’8% in più rispetto ai 310 del giorno precedente, per un totale di 24’275: lo ha reso noto oggi il ministero della Sanità del Paese, secondo quanto riporta El Pais. Allo stesso tempo, le persone guarite sono state 6’399, pari al livello più alto dall’inizio della crisi. «Siamo in una situazione economica e sociale gravissima», ha commentato questa mattina il premier Pedro Sanchez.

Quasi 100 mila casi in Russia

Sono quasi 100’000 i casi di Covid-19 registrati in Russia dall’inizio dell’epidemia. Stamattina sono stati annunciati 5’841 nuovi contagi nelle ultime 24 ore, meno dei 6’411 di ieri, ma che fanno salire a 99’399 i casi finora accertati di Covid-19. Sempre stando ai dati ufficiali, le vittime del nuovo virus in Russia sono 972, di cui 108 decedute nel corso dell’ultima giornata. Le persone dimesse dagli ospedali nelle ultime 24 ore sono 1’830, che portano il totale dei guariti a 10.286. Lo fa sapere il centro operativo anti-coronavirus ripreso dall’agenzia di stampa statale russa Tass.

Germania: proroga degli avvisi sui viaggi fino al 14 giugno

Il governo tedesco vuole prorogare gli avvisi sui viaggi, a causa del coronavirus, almeno fino al 14 giugno. Lo scrive der Spiegel, riferendo della decisione presa dal ministero degli Esteri a Berlino, in vista della seduta di gabinetto di oggi.

Le ferie per le vacanze estive nei diversi Laender inizieranno subito dopo (le date sono diverse). Una avvertimento del governo ai cittadini tedeschi per i viaggi su scala mondiale è in vigore da metà marzo fino al 3 maggio.

Il Brasile supera la Cina per numero di morti

I decessi per COVID-19 in Brasile nelle ultime 24 ore sono stati 474, portando il totale a 5.017. Con i dati attualizzati, il Brasile ha superato la Cina per numero di morti per coronavirus. I contagi registrati oggi sono stati 5.385, per un totale di 71.886. Il Brasile ha intanto prorogato per altri 30 giorni il divieto di ingresso di stranieri per via aerea, nell’ambito dell’emergenza di coronavirus. La decisione è stata pubblicata in una edizione straordinaria della Gazzetta ufficiale. Sono esclusi gli stranieri residenti in Brasile, gli appartenenti ad organismi internazionali e quelli accreditati presso il governo brasiliano, i coniugi ed i figli di brasiliani. È permesso anche il transito in Brasile, a patto che non si esca dagli aeroporti. «Eccezionalmente, lo straniero che si trova in un Paese di frontiera terrestre e deve imbarcarsi su un volo in partenza dal Brasile, può entrare nella Repubblica federativa del Brasile previo permesso della polizia federale», si legge nel documento.

El Salvador estende la quarantena obbligatoria

Il governo di El Salvador ha deciso di estendere la «quarantena domiciliare obbligatoria» in corso nel Paese introdotta per contenere la pandemia da coronavirus per altri 17 giorni, fino al 16 maggio 2020. Lo scrive il quotidiano La Prensa Grafica. Via Twitter il presidente Nayib Bukele ha diffuso il decreto esecutivo firmato ieri dal ministro della Sanità, Francisco Alabi, che ratifica la dichiarazione del territorio nazionale come zona epidemica e regola la circolazione delle persone. Per coloro che trasgrediranno la quarantena è previsto un isolamento obbligatorio di 30 giorni, che sarà applicato però solo alle persone che manifesteranno un fondato sospetto di essere contagiate dal coronavirus. Il capo dello Stato ha spiegato che «ci troviamo nella tappa più critica del contagio, con il virus che è diffuso in tutto il Paese. In questo momento - ha assicurato - il contagio è al 100% comunitario e oggi, più che mai, dobbiamo rispettare le disposizioni» del governo. Secondo gli ultimi dati diffusi dal ministero della Sanità, in El Salvador sono stati confermati 345 contagiati, di cui otto deceduti. Alcune misure molto severe adottate da Bukele, come quella di dare alle forze di sicurezza «totale libertà di azione», inclusa quella di uccidere per risolvere il problema dell’aumento degli omicidi nel Paese hanno sollevato critiche da parte delle organizzazioni di difesa dei diritti umani. In particolare il direttore per le Americhe dell’organismo, José Miguel Vivanco, ha dichiarato che El Salvador «rischia di convertirsi in una nuova dittatura latinoamericana» ed ha avvertito che «se Bukele continua su questa strada si trasformerà presto in un ‘caudillo’».

In Italia un’apertura ad ondate per testare il sistema

Un’apertura ad ondate permette di testare il sistema, ma andranno sempre monitorati andamento dell’epidemia, tenuta del sistema ospedaliero, disponibilità dei dispositivi protettivi. Lo sottolinea Vittorio Colao, capo della task force per la Fase 2 in Italia, intervistato dal Corriere in vista dell’appuntamento chiave del 4 maggio. Quanto all’app di tracciamento, è importante lanciarla entro fine maggio e averla quanti più possibile, altrimenti servirà a poco. La crisi? È l’occasione per rilanciare tutto il sistema Italia. E nessuna intenzione da parte sua di fare politica.

Più morti per coronavirus che nella guerra del Vietnam

Il numero di morti per coronavirus negli Stati Uniti ha superato quello delle vittime della guerra in Vietnam. I morti per il virus hanno raggiunto nella notte quota 58.265, a fronte delle 58.220 vittime nei 20 anni di guerra fra il 1955 e il 1975 in Vietnam. Il 30 aprile del 1975 - 45 anni fa - cadeva la capitale sudvietnamita Saigon e di fatto finiva la guerra del Vietnam. Gli ultimi due morti statunitensi di quel tragico conflitto erano stati registrati il giorno precedente, 29 aprile (si chiamavano Charles McMahon e Darwin Lee Judge).

Martedì 28 aprile

(Aggiornato alle 19.50) Superata la soglia dei 3 milioni i casi di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Per la precisione le persone contagiate sono 3,041,777. In testa alle classifiche mondiali per numero di casi vi sono gli Stati Uniti con 988,451 contagi, seguiti dalla Spagna (229,422) e dall’Italia 199,414. I decessi nel mondo sono 211,170, i guariti sono 894,337.

Altri 586 morti in Gran Bretagna

Torna a impennarsi a quota 586 il numero di morti da coronavirus censito nei soli ospedali del Regno Unito nelle scorse 24 ore, dopo il calo segnato ieri e l’altro ieri da 360 e 413 decessi, il minino da fine marzo. Lo ha reso noto il ministero della Sanità, Matt Hancock, nella conferenza stampa a Downing Street. Il totale dei morti sale così a 21.678, mentre i contagi si avvicinano a 160.000, con curva d’incremento appiattita attorno a 4000 al giorno. Lo stesso sbalzo si era già registrato fra i numeri degli ultimi fine settimana e quelli dei giorni successivi, dovuto a ritardi nella raccolta dei dati riferiti a sabati e domeniche. Questi dati non comprendono peraltro i decessi extra ospedalieri, oltre 4300 totali in più nelle sole case di riposo d’Inghilterra e Galles secondo cifre aggiornate settimanalmente e disponibili al momento fino al 15 aprile. E con un numero di vittime giornaliere che secondo le stime di alcuni studiosi potrebbe essere ormai superiore negli ospizi rispetto agli ospedali del servizio sanitario nazionale (Nhs).

Portogallo, lo stato d’emergenza finisce sabato

Il Portogallo metterà fine allo stato d’emergenza sabato prossimo. Lo ha annunciato il presidente Marcelo Rebelo de Sousa durante una conferenza stampa sulla crisi del coronavirus, come riferisce la Cnn. «Prevediamo che in futuro non sarà necessario ricorrere nuovamente allo stato di emergenza, in caso contrario la cosa sarà ponderata», ha spiegato il capo dello Stato. «I portoghesi - ha aggiunto - devono essere consapevoli che il contenimento è ancora importante, che il controllo della situazione è ancora importante ed è per questo che stiamo facendo piccoli passi, valutandoli costantemente». Lo stato d’emergenza in Portogallo è in vigore dal 18 marzo, ma l’epidemia è sempre più sotto controllo come in altri paesi europei. Al momento si contano circa 25.000 contagi e 948 vittime.

In Cina nessun decesso da 13 giorni

Alla data di ieri, nessun decesso per la malattia da nuovo coronavirus (COVID-19) è stato segnalato in Cina continentale per 13 giorni consecutivi. Secondo quanto reso noto da Mi Feng, portavoce della Commissione Sanitaria Nazionale in una conferenza stampa, i casi complessivi confermati in Cina continentale hanno raggiunto quota 82.836 e 4.633 persone sono morte a causa della malattia. Il portavoce segnala che nella giornata di ieri si è anche registrato il maggior numero di casi importati in un solo giorno. Secondo la commissione, il numero totale di casi importati in Cina continentale ha raggiunto quota 1.639 ieri, di questi 1.087 sono stati dimessi dagli ospedali in seguito alla guarigione.

Turchia, 120 detenuti positivi

Sono 120 i detenuti in 4 prigioni turche risultati finora positivi al coronavirus. Lo ha annunciato il ministro della Giustizia di Ankara, Abdulhamit Gul, precisando che tutti sono stati ricoverati in ospedale e risultano in buone condizioni.

Due settimane fa la Turchia ha approvato una maxi-amnistia che ha permesso la liberazione di circa 90 mila prigionieri, un terzo del totale, per ridurre i rischi di diffusione del Covid-19 nei suoi sovraffollati istituti penitenziari.

India, annullato l’ordine di test dalla Cina

L’India ha annullato gli ordini per circa mezzo milione di kit di test rapidi per il coronavirus dalla Cina, affermando che si tratta di dispositivi «difettosi».

Lo scrive Bbc News online, aggiungendo che le autorità hanno anche disposto il ritiro dei kit che erano già in uso in diversi stati del Paese.

In circa 30 minuti i kit dovrebbero rilevare gli anticorpi nel sangue delle persone che potrebbero aver avuto l’infezione, ma non sono test specifici sull’infezione da coronavirus.

In una nota, il portavoce dell’ambasciata cinese ha replicato affermando che «la qualità dei prodotti medici esportati dalla Cina ha la priorità. È ingiusto e irresponsabile che alcune persone definiscano i prodotti cinesi come «difettosi».

L’Austria sospende le limitazioni agli spostamenti

L’Austria sospende con il primo maggio le limitazioni agli spostamenti, restano però in vigore la distanza minima di un metro tra le persone e l’obbligo di indossare le mascherine. Lo ha annunciato il governo a Vienna. Da maggio saranno inoltre consentite manifestazioni con 10 partecipanti e funerali con 30 persone. Nei negozi raddoppia il numero dei clienti, da una persona ogni 20 metri quadri e una ogni 10. Dal 2 maggio riapertura graduale delle attività commerciali. In Austria, il 2 maggio riprendono le loro attività i negozi con oltre 400 metri quadri e i parrucchieri, che segnalano già ora liste d’attesa di alcune settimane. Il 15 maggio riapriranno i ristoranti e gli alberghi dal 29 maggio. I ristoranti potranno essere aperti dalle 6 alle 23, tra i tavoli va garantito una distanza minima di un metro, che però non vale per i clienti. La stagione delle piscine partirà invece il 29 maggio.

In Belgio 134 nuovi decessi

In Belgio sono 134 i nuovi decessi legati alla pandemia di COVID-19, di cui 67 registrati in ospedale e 64 nelle case di riposo. Lo hanno comunicato i portavoce del centro di crisi durante la conferenza stampa quotidiana. Il totale delle vittime nel Paese sale così a 7.331, oltre la metà delle quali (53%) è stata registrata nelle strutture di cura per anziani. Se nelle scorse settimane il contagio era confermato da test di laboratorio solo per una piccola parte di questi decessi, ora - dopo aver lanciato una vasta operazione di testing nelle strutture per il personale e per gli ospiti - la positività al virus è accertata per l’80% delle vittime nelle case di risposo. Per quanto riguarda i ricoveri, continua la «tendenza nella buona direzione» che vede una diminuzione dei posti letto occupati: 123 persone sono state ricoverate nelle ultime 24 ore e 65 sono state dimesse. Il totale dei posti letto occupati è 3.976, di cui 876 in terapia intensiva (-27). Sono 566 i pazienti che necessitano di assistenza respiratoria (-34). I nuovi contagi accertati sono 647, portando così il totale a 47.334 dall’inizio della pandemia.

In Iran quasi 6 mila morti

Salgono a 92.584 i casi di coronavirus in Iran, con 1.112 contagi registrati nelle ultime 24 ore, in aumento dopo essere scesi ieri per la prima volta da oltre un mese sotto la soglia dei mille al giorno. Le nuove vittime sono 71, per un totale di 5.877 decessi confermati dall’inizio della pandemia. Calano ancora i malati ritenuti in gravi condizioni, che scendono dopo settimane sotto la soglia dei tremila (2’983), mentre i pazienti guariti crescono a 72.439. Il totale dei test effettuati finora ammonta a 442.590. Lo riferisce il portavoce ministero della Salute iraniano Kianoush Jahanpour.

Calo dei decessi in Spagna

Si registra un calo dei decessi per coronavirus in Spagna con 301 morti nelle ultime 24 ore, mentre ieri le vittime erano state 331. Lo indicano i dati diffusi dal governo. Il totale dei decessi nel paese sale quindi a 23.822, oltre 210 mila i contagiati e 102 mila i guariti.

Israele: finora 208 decessi

I casi di coronavirus in Israele sono saliti a 15’589, 123 più di ieri. I decessi sono stati finora 208. Lo ha reso noto il ministero della sanità. Negli ospedali sono ricoverati 117 contagiati in condizioni gravi, e di essi 94 sono in rianimazione.

Il numero di quanti risultano essere guariti è intanto salito a 7’375, ossia 579 in più rispetto a ieri.

Brasile: 338 decessi in 24 ore

Sono 338 i casi mortali di Covid-19 registrati oggi in Brasile, secondo il ministero della Salute. Il totale delle vittime è di 4’543.

I contagi totali sono 66’501, con un aumento nelle ultime 24 ore di 4’205.

Il tasso di mortalità è del 6,8%, secondo il governo brasiliano.

Una dozzina di briefing in cui Trump minimizzò la minaccia

Le agenzie di intelligence Usa ammonirono sui rischi del coronavirus in oltre una dozzina di briefing classificati preparati per il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a gennaio e in febbraio, mesi durante i quali il tycoon continuò a minimizzare la minaccia.

Lo scrive il Washington Post citando dirigenti ed ex dirigenti Usa. Per settimane il rapporto giornaliero per il presidente aveva tracciato la diffusione del virus nel mondo avvisando che la Cina stava sopprimendo informazioni sulla trasmissibilità del virus e sul bilancio delle vittime.

Gli 007 Usa avevano ammonito anche sulla prospettiva di catastrofiche conseguenze politiche ed economiche. Ma gli allarmi sembrano essere stati ignorati da Trump, che normalmente evita di leggere il briefing quotidiano e a volte ha dimostrato poca pazienza anche per la sintesi orale che ora ascolta due o tre volte a settimana, secondo le fonti del Wp.

Lunedì 27 aprile

(Aggiornato alle 18.02) Sono quasi 3 milioni i casi di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Per la precisione le persone contagiate sono 2.982.933. Gli Stati Uniti sono nettamente il Paese più colpito numericamente con 965.933 casi. Seguono la Spagna e l’Italia. I decessi nel mondo sono 206.811, i guariti sono 870.204.

L’Oms: «Siamo lontani dalla fine della pandemia»

«Siamo lontani dalla fine della pandemia. L’Oms è preoccupata dai trend in crescita, ad esempio in Africa». Lo ha detto il direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus nel consueto briefing sul coronavirus. «La strada è ancora lunga, siamo impegnati a fare tutto ciò che è possibile per sostenere i Paesi. Ma il ruolo della politica è fondamentale, soprattutto quello dei parlamenti», ha sottolineato.

«Quando il 30 gennaio abbiamo dichiarato la più alta emergenza sanitaria mondiale, con solo 82 casi di coronavirus fuori dalla Cina, il mondo avrebbe dovuto ascoltare meglio. Tutti i Paesi avrebbero potuto attivare i massimi livelli di sicurezza allora». Ha poi ammonito Tedros Adhanom Ghebreyesus. «Noi diamo i migliori consigli, alcuni Paesi li accettano, altri li rifiutano. Ogni Paesi si assume la sua responsabilità».

Spagna i guariti salgono a oltre 100 mila persone

Sale di nuovo, anche se leggermente, il bilancio dei morti giornalieri provocati dal coronavirus in Spagna mentre il totale delle persone guarite finora supera quota 100.000: secondo i dati ufficiali diffusi questa mattina dal ministero della Sanità e riportati dal quotidiano El Pais, nelle ultime 24 ore sono stati registrati 331 decessi - contro i 288 delle 24 ore precedenti - a quota 23.521. Allo stesso tempo, i casi di contagio sono aumentati a 209.465, mentre le persone guarite sono ora 100.875.

Australia, un successo lancio l’app di tracciamento

Oltre un milione di australiani hanno scaricato l’app di tracciamento del coronavirus nelle prime 24 ore da quando è stata lanciata domenica sera dal primo ministro Scott Morrison. L’app COVIDSafe è sostenuta da organizzazioni di medici, infermieri, imprenditori e bancari e registra le connessioni Bluetooth che il telefono di una persona fa con telefoni di persone con cui sia stata in contatto ravvicinato. Secondo un sondaggio Newspoll citato dal quotidiano The Australian, gli australiani sono pronti ad allinearsi e sarà facilmente superato il 40% di partecipazione pari a circa 10 milioni di persone, ritenuto necessario per l’efficacia dell’app e quindi per l’allentamento delle restrizioni. Secondo il sondaggio il 54% degli australiani è disposto a installare l’app sul proprio cellulare.

