A pranzo con imprenditori perché «inviato del re», ma è tutto un inganno

spagna

Nel 2014 il giovane Nicolás Gómez Iglesias, noto come «el pequeño Nicolás», era riuscito a presenziare a diversi eventi e cerimonie importanti spacciandosi per «VIP» - Ora rischia 7 anni di prigione

A pranzo con imprenditori perché «inviato del re», ma è tutto un inganno

A pranzo con imprenditori perché «inviato del re», ma è tutto un inganno

Aveva solo 20 anni Francisco Nicolás Gómez Iglesias quando, ad agosto 2014, riuscì a farsi organizzare un pranzo con un importante imprenditore nel nord della Spagna in qualità di inviato del re Felipe VI e del governo. Ma, secondo quanto ipotizzato in seguito dalla magistratura spagnola, era tutto un inganno.

E adesso, in un processo appena iniziato presso il tribunale dell’Audiencia provincial di Madrid, il pm chiede per lui 7 anni, accusandolo di usurpazione di funzioni pubbliche, falsificazione di documenti ufficiali e corruzione, segnalano i media iberici. Insieme a lui, sono imputati due vigili urbani accusati di averlo aiutato a fingere di essere un emissario della Casa Reale.

Una foto del «pequeño Nicolás». /© lamarea.com / Wikipedia
Una foto del «pequeño Nicolás». /© lamarea.com / Wikipedia

In realtà, non è l’unico episodio per cui quel giovane battezzato dalla stampa ‘el pequeño Nicolás’ ha ricevuto le attenzioni dell’opinione pubblica: dopo il suo arresto nell’autunno del 2014, infatti, venne alla luce che da tempo Gómez era riuscito a intrufolarsi in circoli politici e imprenditoriali di massimo livello senza che apparentemente nessuno sapesse il perché: emblematiche, per esempio, la sua presenza alla cerimonia di incoronazione di Felipe VI o le immagini che lo immortalano con gli ex presidenti Mariano Rajoy e José María Aznar.

Da allora, è partita una lunga serie di vicissitudini giudiziarie, senza che il giovane, che adesso ha 27 anni, sia finora mai stato condannato. Oggi, di fronte al giudice, il ‘Pequeño Nicolás’ ha dichiarato che non voleva apparire come «un’autorità», ma come «una persona importante».

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