AstraZeneca: in Germania presto anche per gli over 65

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Il bilancio dall’inizio della pandemia - I contagi totali nel mondo superano i 113,41 milioni, i guariti sono oltre i 77 milioni e i morti più di 2,5 milioni

AstraZeneca: in Germania presto anche per gli over 65
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©AP Photo/Bilal Hussein

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©EPA/Rodrigo Sura

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© Keystone/Salvatore Di Nolfi

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Tutti gli aggiornamenti dal mondo sull’emergenza coronavirus (qui è possibile consultare la mappa dei contagi in tempo reale). Tutte le notizie dal mondo sulla pandemia dalla metà di aprile fino all’inizio di maggio le potete trovare a questo link. Qua gli aggiornamenti fino all’8 ottobre 2020 e qui fino al 14 febbraio 2021.

Sabato 27 febbraio

(Aggiornato alle 13.36) Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono più di 113,41 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall’inizio della pandemia, di cui più di 77 milioni già guariti. Sono oltre 2,5 milioni i morti nel mondo per la pandemia di Covid-19. Secondo gli ultimi dati diffusi dalla Johns Hopkins University i decessi sono 2.517.422.

La Germania verso la raccomandazione per gli over 65

La Commissione tedesca per le vaccinazioni (Stiko) sembra intenzionata a raccomandare il vaccino anti Covid di AstraZeneca per gli over 65 alla luce di uno studio realizzato in Scozia che ha dimostrato la sua efficacia negli anziani: lo ha reso noto il presidente della Stiko, Thomas Mertens. «È possibile e lo faremo», ha detto ieri sera Mertens rispondendo a una domanda su un’eventuale raccomandazione del vaccino per gli ultrasessantacinquenni. La commissione «pubblicherà molto presto una nuova raccomandazione aggiornata», ha proseguito, aggiungendo di essere ancora in attesa dei dettagli dello studio diretto dall’Università di Edimburgo. Finora il vaccino AstraZeneca viene raccomandato per le persone sotto i 65 anni di età, anche se l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ne ha approvato l’uso a partire dai 18 anni e senza limiti di età.

Auckland in lockdown per sette giorni

La più popolosa città della Nuova Zelanda, Auckland, verrà posta in lockdown per sette giorni a partire da domani, dopo la scoperta di un nuovo caso di coronavirus ieri: lo ha annunciato la premier Jacinda Ardern, secondo quanto riporta il Guardian. Ieri è risultata positiva al virus una persona che è in quarantena dal 23 febbraio. Nel resto del Paese entreranno in vigore le restrizioni di livello 2, che limitano gli assembramenti.

Nuova ondata in Brasile: «È una tragedia»

Il Brasile sta affrontando «una tragedia» causata da «una nuova ondata» della pandemia di Covid-19, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). «Sfortunatamente, è una tragedia che il Brasile stia affrontando tutto ciò di nuovo, è difficile. Questa dovrebbe essere la quarta ondata che il Brasile deve affrontare», ha detto Mike Ryan, direttore emergenze dell’Oms. Ryan ha elogiato il sistema sanitario pubblico brasiliano e l’azione degli stati per contrastare la diffusione del coronavirus ma ha sottolineato che è necessario controllare la trasmissione a livello nazionale. «Il Brasile ha molte strutture sanitarie pubbliche eccezionali. Credo che il Paese sappia cosa fare e molti stati stanno cercando di applicare le misure migliori. Ma non è facile in quanto non c’è una parte del Paese che non sia stata colpita in maniera grave dalla pandemia», secondo Ryan. Il trend in aumento delle morti e dei contagi di Covid-19 in Brasile «deve essere un monito per tutto il mondo, la pandemia non è finita e ogni rilassamento è pericoloso», ha aggiunto il dirigente dell’Oms. Intanto nelle ultime 24 ore il Brasile ha registrato 1337 morti di Covid-19 e 65’169 contagi, rivela il Consiglio nazionale delle segreterie di salute (Conass). Il bilancio totale delle vittime dall’inizio della pandemia sale a 252’835 a fronte di 10’455’630 casi accertati.

USA: via libera a Johnson&Johnson

La commissione di esperti della Food and Drug Administration statunitense ha ieri dato il via libera del vaccino monodose anti-Covid della Johnson&Johnson, raccomandandone l’autorizzazione per l’uso d’emergenza. L’autorizzazione del vaccino monodose della Johnson&Johnson da parte dei vertici della Fda è attesa per oggi, anche se la raccomandazione della commissione degli esperti non è vincolante. Quest’ultima però ha ricevuto un consenso unanime.

Venerdì 26 febbraio

(Aggiornato alle 15.22) Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono più di 112,9 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall’inizio della pandemia, di cui più di 77 milioni già guariti. Sono oltre 2,5 milioni i morti nel mondo per la pandemia di Covid-19. Secondo gli ultimi dati diffusi dalla Johns Hopkins University i decessi sono 2.507.391.

Il Canada approva il vaccino di AstraZeneca

Le autorità canadesi hanno approvato un terzo vaccino, quella di AstraZeneca. Lo riferiscono i media del Paese, che aveva già dato il via libera ai vaccini di Pfizer-BioNTech e di Moderna.

Anche l’Austria interessata al vaccino russo

Il presidente russo Vladimir Putin e il cancelliere austriaco Sebastian Kurz hanno avuto un colloquio telefonico nel corso del quale hanno fra l’altro discusso «la possibilità che la Russia fornisca all’Austria il vaccino Sputnik V» contro il coronavirus. Ne dà notizia un comunicato del Cremlino, aggiungendo che i due leader hanno anche parlato della possibilità di avviare «una produzione congiunta» dello stesso vaccino.