Il Financial Times: «I morti potrebbero essere più del doppio»

Le vittime del coronavirus nel mondo potrebbero essere molte di più, oltre il doppio, di quanto non dicano i dati ufficiali. È quanto emerge da un’analisi del Financial Times condotta su 14 Paesi colpiti dalla pandemia, tra cui tutti i principali stati europei. Il quotidiano britannico parla di un bilancio delle vittime quasi il 60% superiore a quello delle statistiche ufficiali, un dato al quale gli esperti arrivano mettendo a confronto i decessi avvenuti tra marzo a aprile di quest’anno con quelli dello stesso periodo dei cinque anni passati. Risultato: ci sono stati 122 mila morti in più rispetto ai livelli normali, molti di più dei 77 mila decessi ufficiali registrati in queste nazioni a causa dei contagi del coronavirus. In tutti i Paesi analizzati, esclusa la Danimarca, il numero dei decessi da marzo ad aprile 2020 avrebbe di gran lunga superato la media storica: in Italia del 90%, in Belgio del 60%, in Spagna del 51%, nei Paesi Bassi del 42% e in Francia del 34%. In particolare, per quel che riguarda l’Italia il Financial Times calcola per la Lombardia, l’epicentro della pandemia in Europa, il 155% in più di decessi rispetto alla media dei cinque anni precedenti, e nella sola provincia di Bergamo del 464%, il dato più alto in assoluto davanti a New York (200%) e Madrid (161%).

Calano i decessi negli USA

Torna a scendere negli Stati Uniti il numero delle vittime del coronavirus: 1.330 nelle ultime 24 ore rispetto alle 2.494 del giorno precedente. In totale i decessi, secondo la John Hopkins University, sfiorano i 55 mila e i casi di contagio i 965 mila.

I provvedimenti del Giappone per stimolare l’economia

La Banca del Giappone (Boj) rimuove ogni limite al piano di acquisto di obbligazioni governative e adotta ulteriori provvedimenti per stimolare la ripresa dell’economia, che - in base alle stime dell’istituto centrale - è prevista contrarsi tra il 3 e il 5% nell’anno fiscale 2020. Le nuove mosse sono state comunicate nel corso di una riunione del comitato convocata in via eccezionale legata all’emergenza sanitaria per il coronavirus. La decisione della Boj si allinea in questo modo alle manovre adottate dalle principali banche centrali mondiali con quantitative easing (Qe) potenziati, e acquisti di titoli di Stato sui mercati in pratica senza limiti. L’istituto guidato dal governatore Haruhiko Kuroda ha inoltre deciso di mantenere il costo del denaro in territorio negativo, al meno 0,1%, e prevede un tasso di inflazione che rimarrà sotto l’obiettivo del 2% almeno fino all’anno fiscale 2022.

Domenica 26 aprile

(Aggiornato alle 17.40) I casi di coronavirus nel mondo hanno oltrepassato questa mattina la soglia dei 2,9 milioni: è quanto emerge dal conteggio aggiornato della Johns Hopkins University. Il quadro globale della progressione del virus fornito dall’università americana indica 2.900.422 contagi, 203.055 decessi e 822.760 persone guarite.

Altri 413 decessi in Gran Bretagna

Altre 413 persone sono morte nelle ultime 24 ore a causa del coronavirus negli ospedali della Gran Bretagna portando il totale delle vittime a 20.732. Lo riporta il Guardian. Si tratta dell’aumento giornaliero più basso dalla fine di marzo.

Stephen Powis, il direttore medico del Nhs, ha spiegato nel consueto briefing sul Covid-19 che il bilancio dei morti sta scendendo «chiaramente perché la popolazione ha rispettato il distanziamento sociale».

«Le misure di lockdown in Gran Bretagna saranno riviste tra un paio di settimane. E’ importante non allentarle troppo presto». Lo ha detto il ministro all’Ambiente britannico George Eustice che oggi ha tenuto il consueto briefing sul coronavirus insieme al direttore medico del Nhs Stephen Powis.

Wuhan non ha più neanche un paziente a rischio

Il numero di pazienti ricoverati per il coronavirus a Wuhan, la città cinese focolaio della pandemia, «è sceso a zero»: l’ultimo paziente in condizioni gravi è guarito venerdì 24 aprile.

Lo ha detto Mi Feng, un portavoce della Commissione Sanitaria Nazionale della Cina. Nell’intera provincia dell’Hubei i casi di contagio - ha aggiunto - sono invece scesi sotto quota 50 e nessun nuovo caso di infezione è stato registrato nelle ultime due settimane nell’intera provincia.

Calano ancora i morti in Spagna, 288 in 24 ore

Cala ancora il numero di pazienti morti per il coronavirus in Spagna. Il bilancio quotidiano del governo rileva 288 decessi in 24 ore, contro i 378 segnalati ieri.

Israele, 15.398 i casi positivi

I casi positivi di coronavirus in Israele sono saliti oggi a 15.398, mentre i decessi hanno raggiunto la cifra di 199. Lo ha reso noto il ministero della sanità. I malati in condizioni gravi sono 132, e di essi 100 sono in rianimazione. Le guarigioni continuano a crescere quotidianamente in un numero superiore di quello dei nuovi contagi ed adesso assommano a 6.602.

Argentina: quarantena estesa fino al 10 maggio

La quarantena attualmente in vigore per combattere la pandemia da coronavirus in Argentina è stata estesa fino al 10 maggio. Lo ha annunciato ieri sera il presidente della Repubblica Alberto Fernández.

In un messaggio dalla residenza di Olivos, il capo dello Stato ha aggiunto che è cominciata una fase di rimodulazione basata sulla situazione geografica, che non riguarderà i grandi agglomerati urbani con più di 500.000 abitanti ma i centri abitati minori e le zone meno densamente popolate. Fernández ha sostenuto che «siamo ancora lontani» dalla sconfitta della pandemia ma che comunque seguirà un’altra fase, la terza, definita di «segmentazione geografica», che prevede la ripresa di numerose attività nelle città medie e piccole. In generale e su tutto il territorio nazionale, la gente potrà uscire di casa per un’ora a fini ricreativi, ma non per svolgere attività sportive.

Johnson torna al lavoro

Il primo ministro conservatore Boris Johnson ha completato il recupero dopo il contagio da coronavirus e tornerà al timone del governo britannico da lunedì a tempo pieno. Lo hanno confermato fonti di Downing Street dopo le anticipazioni dei giorni scorsi. Le fonti hanno precisato che Boris Johnson, in convalescenza nella residenza di campagna di Chequers con la promessa sposa Carrie Symonds, incinta di sei mesi e a sua volta reduce dal Covid-19, ha avuto ieri un colloquio di tre ore con il ministro degli Esteri e Primo segretario di Stato, Dominic Raab, suo supplente in questi giorni, e con il cancelliere dello Scacchiere, Rishi Sunak, numero tre del governo, per aggiornarsi su tutti i dossier.

Johnson era stato costretto all’auto-isolamento in un alloggio a Downing Street a fine marzo dopo essere risultato positivo a un test al coronavirus. I sintomi tuttavia non erano passati e dopo oltre due settimane un improvviso aggravamento lo aveva costretto al ricovero al St Thomas Hospital di Londra dove è rimasto una settimana - incluse 3 drammatiche notti in terapia intensiva - prima d’essere dimesso la domenica di Pasqua.

Il suo rientro coincide con una fase tuttora pesante di contagi nel Regno, con un numero di morti salito oltre quota 20.000 nei soli ospedali e con il lockdown prorogato almeno fino a maggio.

Sabato 25 aprile

(Aggiornato alle 22.25) I morti provocati dal coronavirus a livello mondiale hanno superato quota 200.000, mentre il numero complessivo dei casi ha superato la soglia del 2,8 milioni: è quanto emerge dal conteggio aggiornato della Johns Hopkins University.

Oltre 4 mila decessi in Brasile

Sono 346 i decessi per Covid-19 registrati oggi in Brasile. Lo rivela il ministero della Salute, precisando che il conteggio totale delle vittime è di 4.016. I contagi accertati nelle ultime 24 ore sono 5.514, per un totale di 58.509.

Cala il numero dei morti New York

New York ha fatto registrare nelle ultime 24 ore il numero di decessi per coronavirus più basso dal primo aprile: 422 morti che portano il bilancio complessivo delle vittime nello stato a 16’162. Il numero dei casi di contagio è salito a 271’621. Si viaggia a una media di 6’000 al giorno, ha spiegato il governatore Andrew Cuomo, spiegando che durante la prima settimana di aprile tale media era di 11’000 nuovi casi al giorno. Un’altra buona notizia viene dai ricoveri calati del 25% rispetto al picco del 13 aprile.Nel mondo si registrano adesso 195.920 decessi, 5.059 in più rispetto alla rilevazione di ieri alla stessa ora. Il bilancio dei casi è a quota 2.790.986, mentre le persone guarite sono 781.382.

Sudafrica, 99 positivi in un’azienda farmaceutica

Novantanove impiegati di un impianto dell’azienda farmaceutica GlaxoSmithKline a Epping, Cape Town, sono stati trovati positivi al coronavirus. L’impianto, nel quale lavorano circa 400 persone, è stato chiuso lunedì dopo un’ispezione del dipartimento del Lavoro sudafricano. «Abbiamo constatato che nella fabbrica non c’erano misure di sicurezza adeguate contro il Covid-19 e lo staff non era dotato di igienizzanti né di protezione», ha dichiarato la portavoce del dipartimento Candice van Reenen. Gsk ha confermato il contagio di diversi impiegati nella struttura assicurando che il benessere dei lavoratori è una loro priorità. Secondo la Bbc, la fabbrica ha avuto l’autorizzazione a riaprire.

Altri 813 morti nelle ultime 24 ore in Gran Bretagna

Torna a impennarsi il numero quotidiano di morti censito nel Regno Unito. Lo rende noto il ministero della Sanità, indicando altri 813 decessi nei soli ospedali nelle ultime 24 ore, ossia un centinaio più di ieri, fino a un totale salito a 20’319.

I contagi diagnosticati si avvicinano intanto a quota 150’000 (148’377), con curva piatta d’incremento attorno a 5000 al giorno. I test eseguiti, seppur in leggero aumento, restano peraltro ancora lontani dal target di 100’000 al giorno promesso dal governo per fine mese.

Ue verso garanzie di Stato anche a debito subordinato

La Ue si avvia a permettere agli Stati di fornire garanzie pubbliche anche al debito subordinato delle aziende per fare fronte all’emergenza Coronavirus, estendendo così ulteriormente la flessibilità sugli aiuti di Stato.

La misura, richiesta da alcuni stati membri, è stata inviata agli Stati in consultazione. Lo scopo è quello di definire le condizioni di tali garanzie concesse a condizioni favorevoli ed assicurare, allo stesso tempo, sufficienti salvaguardie per limitare la distorsione della concorrenza.

La Spagna ha il maggior numero di medici infetti

La Spagna è il paese nel mondo con il maggior numero di professionisti della salute infettati da coronavirus, secondo i dati ufficiali disponibili. Lo scrive El Pais.

Un rapporto pubblicato giovedì dal Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (ECDC) evidenzia che mentre il 20% dei casi registrati in Spagna riguarda questo gruppo, in Italia tale percentuale scende al 10%, sebbene in Lombardia, epicentro dell’epidemia nel paese, la percentuale sia anche del 20%. Negli Stati Uniti, i sanitari infetti raggiungono a malapena il 3% e in Cina si attestano al 3,8%.

Sebbene lo studio ECDC raccolga dati con qualche giorno di ritardo (quello della Spagna è raccolto da uno studio del Centro nazionale per epidemiologia riferito al 21 aprile), la tendenza al rialzo tra il personale sanitario in Spagna continua.

Il Ministero della Salute ha riferito ieri che le infezioni tra medici e infermieri ora ammontano a 35’295, 940 in più rispetto a giovedì. In Italia, il secondo paese europeo più colpito dall’epidemia, i sanitari positivi al virus non raggiungono i 18’000, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità di martedì scorso, ultimo disponibile.

USA: oltre 52 mila vittime

Mentre gli Stati Uniti viaggiano verso un milione di contagi (attualmente oltre 900 mila) il numero delle vittime del coronavirus supera le 52 mila, più di un quarto delle vittime di tutto il mondo. E questo in meno di tre mesi dal primo decesso causato negli Usa dal Covid-19. È quanto emerge dai dati aggiornato della John Hopkins University.

Giappone: il 10% si è infettato in ospedale

Quasi il 10% delle persone risultate positive al coronavirus in Giappone hanno contratto il virus all’interno di ospedali o istituzioni mediche. Lo ha accertato l’emittente pubblica Nhk nel corso di un’indagine, rivelando che fino allo scorso martedì il numero di infezioni riscontrate negli ospedali si assestava a 1’068, rilevate in 60 diversi centri medici nazionali. Di queste 513 riguardavano dottori, infermiere e altro personale sanitario, mentre 534 concerneva pazienti. Tokyo è la città con il più alto numero di contagi avvenuti negli ospedali, con 454 casi, seguita da Osaka al secondo posto con 155.

L’aumento delle infezioni ha obbligato diversi ospedali a sospendere il servizio di ricovero dei malati e la riduzione di altri trattamenti. Secondo gli esperti citati dalla Nhk, un ulteriore incremento dei contagi di coronavirus potrebbe provocare un collasso del sistema sanitario nazionale del Paese.

In Olanda 120 decessi in un giorno

Le autorità sanitarie olandesi riferiscono che dalla giornata di ieri si segnalano 100 nuovi ricoveri, 120 decessi e 655 nuove persone risultate positive. Complessivamente in Olanda si contano 37’190 contagi, 10’381 ricoveri ospedalieri e 4’409 decessi, ma ricordano che c’è un ritardo tra il giorno del ricovero o la morte e il giorno in cui questo è stato riportato.

Il centro Rivm (l’Istituto nazionale per la salute pubblica e l’ambiente) sottolinea inoltre che le cifre degli ultimi giorni lasciano intravedere che le misure prese per contenere il virus stanno funzionando e che il numero di nuove segnalazioni al giorno di pazienti ospedalizzati è ancora in calo e lo stesso vale per il numero di pazienti deceduti segnalati.

Iran, 1.134 casi nelle ultime 24 ore

Il numero di contagi da coronavirus in Iran è aumentato di 1.134 casi nelle ultime 24 ore a quota 89.328: lo ha reso noto oggi il ministero della Sanità del Paese sottolineando che finora 68.1933 sono guarite e 3.096 pazienti versano in condizioni critiche. L’Iran conta oggi 5.650 morti provocati dal virus, 76 in più rispetto a ieri.

Belgio a scuola dal 18 maggio, ma solo 10 alunni per classe

Un massimo di 10 alunni per classe in Belgio a partire dal 18 maggio, e ognuno dovrà disporre di quattro metri quadrati di spazio di distanza l’uno dall’altro. E’ quanto hanno precisato le entità federali competenti per l’istruzione del paese dopo l’annuncio da parte della premier Sophie Wilmes di una riapertura graduale e parziale delle scuole a partire dal 18 maggio.

I sindacati si interrogano sulla fattibilità delle misure annunciate in materia di istruzione. «Riprendere le lezioni su una scala troppo ampia sarà complicato in termini di organizzazione. Ci sono 700mila giovani iscritti all’istruzione primaria e secondaria nella Fédération Wallonie-Bruxelles (Fwb). Se solo 150mila di loro tornassero, in gruppi di 10, sarebbero già necessari 15mila locali. È realistico?», si è chiesto Roland Lahaye della confederazione Csb.

Spagna: 378 decessi in 24 ore

Nelle ultime 24 ore in Spagna si registrano 378 decessi, un lieve incremento rispetto alle 367 vittime registrate ieri, stando alle cifre fornite dal ministero spagnolo della Sanità.

Il totale di morti quindi ad oggi è di 22.908. I contagi sono in totale 223.759, con 2.944 nuovi casi positivi, mentre si contano 95.708 guariti.

Non è chiaro se gli anticorpi proteggano da una seconda infezione

Non ci sono ancora prove scientifiche che le persone che sono guarite dal Covid-19 abbiano anticorpi che proteggono da una seconda infezione. Lo ricorda l’Oms in un documento appena pubblicato.

Nel documento si precisa che «a questo punto della pandemia non ci sono abbastanza evidenze sull’efficacia dell’immunità data dagli anticorpi per garantire l’accuratezza di un ‘passaporto di immunità’ o un ‘certificato di libertà dal rischio’».

Alcuni governi, spiega l’Organizzazione, hanno suggerito che trovare gli anticorpi al Sars-CoV-2 possa servire come base per un ‘passaporto di immunità’ che può permettere agli individui di viaggiare o di tornare al lavoro con l’assunzione che siano protetti da una reinfezione. «Molti degli studi hanno mostrato che le persone che sono guarite dall’infezione hanno gli anticorpi per il virus.

Tuttavia alcuni di questi - scrive l’Oms - hanno livelli estremamente bassi di anticorpi neutralizzanti nel sangue. Al 24 aprile 2020 nessuno studio ha valutato se la presenza degli anticorpi da Sars-CoV-2 possa dare immunità ad una successiva infezione nell’uomo».

In Cina solo 49 pazienti in condizioni gravi

Solo 49 pazienti affetti dal coronavirus in Cina su un totale di 838 versano in condizioni critiche: si tratta del bilancio più basso dalla fine di gennaio. Lo ha reso noto oggi la Commissione nazionale per la salute, secondo quanto riporta l’agenzia stampa spagnola EFE.

Per la prima volta, inoltre, nessuno di questi casi si registra a Wuhan, la città epicentro del virus dove si contano ancora 23 casi di contagio.

Fino alla mezzanotte scorsa sono stati registrati in Cina 12 nuovi contagi da coronavirus, 11 dei quali rilevati su persone arrivate dall’estero e uno su un cittadino nella provincia nord orientale di Heilongjiang, al confine con la Russia.

Per il nono giorno consecutivo, infine, le autorità cinesi non hanno registrato nuovi decessi legati al Covid-19: il bilancio ufficiale dei morti rimane così invariato a quota 4.632 a fronte di 82.816 casi. Finora 77.346 persone sono guarite.

Graduale apertura in Belgio

Oltre un mese dopo l’entrata in vigore delle restrizioni per contenere la pandemia di Covid-19, il Belgio pianifica l’uscita dalla quarantena. Il processo sarà «graduale.

Non potremo mai escludere di dover fare dei passi indietro», perché il Paese è in bilico su «un equilibrio fragile» e l’operazione «dipende dall’evoluzione dei dati sanitari», quindi «nessuna data è scolpita nella pietra» ha avvertito la premier Sophie Wilmes al termine di una riunione del Consiglio nazionale per la sicurezza durata oltre sette ore.

