Allarme clima: «O si agisce o si capitola»

COP25

Nel discorso inaugurale della Conferenza mondiale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres ha lanciato un appello all’azione contro il riscaldamento globale

Allarme clima: «O si agisce o si capitola»
©EPA/Emilio Naranjo

Allarme clima: «O si agisce o si capitola»

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Sperare in un mondo migliore oppure capitolare. È la scelta che deve fare l’umanità, che subisce i disastri provocati dal cambiamento climatico, secondo il segretario generale dell’Onu Antonio Guterrez, che ha usato questa immagine aprendo i lavori della Cop25 a Madrid. Nel discorso inaugurale alla 25esima Conferenza mondiale delle nazioni Unite sul clima, Guterres ha lanciato un appello all’azione contro il riscaldamento globale e chiesto ai rappresentanti dei 196 Paesi partecipanti se vogliono davvero essere ricordati «come la generazione che ha messo la testa sotto la sabbia, che si gingillava mentre il pianeta bruciava». Il segretario generale delle Nazioni Unite ha ricordato recenti studi scientifici secondo cui i gas serra hanno raggiunto livelli record avvertendo che non c’è altro tempo da perdere. Se non si agisce subito abbandonando il carbone, ha ammonito, «tutti i nostri sforzi per combattere i cambiamenti climatici sono destinati a fallire». Deluso dall’azione «insufficiente» dei grandi inquinatori (Cina, Usa, India), li ha esortati ad intensificare gli sforzi altrimenti «l’impatto su tutte le forme di vita del pianeta, compresa la nostra, sarà catastrofico». L’Unione europea, con l’iniziativa di un «patto verde», può fare da traino ai Paesi che producono più gas serra in uno sforzo collettivo di taglio delle emissioni.

E infatti, la neo presidente dell’esecutivo europeo Ursula von der Leyen ha confermato che «tra dieci giorni la Commissione europea presenterà il suo ‘Green Deal’. Il nostro obiettivo è di essere il primo continente neutro dal punto di vista climatico entro il 2050. Se vogliamo raggiungere questo obiettivo, dobbiamo agire ora». Ha poi assicurato: «Siamo pronti a contribuire con il nostro accordo europeo a un accordo verde globale».

L’addio al carbone con il taglio dei gas serra sarà uno dei temi di negoziazione durante le due settimane di lavori (fino al 13 dicembre) in cui si cercherà di definire le regole per rendere operativo l’Accordo di Parigi dal 2020. Fra gli altri dossier ci sono i mercati di carbonio, la finanza climatica e il meccanismo «Loss&Damage».

Dalla ministra dell’ambiente del Cile Carolina Schmidt, presidente della Cop25 (ospitata dalla Spagna dopo la rinuncia del paese sudamericano per i disordini interni) è arrivato l’appello ad impegnarsi prima del termine del 2020 (quando ciascun Paese dovrà presentare il proprio piano climatico) ad aumentare i tagli di CO2 e ad essere sensibili verso i Paesi più poveri e vulnerabili all’aumento delle temperature.

A questo proposito Oxfam (confederazione internazionale di organizzazioni senza scopo di lucro che si dedicano alla riduzione della povertà globale) ha affermato che oltre 20 milioni di persone all’anno sono costrette nei paesi più poveri ad abbandonare le proprie case a causa di catastrofi provocate dal riscaldamento globale e che i cambiamenti climatici sono la prima causa al mondo di migrazioni forzate interne, incidono tre volte di più dei conflitti. «Oggi, per fortuna, soltanto una manciata di fanatici nega l’evidenza», ha detto il premier ad interim spagnolo, Pedro Sanchez.

I membri democratici del Congresso degli Usa, guidati dalla presidente della Camera, Nancy Pelosi, hanno affermato che gli Stati Uniti rimangono impegnati nell’accordo sul clima di Parigi nonostante il presidente Donald Trump abbia deciso di recedere (cosa che accadrebbe comunque dopo il 4 novembre 2020). Alla Cop, la delegazione ufficiale degli Usa è guidata dall’ambasciatrice Marcia Bernicat, una alta

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