Il vaccino russo prodotto in Argentina

La compagnia argentina Laboratorios Richmond e il Fondo russo di investimento diretto che rappresenta il laboratorio Gamaleya produttore dello Sputnik V, hanno firmato ieri a Mosca un memorandum che punta alla produzione a breve termine in Argentina di un vaccino contro il coronavirus. A questa potenziale cooperazione, emerge da una lettera diffusa dai Laboratorios Richmond, parteciperà anche il laboratorio indiano Hetero Labs Limited, «con cui Richmond ha una alleanza strategica da oltre 25 anni». La firma sul documento è stata apposta nella capitale russa da Tagir Sitdekov, in rappresentanza del Fondo di investimento diretto e dal presidente dei Laboratorios Richmond, Marcelo Figueiras. Questo accordo si aggiunge ad uno, già in sviluppo, che riguarda la produzione in Argentina della sostanza attiva del vaccino di AstraZeneca e il suo trasferimento in Messico per la confezione finale del prodotto, che sarà in futuro distribuito in America latina grazie anche al sostegno finanziario della Fondazione messicana Carlos Slim.

Bolsonaro, «Le mascherine hanno effetti collaterali»

Il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, ha sostenuto che l’uso delle mascherine per evitare la diffusione del coronavirus può avere effetti collaterali, come danneggiare la «percezione della felicità», in base a uno studio una università tedesca. «Cominciano a comparire studi, non entrerò nei dettagli, sull’uso delle mascherine: una università tedesca dice che sono dannose per i bambini», ha detto il capo dello Stato. Bolsonaro ha parlato senza mascherina, seduto accanto a due collaboratori, durante una diretta sui social dalla residenza ufficiale a Brasilia. «Io ho la mia opinione sulle mascherine, ognuno ha la propria», ha aggiunto il presidente della Repubblica, secondo il quale starebbero cominciando a comparire «effetti collaterali» dall’uso prolungato della mascherina, quali «mal di testa, difficoltà di concentrazione, sconforto». Nel momento in cui diversi Stati e Comuni brasiliani sono tornati a rafforzare le restrizioni per arginare la COVID, Bolsonaro ha affermato che le persone «vogliono tornare a lavorare», criticando quei governatori e sindaci che li «costringono» a rimanere a casa.

Gran Bretagna, nessuna priorità di vaccinazione per categorie di lavoro

Il Regno Unito ha scelto di non privilegiare alcuna specifica categoria di lavoro nelle indicazioni di priorità della fase due della campagna di vaccinazione di massa anti COVID, per evitare una corsa al privilegio fra corporazioni e lobby e poiché tracciare distinzioni del genere non ha fondamento in alcuna sperimentazione scientifica testata. Lo ha sottolineato oggi il professor Wei Shen Lim, del Joint Committee on Vaccination and Immunisation (JCVI) britannico, l’organismo che assiste il governo di Boris Johnson sulla campagna vaccinale. Se nella fase uno l’indicazione era stata di privilegiare le fasce anziane e vulnerabili fino agli over 50, ma con l’inserimento limitato di categorie di lavoro come medici, infermieri, addetti ai servizi sanitari e di emergenza in prima fila, per la seconda fase - annunciata ora - si procederà «esclusivamente» in ordine inverso d’età, ha puntualizzato l’accademico: dagli over 40 fino agli over 18. «Un programma vaccinale basato (in termini di priorità) sulle occupazioni non è mai stato testato prima nel Regno Unito e sarebbe, quindi, non sperimentato e non provato», ha tagliato corto Wei Shen Lim, aggiungendo che privilegiare questa variabile rispetto a quella - chiara e statisticamente giustificabile - dell’anagrafe renderebbe il programma di vaccinazioni «più complesso e più lento». Mentre «il fattore velocità - ha concluso - è cruciale».

La Serbia anticipa la chiusura dei ristoranti

In Serbia, dove si registra una sensibile ripresa dei contagi da coronavirus, le autorità hanno annunciato stamane limitazioni all’attività nei fine settimana di ristoranti, caffè e centri commerciali, che il sabato e la domenica chiuderanno alle 14 e non alle 20 come negli altri giorni. Non cambia il regime della consegna a domicilio. L’unità di crisi per la lotta alla pandemia, nell’annunciare tale decisione, ha aggiunto che restano invariati gli orari per le altre attività - i negozi chiudono alle 21 e continuano senza modifiche le apertura di farmacie, ambulatori medici, parrucchieri, saloni di estetica.

I distributori di benzina dopo le 14 potranno operare solo per il rifornimento di carburante e non per la vendita nei loro shop. Nel Paese non vige alcun tipo di coprifuoco. Gli ultimi dati di ieri in Serbia erano di oltre 3.500 contagi e 15 decessi nelle 24 ore, con i totali rispettivamente a quasi 450 mila e 4.400. L’aumento dei contagi, a detta degli specialisti, è da collegare in primo luogo con le vacanze sulla neve nelle due località sciistiche del Paese (Kopaonik a sud e Zlatibor a ovest), che in questo mese caratterizzato da un fine settimana lungo per la festa nazionale hanno registrato autentici pienoni con decine di migliaia di presenze. Per non danneggiare tali attività economiche tuttavia, le autorità, già alle prese con un crollo verticale del turismo, non hanno mai pensato finora a porre limitazioni o chiudere del tutto i centri di vacanza invernale, limitandosi alle consuete raccomandazioni sul rispetto delle misure di prevenzione.

La Serbia, che ha 7 milioni di abitanti, ha avviato con successo un programma vaccinale, con quasi 1,4 milioni di vaccinazioni effettuate finora e mezzo milione di seconde dosi. Sono disponibili quattro vaccini - il cinese della Sinopharm, il russo Sputnik V, lo Pfizer-BioNTech e l’AstraZeneca.

In Germania il 45% della popolazione è stata vaccinata

Il 4,5% della popolazione tedesca ha ricevuto una dose di vaccino, oltre il 2% anche la seconda dose e in tutto 5,7 milioni di persone hanno ricevuto una inoculazione di vaccino: lo ha detto il ministro della Salute Jens Spahn in conferenza stampa oggi a Berlino insieme al presidente del Robert Koch Institut Lothar Wieler. Alcuni Laender hanno chiesto di utilizzare la rete dei medici di famiglia per velocizzare la vaccinazione e questo sarà implementato nel prossimo futuro, ha detto Spahn. La situazione epidemiologica nei Laender è ancora molto diversa, ha detto Wieler. In alcuni i dati del contagio sono stabili, in almeno un paio c’è una nuova crescita dei contagi, soprattutto tra i giovani.