Quattro sono le date che scandiranno un primo ritorno alla normalità: il 4 maggio riaprirà un numero molto limitato di attività, ma per le aziende resta consigliato il telelavoro. L’attività fisica all’aperto sarà permessa con massimo due persone. L’11 maggio riapriranno le attività commerciali, seguendo restrizioni che devono ancora essere definite.

Il 18 maggio ci sarà una riapertura graduale e parziale delle scuole, mentre solo a giugno potrebbe toccare a bar e ristoranti. Portare una mascherina o una protezione per naso e bocca sarà obbligatorio sui mezzi pubblici e sul luogo di lavoro quando non è possibile garantire le distanze di sicurezza.

Morta una neonata a New York

Una neonata di 5 mesi, figlia di un vigile del fuoco, è morta di coronavirus a New York, diventando una delle vittime più giovani della pandemia che si conoscano. Jay Natalie, questo il nome della bimba, è deceduta dopo un mese di trattamenti in un ospedale del Bronx, dove era stata ricoverata il 21 marzo a causa di una febbre alta. Soffriva di problemi cardiaci.

Secondo i dati delle autorità sanitarie federali negli Stati Uniti a partire dal 2 aprile scorso sono morti tre bambini tra un anno e 14 anni.

Venerdì 24 aprile

(Aggiornato alle 23.26) Sono 2.789.315 i casi di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Gli Stati Uniti sono nettamente il Paese più colpito numericamente con 889.661 contagi. Seguono la Spagna e l’Italia. I decessi nel mondo sono 195.775, i guariti sono 781.109.

A Mosca più contagi che in tutta la Cina

Belgio, quattro tappe per uscire dalla quarantena

Oltre un mese dopo l’entrata in vigore delle restrizioni per contenere la pandemia di coronavirus, il Belgio pianifica l’uscita dalla quarantena. Il processo sarà «graduale. Non potremo mai escludere di dover fare dei passi indietro», perché il Paese è in bilico su «un equilibrio fragile» e l’operazione «dipende dall’evoluzione dei dati sanitari», quindi «nessuna data è scolpita nella pietra» ha avvertito la premier Sophie Wilmes al termine di una riunione del Consiglio nazionale per la sicurezza durata oltre sette ore. Quattro sono le date che scandiranno un primo ritorno alla normalità: il 4 maggio riaprirà un numero molto limitato di attività, ma per le aziende resta consigliato il telelavoro. L’attività fisica all’aperto sarà permessa con massimo due persone. L’11 maggio riapriranno le attività commerciali, seguendo restrizioni che devono ancora essere definite. Il 18 maggio ci sarà una riapertura graduale e parziale delle scuole, mentre solo a giugno potrebbe toccare a bar e ristoranti. Portare una mascherina o una protezione per naso e bocca sarà obbligatorio sui mezzi pubblici e sul luogo di lavoro quando non è possibile garantire le distanze di sicurezza.

In Francia più di 22 mila morti fra ospedali e ospizi

In Francia i morti per coronavirus dall’inizio dell’epidemia - fra ospedali, case di riposo e istituti per disabili - hanno superato il numero di 22.000 e sono, questa sera, 22.245. Continuano a scendere i ricoverati, questa sera 561 meno di ieri (28.658) e i pazienti in rianimazione, 183 in meno (4.870).

Negli USA oltre 50 mila morti

Il bilancio delle vittime per il coronavirus negli Stati Uniti supera i 50 mila morti. Gli Usa sono sempre di più l’epicentro della pandemia e viaggiano ormai verso il milione di casi di contagio. I pazienti positivi sono attualmente oltre 870 mila, secondo gli ultimi dati pubblicati oggi della John Hopkins University di Baltimora (Usa).

«Erdogan imponga il lockdown»

«Istanbul ha 16 milioni di abitanti, una popolazione più grande anche di molti Stati. Oltre metà dei 100 mila contagi in Turchia sono qui. Abbiamo chiesto al governo un coprifuoco permanente, ma la richiesta è stata ignorata». Lo dice in un’intervista all’agenzia italiana ANSA il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu, esponente dell’opposizione Chp. In Turchia un coprifuoco è stato imposto negli ultimi due weekend, ed è ora in vigore per 4 giorni fino a domenica, ma l’esecutivo ha deciso di non estenderlo ai giorni feriali per timore di danneggiare l’economia. Secondo Imamoglu, il presidente Recep Tayyip Erdogan agisce secondo «la logica del ‘faccio io’, ma per amministrare serve condivisione. E quando ha imposto il primo fine settimana di coprifuoco, non mi ha neppure avvisato. Da quando è scoppiata la pandemia non abbiamo mai parlato. Ma ciò che conta è che il popolo vede come governa».

La Spagna registra la cifra più bassa di decessi

La Spagna registra 367 vittime nelle ultime 24 ore, il bilancio giornaliero più basso da un mese a questa parte. Lo riferisce il governo spagnolo.

In Cina zero decessi per il nono giorno di fila

La Cina ha registrato giovedì sei nuovi casi di coronavirus, contro i 10 di mercoledì, di cui due importati e 4 domestici tra le province di Heilongjiang (3) e Guangdong (1). Secondo gli ultimi dati diffusi dalla Commissione sanitaria nazionale (Nhc), i decessi sono stati pari a zero per il nono giorno di fila, restando fermi a 4.632 nel complesso. I contagi totali sono saliti a 82.804, mentre i guariti a 77.257. I casi importati risultano adesso 1.618, di cui 849 risoltisi con la guarigione e 769 ancora in cura, comprensivi di 32 in gravi condizioni. I nuovi asintomatici individuati sono 34, per 979 totali: tutti sono sotto stretta osservazione medica.

Raddoppiano i casi in Ecuador

Il ministero della Sanità ecuadoriano ha rivelato oggi a sorpresa l’esistenza di altri 10.977 contagi confermati, risultato di test rimasti indietro, i quali praticamente raddoppiano quelli esistenti (11.183), portando il nuovo totale a 22.160. L’annuncio è stato fatto dal ministro Juan Carlos Zevallos, il quale ha spiegato che grazie all’acquisizione di nuovi macchinari è stato possibile verificare 23.856 test, dei quali, appunto 10.977 hanno dato risultato positivo. Questa nuova realtà sarà riflessa via via nei prossimi giorni nelle statistiche ufficiali delle varie province. Ufficialmente, infine, i morti accertati per contagio da COVID-19, sono 560.

Giovedì 23 aprile

(Aggiornato alle 23.56) Sono oltre 2,6 milioni i casi di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Per la precisione le persone contagiate sono 2.682.225, di cui circa la metà in Europa. Gli Stati Uniti sono nettamente il Paese più colpito numericamente con 842.624 casi. Seguono la Spagna e l’Italia. I decessi nel mondo sono 187.330, i guariti sono 719.339.

A Mosca più contagi che in tutta la Cina

L’Ecuador raddoppia il numero dei contagi

Il ministero della Sanità ecuadoriano ha rivelato oggi a sorpresa l’esistenza di altri 10.977 contagi confermati, risultato di test rimasti indietro, i quali praticamente raddoppiano quelli esistenti (11.183), portando il nuovo totale a 22.160. L’annuncio è stato fatto dal ministro Juan Carlos Zevallos il quale ha spiegato che grazie all’acquisizione di nuovi macchinari è stato possibile verificare 23.856 test, dei quali, appunto 10.977 hanno dato risultato positivo. Questa nuova realtà sarà riflessa via via nei prossimi giorni nelle statistiche ufficiali delle varie province. Ufficialmente, infine, i morti accertati per contagio da Covid-19, sono invece 560.

A San Paolo 13 mila fosse in 3 cimiteri cittadini

«Il virus si sta diffondendo in tutti i quartieri della città di San Paolo e il peggio deve ancora venire». Bruno Covas, sindaco della capitale paulista, la più colpita dall’epidemia di Covid-19 in Brasile, ha lanciato oggi l’allarme annunciando di aver ordinato di scavare 13 mila nuove fosse in tre cimiteri cittadini. «I lavori sono già cominciati e, se necessario, lavoreremo anche di notte. Abbiamo anche realizzato un centro di logistica nel cimitero di Vila Formosa e acquistato quattro container refrigerati in grado di ospitare fino a mille cadaveri in attesa di sepoltura», ha aggiunto Covas. Il sindaco vuole aumentare a 400 le sepolture giornaliere, contro una media di 240 prima dell’epidemia di Covid-19.

Il Canada invia i militari nelle case anziani

Il premier canadese Justin Trudeau onorerà la richiesta arrivata dalle province del Canada di inviare militari nelle case di cura, colpite duramente dal coronavirus. Ma, senza nascondere la sua frustrazione, dice: «Questa non è una soluzione di lungo termine. In Canada non dovrebbero essere i militari a prendersi cura degli anziani. Stiamo assistendo a terribili tragedie nelle case di cura nel Paese e questo è inaccettabile. Possiamo fare meglio, dobbiamo fare meglio».

Test per tutti i lavoratori chiave in Gran Bretagna

Il governo britannico risponde alle critiche sui ritardi nei test sul coronavirus rilanciando l’impegno a garantire da domani il tampone a tutti i medici, gli infermieri, i lavoratori dei servizi essenziali e i loro familiari. L’annuncio è arrivato dal ministro della Sanità, Matt Hancock, nella conferenza stampa di giornata a Downing Street col professor John Newton, responsabile del programma sui test. Hancock ha reso noto che domani i dipendenti dei settori pubblici chiave potranno prenotare online il tampone, come le loro famiglie. Incalzato dai giornalisti alla «trasparenza», ha poi precisato che la potenzialità totale nazionale è stata elevata a 51.000 test al giorno (meno di metà dei quali per ora tuttavia eseguiti), rispetto all’obiettivo dei 100.000 fissato per fine aprile. Il ministro ha inoltre annunciato l’assunzione di 18.000 addetti per il futuro tracciamento online delle persone a rischio contagio, specificando però che i progetti per la realizzazione di una app considerata affidabile dal governo sono ancora in fase di sperimentazione e verifica.

In Egitto coprifuoco per il Ramadan

Coprifuoco notturno in Egitto durante tutto il mese di Ramadan per combattere la diffusione del coronavirus. Lo ha annunciato il premier Mostafa Madbouly citato da Al Arabiya. Misure simili sono state adottate anche da altri Paesi. Il coprifuoco - ha spiegato Madbouly in conferenza stampa - sarà in vigore in Egitto dalle 21.00 alle 06.00. L’Indonesia dispiega invece 175 mila militari sul suo territorio, fra polizia e agenti di ordine pubblico, per garantire il rispetto dei divieti di movimento e viaggio in occasione dell’Eid al Fitr, la festività che conclude il mese sacro islamico del Ramadan, come misura per contrastare la diffusione del coronavirus. Lo riferisce la Cnn.

In Spagna oltre 34 mila operatori sanitari contagiati

Sono 34.355 gli operatori sanitari che hanno contratto il coronavirus in Spagna dall’inizio della pandemia, stando agli ultimi dati aggiornati che soltanto nelle ultime 24 ore registrano in questa categoria 1.202 nuovi contagi. Si tratta del 16,12% del totale dei casi positivi alla COVID-19 nel Paese.

L’OMS: «La metà dei morti in Europa era nelle case di cura»

Quasi metà delle persone morte per coronavirus in Europa erano residenti di case di cura. Lo ha detto il direttore regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) Europa, Hans Kluge, in una conferenza stampa. «Il quadro su queste strutture è profondamente preoccupante», ha sottolineato. «Secondo le stime che arrivano dai Paesi europei la metà delle persone che sono morte di coronavirus erano residenti in case di cura. È una tragedia inimmaginabile», ha detto il direttore dell’OMS Europa. «C’è un urgente ed immediato bisogno di ripensare il modo in cui operano le case di cura oggi e nei mesi a venire», ha aggiunto sottolineando che «le persone compassionevoli e dedicate che lavorano in quelle strutture - spesso sovraccaricate di lavoro, sotto pagate e prive di protezione adeguata - sono gli eroi di questa pandemia».

In Cina casi e pazienti per la prima volta sotto quota mille

Il numero di casi confermati e in cura di coronavirus in Cina è sceso per la prima volta sotto quota 1.000, a 959: lo ha sottolineato Mi Feng, portavoce della Commissione sanitaria nazionale, parlando in conferenza stampa dei dati sulla pandemia aggiornati a mercoledì. Più della metà dei casi di contagio di ritorno si sono risolti con la dimissione dagli ospedali a guarigione completata. Nessuna nuova infezione e nessun decesso sono stati poi riportati nell’Hubei, la provincia epicentro della pandemia: a ieri, i pazienti in cura sono scesi a 69, inclusi due casi gravi.

Brasile, visite in carcere sospese per altri 30 giorni

In un decreto pubblicato oggi nella Gazzetta ufficiale, il governo brasiliano ha annunciato la sospensione delle visite alle carceri federali per altri trenta giorni, come misura di prevenzione contro l’aumento dei casi del nuovo coronavirus: lo rende noto Cnn Brasil. Le restrizioni, iniziate il 16 marzo, sono state successivamente estese, poiché le autorità sanitarie considerano l’ambiente carcerario favorevole alla rapida diffusione della malattia. La misura annunciata sospende non solo le visite ai detenuti, ma anche le scorte, l’assistenza degli avvocati e le attività educative, di lavoro e di assistenza religiosa all’interno delle carceri. Le strutture devono inoltre adottare misure necessarie per isolare i detenuti di età superiore ai 60 anni o con malattie croniche.

Finlandia, il premier in autoisolamento

La premier finlandese Sanna Marin ha deciso di mettersi in autoisolamento dopo essere entrata in stretto contatto con una persona positiva al coronavirus. Lo riporta la Bbc. In un comunicato ufficiale si precisa che la premier 34enne, al centro dell’attenzione mondiale quando venne eletta perchè diventata il più giovane capo di governo al mondo, non ha sintomi ed è stata sottoposta al test.

In Spagna superati i 22 mila morti

Il numero dei morti registrati nelle ultime 24 ore in Spagna è di 440, dato che porta il totale delle vittime ad oggi nel paese a 22.157. Il numero dei casi confermati in Spagna si calcola ad oggi a 213.024, si contano 89.250 guariti.

230 nuovi decessi in Belgio, il totale sale a 6.490

Sono 230 i nuovi decessi legati alla pandemia di COVID-19 registrati in Belgio nelle ultime 24 ore. Di questi, 93 sono avvenuti in ospedale mentre 134 nelle case di riposo del Paese (solo per un terzo di questi ultimi il contagio è stato confermato da test di laboratorio, gli altri decessi sono considerati sospetti). Il totale delle vittime della pandemia sale così a 6.490. Lo hanno dichiarato i portavoce del centro di crisi durante il punto stampa quotidiano. Per quanto riguarda la situazione negli ospedali, i nuovi ricoveri sono 211, mentre le dimissioni sono 367. Il numero totale dei posti letti attualmente occupati è quindi 4.527 (-238), e per la prima volta scende sotto quota mille il conteggio dei ricoverati in terapia intensiva: 993 (-27). Dall’inizio dell’epidemia, 14.008 persone sono state ricoverate in ospedale mentre 9.800 sono state dimesse. I nuovi contagi identificati sono 908, per un totale di 42.797.

In Iran oltre 87 mila casi e 5.481 vittime, riaprono parchi e aree verdi

Salgono a 87.026 i casi di coronavirus in Iran, con 1.030 contagi confermati nelle ultime 24 ore. Le nuove vittime sono 90, per un totale di 5.481 deceduti. Entrambi i dati si confermano in calo. I pazienti in gravi condizioni scendono a 3.105, mentre quelli guariti aumentano a 64.843. I test complessivi effettuati finora sono 389.507, una cifra che resta significativamente più bassa di molti altri Paesi. Lo riferisce il ministero della Salute di Teheran. Intanto, dopo oltre un mese, le autorità iraniane hanno riaperto parchi e giardini pubblici, purché vengano rispettare le misure di igiene e sicurezza, tra cui il distanziamento sociale. Lo ha annunciato il viceministro dell’Interno di Teheran, Hossein Zolfaghari, membro della task force nazionale per la lotta al coronavirus, citato dall’agenzia di stampa Irna. Le aree verdi, precisano le autorità, verranno disinfettate tre volte al giorno.

Calano i nuovi casi in Russia: 4.774 in 24 ore

In Russia sono stati accertati 4.774 nuovi casi di COVID-19 nelle ultime 24 ore, meno dei 5.236 di ieri e dei 5.642 di martedì. In tutto, si registrano 62.773 casi dall’inizio della pandemia. Nel corso dell’ultima giornata ci sono state altre 42 vittime, che portano ufficialmente a 555 i morti di COVID-19 in Russia. I guariti sono invece 4.891, di cui 471 nelle ultime 24 ore. Lo fa sapere il centro operativo nazionale per la lotta al coronavirus, ripreso dalle agenzie di stampa russe. Si registrano meno nuovi casi anche a Mosca, l’area più colpita del Paese, dove oggi i nuovi contagi individuali sono 1.959 contro i 2.548 di ieri e i 3.083 di martedì. Nella capitale russa i casi accertati sono in totale 33.940 e i decessi 288, di cui 27 nell’ultima giornata. Nelle ultime 24 ore si sono invece registrati in Ucraina 578 nuovi casi, che portano a 7.170 il totale dei contagiati nel Paese. Le vittime sono ufficialmente 187, mentre 504 persone sono guarite. Tra i contagiati, dall’inizio della pandemia, ci sono 1.368 operatori sanitari. Lo riporta il ministero della Salute di Kiev, ripreso dal Kyiv Post.

La Cina donerà 30 milioni di dollari all’Oms

La Cina ha annunciato la donazione di altri 30 milioni di dollari all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) negli sforzi di sostegno alla cooperazione internazionale nella lotta alla COVID-19. La mossa, annunciata dal portavoce del Ministero degli Esteri Geng Shuang, segue la prima donazione fatta sempre da Pechino in precedenza del valore di 20 milioni di dollari e il blocco dei fondi Usa all’agenzia dell’Onu deciso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, lamentando un ruolo troppo filo-cinese dell’Oms e un lavoro non impeccabile nella prevenzione della pandemia.

In Israele 191 morti su quasi 15 mila contagi

I casi positivi di coronavirus in Israele sono saliti oggi a 14.592, mentre i decessi hanno raggiunto la cifra di 191. Lo ha reso noto il Ministero della sanità. I malati gravi sono 136 (l’8% in meno rispetto a ieri), e di questi 107 sono in rianimazione. Le guarigioni sono state finora 5.334.

