Acqua contaminata, perché quella di Fukushima è «una questione di trasparenza»

il caso

Discutiamo con due esperti del nucleare la questione delle acque contaminate che, secondo il progetto esposto dalle autorità giapponesi, verranno rilasciate nel Pacifico a partire dal 2023 - Quali potrebbero essere le conseguenze per il mare e per l’uomo? Esistono altre soluzioni?

Acqua contaminata, perché quella di Fukushima è «una questione di trasparenza»
Una veduta aerea dei serbatoi contenenti l’acqua contaminata della centrale nucleare di Fukushima. / © EPA/JIJI Press Japan

Acqua contaminata, perché quella di Fukushima è «una questione di trasparenza»

Una veduta aerea dei serbatoi contenenti l’acqua contaminata della centrale nucleare di Fukushima. / © EPA/JIJI Press Japan

È di settimana scorsa la notizia che il Giappone, a poco più di 10 anni dal disastro di Fukushima, ha preso infine una decisione riguardo a cosa fare delle acque utilizzate nel raffreddamento dell’impianto nucleare danneggiato e ora contaminate. Con un processo che si protrarrà probabilmente nel prossimo trentennio, esse verranno per quanto possibile «bonificate» e rilasciate nell’oceano Pacifico. Un annuncio che ha sollevato in poche ore un polverone non solo a livello regionale, con i locali (e soprattutto i pescatori) che lamentano un futuro peggioramento delle condizioni ambientali, ma anche internazionale, con Cina e Corea del Sud rapide a stigmatizzare una decisione che, inevitabilmente, toccherà in modo indiscriminato anche acque di sovranità non giapponese. E una «forte condanna» è...

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