In Israele esercito immunizzato all’80-85%

Le forze armate israeliane (Idf) si sono dimostrate all’avanguardia per efficienza nella lotta al coronavirus. Secondo quanto scrive Haaretz, dalla prossima settimana l’Idf avrà raggiunto una meta prestabilita in base alla quale l’80-85 per cento del suo personale sarà stato vaccinato con due dosi di Pfizer o avrà superato il contagio dal virus e ne è guarito. Quest’ultima categoria è stimata in 15 mila militari. Di conseguenza, aggiunge Haaretz, «l’esercito israeliano sarà la prima grande organizzazione al mondo ad aver raggiunto un tasso così elevato di immunizzazione». Il giornale avverte che comunque in questo caso non si può parlare di immunità di gregge in quanto i militari mantengono contatti costanti con il resto della società.

La Spagna limita i viaggi extra UE fino al 31 marzo

La Spagna ha deciso di prorogare le restrizioni ai viaggi non essenziali fuori dall’Unione europea fino al 31 marzo. Lo riporta il quotidiano El Pais che cita il nuovo provvedimento del governo sulle norme anti-coronavirus pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale. Tra gli altri provvedimenti, saranno estesi fino al 16 marzo i controlli alla frontiera con il Portogallo. Intanto la Catalogna a partire da lunedì consentirà la riapertura dei centri commerciali, dopo due mesi di stop, ma li manterrà chiusi durante il fine settimana.

La Francia studia la proposta di un lockdown a Parigi

La proposta del Comune di Parigi di dichiarare un lockdown di 3 settimane nella capitale sarà «studiata» su scala regionale per tutta l’Ile-de-France, nonostante le riserve sulla sua durata e sulla chiusura delle scuole. Lo ha detto questa mattina il portavoce del governo, Gabriel Attal. «Se siamo entrati in questo ambito di discussioni con i governanti locali - ha detto il portavoce ai microfoni di France Inter - è perché facciano delle proposte, quindi la proposta del Comune di Parigi sarà chiaramente studiata». «Quando si adottano misure locali che riguardano un territorio - ha sottolineato - è importante prenderle in collegamento con gli amministratori locali». Ma, ha aggiunto, «le misure, devono avere un senso a livello territoriale e quando si pensa a Parigi, bisogna pensare per tutta la regione Ile-de-France», poiché «dietro il périphérique (il raccordo, ndr) non c’è una ‘no man’s land’, ma movimenti importanti fra i territori».

Quanto alla proposta di dichiarare un lockdown nella capitale di 3 settimane - avanzata ieri sera dal Comune di Parigi subito dopo la conferenza stampa del premier Jean Castex e del ministro della Sanità Olivier Véran, che hanno rinviato le decisioni al 6 marzo -, Attal ha espresso diverse riserve: «Sono pochi gli scienziati che ritengono che con un lockdown di 3 settimane si possa abbattere il virus e riaprire tutto, come hanno detto i rappresentanti del Comune di Parigi. Abbiamo un obiettivo, lasciare quanto possibile le scuole aperte e quindi capisco che, ormai, il Comune di Parigi chieda di chiudere le scuole, ma non è una decisione come un’altra», avrebbe ripercussioni «sulla salute dei nostri figli, sul distacco dalla scuola».

Stop ai treni sull’asse Bolzano-Vienna dal 4 marzo

A causa dell’emergenza Covid-19, i collegamenti delle ferrovie austriache Oebb Railjet Bolzano-Vienna saranno cancellati dall’inizio di marzo, probabilmente fino a Pasqua o a seconda della situazione epidemiologica. L’ultimo treno per il momento partirà da Vienna il 3 marzo, l’ultimo viaggio di ritorno da Bolzano sarà il 4 marzo. Lo comunica Strutture Trasporto Alto Adige (Sta) in una nota.

In Perù riapre il Machu Picchu

Tutto è pronto in Perù per una nuova apertura ai turisti nazionali e internazionali l’1 marzo del sito archeologico di Machu Picchu, uno dei luoghi più visitati del Perù e di tutta l’America Latina. Il sindaco Darwin Baca León ha accolto con grande soddisfazione, segnala l’agenzia di stampa statale Andina, l’annuncio della riapertura formulato dalla premier peruviana Violeta Bermúdez, sottolineando che si tratta di «un sollievo per migliaia di famiglie, la cui sopravvivenza dipende dall’attività turistica.

La cittadella Inca era stata riaperta all’inizio di novembre 2020 dopo oltre sette mesi a causa della pandemia da coronavirus. Ma le autorità peruviane avevano dovuto di nuovo disporne la chiusura il mese scorso per una recrudescenza nella provincia di Cusco dei casi di Covid-19. La decisione di riprendere le visite è stata approvata dal ministero dei Beni culturali, anche se il ministero della Salute ha imposto il rispetto di severi protocolli sanitari ed un limite giornaliero del 40% di ingressi rispetto ai livelli normi, ossia un massimo di meno di 900 persone al giorno. Il sindaco Baca León ha ricordato che nel distretto di Machu Picchu ci sono 222 ristoranti e 219 hotel, di cui per ora solo il 40% ha già ottenuto l’approvazione dei propri piani di biosicurezza.

Scoperta il 24 luglio 1911, la cittadella sacra di Machu Picchu fu costruita dagli Inca nel 1440 su una montagna a 2.430 metri di altezza. Fa parte dei Patrimoni dell’umanità dell’Unesco, e nel 2007 è stata selezionata come una delle ‘sette meraviglie del mondo moderno’. È il terzo sito archeologico più grande del mondo dopo gli scavi di Pompei e Ostia Antica.

In Nuova Zelanda un solo caso locale

La Nuova Zelanda ha registrato un nuovo caso locale di Covid-19 nelle ultime 24 ore, anche se la persona infetta è in quarantena dal 23 febbraio. Lo riporta il Guardian. L’ultimo focolaio ad Auckland, dove restano ancora una dozzina di persone contagiate, ha portato l’Australia a dichiarare la città un «punto caldo» e a chiudere i confini ai neozelandesi. Intanto, sempre ad Auckland, è stato chiuso un Kentucky Fried Chicken nel quale lavorava una persona positiva al coronavirus. A chiunque sia stato nel locale tra il 22 febbraio e il 23 febbraio viene chiesto di restare in autoisolamento per 14 giorni.