In Turchia coprifuoco fino a domenica

È iniziato alla mezzanotte di ieri un nuovo coprifuoco totale in Turchia che proseguirà fino a domenica per cercare di ridurre la diffusione della Covid-19. Il divieto generalizzato di uscire di casa riguarda le 31 maggiori province del Paese, con l’eccezione dei lavoratori ritenuti essenziali, tra cui gli operatori sanitari. Vengono comunque garantiti i servizi pubblici di base. Il lockdown in precedenza era stato imposto solo negli ultimi due fine settimana per non danneggiare eccessivamente le attività produttive, ma questa nuova stretta fa leva sul ponte festivo legato alla celebrazione oggi della Giornata della Sovranità nazionale e dei Bambini, in cui si commemora il centenario della nascita della Grande assemblea nazionale di Ankara. Le autorità hanno deciso di tenere chiusi fabbriche, uffici e banche anche domani, primo giorno del mese sacro islamico di Ramadan.

«Il virus circolava in Spagna dal 15 febbraio»

Il coronavirus circolava in Spagna già da metà febbraio. Lo sostiene uno studio dell’Istituto di sanità spagnolo Carlos III, riportato da El Pais, secondo il quale non c’è stato un paziente zero ma «una moltitudine di casi» contemporaneamente. La ricerca, guidata dal biologo Francisco Díez, dimostra che già dal 14 febbraio circolavano tracce del virus in Spagna e dal 18 febbraio a Madrid. Il 23 febbraio, il coordinatore dell’emergenza del Ministero della Salute spagnola, Fernando Simón, aveva dichiarato: «In Spagna non ci sono virus, né la malattia viene trasmessa, né attualmente abbiamo alcun caso».

In Corea del Sud 8 nuovi casi e due decessi

La Corea del Sud ha registrato 8 nuovi casi di contagio da coronavirus, di cui quattro importati, portando il totale a 10.702: nei suoi aggiornamenti a mercoledì, il Korea Centers for Disease Control and Prevention (Kcdc) ha poi reso noto due decessi aggiuntivi, per 240 complessivi dallo scoppio della pandemia. In totale, sono 8.411 i pazienti guariti, in rialzo di 134 unità rispetto a martedì. Il governo di Seul è riuscito a portare sotto controllo la situazione con la politica del «tracciare, testare e trattare» attuata su vasta scala, in aggiunta al ferreo distanziamento sociale. I test finora effettuati sulla positività sono stati 583.971.

Saliti a 68 i casi in Libia

La Libia registra nelle ultime 24 ore altri 9 casi di coronavirus che portano il totale dei contagi confermati a 68. Lo rende noto il Centro nazionale libico per il controllo delle malattie sulla propria pagina ufficiale Facebook, precisando che i malati guariti rimangono stabili a 15. Finora nel Paese nordafricano il virus ha provocato un solo morto.

«L’OMS dovrebbe partecipare a un’inchiesta su come si è diffuso il virus»

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) dovrebbe partecipare ad un’inchiesta indipendente su come si sia diffuso il coronavirus. È la proposta che il premier australiano Scott Morrison ha discusso al telefono con diversi leader mondiali tra i quali il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. «Se fai parte di un club come l’Organizzazione mondiale della sanità devi avere obblighi e responsabilità», ha detto Morrison parlando con i giornalisti a Canberra. «Vogliamo che il mondo sia più sicuro quando si tratta di virus, mi auguro che qualsiasi Paese, che sia la Cina o un altro, abbia lo stesso obiettivo», ha sottolineato secondo quanto riportato dal Guardian.

In Cina 10 nuovi casi di cui 6 importati

La Cina ha registrato ieri 10 nuovi casi di infezione da Covid-19, di cui 6 importati e 4 individuati nelle province di Heilongjiang (3) e Guangdong (1). La Commissione sanitaria nazionale (Nhc), che non ha rilevato ulteriori decessi, ha aggiornato il numero di contagi di ritorno a 1.616, di cui 823 risoltisi con la guarigione e 793 sotto cure mediche, comprensivi di 37 in gravi condizioni. I casi a livello nazionale sono saliti a 82.798, tra 959 pazienti ancora in cura, 4.632 decessi e 77.207 persone guarite. I nuovi asintomatici sono stati 27, portando il conto totale a 984, di cui 166 provenienti dall’estero, tutti attualmente sotto osservazione.

Dirigente medico statunitense rimosso: «Ero contro un trattamento caldeggiato da Trump»

Rick Bright, il medico che guida il dipartimento del ministero della salute preposto a sviluppare il vaccino contro il coronavirus, ha denunciato di essere stato rimosso per essersi opposto alla promozione di un trattamento - la clorochina - caldeggiato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump senza prima una rigorosa valutazione scientifica. Lo scrive il New York Times. «Faccio sentire la mia voce - spiega - perché per la lotta a questo virus mortale deve essere guidata dalla scienza e non dalla politica o dal clientelismo». Trump a una domanda posta sul medico ha risposto «Non ne ho mai sentito parlare».

Negli USA oltre 46 mila morti, il governatore della Georgia sfida Trump

Negli USA i morti per coronavirus hanno superato i 46 mila (46.609 per l’esattezza) mentre i casi positivi sono oltre quota 842 mila (842.319). Sono gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Intanto, il governatore repubblicano della Georgia Brian Kemp sfida Donald Trump e ribadisce che venerdì riaprirà alcune attività nonostante il presidente abbia detto di essere «fortemente» in disaccordo. «Come le migliaia di attività attualmente operative in Georgia, sono fiducioso che i proprietari che decidono di riaprire rispetteranno i criteri delle operazioni principali minime, che danno priorità alla salute e al benessere dei dipendenti e dei clienti», ha twittato.

Trump firma l’ordine per limitare l’immigrazione

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato nella briefing alla Casa Bianca sul coronavirus di aver firmato l’ordine esecutivo che limita l’immigrazione in Usa, sospendendo per 60 giorni le green card. Trump ha annunciato che potrebbe modificare l’ordine esecutivo sull’immigrazione, rendendolo più o meno duro, ed estenderne la durata nei 60 giorni in cui è in vigore.

America latina, aumento di 20 mila casi in 48 ore

Il numero dei contagi da coronavirus in America latina ha subito una nuova forte crescita passando in circa 48 ore da 101.636 a 121.087 casi. Anche i morti hanno subito un incremento di oltre 1.000 unità nello stesso periodo, attestandosi a quota 6.116. È quanto emerge da una statistica elaborata dall’ANSA riguardante 34 Nazioni e territori latinoamericani. Il Brasile registra il maggior numero sia di contagiati, quasi i due terzi del totale (45.757), sia di vittime, che sono un po’ meno di quelli registrati complessivamente (2.906). Seguono, con più di 1.000 contagiati, Perù (19.250 e 530), Cile (11.296 e 160), Ecuador 10.850 e 537), Messico (10.544 e 970), Repubblica dominicana (5.300 e 260), Panama (4.992 e 144), Colombia (4.356 e 206), Argentina (3.288 e 159) e Cuba (1.189 e 40).

Mercoledì 22 aprile

(Aggiornato alle 19.23) Ha superato quota 180 mila il numero delle morti provocate dal coronavirus a livello globale: è quanto emerge dal conteggio aggiornato della Johns Hopkins University, secondo cui nel mondo finora i decessi sono 180.784, a fronte di un totale di 2.603.147 di casi confermati.

L’Oms: «Preoccupano Africa, America latina ed Europa dell’est»

L’andamento della pandemia «nell’Europa occidentale sembra essere stabile o in calo» ma «sebbene i numeri siano bassi, vediamo preoccupanti tendenze al rialzo in Africa, America centrale e meridionale ed Europa orientale: la maggior parte dei Paesi è ancora nelle prime fasi» dell’epidemia. Lo ha sottolineato il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel consueto briefing. «Non c’è dubbio che gli inviti a rimanere a casa e le altre misure di distanziamento abbiano ridotto con successo la trasmissione in molti Paesi. Ma questo virus rimane estremamente pericoloso», ha aggiunto.

Protesta degli infermieri davanti alla Casa Bianca

Alcune decine di infermiere e infermieri del sindacato National Nurses United hanno manifestato davanti alla Casa Bianca chiedendo protezioni adeguate per il personale sanitario e leggendo i nomi dei molti colleghi morti per il coronavirus. I partecipanti indossavano la mascherina e hanno mantenuto il distanziamento sociale. «L’amministrazione Trump e il Congresso hanno fallito, per oltre sei settimane non hanno garantito la sicurezza necessaria agli operatori sanitari», hanno spiegato gli organizzatori della protesta, ricordando la mancanza di mascherine, guanti ed altro materiale protettivo. «Non siamo eroi, siamo essere umani sensibili come tutti gli altri, se moriamo nessuno può prendersi cura dei pazienti», ha osservato una manifestante.

Nel Regno Unito più di 18 mila morti, ma potrebbero essere oltre 41 mila

Torna a calare leggermente il numero dei morti per coronavirus registrati nei soli ospedali del Regno Unito nelle ultime 24 ore. Lo rende noto il ministero della Sanità, allineando altri 759 decessi, una settantina in meno rispetto alla nuova impennata di 823 registrata ieri. Il totale censito sale così a circa 18.100 morti, mentre i contagi diagnosticati sfiorano ora 135 mila (133.495 per l’esattezza), con curva d’incremento in flessione attorno a 4500 al giorno. I test eseguiti restano tuttavia ancora lontani dal target di 100 mila al giorno ribadito per fine mese da Dominic Raab, supplente del convalescente Boris Johnson alla guida del governo conservatore. Mentre montano i quesiti sul numero reale di morti totali sulla base di proiezioni ipotizzate dal Financial Times che, elaborando i dati complessivi fermi al 10 aprile dell’Ons, l’Istat britannico, con l’aggiunta delle vittime extraospedaliere (in primo luogo fra gli anziani delle case di riposo), stimano già ora una quota di 41 mila decessi potenziali: inferiore in cifra assoluta nel mondo solo agli Usa..

La città cinese di Harbin rafforza il suo lockdown parziale

Harbin, città di 10 milioni di abitanti e capoluogo della provincia del nordest di Heilongjiang, ha rafforzato il suo lockdown parziale al fine di contenere la diffusione di ritorno del coronavirus, a causa dei casi importati dalla Russia da cittadini cinesi rientrati in patria. Secondo i media ufficiali, la città, uno dei punti più a rischio in Cina sul fronte della COVID-19, ha vietato l’ingresso a non residenti e a veicoli non registrati localmente, ordinando l’isolamento per quanti arrivati fuori dal Paese o da aree epidemiche.

Onu: «Il mondo rischia carestie di proporzioni bibliche»

Il mondo rischia carestie diffuse «di proporzioni bibliche» a causa dalla pandemia di coronavirus. È l’allarme lanciato dall’Onu, riportato dalla Bbc. Secondo David Beasley, capo del Programma alimentare mondiale (Pam), è necessaria un’azione urgente per evitare una «catastrofe umanitaria». Un rapporto del Pam stima che il numero di persone che soffrono la fame potrebbe passare da 135 milioni a oltre 250 milioni. Quelli più a rischio sono in dieci Paesi colpiti da conflitti, crisi economiche e cambiamenti climatici.

Primo o.k. per testare un vaccino su uomo in Germania

Il Paul Ehrlich Institut tedesco ha autorizzato per la prima volta la verifica clinica di un vaccino contro il coronavirus su un candidato. Secondo quanto ha affermato l’istituto federale per i rimedi biomedici, l’impresa di Magonza Biontech ha ottenuto il permesso di provare il medicinale su volontari, riporta l’agenzia di stampa tedesca Dpa.

In Spagna «una nuova normalità» da metà maggio

Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha fissato per la seconda metà di maggio un «lento e graduale» ritorno a «una nuova normalità». Sanchez ha chiesto oggi al parlamento l’autorizzazione a prorogare per la terza volta lo stato di allarme. Una nuova estensione che, ha detto, «con tutta la prudenza e la cautela» dovrebbe poi lasciare il posto a una nuova fase.

Il Missouri fa causa alla Cina, Pechino risponde

Il procuratore generale del Missouri Eric Schmitt ha presentato una causa contro il governo cinese per la perdita di vite umane e le conseguenze economiche nel Missouri provocate dal coronavirus. Lo riferisce la Cnn. La causa, la prima intentata da uno Stato contro la Cina, è indirizzata contro il governo di Pechino, il Partito comunista cinese e altre istituzioni e accusa il governo di avere nascosto informazioni, arrestato gli informatori e negato la «natura» del virus, con gravi conseguenze nel Missouri.

La Cina respinge la mossa del Missouri definendola «a dir poco una assurdità» e priva di base fattuale o legale. Il portavoce del ministero degli esteri, Geng Shuang, ha notato che la risposta cinese al coronavirus non è sotto la giurisdizione dei tribunali statunitensi, rilevando che sono state date informazioni a Washington sulla vicenda dal 3 gennaio. «Tale abuso di contenzioso non è favorevole alla risposta epidemica in Usa e contrasta con la cooperazione internazionale».

Martedì 21 aprile

(Aggiornato alle 23.20) Sono oltre 2 milioni e mezzo i casi di coronavirus nel mondo, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Per la precisione le persone contagiate sono 2.531.804, di cui circa la metà in Europa. Gli Stati Uniti sono nettamente il Paese più colpito numericamente con 804.194 casi. Seguono la Spagna e l’Italia. I decessi nel mondo sono 174.336, i guariti sono 665.458.

Negli Usa 43.200 morti

Negli Usa i morti per coronavirus hanno superato i 43 mila (43.200 per l’esattezza) mentre i casi positivi sono oltre quota 800 mila (804.194). Sono gli ultimi dati della Johns Hopkins University.

Via libera del Senato a 484 miliardi di dollari di aiuti per le piccole e medie imprese e gli ospedali americani. Il provvedimento passa ora alla camera, dove dovrebbe essere votato giovedì. I fondi approvati vanno a finanziare il Payckek Protection Program, il piano per le pmi approvato in precedenza e che ha registrato in pochi giorni l’esaurimento dei 350 miliardi precedentemente stanziati.

In Francia quasi 21 mila morti

Lieve calo del numero dei decessi in Francia nelle ultime 24 ore, con un totale - fra ospedali, case di riposo e istituti per disabili - che si è attestato a 20.796 decessi. Lo ha annunciato il direttore generale della Sanità, Jerome Salomon. Continua il trend positivo nel numero dei ricoverati - oggi sono 478 in meno di ieri (30.106 in tutta la Francia) - e dei pazienti in rianimazione (5.433, 250 in meno di ieri).

In Olanda scuole aperte l’11 maggio

Nei Paesi Bassi, il Governo ha deciso di riaprire le scuole elementari l’11 maggio, secondo quanto riferisce RTL Nieuws. Anche le misure sportive per bambini e giovani saranno allentate. La maggior parte delle misure di protezione contro la diffusione del coronavirus imposte dalle autorità è stata prorogata fino a mercoledì 20 maggio. La revoca o l’estensione di queste misure sarà decisa una settimana prima della sua applicazione.

In Sud America sarà una crisi economica «storica»

L’attuale pandemia da coronavirus porterà la regione latinoamericana alla maggiore contrazione dell’attività economica della sua storia, con una flessione per il 2020 stimata al 5,3%. È quanto emerge da un rapporto pubblicato oggi a Santiago del Cile dalla Commissione economica per l’America latina ed i Caraibi (Cepal).

Secondo l’organismo dell’Onu, la crisi provocherà a medio termine cambiamenti strutturali nell’organizzazione produttiva, nel commercio internazionale e nell’attuale modello di globalizzazione.

Nel corso della presentazione del rapporto, denominato ‘Dimensionare gli effetti del Covid-19 per pensare alla riattivazione’, la segretaria esecutiva della Cepal, Alicia Bárcena, ha spiegato che «l’effetto congiunto di fattori esterni ed interni condurrà alla peggiore contrazione economica che l’America latina ha sofferto dal 1914 e 1930».

Oltre 95 mila casi in Turchia e 2259 vittime

Salgono a 95’591 i casi confermati di coronavirus in Turchia, con 4’611 contagi nelle ultime 24 ore su 39’429 test effettuati. Le nuove vittime sono 119, per un totale di 2’259 deceduti registrati.

I dati sono stabili rispetto a ieri. In terapia intensiva ci sono al momento 1’865 pazienti, in calo di 44 unità in un giorno, con 1.006 malati intubati. Le persone guarite salgono a 14’918, con un aumento di 1’488 in 24 ore. I tamponi complessivi effettuati fino a oggi salgono 713’409. Lo rende noto il ministro della Salute turco Fahrettin Koca.

Primi allentamenti in Serbia, con 260 nuovi casi nelle ultime 24 ore

In Serbia nelle ultime 24 ore si sono registrati altri 260 casi di coronavirus, che portano il totale a 6’890. Nel darne notizia il ministro della sanità Zlatibor Loncar ha detto che da ieri vi sono stati cinque nuovi decessi, che sono ora in tutto 130.

I guariti sono stati finora 977. I test effettuati da ieri sono stati 3’543, per un totale di 45’355 dall’inizio dell’epidemia. I pazienti ricoverati in ospedale sono 3’660, dei quali 101 in terapia intensiva e che necessitano di respiratore.

Il ministro ha aggiunto che sono 656 gli operatori sanitari contagiati dal Covid-19, il 9,52% del totale dei positivi al virus. Sotto particolare osservazione anche in Serbia sono le case di cura e di riposo per anziani, dove sono risultati contagiati 489 ospiti e 98 dipendenti. I poliziotti contagiati sono stati finora 191, sei dei quali sono morti.

Da oggi nel Paese sono state allentate alcune restrizioni e hanno riaperto alcune attività commerciali e artigianali, con tutte le dovute misure di prevenzione, sicurezza e distanziamento sociale.

La premier Ana Brnabic, in visita a una azienda farmaceutica che produce compresse di clorochina, ha detto che la Serbia, eccetto i respiratori, è in grado di produrre ora tutto quello che serve nella lotta al coronavirus. Continua intanto il programma di rimpatri di cittadini serbi dall’estero, che viene attuato in larga parte, e gratuitamente, con voli speciali della compagnia nazionale Air Serbia. Fino a domenica scorsa, la Pasqua ortodossa, erano stati ricondotti in patria oltre 10 mila serbi.

