Almeno 71 civili in arresto a Belgrado

Scontri

Le autorità serbe denunciano decine di manifestanti violenti e segnalano anche la presenza di stranieri nella protesta - LE FOTO

Almeno 71 civili in arresto a Belgrado
AP Photo/Darko Vojinovic

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AP Photo/Marko Drobnjakovic

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A Belgrado, dopo diverse ore di scontri e violenze tra polizia e manifestanti avvenuti la scorsa notte, la terza di seguito, davanti al Parlamento, la situazione è tornata calma. Negli scontri sono rimasti feriti 14 poliziotti, riportano le autorità, mentre 71 dimostranti sono stati arrestati. Lo ha detto oggi il capo della polizia serba Vladimir Rebic parlando in una conferenza stampa.

La capitale serba è da martedì sera teatro di violenti scontri conseguenti l’annuncio del presidente Alenksandar Vucic di reintrodurre in modo repentino il coprifuoco, annullato (insieme a tutte le altre misure contro la diffusione del coronavirus) il 6 maggio. Annullamento che ha permesso di organizzare i vari comizi elettorali che si sono svolti in vista delle elezioni del 21 giugno (dalle quali il partito del presidente è uscito unico vincitore).

Almeno 71 civili in arresto a Belgrado

Rebic ha aggiunto che fra gli arrestati figurano diversi cittadini stranieri provenienti da Montenegro, Tunisia, Bosnia-Erzegovina, Gran Bretagna. Complessivamente, dall’inizio delle proteste antigovernative nei giorni scorsi - ha affermato Rebic - i poliziotti feriti sono stati più di 130. Molti altri hanno subito ferite più leggere. Nelle violenze, ha detto il capo della polizia, sono rimasti feriti anche diversi giornalisti e cineoperatori. Si sono registrati scontri e risse anche fra gruppi contrapposti di manifestanti, e una persona è stata accoltellata. Tutti i responsabili delle violenze e delle aggressioni a poliziotti e persone pacifiche saranno chiamati a risponderne nei termini di legge. Secondo i media fra gli arrestati figura anche un cittadino tunisino. Negli incidenti dei giorni scorsi erano stati arrestati altri due stranieri, uno dei quali israeliano.

Tra manifestanti e agenti in tenuta antisommossa c’è stata a lungo un’autentica guerriglia. Fitto il lancio di oggetti di ogni tipo - pietre, bottiglie petardi - da parte dei civili, mentre la polizia usava cariche, manganelli e lacrimogeni. Numerosi i cassonetti incendiati, le aiuole distrutte, i segnali stradali divelti, le finestre infrante.

Negli scontri sono rimasti feriti, fra gli altri, diversi giornalisti, fotoreporter e cineoperatori, alcuni colpiti dai dimostranti più violenti, altri coinvolti loro malgrado negli scontri. Due giornalisti dell’agenzia Beta sono stati condotti in ospedale con ferite e fratture, vittime di aggressioni sono stati una reporter della Tanjug e una troupe dell’emittente televisiva N1, lo stesso canale che negli scorsi giorni ha filmato e denunciato gli abusi della polizia su civili innocui.

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