Il vaccino Pfizer conservato in normali congelatori medici

La Food and Drug Administration ha approvato la conservazione e il trasporto del vaccino Pfizer contro il Covid-19 alle temperature dei normali congelatori medici (tra -25 e -15 °C) sino a due settimane, anziché a temperature ultra fredde (tra -80 e -60°C).

In Germania quasi 10 mila casi

Nelle ultime 24 ore in Germania sono stati registrati 9’997 nuovi casi di coronavirus, che portano il totale dei contagi nel Paese a 2’424’684. Nello stesso arco di tempo sono stati rilevati 394 ulteriori decessi, che portano il totale da inizio pandemia a 69’519. Lo riporta il Robert Koch Institut.

Giovedì 25 febbraio

(Aggiornato alle 19.49) Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono più di 112,6 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall’inizio della pandemia, di cui più di 75 milioni già guariti. Sono oltre 2,5 milioni i morti nel mondo per la pandemia di Covid-19. Secondo gli ultimi dati diffusi dalla Johns Hopkins University i decessi sono 2.500.770.

In Israele si vaccina anche nei bar e da Ikea

Ogni mezzo è buono per portare in Israele le persone a vaccinarsi: postazioni accanto ai bar, all’Ikea, il richiamo di una pizza e di un bonus consumazione. Sono stati in queste settimane numerosi i metodi per convincere le persone che ancora non lo hanno fatto a immunizzarsi. E tutto questo, nonostante Israele sia al primo posto al mondo - in rapporto alla popolazione di 9 milioni di individui - per numero di cittadini al di sopra dei 16 anni che hanno ricevuto almeno una dose del vaccino.

I numeri del ministero della Sanità parlano chiaro: ad oggi sono 4.600.000 (la metà dei residenti del Paese) ad avere avuto la prima dose e 3.200.000 anche la seconda. Il premier Benyamin Netanyahu ha detto che resta oltre un milione di cittadini adulti, a parte gli under 16, che non sono vaccinati e che «possono ammalarsi». L’obiettivo, ha aggiunto, è farlo per la fine di marzo in modo da cominciare a togliere gradualmente le restrizioni a partire da aprile.

E quindi ogni mezzo è valido per convincere chi ancora non lo ha fatto. A cominciare dal Green Pass, l’agognata ‘etichetta verde’ (’tav iarok’, in ebraico) che permette, con due vaccinazioni effettuate, di poter riprendere ad andare in piscina, in palestra, al teatro, ai concerti, alle partite e anche a viaggiare. In un teatro di Gerusalemme è avvenuta la prima rappresentazione con attori e pubblico.

Chi c’è stato, con il Green pass, ha parlato di una boccata di normalità dopo tanto tempo: tutto dal vivo e senza mediazione di uno schermo. Ma i mezzi messi in campo per convincere i riluttanti al vaccino sono i più svariati, fermo restando che nessuno può essere costretto per legge. La filosofia di fondo è portare i vaccini il più vicino possibile ai cittadini e non il contrario.

In quest’ottica il Comune di Tel Aviv - città nota per la sua intensa vita sociale - ha attrezzato, insieme al Pronto Soccorso, un’unità mobile che sosta in alcuni giorni dalle 18 alle 24 presso locali frequentati dai giovani in modo che chi vuole può vaccinarsi. In cambio ci scappa anche un bonus consumazione per il bar accanto.

L’epidemiologa dell’Università di Gerusalemme Francesca Levi Schaffer ha raccontato a Radio Capital che per convincere i più recalcitranti, specie tra gli ebrei ortodossi della città, «sono stati istituiti anche dei premi». «Per esempio - ha spiegato - il premio pizza. Nei quartieri ortodossi pizza familiare per tutti quelli che si vaccinano. Per i giovani, dopo la vaccinazione un thermos in regalo. Ha funzionato». Ikea Israele, ancora in collaborazione con il Pronto soccorso, ha predisposto punti vaccinali nei suoi store dalle 10 di mattina fino alle 17 del pomeriggio. Prima o dopo gli acquisti, a scelta del cliente.

In Francia il 50% dei casi è dovuto alla variante

La variante inglese rappresenta «circa la metà dei casi positivi» in Francia: lo ha detto il premier francese, Jean Castex, ribadendo tuttavia che vuole evitare un nuovo lockdown.

La variante inglese del coronavirus, più contagiosa, «riguarda ormai circa metà delle persone colpite dal Covid in Francia», ha annunciato Castex, intervenendo in conferenza stampa a Parigi.

Questa variante era inferiore al 40% nei dati diffusi la settimana scorsa. Il premier ha inoltre riferito che misure supplementari, tra cui un coprifuoco nel fine settimana, potrebbero entrare in vigore a partire dal 6 marzo nei 20 dipartimenti considerati a rischio.

Malgrado il peggioramento della situazione sanitaria, «bisogna fare di tutto per ritardare» eventuali lockdown, ha avvertito Castex precisando, tra l’altro, che la vaccinazione per gli over-65 verrà aperta a partire da inizio aprile.

Contagi in calo in Europa, ma i livelli sono ancora alti

I contagi da coronavirus rallentano in Europa ma viaggiano ancora su livelli di gran lunga superiori a quelli registrati l’anno scorso: lo ha detto oggi durante una conferenza stampa a Copenaghen il direttore dell’Oms Europa, Hans Kluge.

Secondo quanto riporta il Guardian, Kluge ha reso noto che il numero di nuovi casi è quasi dimezzato in Europa dalla fine dell’anno scorso e che per la seconda settimana consecutiva sono stati meno di un milione.

Tuttavia, il funzionario dell’Organizzazione mondiale della sanità ha anche sottolineato che attualmente i nuovi contagi sono ben 10 volte superiori rispetto ai livelli del maggio scorso.

Inoltre, gran parte dei Paesi registra gradi molto elevati di contagio a livello locale. Attualmente, ha quindi messo in guardia, le varianti del coronavirus rappresentano la minaccia più grande per la popolazione.