Nel Regno Unito impennata nel numero di morti

Nuova impennata del numero di morti da coronavirus registrati nel Regno Unito nelle ultime 24 ore, dopo il consistente calo dei due giorni scorsi: lo rende noto il ministero della Sanità, con altri 823 decessi nei soli ospedali, quasi il doppio di ieri, appena una cinquantina meno di venerdì e 160 meno rispetto al record assoluto giornaliero - britannico ed europeo - del 10 aprile. Il totale censito dei decessi sale a 17.337, mentre i contagi diagnosticati sfiorano 130 mila, con una curva d’incremento in flessione attorno a 4.300 al giorno.

Quasi 2 mila casi in una prigione dell’Ohio

Una prigione dell’Ohio sta diventando il più grande focolaio di coronavirus degli Stati Uniti: al Marion Correctional Institution sono risultati positivi 109 dipendenti e 1.828 detenuti (tre quarti della popolazione carceraria dello Stato), un numero più alto di quello di una industria della lavorazioni delle carni in South Dakota e della portaerei Roosevelt a Guam. Complessivamente nei penitenziari dell’Ohio ci sono 2.400 casi tra i reclusi e 244 tra lo staff, ossia il 20% del totale.

Erdogan: «In Turchia stabilizzata la curva dei contagi»

«La Turchia, come il resto del mondo, lotta intensamente contro la pandemia di coronavirus. Allo stadio attuale, constatiamo di aver raggiunto una stabilizzazione nell’epidemia. Se rispetteremo attentamente le regole» di prevenzione «durante il Ramadan (che inizia venerdì, ndr), prevediamo un ritorno a una vita normale dopo le feste» a conclusione del mese sacro islamico, a fine maggio. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, parlando in videoconferenza ai dirigenti del suo Akp. Il governo di Ankara ha imposto finora l’isolamento casalingo agli over 65 e agli under 20, oltre a un coprifuoco generalizzato negli ultimi due weekend, che verrà replicato nuovamente da giovedì a domenica.

Pakistan, il premier Imran Khan sottoposto al test

Il primo ministro pachistano, Imran Khan, ha deciso di sottoporsi al test del coronavirus dopo avere incontrato un filantropo impegnato in iniziative contro la pandemia poi risultato positivo. Lo ha reso noto il consigliere del premier per la lotta al coronavirus, Faisal Sultan. Il 15 aprile il premier aveva avuto un colloquio con Faisal Edhi, a capo della Fondazione Edhi, la più grande organizzazione senza fini di lucro per l’assistenza sociale in Pakistan. Oggi lo stesso Edhi è risultato positivo al coronavirus. Il Pakistan ha registrato finora oltre 9 mila contagi e 192 morti.

Nuovo record di vittime in Svezia

La Svezia ha riportato il numero più alto di vittime in 24 ore, 185, a causa del coronavirus. In totale i decessi sono 1’765, oltre 1.300 i contagiati. Lo rende noto il Guardian. I dati confermano che la Svezia è il Paese del Nord Europa più colpito dall’epidemia. Ciononostante, le autorità continuano a tenere il Paese sostanzialmente aperto, affidandosi alla responsabilità dei cittadini per il rispetto del distanziamento sociale.

In vista del Ramadan Iraq, Libano e Siria allentano le misure

In vista dell’inizio del mese del digiuno di Ramadan, in Iraq, Libano e Siria le autorità hanno annunciato un lieve alleggerimento delle norme anti-coronavirus riguardanti gli orari di apertura dei negozi e dei coprifuoco notturni. Il mese di Ramadan comincerà tra giovedì e venerdì prossimo e si concluderà attorno al 22 maggio prossimo. Riguarderà oltre un miliardo e mezzo di musulmani in tutto il mondo e prevede un digiuno diurno, dall’alba al tramonto, interrotto da un pasto rituale all’imbrunire accompagnato da tradizionali visite di famiglia ed eventi notturni pubblici e privati. Dei Paesi arabi mediorientali l’Iraq è quello più colpito dalla COVID-19 con 1500 casi positivi e 82 decessi. In Siria si registrano una ventina di casi e 4 decessi ma le autorità del paese in guerra non riescono a ottenere dati accurati su tutto il territorio. In Libano, dove si contano circa 700 casi e una ventina di morti accertate, oggi per la prima volta non si sono registrati casi positivi.

In Croazia situazione «molto buona»: si va verso la riapertura

In Croazia da ieri il coronavirus ha causato una nuova vittima, mentre sono appena 27 i nuovi casi positivi alla COVID-19 nelle ultime ventiquattro ore. Lo ha riferito l’Unità di crisi della Protezione civile. I deceduti dall’inizio dell’epidemia sono in tutto 48, e il totale dei contagiati ha raggiunto 1.908, inclusi i 801 guariti. Tutti i deceduti erano persone anziane o pazienti con altri gravi disturbi cronici. Il sistema sanitario ha finora retto al meglio e in nessun momento si sono verificate mancanze di posti letto o problemi con la terapia intensiva. Le centinaia di posti letto che erano stati predisposti nel Palazzetto dello sport «Arena Zagreb» non sono mai stati adoperati. Quasi i due terzi dei contagiati si curano a casa, in quarantena totale, e sotto costante monitoraggio dei medici. La situazione epidemiologica in Croazia, stando agli specialisti, è da una decina di giorni «molto buona» ed entro la fine di questa settimana il governo dovrebbe annunciare un piano di riaperture e di allentamento delle restrizioni. Pare però che l’anno scolastico finirà a metà giugno nella modalità dell’insegnamento a distanza.

Un nuovo ospedale a Mosca, costruito in un mese

A Mosca ha aperto le porte ai primi 20 pazienti di un nuovo ospedale costruito in poco più di un mese per fronteggiare l’epidemia di Covid-19. La clinica Demikhov è dedicata a trattare i casi di Covid-19, ha 800 posti ed è stato ufficialmente aperta venerdì scorso. Secondo il sindaco di Mosca, Serghiei Sobianin, alla costruzione hanno preso parte 300 ditte edili e circa 11.000 operai. «Gli operai hanno compiuto l’impresa - ha affermato il primo cittadino della capitale - ora la parola passa ai medici».

Singapore estende il lockdown, sono oltre mille i nuovi casi

Singapore estende le misure contro il Covid-19 dal 4 maggio al 1. giugno: è quanto ha annunciato il premier Lee Hsien Loong sul lockdown parziale del paese, noto come «circuit breaker», che prevede lo stop temporaneo a scuole e molti luoghi di lavoro. Il ministero della salute ha annunciato oggi altri 1.111 casi di coronavirus, a 9.125 totali, per il secondo giorno di fila sopra quota mille, dopo i 1.426 record di ieri. Le ultime infezioni sono soprattutto legate ai focolai nei dormitori dei lavoratori stranieri del settore delle costruzioni.

Annullata l’Oktoberfest

La Baviera, a causa del nuovo coronavirus, ha deciso di annullare l’Oktoberfest, che si sarebbe dovuta svolgere a Monaco dal 19 settembre al 4 ottobre. L’evento richiama ogni anno circa 6 milioni di persone. «Abbiamo deciso che l’Oktoberfest quest’anno non si terrà»: lo ha annunciato il presidente della Baviera Markus Soeder. «Fa male, dispiace molto, ma quest’anno non è un anno normale», ha spiegato: alla luce dell’epidemia, «sarebbe irresponsabile» tenere una festa popolare del genere. L’evento genera ogni anno ricadute economiche per circa 1,2 miliardi di euro.

Trump sospende l’immigrazione negli USA

Il presidente americano Donald Trump ha annunciato su Twitter che firmerà un decreto per sospendere temporaneamente l’immigrazione negli Stati Uniti. La decisione, spiega, è motivata «dall’attacco del nemico invisibile» del coronavirus. «Dobbiamo proteggere i posti di lavoro del nostro grande paese», ha aggiunto Trump. Il presidente difende poi la sua strategia contro la pandemia: «da mesi non lascio la Casa Bianca e ho salvato molte vite umane», ha affermato riferendosi alla decisione di bloccare subito i voli dalla Cina, anche se in realtà alcuni collegamenti sono tutt’oggi operativi e il divieto non vale per i cittadini americani, i residenti e le loro famiglie. Trump ha poi lodato i governatori che stanno decidendo di riaprire i loro stati allentando o revocando del tutto le restrizioni anticoronavirus. Nonostante i casi di coronavirus negli Usa siano quasi 788 mila e le vittime oltre 42 mila, alcuni stati del sud hanno cominciato a riaprire alcune attività non essenziali, anche sotto la pressione delle proteste di molti cittadini e piccoli imprenditori.

Lunedì 20 aprile

(Aggiornato alle 18.06) I casi di coronavirus nel mondo viaggiano oltre la soglia dei due milioni, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Per la precisione sono 2.432.092 le persone contagiate dalla COVID-19, di cui circa la metà in Europa. Gli Stati Uniti sono nettamente il Paese più colpito numericamente. Seguono la Spagna e l’Italia. I decessi nel mondo sono 166.794, i guariti sono 636.929.

A Mosca più contagi che in tutta la Cina

Altri 478 morti a New York ma forse «superato il picco»

Il numero delle vittime del coronavirus a New York è ancora «orribile»: altre 478 persone morte nella giornata di domenica. Lo ha detto il governatore dello Stato Andrew Cuomo che in base al calo del numero di ricoveri ha però ipotizzato il superamento del picco: «È questa la domanda che ci poniamo ora», ha spiegato.

Merkel: «Pandemia alle prime battute, non sentiamoci al sicuro»

Nonostante i risultati ottenuti nel contrasto al coronavirus in Germania, non bisogna abbassare la guardia. È il senso del messaggio della Cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha parlato alla stampa oggi a Berlino. «Non perdiamo di vista che siamo solo alle prime battute della pandemia», ha affermato. «Il mio ammonimento è che si resti concentrati». «Non sentiamoci al sicuro neppure per un secondo», ha detto ancora. «La Germania non solo vorrebbe essere solidale, ma lo sarà. Deve però esserlo nella cornice degli attuali trattati europei, e con uno sguardo a tutti gli Stati europei», ha dichiarato rispondendo a una domanda sul consiglio europeo di giovedì prossimo e sulla pressione per gli eurobond. «Io dico sempre che alla Germania le cose non possono andar bene se non vanno bene all’Europa», ha aggiunto.

New York cancella concerti e festival fino a fine giugno

New York cancella tutti gli eventi non essenziali fino alla fine di giugno a causa del coronavirus: non ci saranno concerti, festival e neanche la parata del Gay Pride, che avrebbe festeggiato il suo 50. anniversario. Lo annuncia il sindaco Bill de Blasio, precisando che si tratta di una decisione che «doveva essere presa» e assicurando che la maggior parte degli appuntamenti sarà riprogrammata.

Svezia, altri 40 morti, 1.580 in totale

Altre 40 persone sono morte per il coronavirus in Svezia portando il numero totale dei decessi nel Paese che ha imposto meno restrizioni di tutti in Europa a 1.580. Sono i dati comunicati dal capo degli epidemiologi svedesi Anders Tegnell, lo scienziato dietro la strategia del governo di non applicare un totale lockdown nel Paese. I casi di COVID-19 in Svezia sono 14.777, di cui 1.133 in terapia intensiva dall’inizio della pandemia, ha detto ancora il virologo invitando la popolazione a rispettare le linee guida delle autorità sanitarie come il distanziamento sociale e il lavaggio accurato e frequente delle mani. Anche in questo fine settimana, secondo i media svedesi, i ristoranti nelle grandi città erano affollati. Per il momento Tegnell ha comunque escluso la quarantena totale. «Con questo virus tutto è possibile, ma la possibilità che noi possiamo intraprendere quella strada si fa sempre più piccola», ha spiegato. Intanto l’obesità è stata aggiunta alla lista di patologie più a rischio assieme con il cancro, l’età (dai 70 in su), disabilità motoria, Parkinson, sclerosi.

Le principali compagnie aeree americane potrebbero tagliare 100 mila posti

Le tre maggiori compagnie aeree americane potrebbero tagliare 100 mila posti di lavoro in autunno. È la stima degli analisti. Le compagnie aeree non possono ridurre l’occupazione fino al 30 settembre in base al piano di salvataggio accordato con il governo americano, ma questo non vuole dire che non lo faranno successivamente. Delta e United Airlines hanno infatti già iniziato a contemplare modalità per ridurre le loro attività, mentre American Airlines si sta muovendo per disfarsi dei suoi aerei più vecchi .

Cina: nella provincia dell’Hubei 54 mila tamponi al giorno dal 30 marzo

Le autorità sanitarie cinesi hanno reso disponibili in tutta la provincia centrale dello Hubei, la più gravemente colpita dall’epidemia di COVID-19, i test per il nuovo coronavirus basati sugli acidi nucleici, forniti da 189 diversi laboratori. Lo ha reso noto in conferenza stampa Liu Dongru, vicedirettore della Commissione Sanitaria provinciale. Secondo il funzionario, dal 30 marzo la media giornaliera delle persone sottoposte a tampone ha raggiunto le 54.000, rispetto alle 30.400 precedenti. Un totale di 89.000 persone sono state sottoposte ai test nella sola giornata del 17 aprile. Ieri la provincia non ha registrato nuovi casi confermati di contagio né ulteriori decessi per COVID-19.

Johnson difende il lockdown e teme un secondo picco

Johnson «è molto preoccupato per un secondo picco» di contagi da coronavirus in Gran Bretagna «laddove le restrizioni fossero rimosse troppo presto». Lo ha detto oggi una fonte di Downing Street citata dai media, lasciando intendere che la decisione di prorogare il lockdown, presa la settimana scorsa dal governo Tory britannico sotto la presidenza del supplente Dominic Raab e in assenza del premier, reduce dal ricovero in ospedale, è pienamente spalleggiata da Johnson, il quale è tornato a parlare con i suoi ministri nel weekend anche se resta a riposo in convalescenza nella residenza di campagna di Chequers. La data di un suo ritorno al lavoro non è per ora formalizzata. La precisazione fa da sfondo alle polemiche montanti di alcuni giornali sulla gestione dell’emergenza da parte dell’esecutivo, seguita da una dura smentita ufficiale al Times diffusa ieri sera.

In Olanda falla all’applicazione per il tracciamento, esposti i dati

In tutto il mondo i paesi si stanno dotando di un’app di tracciamento del contagio del coronavirus e si è aperto un dibattito sulla privacy e la sicurezza. E proprio in questi giorni, una delle applicazioni proposte al governo olandese, Covid19 Alert!, ha subito un «data breach», cioè una esposizione di dati. Stando a quanto scrive il quotidiano «DeStandard», circa 100-200 nomi, email, password criptate sono state rese pubbliche. «Un errore umano, in mezz’ora abbiamo risolto», dice uno dei creatori dell’app Covid19 Alert!. I dati, non si comprende la causa, erano accessibili da una diversa app degli sviluppatori, un problema causato, secondo gli stessi, dalla fretta e «da un errore umano». L’applicazione consente di comprendere se con il telefono si è stati vicini a quello di un paziente con il coronavirus, esattamente come accade per altre app, compresa Immuni, quella scelta dal governo italiano. Gli sviluppatori hanno invitato le persone che hanno usato l’app ad eliminare i dati memorizzati ed è stato anche informato il Garante della privacy olandese.

Berlino punta a rafforzare il servizio sanitario

Il governo tedesco punta a rafforzare il sostegno pubblico al servizio sanitario per rallentare la diffusione della COVID-19 in Germania. Lo ha reso noto il ministro della Salute Jens Spahn in conferenza stampa. «Bisogna rafforzare il servizio sanitario pubblico in modo veloce» per mantenere il controllo sulla catena dei contagi, ha detto Spahn. Il governo vuole sostenere i «circa 400 uffici sanitari» in Germania, anche attraverso il rafforzamento del personale, ha aggiunto il portavoce del governo, Steffen Seibert, in conferenza stampa di governo a Berlino. «Il ministero vuole finanziare la formazione di team mobili che dovrebbero sostenere gli uffici sanitari nel seguire la catena dei contatti» ha detto Seibert, aggiungendo anche che il Robert Kock Institut dovrebbe mettere a disposizione di comuni e uffici sanitari un’assistenza telefonica stabile per assistere gli uffici periferici nella gestione dell’epidemia.

Maxi-ospedale inaugurato a Istanbul

È stata inaugurata stamani a Istanbul la prima sezione di un nuovo maxi-ospedale che in questa fase sarà dedicato ai malati di COVID-19. La struttura, che sorge nel quartiere di Basaksehir, alla periferia europea, e si estende complessivamente su un’area di circa un milione di metri quadrati, «sarà pienamente operativa dal 15 maggio» e vanterà attrezzature di terapia intensiva per ciascuno dei 2.682 letti disponibili, secondo quanto dichiarato alla cerimonia inaugurale dal ministro della Salute Fahrettin Koca. Un altro nosocomio entrerà prossimamente in funzione nel quartiere di Sancaktepe nella parte asiatica, ha aggiunto il ministro, in modo che «Istanbul avrà due grandi basi mediche sulle sue due sponde».

In Germania aprono alcuni negozi e alcune scuole

La Germania si avvia alla «Fase 2» con la riapertura di alcune attività commerciali, dopo un mese di forzata chiusura per l’emergenza coronavirus. A partire da oggi è consentita la riapertura dei negozi con una superficie inferiore agli 800 metri quadri, sebbene siano previste misure e tempistiche diverse nei vari land. Tra gli esercizi commerciali dei quali è consentita la riapertura a prescindere dalla dimensione figurano i concessionari di auto, i negozi che vendono biciclette e le librerie. In alcuni stati riapriranno anche gli zoo. Per gli studenti delle classi superiori che si preparano a sostenere esami è prevista la riapertura delle scuole in Sassonia, a Berlino e nel Brandeburgo. Altri land riapriranno gli istituti nel corso della settimana e altri ancora attenderanno l’inizio di maggio.

Con confinamento in Francia perdite da 120 miliardi

Il confinamento di otto settimane in Francia per combattere contro il coronavirus si tradurrà con perdite di 120 miliardi di euro, mentre il «risparmio forzato» raggiungerà i 55 miliardi di euro: è quanto emerge da uno studio pubblicato oggi dall’Ofce, l’Observatoire Francais des Conjonctures Economiques. «Durante il periodo di confinamento - scrive l’organismo - il prodotto interno lordo è ridotto del 32%», equivalente a cinque punti di Pil per l’anno 2020, precisa l’Ofce.