Oms, effetti a lungo termine siano priorità

Il «lungo Covid», ovvero gli effetti a lungo termine del coronavirus che colpiscono misteriosamente un numero significativo di pazienti deve essere la priorità delle autorità sanitarie.

Lo ha detto il direttore dell’Oms Europa, Hans Kluge, in in una conferenza stampa. Kluge ha usato il termine inglese ‘long Covid’ per descrivere un fenomeno diffuso nell’area e cioè che dopo 12 settimane dal coronavirus una persona su 10 contagiata non è ancora in buone condizioni di salute.

In Germania i contagi aumentano, aperture a rischio

Nel pieno del dibattito politico sulle aperture, aumentano ancora i casi di contagio da Covid in Germania, confermando il trend di risalita dopo un lungo periodo in cui le infezioni invece erano in calo.

Stando al Robert Koch Institut, sono 11.869 le nuove infezioni segnalate nelle 24 ore (1.662 in più della settimana scorsa). È diminuito invece il numero delle vittime, con 385 decessi rispetto ai 593 di una settimana fa. Un lieve incremento si rileva anche sull’indicatore ritenuto decisivo: l’incidenza dei nuovi casi su 7 giorni per 100 mila abitanti, che è oggi di 61,7 e ieri era 59,3 (mentre la soglia di sicurezza che si vuole raggiungere è 35).

Il nuovo aumento delle infezioni (che fino a 10 giorni fa in calo) sta contribuendo a innervosire la discussione pubblica sull’allentamento delle misure del lockdown nel Paese che da metà dicembre ha rigorose regole sul divieto di contatto, con gastronomia turismo e commercio al dettaglio chiusi, oltre a tutte le attività sportive e culturali, già bloccate a novembre.

Soltanto le scuole sono state riaperte nella maggior parte dei Laender, da lunedì. E tutto il Paese aspetta con ansia che ripartano i parrucchieri il primo marzo. Il prossimo vertice Stato-regioni si terrà il 3. Il lockdown è in vigore fino al 7.

Mercoledì 24 febbraio

(Aggiornato alle 22.54) Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono più di 112,10 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall’inizio della pandemia, di cui più di 75 milioni già guariti. I decessi hanno superato i 2,48 milioni.

Il Brasile supera le 250 mila vittime

Il Brasile supera le 250 mila vittime di Covid-19 dall’inizio della pandemia. Nelle ultime 24 ore, il Paese sudamericano ha registrato 1.428 morti e 66.588 nuovi contagi. Dall’inizio della pandemia il bilancio delle vittime sale così a 250.036 a fronte di 10.324.463 casi.

Israele, autorità potranno sapere nomi non vaccinati

La Knesset, il parlamento israeliano, ha approvato una legge, controversa, che autorizza il ministero della sanità a fornire alle autorità locali dettagli personali sulle persone che non si sono vaccinate. La legge - che ha avuto una maggioranza in seconda e terza lettura, di 30 voti contro 13 - stabilisce che per un periodo di 3 mesi il ministero della sanità potrà fornire alle autorità locali e al ministero dell’Educazione dettagli personali e contatti di chi non è immunizzato con l’obiettivo di promuovere il vaccino. Queste informazioni riguardano anche chi ha avuto solo la prima dose ma non si è presentato, 3 settimane dopo, per la seconda iniezione. Il provvedimento prevede che le informazioni possano essere fornite solo per incoraggiare la vaccinazione mentre è proibito ogni altro uso. La nuova norma è stata accusata da sinistra - nonostante l’appoggio pieno alla campagna vaccinale - di «violazione della privacy dei cittadini». Intanto un Comitato ministeriale ha approvato l’estensione fino al 9 marzo dell’obbligo - salvo eccezioni - per tutti coloro che tornano dall’estero in Israele di andare in quarantena in hotel controllati. L’estensione deve essere ora approvata dalla Knesset. La norma è stata più volte messa in discussione ed ora, secondo i media, il ministero della sanità sta pensando di introdurre l’uso del braccialetto elettronico di controllo per chi vuole trascorrere la quarantena a casa e non in hotel.

USA: 3-4 milioni di dosi J&J sono pronte

Gli Stati Uniti sono pronti a distribuire da 3 a 4 milioni di dosi del vaccino di Johnson&Johnson la prossima settimana: è stato annunciato durante il briefing della task force anti-Covid della Casa Bianca.

FDA: «Forte protezione dal vaccino Johnson&Johnson»

Il vaccino anti-Covid monodose della Johnson&Johnson fornisce una protezione forte contro il virus e può ridurre il contagio dalle persone vaccinate. Lo afferma la Food and Drug Administration in una nuova analisi postata online e riportata dai media americani. Il vaccino ha il 72% di efficacia negli Usa e il 64% in Sudafrica.

Atene in lockdown fino al primo marzo

Le autorità greche hanno prorogato fino al primo marzo il lockdown imposto l’11 febbraio ad Atene ed in tutta l’Attica, la regione più popolosa del Paese: lo riporta il Guardian sottolineando che la decisione è stata presa in seguito ad un incremento dei contagi da coronavirus nella regione. La misura scadeva il 28 febbraio. Ieri sono stati registrati nel Paese 2147 nuovi casi, di cui circa la metà nell’Attica, e 22 decessi. Nel complesso, dall’inizio della pandemia, secondo i dati della Johns Hopkins University, la Grecia conta 182’783 infezioni, inclusi 6343 decessi.

Da Israele vaccini per 20 Paesi

Oltre all’Autorità nazionale palestinese, Israele ha deciso di destinare quantità limitate di vaccini ad una ventina di Paesi con cui mantiene buone relazioni. Lo ha riferito la radio pubblica Kan secondo cui la lista di questi Paesi - che ancora non è stata pubblicata - include Stati africani (fra cui Ciad ed Etiopia), latino americani (fra cui Honduras e Guatemala), ed anche europei, come Ungheria, Repubblica Ceca e San Marino. Ciascuna spedizione dovrebbe essere di un ordine di grandezza compreso fra 2000 e 5000 dosi, per un totale approssimativo - ha specificato la radio - di 100 mila dosi. L’emittente ha appreso che il ministero della sanità è stato sorpreso dalla iniziativa, elaborata con grande discrezione dal premier Benjamin Netanyahu e dal consigliere per la sicurezza nazionale Meir Ben Shabbat.

L’Ungheria inizia a somministrare il vaccino cinese, il primo Paese in UE

L’Ungheria inizia la somministrazione del Sinopharm, il vaccino cinese contro la COVID. Lo ha annunciato il premier Viktor Orban. Si tratta del primo paese dell’Unione europea che fa ricorso a questo tipo di vaccino, dopo aver annunciato, sempre unico in UE, anche l’uso dello Sputnik V.

Turchia, al via le vaccinazioni per gli insegnanti

Sono iniziate stamani in Turchia le vaccinazioni contro la COVID-19 per gli insegnanti, in vista di un progressivo ritorno in classe di massa da lunedì prossimo. Il primo ad aver ricevuto la somministrazione è stato il ministro dell’Educazione, Ziya Selcuk. In 40 giorni, oltre 7,6 milioni di persone hanno ricevuto la prima dose del siero dell’azienda farmaceutica cinese SinoVac, mentre 1,2 milioni di queste hanno avuto anche il richiamo.

Intanto, sempre da lunedì è previsto un progressivo allentamento delle restrizioni agli spostamenti e delle chiusure, sulla base della diffusione della pandemia nelle singole province. Secondo lo schema delineato dagli esperti di Ankara, il Paese verrà diviso in 4 aree di rischio sulla base di diversi fattori, in particolare il numero di casi per 100 mila abitanti, con soglie individuate in 10, 35, 100 e più di 100 contagi. Dall’inizio della pandemia, la Turchia ha registrato oltre 2,6 milioni di casi e 28’213 vittime.

Calano i casi nel mondo per la sesta settimana consecutiva

I nuovi casi di coronavirus a livello globale sono diminuiti dell’11% a quota 2,4 milioni nel periodo 15-21 febbraio, segnando così il sesto calo settimanale consecutivo: lo ha reso noto l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), secondo quanto riporta la CNN. Nella settimana in questione, inoltre, sono stati registrati 66 mila ulteriori decessi, pari a un calo del 20% rispetto alla settimana precedente. I dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 110,7 milioni e quello delle vittime ad oltre 2,4 milioni. Sempre secondo l’OMS, aumenta però la diffusione delle varianti del coronavirus nel mondo: la ‘variante inglese’ è stata rilevata finora in 101 Paesi, mentre quella sudafricana in 51 Paesi e quella brasiliana in 29 Paesi.

Al Ghana le prime dosi gratuite di vaccino

Il Ghana riceverà oggi la prima consegna di vaccini anti-COVID gratuiti da parte del meccanismo Covax dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS): lo hanno reso noto in un comunicato congiunto l’OMS e l’UNICEF. «Questi 600 mila vaccini Covax fanno parte di una tranche iniziale di consegne del vaccino AstraZeneca-Oxford concesso in licenza al Serum Institute of India, che rappresenta una parte della prima ondata di vaccini COVID diretta verso numerosi Paesi a reddito medio-basso», si legge nella nota. L’UNICEF ha organizzato la spedizione al Ghana da Mumbai. Il meccanismo Covax si è impegnato a distribuire due miliardi di dosi di vaccini a livello globale entro la fine di quest’anno.

USA, in arrivo 240 milioni di vaccini Pfizer, Moderna e J&J

Le case farmaceutiche Pfizer, Moderna e Johnson & Johnson (J&J) si sono impegnate a consegnare negli USA un totale di 240 milioni di dosi di vaccino anti-COVID entro fine marzo. Secondo quanto riporta la CNN, Pfizer e Moderna - i cui vaccini sono gli unici ad essere stati autorizzati finora nel Paese - ne produrranno 220 milioni, mentre le restanti 20 milioni di dosi arriveranno dalla Johnson & Johnson, che potrebbe ricevere il nullaosta dalla Food and Drug Administration (Fda) questa settimana. Un quarto vaccino potrebbe essere disponibile negli Stati Uniti ad aprile, quando anche la AstraZeneca dovrebbe ricevere l’autorizzazione dalla FDA.

Martedì 23 febbraio

(Aggiornato alle 20.16) Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono più di 111,82 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall’inizio della pandemia, di cui più di 75 milioni già guariti. I decessi hanno superato i 2,47 milioni.

Olanda: «coprifuoco» fino al 15 marzo

«Il coprifuoco» in Olanda a causa della pandemia da coronavirus «rimarrà almeno fino al 15 marzo, quando inizieranno le elezioni legislative di tre giorni». Lo ha detto il premier olandese Mark Rutte nel corso di una conferenza stampa. Lo riferiscono i media locali precisando che «una settimana prima, lunedì 8 marzo, il governo annuncerà se la misura drastica sarà prorogata dopo il 15 marzo».

Irlanda in lockdown fino al 5 aprile

L’Irlanda resta in lockdown almeno per altri 40 giorni. Lo ha annunciato oggi il premier della Repubblica, Micheal Martin, confermando al Parlamento di Dublino il mantenimento del massimo livello di restrizioni introdotto nell’isola circa due mesi fa in seguito alla minaccia varianti fino al 5 aprile. Dopo aver fatto segnare sino a fine 2020 uno dei picchi più bassi d’Europa di morti per COVID-19 a differenza del grande vicino britannico, l’Irlanda ha toccato a inizio 2021 per un paio di settimane livelli record mondiale di decessi quotidiani in rapporto alla popolazione, prima d’iniziare a riportare sotto controllo la situazione.

Spagna sotto la soglia di rischio estremo

La discesa dei contagi di coronavirus in Spagna permette al Paese di tornare, per la prima volta dal 28 dicembre, al di sotto della soglia di rischio estremo stabilita dalle autorità sanitarie nazionali. Lo riportano i media spagnoli. Il Ministero della Sanità ha comunicato che l’indice dei contagi è di 235 positivi ogni 100.000 persone, mentre ieri erano 252 ogni 100.000 abitanti. La soglia di rischio estremo è fissata a 252. Nelle ultime 24 ore nel Paese ci sono stati 443 decessi mentre diminuiscono leggermente anche i ricoverati in terapia intensiva.