In Austria riaprono fast food e cinema drive in

In Austria riapre oggi McDonald’s, per il momento però solo in modalità drive in. Nei prossimi giorni seguiranno anche le altre catene di fast food. Le 195 filiali di McDonald’s sono chiuse da metà marzo. Da oggi, dalle ore 11 alle 20, hamburger e patatine possono essere ritirati in macchina a uno dei 70 sportelli McDrive. In una prima fase il menù sarà ridotto. Le limitazioni alla vita sociale, imposte dalla COVID-19, hanno portato anche a una rinascita dei cinema in macchina. In Germania si sta infatti registrando un vero e proprio boom. In Austria l’ultimo cinema drive in è fallito nel 2015 a Gross Enzersdorf, nei pressi di Vienna. Grazie al coronavirus la sua riapertura è imminente. I biglietti saranno acquistabili via internet e l’audio del film arriva dall’autoradio. Restando in macchina il rischio contagio è pari a zero.

In Siria la paura del contagio spinge 126 mila sfollati a rientrare

Il timore del coronavirus sta spingendo decine di migliaia di sfollati siriani nella martoriata regione nord-occidentale di Idlib a tornare nelle loro case, anche se danneggiate dal conflitto, dopo esser fuggiti nei mesi scorsi. Lo riferisce l’Ufficio dell’Onu per il coordinamento umanitario (Ocha) nel suo ultimo bollettino sulla situazione umanitaria a Idlib e nel resto del nord-ovest siriano. Il 5 marzo scorso Russia e Turchia hanno raggiunto un accordo per una tregua militare nella zona di Idlib e Aleppo. E da allora le operazioni belliche sono state sospese. A parte qualche incidente sporadico, la zona vive una situazione di relativa calma che ha reso possibile il rientro di decine di migliaia di persone. Queste sono intimorite dal rischio di contrarre la COVID-19 in aree dove circa quattro milioni tra sfollati e locali vivono assiepati in condizioni igienico-sanitarie precarie. In questo contesto, secondo le Nazioni Unite, nelle ultime settimane si è registrato un movimento di rientro di circa 126 mila civili siriani nei distretti di Idlib e in quelli di Aleppo fuori dal controllo governativo e sotto influenza turca. Di questi, 106 mila sono rientrati nelle cittadine e nei villaggi da cui erano fuggiti dal dicembre al febbraio scorsi, durante la massiccia offensiva governativa e russa. Altri 20 mila civili sono rientrati nei campi profughi o negli alloggi temporanei da cui erano fuggiti nello stesso periodo. Questi ultimi non sono originari delle regioni di Aleppo e di Idlib ma sono sfollati di altri territori siriani.

Riaprono gli asili in Norvegia

Riaprono oggi gli asili in Norvegia dopo circa un mese di chiusura legato all’emergenza coronavirus. Le autorità del Paese scandinavo hanno annunciato nei giorni scorsi che la pandemia è sotto controllo, dando il via libera alla riapertura delle scuole dell’infanzia. Secondo il governo norvegese, i bambini sono stati meno colpiti dal Covid-19. «Andare all’asilo è sicuro», ha commentato il ministro dell’Istruzione, Guri Melby, alla vigilia della riapertura. Diversi genitori, tuttavia, hanno espresso dubbi sulla ripresa delle attività degli asili creando su Facebook il gruppo ‘Il mio bambino non deve essere una cavia per il Covid-19’ e lanciando una petizione online che ha raccolto già quasi 30mila firme. Secondo un sondaggio pubblicato dall’emittente ‘Nrk’, il 24% dei genitori non vuole mandare i propri figli all’asilo ed il 13% ritiene che non siano al sicuro. Per la riapertura degli asili devono essere comunque rispettati rigidi protocolli. In particolare i bambini sotto i tre anni devono fare attività in gruppi di tre e sotto la supervisione di un adulto. Quelli tra i tre ed i sei anni possono stare in gruppi di sei.

In Cina 12 nuovi casi, ma zero decessi

La Cina ha registrato domenica 12 nuovi casi di infezioni da coronavirus, di cui 8 importati e 4 domestici tra Heilongjiang e Mongolia interna. La Commissione sanitaria nazionale non ha rilevato decessi, segnalando però 49 asintomatici aggiuntivi, di cui 5 importati, per un totale di 990 casi. Nel complesso, i contagi sono saliti a 82.747, di cui 1.031 sotto trattamento medico, 4.632 decessi e 77.084 recuperi che portano il tasso di guarigione al 93,15%. I contagi di ritorno hanno raggiunto quota 1.583, di cui 742 risoltisi con la dimissione dagli ospedali e 841 ancora in cura. Sono 43, infine, i casi di gravi.

Proteste a Washington contro il lockdown

Nuove proteste ieri contro il lockdown di alcuni governatori americani contro il coronavirus, dopi i cortei di sabato ad Austin, Annapolis e Indianapolis. La manifestazione più grossa e’ stata a Olympia, capitale dello stato di Washington, dove 2.500 persone sono scese in piazza con bandiere Usa e cartelli inneggianti alla riapertura. Gran parte dei partecipanti era senza mascherina e non ha rispettato il distanziamento sociale. Alcune centinaia di persone si sono invece radunate a Denver, in Colorado, e a Nashville, in Tennessee. Si tratta comunque di proteste di piccole minoranze.

Negli Stati Uniti oltre 69 mila guariti

Oltre 69 mila americani sono guariti completamente dal coronavirus: lo ha reso noto il vicepresidente Mike Pence, che guida la task force Usa contro il virus. Per quanto riguarda il numero dei decessi, gli Stati Uniti hanno registrato in 24 ore altri 1.997 morti legati al coronavirus, per un totale di 40.661. Lo rende noto la Johns Hopkins University.

Domenica 19 aprile

(Aggiornato alle 22.26) Hanno superato quota 160.000 i morti provocati dal coronavirus a livello globale: è quanto emerge dall’ultimo bollettino della Johns Hopkins University, secondo cui nel mondo finora i decessi sono 160.917 a fronte di un totale di 2.330.259 di casi confermati. Le persone guarite sono 598.228. Negli Stati Uniti il numero dei morti è a quota 39.089 a fronte di 735.242 contagi, rispettivamente il 24,3% e il 31,5% del totale.

A Mosca più contagi che in tutta la Cina

In America latina superati i 100 mila contagi

Il numero dei contagi da coronavirus registrati in America latina è cresciuto di 10 mila in poco più di 36 ore, superando la soglia dei 100 mila, con quasi 5 mila morti. È quanto emerge da una elaborazione dell’ANSA riguardante 34 Stati e territori latinoamericani. Per la precisione le statistiche della regione mostrano che le persone con conferma di COVID-19 hanno raggiunto, con la pubblicazione degli ultimi dati in Brasile, quota 101.636, dei quali 4974, sono poi deceduti. Da solo il Brasile rappresenta molto più di un terzo degli infettati, e quasi la metà dei morti.

In Spagna 410 decessi in un giorno: è la cifra più bassa dal 24 marzo

La Spagna ha registrato 410 decessi da coronavirus nelle ultime 24 ore, un bilancio che porta il totale a 20.453: lo ha reso noto il governo, secondo quanto riporta El Pais. L’aumento giornaliero scende così sotto quota 500 per la prima volta dal 24 marzo scorso, quando il bilancio dei decessi in 24 ore superò questa soglia con un balzo di 514 vittime rispetto al giorno precedente. Intanto, il numero dei casi è salito a quota 195.944, pari a un incremento di 4.218 contagi rispetto a ieri. Le persone guarite finora sono 77.357.

Giappone, carichi di mascherine anche su aerei passeggeri

Le due principali compagnie aeree giapponesi sono pronte ad aumentare la capacità di cargo dei propri velivoli solitamente adibiti al traffico passeggeri per il trasporto di forniture mediche dall’estero, a fronte dell’emergenza della pandemia di coronavirus. Il calo del numero di viaggiatori, spiega il canale pubblico Nhk, ha costretto la Japan Airlines (Jal) e la All Nippon Airways (Ana) a cancellare il 90% delle rotte internazionali. Per questo le due compagnie intendono utilizzare lo spazio in cabina, dalle cappelliere alle file vuote dei sedili, per caricare grandi quantità di mascherine e accessori medici, già a partire dalla prossima settimana. La Ana ha reso noto che in media un aereo di 200 posti, assieme al regolare spazio per l’imbarco di merci, può trasportare fino a 22 tonnellate di carico, pari a circa una volta e mezza quello del cargo dell’aeroplano in condizione regolari di viaggio.

L’Australia chiede un’indagine internazionale

L’Australia ha messo in dubbio la trasparenza della Cina nella sua gestione dell’emergenza coronavirus ed ha chiesto un’indagine internazionale sull’origine del virus e la sua diffusione nel mondo. Intervistata dall’emittente televisiva ABC, la ministra degli Esteri australiana Marise Payne ha definito la sua preoccupazione sulla trasparenza della Cina un «punto molto importante» sottolineando che «le questioni relative al coronavirus sono questioni per un’inchiesta indipendente e penso che sia importante che la facciamo». E l’Australia, ha aggiunto, «insisterà assolutamente su questo». Come è noto, si pensa che il virus sia originato in un mercato di animali selvatici di Wuhan alla fine dell’anno scorso.

Sabato 18 aprile

Sanchez annuncia il rinvio dell’apertura

Il presidente del governo spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato che chiederà una ulteriore proroga del lockdown di 15 giorni, fino al 9 maggio, per contrastare la diffusione del coronavirus. In conferenza stampa Sanchez ha sottolineato che servono ulteriori sforzi per «entrare nella fase due del confinamento». Sanchez ha però annunciato la volontà di allentare le restrizioni di movimento per i bambini «a partire dal 27 aprile, affinché possano uscire da casa», precisando però che tali uscite saranno con limiti «per evitare nuovi contagi». «Non è possibile revocare le misure generali di confinamento e passare alla fase di de-escalation», ha sottolineato Sanchez, spiegando che nella sua richiesta di proroga dello stato di allarme, andranno considerate misure diverse fra loro. «Non ci sarà un unico stato di allarme, ci saranno vari stati di allarme», ha detto. Quindi ha rimarcato che «a maggio si solleverà il confinamento in maniera progressiva» sulla base degli obiettivi indicati dalla Organizzazione mondiale della sanità. Il leader di Madrid, parlando dalla Moncloa, ha inoltre affermato che «l’Europa non deve permettere che i lupi del populismo antieuropeo approfittino dell’opportunità della crisi per diffondere il loro messaggio di odio».

Oltre 19.000 morti in Francia

Hanno superato quota 19.000 i morti per coronavirus in Francia dall’inizio dell’epidemia, contando gli ospedali, gli ospizi e gli istituti per disabili. Questa sera, i decessi - rende noto la Direzione della Sanità - sono in tutto 19.323, con un aumento di 642 unità. Ieri l’aumento era stato di 761. Continua per il decimo giorno consecutivo la diminuzione dei pazienti in rianimazione, che è ormai di 5833 (194 meno di ieri), e si conferma anche il trend positivo della diminuzione dei ricoverati (-551, totale a 30’639).

Mille morti in Africa, «potrebbero diventare 300 mila»

Ha superato la soglia di mille il numero di morti ufficialmente attribuiti al coronavirus in Africa, salendo un gradino che potrebbe essere il primo di ben 300 altri simili. La cifra ufficiale dei decessi aggiornata a sabato mattina (1016) è stata fornita sui propri social da Africa Cdc, un’istituzione tecnico-sanitaria dell’Unione africana che raccoglie i dati dichiarati dai 54 Stati del continente, quasi tutti (52) alle prese col Covid-19. Il monito sul fatto che i morti potrebbero diventare «più di 300 mila» è stato invece lanciato da un organismo Onu, la Commissione economica per l’Africa (Eca), sintetizzando sul proprio sito un rapporto appena pubblicato sul coronavirus e l’economia. L’area più colpita con 8746 contagi è il Nord Africa e il Paese con il maggior numero di casi è lo Stato più popoloso, l’Egitto (2844 e 205 decessi), mentre quello in cui ci sono più morti (364) è l’Algeria. Il Paese africano con il Pil e il numero di abitanti più alto (196 milioni), la Nigeria, finora conta 17 vittime a fronte di 492 contagi, mentre la seconda potenza economica del continente, il Sudafrica, dichiara 2783 casi e 50 morti, almeno da quanto risulta dalla pubblicazione di Africa Cdc. Oltre all’aumento vertiginoso dei decessi, il rapporto dell’Eca dal canto suo prevede una contrazione forte dell’economia del continente: dall’attuale +3,2 ad un 1,8% nello scenario migliore, che comunque farà sprofondare altre 27 milioni di persone nel baratro della «povertà estrema».

In Germania i contagi al giorno aumentano ancora

I casi di coronavirus in Germania sono aumentati nelle ultime 24 ore per il quinto giorno consecutivo: è quanto emerge dal nuovo bollettino del Robert Koch Institute. I dati parlano di 3.609 nuovi contagi, che portano il totale ad oltre 140 mila Allo stesso tempo sono stati registrati altri 242 decessi a quota 4.110. I nuovi conteggi giungono all’indomani delle dichiarazioni del ministro della Salute tedesco, Jens Spahn, secondo il quale la pandemia di coronavirus è adesso sotto controllo nel Paese.

In Giappone più di 10 mila casi

I contagi di coronavirus in Giappone superano per la prima volta quota 10 mila, con la capitale Tokyo ancora una volta a guidare la classifica nel Paese con 181 nuove infezioni, per un totale di 2975. L’incremento di quasi 10 volte da fine marzo, secondo i media nipponici, è la prova evidente della necessità di maggiori sforzi per contenere la pandemia a livello nazionale. Lo scorso 7 aprile il premier Shinzo Abe ha decretato lo stato di emergenza in sette prefetture dell’arcipelago, inclusa Tokyo, una decisione estesa da ieri a tutte le 47 prefetture del Paese, fino al 6 maggio. Ad oggi, in base alle rilevazioni del ministero della Salute nipponico, i casi di infezioni a livello nazionale raggiungono quota 10’431 con 236 morti accertate, incluse 13 della nave da crociera Diamond Princess.

A Wuhan oltre 500 contagiati curati con il plasma

Oltre 500 contagiati da COVID-19 sono stati curati a Wuhan con plasma raccolto dai pazienti guariti. Lo hanno reso noto le autorità locali cinesi. Secondo Wang Lan, responsabile del Wuhan Blood Center, il centro ha finora raccolto quasi 380 mila millilitri di plasma da 1.101 persone guarite dal coronavirus per assistere i pazienti ancora in cura. Le sacche di plasma, ha spiegato Wang, sono state inviate a 13 ospedali designati per accogliere i pazienti positivi alla COVID-19. Secondo Yu Xuehua, funzionario della Commissione sanitaria provinciale dell’Hubei, nell’intera provincia le autorità sanitarie hanno raccolto il plasma di 1.627 persone guarite per curare oltre 600 pazienti affetti da coronavirus. Il plasma elaborato da quello raccolto dai pazienti guariti contiene un gran numero di anticorpi protettivi contro il nuovo coronavirus.

Trump: «I morti negli Usa saranno molti meno di quelli previsti»

Donald Trump prevede che negli Usa i morti per coronavirus saranno circa 60-65 mila, «molti meno quindi di quelli previsti», ha detto, ricordando che le stime parlavano di una cifra tra i 100 mila e i 240 mila. «Alcuni Stati sono stati troppo duri» con le loro misure restrittive contro il coronavirus: così il presidente Usa ha risposto ad una domanda sui tweet in cui ha sollecitato la «liberazione» di alcuni Stati come il Minnesota, il Michigan e la Virginia. Tweet che secondo alcuni governatori, come quello di Washington, alimentano proteste di massa come quelle dei giorni scorsi. I manifestanti scesi in piazza, armati e senza rispettare le distanze sociali, contro il lockdown deciso da alcuni governatori democratici contro il coronavirus? «Li ho visti, a me sembrano persone responsabili», ha risposto Trump ad una domanda nel suo briefing quotidiano. «Spero che potremo riprendere i comizi perché sono una parte importante della politica», ha aggiunto ricordando come i suoi comizi fossero seguiti da decine di migliaia di persone e abbiano contribuito al suo successo. In merito ai controlli, il presidente ha affermato che gli Usa hanno fatto più test pro capite di qualsiasi altro Paese e ha parlato di 3,78 milioni di tamponi eseguiti e un milione di nuovi test alla settimana. Trump ha denunciato «voci molto faziose tra i media e i politici che hanno diffuso informazioni false e fuorvianti» sulle carenti capacità di fare test in Usa.

In America latina superati i 90 mila contagi

Il numero dei contagiati da coronavirus in America latina ha raggiunto stanotte quota 90.059, dei quali 4.247 sono morti. È quanto emerge da una statistica elaborata dall’Ansa sulla situazione esistente in 34 Nazioni e territori latinoamericani. In appena tre giorni la regione è passata da 80.120 contagi e 3.364 morti, al bilancio odierno. Il Brasile continua a essere il primo Paese sudamericano per numero di casi e di deceduti, registrando oltre un terzo dei positivi dell’America latina con 32.682 casi confermati, e la metà delle vittime, pari a 2.141.

Venerdì 17 aprile

(Aggiornato alle 21.37) - I casi di coronavirus nel mondo hanno superato i due milioni, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Per la precisione sono 2.172.031 le persone contagiate dalla COVID-19, di cui circa la metà in Europa. Con oltre 671 mila contagi confermati, gli Stati Uniti sono nettamente il Paese più colpito numericamente. Seguono l’Italia e la Spagna. I decessi nel mondo sono 146.201, i dimessi dagli ospedali sono invece 554.232.

A Mosca più contagi che in tutta la Cina

Superata la soglia dei 2 mila morti in Brasile

Superata la soglia dei duemila morti di Covid-19 in Brasile. Lo scrive il ministero della Salute sul proprio sito. I decessi nelle ultime 24 ore sono stati 217, la cifra più alta finora registrata, portando il totale a 2.141. I contagi contabilizzati oggi sono 3.257, per un totale di 33.682. Lo stato di San Paolo si conferma il più colpito dall’epidemia, con 928 morti, seguito da quello di Rio de Janeiro, con 341.