In Repubblica ceca ospedali pieni

Nella Repubblica ceca, le capacità di accogliere nuovi pazienti nelle unità di terapia intensiva e rianimazione sono quasi esaurite, anche a causa della mancanza di personale qualificato. È quello che ha affermato il viceministro della Sanità Vladimir Cerny. Per questo motivo da oggi sarà possibile trasferire i pazienti in Germania. La Sassonia ha già offerto 9 posti letto, ma anche la Baviera, e altri Laender tedeschi dovrebbero seguire a seconda delle disponibilità locali. Nel panorama della sanità ceca, è disponibile al momento solo un 15% di posti per il ricovero dei pazienti di coronavirus. Secondo le previsioni del ministero, visto il numero sempre crescente di nuovi contagi (oggi ne sono stati registrati 11.233), la capacità degli ospedali potrebbe scendere a meno del 5% entro due o tre settimane.

La strategia di Angela Merkel

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha anticipato la sua strategia di riapertura a tappe in combinazione con l’aumento della capacità di test, nel corso della riunione online del martedì con il gruppo parlamentare della CDU. Ne riferisce DPA. Sono tre i filoni che si intende perseguire nella strategia di riapertura a step: la limitazione dei contatti e gli incontri privati, la formazione scolastica e universitaria, e il settore dell’economia. Il dato di fatto è che è in atto una terza ondata e le cosiddette varianti sono una realtà con cui convivere, ha detto la cancelliera durante l’incontro. Si sta facendo di tutto, con i controlli alle frontiere in accordo con Francia e Austria, per evitare che la cosiddetta variante sudafricana si diffonda in Germania, dal momento che è incerta l’efficacia del vaccino rispetto a questa mutazione. Una volta raggiunta la prospettiva di un’incidenza sotto i 35 nuovi contatti a settimana su 100.000 abitanti si può pensare in termini di riaperture graduali in questi tre ambiti, sempre mantenendo l’obiettivo di non perdere il controllo della pandemia.

Variante inglese: in Germania rappresenta il 30% dei contagi

La variante inglese del coronavirus rappresenta in Germania già il 30% dei casi di contagio. È questa la valutazione dell’associazione Akkreditierte Labore in der Medizin (ALM). Un risultato riferito alle infezioni che risalgono a 7-15 giorni fa. Stando agli esperti, la variante sarebbe responsabile del fatto che i dati sul contagio non stiano ulteriormente calando, e che tenda allo stallo l’incidenza settimanale su 100 mila abitanti oggi lievemente calata a 60,5 nuove infezioni, rispetto ai 61 di ieri. Stando al Robert Koch Institut, i nuovi contagi registrati in 24 ore sono 3.883 e i decessi da e con Covid 415. La Germania è in lockdown duro da metà dicembre; le chiusure sono state confermate fino al 7 marzo, mentre ieri nella maggior parte dei Laender sono stati riaperti asili infantili e scuole. Nel prossimo incontro Stato-Regioni, il 3 marzo, si dovrà decidere come procedere alla progressiva riapertura delle attività: Angela Merkel spinge per una strategia a tappe, che riguarderebbe in prima battuta l’allentamento dei divieti di contatto, quindi scuole e scuole professionali, e poi cultura, gastronomia e sport.

Jerome Powell: «Vaccini speranza per l’economia»

L’economia dovrebbe migliorare più avanti nel corso dell’anno, con i vaccini che offrono speranza. Lo afferma Jerome Powell, il presidente della Fed, nel corso di un’audizione al Congresso. «Speriamo in un ritorno a condizioni più normali» quest’anno, aggiunge Powell. La strada «è ancora lunga, ulteriori progressi richiederanno del tempo, ha aggiunto il presidente della Fed. «La ripresa è lungi dall’essere completa e la strada davanti a noi è incerta».

Vaccini, dall’UNICEF milioni di siringhe a oltre 30 Paesi

L’UNICEF, d’intesa con l’Organizzazione mondiale della Sanità nell’ambito dell’alleanza per i vaccini Gavi e il programma Covax, ha spedito oggi le prime 100.000 siringhe e mille contenitori per rifiuti sanitari per le vaccinazioni contro la COVID-19 a Paesi bisognosi di aiuto.

L’iniziativa dà il via a un progetto che prevede l’invio di 14,5 milioni di siringhe in oltre 30 Paesi nel giro di qualche settimana. In tutto, l’UNICEF fornirà nel 2021 almeno un miliardo di siringhe e 10 milioni di contenitori per rifiuti sanitari. La prima spedizione è partita dal magazzino di Dubai alla volta delle Maldive: dovrebbe arrivare a Malè in giornata. Seguiranno Costa d’Avorio e São Tomé e Príncipe. Nelle prossime settimane, l’UNICEF spedirà oltre 14,5 milioni di siringhe a disattivazione automatica da 0,5 ml e da 0,3 ml in oltre 30 Paesi: le prime per il vaccino del Serum Institute of India/AstraZeneca, le altre, fornite da un’azienda spagnola, per il Pfizer-BioNTech.

«In questa battaglia globale contro la pandemia da COVID-19 le siringhe sono tanto vitali quanto il vaccino stesso», ha dichiarato il direttore generale dell’UNICEF Henrietta Fore, sottolineando l’importanza della tempestività nella somministrazione globale per contenere la pandemia.

L’UNICEF punta a rendere disponibili fino a due miliardi di dosi del vaccino contro la COVID-19 entro il 2021. Anche prima di questa pandemia, il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia era già il maggiore acquirente singolo di vaccini al mondo, fornendo ogni anno oltre 2 miliardi di vaccini da somministrare a circa la metà dei bambini del mondo sotto i 5 anni.

Post lockdown in Gran Bretagna: è boom di prenotazioni per i viaggi estivi
Primo rimbalzo positivo sul fronte delle prenotazioni turistiche e aeree in generale nel Regno Unito dopo l’annuncio del piano in 4 fasi - pur prudentissimo e condizionato all’andamento della pandemia e della campagna di vaccinazioni - che nelle intenzioni del governo del premier Boris Johnson dovrebbe portare il Paese gradualmente fuori dal lockdown.