In Germania «pandemia sotto controllo»

La Germania è leader in Europa anche ai tempi del coronavirus e senza stressare più di tanto le terapie intensive di un sistema sanitario evidentemente ben attrezzato dichiara per prima che l’epidemia è sotto controllo e, forte di un tasso d’infezione sceso allo 0,7 per cento, si prepara alla ripartenza economica. Nel frattempo, in Germania «le misure fin qui adottate hanno avuto successo e l’esplosione del contagio è attualmente governabile», ha annunciato il ministro della Salute tedesco, Jens Spahn, in conferenza stampa, ‘confortato’ da un tasso di infezione sceso a 0,7 per cento, vale a dire che ogni malato di Covid-19 contagia in media meno di una persona. I decessi sono poco più di 4.100, nulla rispetto ai dati spaventosi di Italia, Spagna, Francia e Regno Unito e Spahn snocciola i numeri record dei tamponi: 1,7 milioni fatti finora con una media di 350 mila a settimana che possono, al bisogno, arrivare a 700 mila. E se è ancora difficile reperire mascherine, da metà agosto la produzione sarà di 50 milioni a settimana mentre la Sassonia da lunedì sarà il primo Land tedesco a introdurne l’obbligo nei mezzi di trasporto pubblico e nei negozi, seguito dal Meclemburgo-Pomerania.

La Cina ribadisce: «Pieno sostegno all’Oms»

La Cina dà il suo pieno sostegno all’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) per il ruolo di primo piano sostenuto dall’agenzia dell’Onu nel coordinamento della cooperazione internazionale contro la pandemia da nuovo coronavirus (Covid-19). Lo ha ribadito Zhang Jun, rappresentante permanente della Cina presso le Nazioni Unite, in una lettera al presidente della 74esima sessione dell’Assemblea Generale dell’Onu, Tijjani Muhammad-Bande, al segretario generale Antonio Guterres e ai rappresentanti permanenti degli Stati membri. Zhang ha ricordato che di recente il presidente cinese Xi Jinping ha tenuto conversazioni telefoniche con Guterres e leader di altri Paesi, e hanno raggiunto un importante consenso sul rafforzamento della cooperazione internazionale nella lotta contro la pandemia.

«Il presidente Xi ha sottolineato che il mondo è una comunità dal futuro condiviso. Nella lotta contro una malattia che minaccia la popolazione di tutti i Paesi, la solidarietà e la cooperazione sono l’arma più potente. È fondamentale che la comunità internazionale rafforzi la fiducia, agisca con unità e lavori in modo collegiale per vincere questa battaglia contro un virus altamente pericoloso», ha detto l’ambasciatore. Zhang ha detto che l’Oms «svolge un ruolo cruciale» nella risposta all’epidemia. «Sotto la guida del direttore generale, Tedros Adhanom Ghebreyesus, l’Oms sostiene una posizione basata sulla scienza, obiettiva e imparziale e fornisce una guida attiva e assistenza ai Paesi di tutto il mondo, dando importanti contributi alla cooperazione internazionale contro le epidemie», ha detto. «La Cina vanta collaborazione e comunicazione strette con l’Oms, che aggiorna in modo aperto, trasparente e responsabile. Quando è scoppiata l’epidemia, la Cina ha immediatamente informato l’Oms, condividendo senza riserve con essa e con la comunità internazionale la sequenza genetica e l’esperienza di prevenzione e cura della Cina», ha detto l’ambasciatore. Zhang ha detto che la Cina ha donato 20 milioni di dollari all’Oms a sostegno degli sforzi globali per combattere la malattia.

Sulla «Charles de Gaulle» 940 marinai positivi al virus

Sono saliti a 940 i positivi al Covid-19 sulla portaerei nucleare francese «Charles de Gaulle» e sul gruppo aeronavale che la accompagnava, su un totale di 2.300 persone. Lo ha reso noto la direttrice centrale del Servizio sanità delle forze armate, Marilyne Gygax Généro. Parlando davanti alla commissione esteri del Senato, la responsabile ha detto che delle persone testate finora - dopo l’arrivo della nave nel porto di Tolone (sud della Francia) - 940 sono positivi, 645 negativi, gli altri sono ancora da testare. La cifra che era stata fornita due giorni fa era di 668 positivi.

Altri 847 morti in Gran Bretagna

Resta al livello di picchi record per l’Europa in questa fase il numero di morti da coronavirus registrati nel Regno Unito, nei soli ospedali, con 847 decessi nelle ultime 24 ore contro i 861 di ieri. Lo certificano i dati diffusi oggi del dicastero della Sanità, portando il totale censito nel Paese a 14.576. I contagi diagnosticati superano intanto quota 108.000, con una curva d’aumento attorno a 5.500. I dati non comprendono le persone infettate e morte di Covid-19 in case di riposo, ricoveri vari e abitazioni private.

Nello Stato di New York oltre 41 mila persone positive al virus

Entra in vigore alle 20 locali, le due di notte in Svizzera, l’obbligo nello Stato di New York di indossare una mascherina o una copertura della faccia in pubblico quando non si possono mantenere le distanze sociali previste per il coronavirus. Lo riportano i media Usa. L’ordine del governatore Andrew Cuomo prevede che la mascherina sia indossata sempre nei mezzi pubblici di trasporto, compresi i taxi. Per i bimbi l’obbligo scatta dai due anni in su. La misura è stata annunciata tre giorni fa per contenere la diffusione del contagio, che continua nonostante le restrizioni in atto: nello Stato di New York questa settimana sono state riportate oltre 41 mila persone positive, una media di oltre 8000 persone al giorno, circa lo stesso numero delle due settimane precedenti. I casi di coronavirus negli Stati Uniti sono oltre 670.000, per l’esattezza 671.425. I morti sono 33.286. È quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University.

A Madrid oltre 7.000 i morti dall’inizio della crisi

Nella Comunità di Madrid, la regione amministrativa della capitale spagnola, si sono registrati 130 decessi per covid-19 nelle ultime 24 ore, portando il totale delle morti a 7.007 dall’inizio della pandemia. Lo riferisce l’agenzia Efe. La zona è la più colpita dal coronavirus nel Paese.

La Cina: «Non permetteremmo mai insabbiamenti»

La Cina è stata trasparente sull’epidemia da Covid-19, senza insabbiamenti di dati o informazioni che «il governo non permetterebbe mai»: lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian, in merito al riconteggio al rialzo di contagi e decessi annunciato a sorpresa da Wuhan, città focolaio del virus. «La revisione è il risultato di una verifica statistica per garantire l’accuratezza, seguendo una pratica internazionale comune», ha detto Zhao. Le autorità hanno rialzato i decessi del 50%, a 3869, correggendo «segnalazioni errata, ritardi e omissioni». Il numero di decessi in Cina a causa della Covid-19 sono saliti di quasi il 39%, a 4632, dopo la revisione al rialzo per 1290 nuovi casi che è stata annunciata oggi da Wuhan. La città focolaio della pandemia con 3869 vittime, pesa adesso nella misura dell’83,5% sul bilancio delle vittime su scala nazionale. Il portavoce della Commissione sanitaria nazionale (Nhc), Mi Feng, ufficializzando le nuove statistiche, ha anche aggiornato i contagi, saliti di 325 unità, a 82’692, con la correzione apportata da Wuhan.

Il sindaco di Londra vuole mascherine per tutti

Il sindaco laburista di Londra, Sadiq Khan, invoca mascherine protettive per chiunque esca di casa da ora in avanti nel Regno Unito, incalzando il governo conservatore britannico a modificare le direttive al riguardo. «È uno strumento di protezione ulteriore», ha detto Khan, aggiungendo di star esercitando pressioni «sugli esperti governativi e sul governo affinché aggiornino la loro indicazione» e suggeriscano l’uso generalizzato di questo presidio in tutto il Paese. Fra le iniziative autonome del Comune di Londra, intanto, viene annunciata la decisione di consentire l’uso gratuito dei bus per la durata dell’emergenza sanitaria, in modo da evitare che i passeggeri salgano attraverso le porte anteriori ed entrino in contatto con gli autisti, fra i quali si sono già verificate decine di contagi e numerosi morti. Le linee guida del governo Johnson sulle mascherine riflettono ad oggi quelle date inizialmente dall’Oms che ne raccomandavano l’uso a persone contagiate e sanitari.

Il Belgio supera la soglia dei 5 mila decessi

Il Belgio supera la soglia dei 5 mila decessi legati all’epidemia di Covid-19. Nelle ultime 24 ore sono state segnalate 313 nuove vittime (114 in ospedale, 199 nelle case di riposo), portando così il totale a 5163. Lo hanno comunicato i portavoce del centro di crisi durante la conferenza stampa quotidiana. Il numero delle vittime è alto anche perché il Paese conteggia fra queste anche i decessi ritenuti ‘sospetti’ nelle case di riposo, che non sono confermati da test di laboratorio. Per quanto riguarda la situazione negli ospedali, 320 persone sono state ricoverate nelle ultime 24 ore mentre 399 sono state dimesse (7961 dall’inizio dell’epidemia). I posti letto attualmente occupati sono 5161 (-148), fra cui 1140 in terapia intensiva (-42). Nel Paese sono stati identificati 1329 nuovi contagi, di cui 42 nelle case di riposo. Il totale dei casi confermati da test in laboratorio arriva così a 36’138.

Turchia, da mezzanotte coprifuoco di 48 ore

Secondo fine settimana di coprifuoco totale contro il coronavirus in Turchia, dove si registrano quasi 75 mila casi e 1643 vittime. Dovranno restare a casa tutti i cittadini, con l’eccezione di alcuni operatori di servizi essenziali, tra cui quelli della sanità. Per i trasgressori sono previste sanzioni e denunce. Rimarranno chiusi i supermercati, mentre i panifici garantiranno il servizio a domicilio. Il coprifuoco è stato dichiarato con diversi giorni di anticipo dal presidente Recep Tayyip Erdogan per evitare il ripetersi delle scene di caos di una settimana fa, quando l’annuncio solo un paio d’ore prima dell’entrata in vigore aveva scatenato il caos, con migliaia di persone precipitatesi in strada e nei supermercati creando massicci assembramenti.

Germania, il tasso di infezione scende allo 0,7

Per la prima volta in Germania ogni malato affetto da coronavirus infetta in media meno di una persona: secondo una stima pubblicata ieri sera dal Robert Koch Institute, l’autorità federale responsabile del monitoraggio epidemiologico, il tasso di infezione nel Paese è sceso infatti a meno di uno, per l’esattezza a 0,7. L’8 aprile, ricorda l’istituto, il tasso di contagio era dell’1,3. Angela Merkel, nei giorni scorsi, annunciando l’ammorbidimento delle misure restrittive per il coronavirus, aveva spiegato che questo tasso rappresenta un valore decisivo nei modelli di osservazione elaborati in Germania, per stabilire quanto il sistema sanitario possa reggere il carico dei pazienti affetti da questa malattia. La cancelliera aveva parlato di un successo temporaneo e fragile, affermando che la cautela è «d’obbligo».

Wuhan rivede le cifre: i decessi sono 1.290 in più

La città di Wuhan, il focolaio del coronavirus, ha rivisto a sorpresa i numeri di contagi e decessi aumentandoli, rispettivamente, di 325 unità a 50.333 e di 1.290 unità a 3.869 totali.

Il quartier generale municipale impegnato nella prevenzione e controllo del virus ha spiegato in una nota, secondo i media locali, che la «revisione è conforme a leggi e regolamenti, e al principio di essere responsabili verso la storia, le persone e i defunti». La mossa è destinata a dare altro slancio alle polemiche sull’affidabilità dei dati forniti.

Allo scopo di non lasciare alcun caso di COVID-19 non documentato, le autorità hanno lavorato per raccogliere informazioni dalle strutture legate alla pandemia, comprese cliniche, ospedali ufficiali e improvvisati, siti di quarantena, comunità con casi di infezione e siti speciali sotto l’amministrazione di autorità giudiziarie, di pubblica sicurezza e degli affari civili come carceri, centri di detenzione e centri di assistenza agli anziani.

Le discrepanze nei dati, si legge nella nota, «sono dovute ai seguenti motivi: in primo luogo, un numero crescente di pazienti nella fase iniziale dell’epidemia ha travolto le risorse e la capacità di ricovero delle istituzioni mediche». Poi, alcuni decessi sono accaduti a casa in assenza di cure negli ospedali. Terzo, a causa di un rapido aumento di ospedali designati per il trattamento delle infezioni - tra quelli amministrati dai ministeri, dalla provincia dell’Hubei, dalla città di Wuhan e dai suoi distretti, non tutti collegati «alla rete di informazioni sull’epidemia» - non tutti sono riusciti a comunicare i loro dati in tempo.

Infine, «le informazioni registrate di alcuni decessi erano incomplete e c’erano ripetizioni ed errori nelle segnalazioni».

Negli USA 4.591 morti in 24 ore

Il numero di morti per coronavirus negli Stati Uniti vola alla cifra record di 4.591 in 24 ore. È quanto emerge da un’analisi effettuata dal Wall Street Journal sui dati della John Hopkins University. Alle 20.00 locali, ore 4.00 del mattino di venerdì in Svizzera, i morti sono stati oltre 4.500 in 24 ore, battendo il precedente record di 2.569 morti.

Intanto due terzi degli americani criticano la risposta iniziale troppo lenta di Donald Trump al coronavirus. Secondo un sondaggio di Pew, il 65% degli interpellati boccia il presidente americano per la gestione iniziale dell’emergenza. Trump in un primo momento ha minimizzato l’epidemia e il suo impatto sugli Stati Uniti.

Secondo Trump, ventinove Stati USA saranno in grado di aprire in tempi relativamente brevi. Il presidente lo ha affermato senza però sbilanciarsi nel nominare quali Stati intendono aprire fra la fine di aprile e l’1. maggio. «Diversi Stati sono nella posizione di aprire in tempi brevi, ma lascio ai governatori l’annuncio. Sulla base dei dati disponibili possiamo iniziare il prossimo fronte della nostra guerra, quello che chiamiamo la riapertura dell’America. Mentre iniziamo a riaprire dobbiamo vigilare affinché venga bloccato l’ingresso del virus dall’estero. I controlli ai confini, le restrizioni sui viaggi e le altre limitazioni sugli ingressi sono più importanti che mai», osserva il presidente americano.

Trump poi rassicura: «Se il virus dovesse riemergere più avanti nel corso dell’anno, gli Stati Uniti saranno pronti ad affrontarlo».

Giovedì 16 aprile
A Mosca più contagi che in tutta la Cina

Negli USA più di 650 mila casi

I casi di coronavirus negli Stati Uniti sono oltre 650.000, per l’esattezza 654.301. I morti sono 31.628. È quanto emerge dai dati della John Hopkins University.

Superati i 140 mila morti nel mondo

Il numero totale di morti per coronavirus nel mondo ha raggiunto quota 140.773, secondo il bilancio tracciato dalla Johns Hopkins University. Gli Stati Uniti hanno il maggior numero di vittime, oltre 33.000, seguite dall’Italia che ha superato le 22.000 e dalla Spagna con oltre 19.000. Nel mondo, il numero totale di casi ha raggiunto almeno 2.101.164.

In Perù misure estese fino al 26 aprile

Il bilancio dei contagiati e dei morti dovuti al coronavirus ha compiuto un altro deciso passo in avanti in Perù, dove nelle ultime 24 ore il numero dei pazienti risultati positivi è cresciuto di 1’000 unità attestandosi a quota 12.491, mentre le vittime sono salite a 274. Questo colloca il Perù al secondo posto per quantità di contagi dopo il Brasile e al quarto per persone decedute, dietro Brasile, Messico e Ecuador. Tenendo conto di questi risultati ancora poco incoraggianti, il presidente della repubblica, Martín Vizcarra, ha annunciato che, al fine di contenere l’avanzata del Covid-19, il governo ha deciso una estensione dello Stato di emergenza e dell’isolamento sociale obbligatorio fino al 26 aprile.

In Francia quasi 18 mila i morti fra ospedali e case di riposo

Sono 11.060 i decessi in ospedale dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus in Francia, con un aumento di 417 nelle ultime 24 ore (ieri erano stati 514). A questi si aggiungono 6’860 morti nelle case di riposo, per un totale di 17.920 decessi in totale, secondo il conteggio annunciato dal direttore generale della Sanità, Jerome Salomon. Continua per il secondo giorno consecutivo il calo delle persone ricoverate per coronavirus, così come il numero dei pazienti nei reparti di rianimazione.

80 mila contagi in America latina

Il numero dei contagiati da coronavirus in America latina ha raggiunto oggi quota 80’120, dei quali 3’664 sono morti. È quanto emerge da una statistica elaborata dall’agenzia di stampa italiana Ansa sulla situazione esistente in 34 nazioni e territori latinoamericani. In poco meno di 48 ore, la regione è passata da 72’024 casi confermati e 3’203 vittime del 14 aprile, al bilancio elaborato oggi. Il Brasile continua a essere il primo Paese nella regione per numero di casi e di deceduti, registrando oltre un terzo dei positivi dell’America Latina con 28’320 infetti confermati, e quasi la metà delle vittime, pari a 1’736.

Dopo il Brasile, il secondo Paese per numero di contagi nella regione è il Perù, che registra 11’475 casi positivi e 254 vittime. Segue il Cile, con 8807 contagi e 105 deceduti per Covid-19. L’Ecuador è il quarto Paese in America Latina per numero di casi confermati (8225). La nazione registra 403 vittime e continua a essere il Paese della regione più colpito dalla pandemia in rapporto alla popolazione. Tra i Paesi con oltre mille casi di coronavirus registrati, seguono il Messico (5’847 positivi e 449 morti), la Repubblica Dominicana (3’755 e 196), il Panama (3’751 e 103), la Colombia (3’105 e 131) e l’Argentina (2’571 e 115).

In Turchia quasi 75 mila casi

Salgono a 74’193 i casi di coronavirus in Turchia, con altri 4’801 contagi registrati nelle ultime 24 ore. Si tratta del numero più alto in un giorno, ma l’aumento viene definito «prevedibile» perché cresce di oltre seimila anche il numero dei tamponi effettuati, che sono stati 40’427. Le nuove vittime sono 125, nuovo record negativo. Il totale dei decessi confermati sale quindi a 1’643. I malati in terapia intensiva sono 1’854, di cui 1’080 intubati. I pazienti guariti salgono a 7’089, con 1’415 dimessi in 24 ore, anche questo il dato più alto registrato finora. I test complessivi effettuati sono 518’143. Lo ha annunciato nel suo bollettino quotidiano il ministro della Salute turco Fahrettin Koca.

New York proroga il lockdown fino al 15 maggio

Lo Stato di New York resterà chiuso fino al 15 maggio. Il governatore Andrew Cuomo prolunga così le chiusure delle attività non essenziali per il prossimo mese, malgrado il pressing del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo stop delle attività non essenziali è così prolungato dal 29 aprile al 15 maggio «in coordinamento con altri stati», afferma Cuomo precisando che una tabella di marcia più dettagliata sulla riapertura dell’economia sarà basata sui dati sanitari. «Nessuna decisione politica, nessuna decisione dettata dalle emozioni. Dati e scienza, stiamo parlando di vite umane», osserva Cuomo.

Altre 3 settimane di lockdown in Gran Bretagna

Il Regno Unito resta in lockdown per almeno altre tre settimane sullo sfondo di un situazione segnata da oltre 100.000 contagi da coronavirus diagnosticati e centinaia di morti al giorno. L’annuncio, scontato, è giunto oggi sulla base della raccomandazione di un comitato di consulenti scientifici (Sage) dal ministro Dominic Raab, supplente del convalescente Boris Johnson alla guida del governo Tory. Raab ha detto che le restrizioni sociali imposte dal 23 marzo stanno funzionando, ma che non è certo che il picco sia stato superato.

Lieve flessione dei morti in Svezia, in totale 1.300 vittime

In Svezia si registrano oggi 130 nuovi decessi da coronavirus, con una leggera flessione rispetto ai 170 ieri, per un totale di 1’333 morti. I contagi emersi nelle ultime 24 ore sono invece 613 per un totale di 12’540.

606 morti nello stato di New York in 24 ore

I morti per coronavirus nello stato di New York sono 606 in 24 ore. Lo afferma il governatore Andrew Cuomo, sottolineando che il bilancio delle vittime complessivo è 12.192.

Superati i 30 mila decessi negli Stati Uniti

Sono 30.990 le persone morte negli Stati Uniti di coronavirus, secondo il conteggio della Johns Hopkins University. Gli Usa sono il Paese più colpito al mondo dalla pandemia di Covid-19 davanti all’Italia (21.645 vittime), la Spagna (19.130) e la Francia (17.167). I casi di coronavirus in totale in Usa hanno raggiunto i 639.733.

Altri 861 morti in GB, oltre 100 mila casi

Torna a salire oltre il picco di 800 il numero di morti da coronavirus registrati nei soli ospedali del Regno Unito nelle ultime 24 ore, con altri 861 decessi: sotto il record di 980 toccato la settimana scorsa, ma più dei 761 di ieri e del totale giornaliero indicato finora da altri Paesi europei. Lo certificano i dati diffusi oggi del dicastero della Sanità, portando la somma censita nel Paese a 13.839 vittime. I contagi diagnosticati superano intanto ora quota 103.000, con una curva d’aumento stabile.

In Portogallo oltre 18 mila contagi

Sale a 18’841 il bilancio dei casi confermati di coronavirus in Portogallo con 750 nuovi contagi registrati nelle ultime 24 ore, mentre il numero decessi arriva a 629 con 30 morti in più rispetto a ieri. Lo confermano le autorità sanitarie locali citate da La Vanguardia, mentre il governo di Lisbona pensa ad una riapertura parziale delle attività a partire da maggio.

In Corea del Sud 140 «guariti» nuovamente positivi

Sono in totale 141 le persone in Corea del Sud considerate apparentemente guarite ma che sono risultate nuovamente positive al coronavirus. Lo riferiscono le autorità sanitarie locali citate dalla Cnn. Gli esperti affermano inoltre di non avere al momento chiaro il motivo per cui questi pazienti risultano nuovamente positivi e che stanno effettuando ricerche a riguardo. Una delle ipotesi più accreditate riguarda l’efficacia dei test, mentre è considerato improbabile che ci si possa nuovamente contagiare con il Covid-19 subito dopo esserne guariti.

La Fondazione Gates dona altri 150 milioni

La fondazione di Bill e Melinda Gates ha annunciato un finanziamento aggiuntivo di 150 milioni di dollari contro il coronavirus, poco dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha bloccato i fondi all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) accusandola di aver insabbiato l’emergenza. I nuovi fondi sono per sviluppare test, trattamenti, vaccini, e per aiutare i partner in Africa e Asia meridionale e aumentare «i loro sforzi per individuare, trattare e isolare» i contagiati. Il direttore generale dell’Oms Tedros Ghebreyesusha ha ringraziato su Twitter la fondazione.

In Olanda quasi 30 mila contagi

L’ultimo aggiornamento delle autorità sanitarie olandesi riferisce di 1’061 nuovi contagi da coronavirus accertati nelle ultime 24 ore (ieri erano 734), per un totale di 29’214 dall’inizio dell’epidemia. Sono invece 181 i nuovi decessi, per un totale di 3’315, mentre i ricoveri segnalati sono 182, per un totale di 9’309. Sia i dati dei decessi che quelli dei ricoveri sono in linea con quelli degli ultimi giorni. Le autorità segnalano anche che «si stima che circa un terzo delle case di cura abbia almeno un paziente con Covid-19».

Stato d’emergenza in tutto il Giappone

Il premier Shinzo Abe ha esteso su tutto il territorio, per coprire tutte le 47 prefetture, lo stato d’emergenza inizialmente dichiarato il 7 aprile per Tokyo e altre sei regioni. Lo riferisce l’agenzia Kyodo dopo le anticipazioni di questa mattina. L’obiettivo è contenere la diffusione del coronavirus nel Paese con 126 milioni di abitanti. Per Shinzo Abe, che aveva resistito a lungo prima dell’annuncio del 7 aprile e che aveva sperato fino all’ultimo di poter ospitare le Olimpiadi, è necessario ridurre dell’80% i contatti fra le persone. Il premier, riporta la Kyodo, ha anche annunciato bonus da 100’000 yen per tutti i cittadini (l’equivalente di circa 901 franchi). Le ultime notizie arrivano in vista della ‘settimana d’oro’, un periodo di feste primaverili che va dal 29 aprile al 5 maggio. «È urgente l’adozione di misure per mantenere al minimo il flusso di persone prima delle vacanze», ha detto il ministro Yasutoshi Nishimura, incaricato di gestire le questioni relative allo stato d’emergenza. Le misure annunciate il 7 aprile scadono il 6 maggio. Le autorità locali hanno il potere di optare per «misure preventive più dure».

UE e tracciamento via app

Una stima «accurata» della vicinanza tra dispositivi mobili tramite segnali Bluetooth, senza l’uso della geolocalizzazione: è uno dei principi cardine pubblicati dalla Commissione Ue, ed elaborati in collaborazione con i governi, per lo sviluppo delle app di tracciamento della diffusione del virus. «L’installazione delle app deve essere volontaria», afferma Bruxelles, ribadendo che i dati «devono essere trasmessi in forma anonima e aggregata». Tra i requisiti chiave, l’interoperabilità delle app tra Stati membri. «I Paesi Ue stanno convergendo verso un approccio comune» con «soluzioni che minimizzano il trattamento dei dati personali e riconoscono l’interoperabilità tra le app» in vista della «riapertura delle frontiere interne Ue», scrive Bruxelles nel suo documento.

Austria, tamponi a tappeto nelle case di riposo

In Austria tutti gli ospiti e tutto il personale delle case di riposo saranno sottoposti a tampone. Lo ha annunciato il ministro della salute Rudolf Anschober. «Parliamo di complessivamente 130’000 persone», ha detto Anschober, giustificando i test a tappeto con l’alto rischio di contagio nelle residenze sanitarie assistenziali. Dopo la riapertura dei negozi saranno anche intensificati i tamponi per i commessi.

Mosca stanzia 24,5 miliardi

Il programma del governo russo per contrastare la crisi provocata dall’epidemia di Covid-19 «ha già superato i 2’000 miliardi di rubli», circa 24,54 miliardi di franchi: lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Maksim Reshetnikov in un incontro dei membri dell’esecutivo russo. Lo riporta l’agenzia di stampa statale russa Tass.

Europa e scambi commerciali

Per rispondere all’impatto della pandemia di Covid-19, «devono continuare gli sforzi per mantenere aperti gli scambi e i flussi commerciali ed evitare interruzioni inutili delle catene di approvvigionamento, anche nel mercato unico». Lo affermano i ministri del commercio Ue in una dichiarazione congiunta che riassume la discussione avuta stamattina in teleconferenza. «Nel lungo termine - continua il documento - sarà necessario garantire la resilienza e la sostenibilità delle catene globali di approvvigionamento e valore».

USA, chiesti 22 milioni di sussidi alla disoccupazione

Le richieste di sussidi alla disoccupazione negli Stati Uniti la scorsa settimana si sono attestate 5,24 milioni dopo i 6,61 milioni della settimana precedente. Complessivamente 22 milioni di americani hanno chiesto i sussidi nelle ultime 4 settimane.

Oltre 90.000 decessi in Europa

La pandemia di coronavirus ha ucciso oltre 90.000 persone in Europa, più del 65% del totale delle vittime, secondo un conteggio dell’Agenzia France Presse. Con 90.180 vittime, su 1.047.279 casi, l’Europa è il continente più colpito dal Covid-19 che ha ucciso 137.499 persone in tutto il mondo. L’Italia (21.645 morti) e la Spagna (19.130) sono i Paesi europei più colpiti, seguiti da Francia (17.167) e Regno Unito (12.868).

In Spagna oltre 19 mila morti

La Spagna registra un totale di 182.816 casi confermati di Covid-19, con un nuovo aumento di 5.183 contagi in un giorno, la cifra più alta dallo scorso 9 aprile. I decessi salgono a 19.130, con 551 morti nelle ultime 24 ore. Lo riferiscono i media locali.

Iran, oltre 1.600 casi in 24 ore

L’Iran ha registrato 1.606 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, un bilancio giornaliero che porta il totale dei contagi nel Paese a quota 77.995: lo ha reso noto il portavoce del ministero della Sanità iraniano, Kianoush Jahanpour, sottolineando che tra i pazienti 3.594 sono in condizioni critiche. Nelle ultime 24 ore 92 persone sono morte a causa del virus nel Paese, portando così il totale dei decessi a 4.869.

Fino a 3.500 nuovi contagi in Russia

Aumentano i nuovi casi di Covid-19 accertati in Russia. Sono 3.448 i nuovi positivi al virus registrati nelle ultime 24 ore, ieri erano 3.388. Il totale sale così a 27.938 persone. Le vittime del nuovo virus in Russia sono ufficialmente 232, di cui 34 decedute nel corso dell’ultima giornata. Lo riferisce la task force nazionale contro l’epidemia nel suo bollettino quotidiano. Nella sola Mosca, una megalopoli di oltre 12 milioni di abitanti, si registrano 16.146 casi di Covid-19, di cui 1.370 accertati nelle ultime 24 ore.

A Mosca più contagi che in tutta la Cina

Israele, oltre 12.500 positivi

I casi positivi di coronavirus in Israele sono saliti a 12.591, mentre i decessi sono stati finora 140. Lo ha reso noto oggi il ministero della sanità. Fra quanti sono stati contagiati, 7.339 si curano in casa ed altri 2.624 sono guariti o in fase avanzata di guarigione. Negli ospedali 174 persone sono ricoverate adesso in condizioni gravi. Fra queste, 140 sono in rianimazione.

Zero decessi in Cina

La Cina ha registrato mercoledì 46 nuovi casi di coronavirus, di cui 34 importati e 12 domestici, relativi a Guangdong (5), Heilongjiang (4) e Pechino (3). La Commissione sanitaria nazionale (Nhc), nel suo bollettino quotidiano, ha riportato anche zero nuovi decessi. I contagi di ritorno sono saliti a 1.534 totali, di cui 636 risoltisi con la guarigione. Le infezioni sono salite a 82.341 nel conteggio complessivo su scala nazionale, con 1.107 persone sotto trattamento medico, 3.342 decessi e 77.892 pazienti che si sono ripresi, portando il tasso di guarigione al 94,59%. I nuovi asintomatici sono 64, inclusi 3 dall’estero: il numero di persone sotto osservazione medica è di 1.032.

Trump minaccia di sospendere il Congresso

Donald Trump ha minacciato di usare la sua «autorità costituzionale» per sospendere formalmente le due camere del Congresso - ora in pausa sino a inizio maggio - in modo da poter procedere con le nomine della sua amministrazione, alcune delle quali - ha sottolineato - sono legate all’emergenza coronavirus. Il presidente americano si è lamentato che molte delle persone da lui nominate attendono troppo a lungo la conferma.

Inoltre, ha aggiunto Trump, i dati suggeriscono che la nazione ha superato il picco dei casi di coronavirus. Il presidente oggi svelerà le «direttive» per «riaprire» l’economia americana. «Riapriremo alcuni Stati prima di altri e penso che alcuni Stati possano davvero riaprire prima del primo maggio», ha proseguito il presidente degli Stati Uniti , riferendosi alla scadenza delle linee guida per il distanziamento sociale. Negli Usa intanto i morti di coronavirus hanno superato i 28 mila (28.326), i casi di contagio i 636 mila (636.350).

L’ONU spinge per il vaccino entro l’anno

«Abbiamo bisogno di uno sforzo ambizioso per garantire un approccio armonioso, integrato e ottimizzato per massimizzare la velocità e la scala necessaria al dispiegamento universale di un vaccino entro la fine del 2020»: lo ha detto il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, in una video conferenza con una cinquantina di Paesi africani membri delle Nazioni Unite. «Il solo strumento che permette il ritorno del mondo ad un sentimento di ‘normalità’ è un vaccino sicuro ed efficace», che «salverebbe milioni di vite e innumerevoli miliardi di dollari», ha aggiunto. Guterres ha poi precisato che il suo appello del 25 marzo per raccogliere due miliardi di dollari per un vasto piano umanitario dell’Onu in risposta alla pandemia ha consentito di mettere insieme finora circa il 20% della somma.

Oltre 1.700 decessi in Brasile

Il numero di casi confermati di coronavirus in Brasile è salito a 28.320, cioè 3.058 (12%) di più di martedì, mentre i decessi sono ora 1.763, pari a 204 (13%) di più nelle ultime 24 ore, secondo il bollettino ufficiale del ministero della Sanità, diffuso durante il briefing quotidiano del governo sui numeri dell’epidemia.

Mercoledì 15 aprile
A Mosca più contagi che in tutta la Cina

Nel Regno Unito quasi 13 mila morti

È di 761 morti l’incremento quotidiano di decessi da coronavirus registrati nei soli ospedali del Regno Unito nelle ultime 24 ore. Lo certificano i dati diffusi oggi del dicastero della Sanità, portando il totale censito nel Paese a quasi 13 mila vittime, per l’esattezza 12.868. I contagi diagnosticati sfiorano intanto ora quota 100 mila (98.476), con una curva d’aumento stabilizzata a circa 4600 più di ieri. Diverse centinaia di morti aggiuntive, avvenute in case di riposo e fuori dagli ospedali, o comunque legate a contagi individuati soltanto come probabili, non sono peraltro conteggiate nelle statistiche ufficiali quotidiane.

Merkel: «Divieto di contatti fino al 3 maggio»

La cancelliera tedesca Angela Merkel proporrà oggi ai ministri-presidenti dei Länder di prolungare le misure di divieto di contatto a causa del coronavirus almeno fino al 3 maggio. È quello che conferma l’agenzia di stampa tedesca Dpa, dopo le prime indiscrezioni pubblicate da Bild on line. La proposta è stata affrontata nella seduta di gabinetto in corso a Berlino, dedicata al virus. Nel pomeriggio, a partire dalle 14, la cancelliera ne discuterà con i governatori regionali, al momento divisi fra chi è per la linea della cautela e chi spinge invece sull’apertura della cosiddetta fase due.

La Danimarca riapre le scuole

Dopo un mese di chiusura per l’emergenza legata al coronavirus, la Danimarca ha riaperto stamattina asili nido, scuole materne ed elementari, primo Paese in Europa a farlo. Restano chiuse le medie e i licei che riapriranno il 10 maggio, ad eccezione degli ultimi due anni di corso. Il rientro in classe avviene seguendo misure di sicurezza sanitaria come la distanza di due metri tra i banchi e la ricreazione a piccoli gruppi. Tuttavia le lezioni sono ricominciate solo nella metà dei comuni danesi e nel 35% degli istituti di Copenaghen, mentre gli altri hanno chiesto più tempo per adeguarsi alle misure in vigore. Tutte le scuole primarie saranno comunque aperte entro il 20 aprile. Preoccupati dal rischio di contagio, alcuni genitori hanno lanciato una petizione, che ha raggiunto 18’000 firme, per tenere chiuse le scuole, mentre in molti sceglieranno autonomamente di non mandare i figli tra i banchi.

Negli USA più di 2 mila morti in 24 ore

Sono 2.228 i morti per coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore, secondo quanto emerge dai dati della John Hopkins University. Dal canto suo, la città di New York, già al centro della pandemia, ha alzato il numero di morti di oltre 3700 dopo che le autorità hanno fatto sapere di aver incluso nel calcolo persone che non erano mai state testate ma che, dai sintomi riscontrati, sono deceduti per il virus. Le nuove cifre, pubblicate dal Dipartimento della sanità della città, hanno alzato a oltre 10’000 le vittime dell’epidemia nella meetropoli e a oltre 26’000 il totale dei morti a oggi negli Stati Uniti. Pro capite sono morte più persone a New York che in Italia, il paese europeo con più vittime per l’epidemia.

A New York oltre 10 mila morti

La città di New York, già al centro della pandemia da coronavirus, ha alzato il numero di morti di oltre 3.700 dopo che le autorità hanno fatto sapere di aver incluso nel calcolo persone che non erano mai state testate ma che, dai sintomi riscontrati, il virus è stata la causa del decesso. Le nuove cifre, pubblicate dal Dipartimento alla Salute del comune, hanno alzato a oltre diecimila le vittime dell’epidemia in città e a oltre 26 mila il totale dei morti a oggi negli Stati Uniti. Pro capite sono morte più persone a New York che in Italia, il paese europeo più in prima linea nell’epidemia.

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