Secondo compagnie e tour operator citati oggi dai media, l’effetto è stato immediato, con una prima ondata di biglietti o pacchetti prenotati per l’estate. Non mancano intanto pressioni dall’industria del settore - e anche l’azione di lobby di alcuni deputati della stessa maggioranza Tory come l’ex premier Theresa May - per un’accelerazione del governo su questo fronte. Ma sul punto Johnson è stato fermo: una ripresa dei viaggi internazionali per turismo, o comunque una liberalizzazione degli spostamenti non legati ad assoluta necessità, non è prevista prima della terza fase della roadmap, dal 17 maggio in avanti; con l’indicazione di possibili dettagli rinviata al più presto a metà aprile. Parlando oggi alla Bbc, il ministro della Sanità del governo Johnson, Matt Hancock, ha del resto confermato che l’intera impalcatura della roadmap resta subordinata all’andamento «dei dati» sulla pandemia, non a «date» scolpite nella pietra.

Ha poi avvertito che ciascun abitante del Regno «ha la sua parte da fare» per rendere possibile il superamento del lockdown attraverso comportamenti responsabili e il rispetto delle restrizioni tuttora in vigore: non senza aggiungere che al momento non è prevedibile una revoca delle raccomandazioni né sul distanziamento personale cautelare di 2 metri né sull’uso delle mascherine.

«La vaccinazione non può essere obbligatoria per viaggiare»

Sul certificato di vaccinazione «vogliamo avere un approccio digitale europeo per uso medico. Nei prossimi mesi poi vedremo se ci sarà la possibilità di usarlo per altri scopi, come i viaggi. Ma la vaccinazione non può diventare un obbligo per viaggiare». Lo ha dichiarato il commissario europeo alla Giustizia, Didier Reynders, a margine del Consiglio affari generali UE. «Anche chi non si è sottoposto all’immunizzazione deve poter continuare» a muoversi, «con l’uso dei test e dei periodi di quarantena».

Lunedì 22 febbraio

(Aggiornato alle 12.40) Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono più di 111,36 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall’inizio della pandemia, di cui più di 75 milioni già guariti. I decessi hanno superato i 2,46 milioni.

Lockdown parziale nella regione di Nizza

Il prefetto della regione Alpi Marittime, in Francia, ha annunciato un lockdown parziale nel fine settimana nella zona litoranea che va da Mentone a Théoule-sur-Mer. Il provvedimento entrerà in vigore da venerdì, per una durata di 15 giorni. La decisione è stata presa nell’ambito della stretta annunciata dopo la moltiplicazione dei contagi nella regione di Nizza. Saranno inaspriti i controlli alle frontiere, ha detto il prefetto, «tamponi molecolari potranno essere fatti a passeggeri di aerei scelti a campione». Quanto ai controlli alla frontiera terrestre, «vigileremo che con i nostri amici italiani sia operativa la reciprocità».

Riapertura lenta in Gb, l’8 marzo solo le scuole

Nel Regno Unito non si prevede nessuna revoca immediata del terzo lockdown nazionale (in vigore da due mesi), riapertura delle scuole e poco altro dall’8 marzo, alleggerimento limitato delle restrizioni ai contatti sociali rinviato al 29 marzo.

Il tutto, inoltre, è condizionato dalla conferma del rallentamento registrato di recente della curva dei contagi e dei ricoveri per Covid, nonché dalla prosecuzione dell’andamento positivo della campagna di vaccini. Sono le indicazioni chiave del piano verso una graduale uscita dal lockdown che il premier Boris Johnson illustrerà oggi al Parlamento e al Regno Unito, secondo le anticipazioni rese note da Downing Street.

Il piano britannico appare non solo differito e prudente, ma destinato a lasciare ancora a fine marzo il Regno a un livello di restrizione più severe rispetto alla media di quelle in vigore al momento in Italia. E questo malgrado l’accelerazione dell’isola sul fronte dei vaccini (con 18 milioni di iniezioni già somministrate e l’obiettivo d’arrivare ad assicurare almeno la prima dose a tutta la popolazione adulta ultra18nne fissata ora dallo stesso Boris Johnson per fine luglio).

«Intendo delineare - dirà Johnson alla Camera dei Comuni secondo uno stralcio diffuso da Downing Street - una roadmap destinata a portarci fuori con cautela dal lockdown. E la nostra priorità è sempre stata quella di riportare i bambini a scuola» oltre che di trovare «modi per far riunire le persone con i loro cari in sicurezza».

Di qui la scelta - confermata in un’intervista da Nadhim Zahawi, ministro britannico preposto al coordinamento della vaccinazioni - di partire l’8 marzo con la ripresa dell’attività scolastica in presenza in tutta l’Inghilterra, con il via libera alle attività sportive all’aperto negli istituti. E per il resto confermare l’autorizzazione dei contatti sociali in pubblico e all’aperto fra le persone a non più di due - come previsto già dall’inizio del lockdown - con la sola concessione in più di potersi intrattenere in momenti ricreativi a due come bere un caffè o una bibita in un parco. Dal 29 marzo, invece, è previsto il ripristino della regola del 6 (ossia il permesso di riunirsi outdoor fino a un massimo di sei persone appartenenti a non più di due nuclei familiari), nonché la riapertura di attività sportive e affini (tipo tennis o golf) all’aperto.

Guterres, «il COVID ha causato una pandemia di violazioni diritti umani»

Si è verificata una vera e propria ‘’pandemia di violazioni dei diritti umani’’ durante l’emergenza coronavirus. Lo ha denunciato il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres in un intervento scritto per il «Guardian».

Gli abusi «hanno prosperato perché la povertà, la discriminazione, la distruzione del nostro ambiente naturale e altri fallimenti nell’ambito dei diritti umani hanno creato enormi fragilità nelle nostre società’’, ha aggiunto.

Guterres, che ha aperto la 46esima sessione del Consiglio delle Nazioni Unite sui diritti umani a Ginevra, ha anche affermato che l’incapacità di garantire equità nella campagna vaccinale contro il Covid-19 a livello globale è «l’ultima indignazione morale» emersa dalla pandemia.

Inoltre, durante l’emergenza coronavirus, ‘’la violenza contro le donne e le ragazze è balzata alle stelle, dagli abusi online alla violenza domestica, dalla tratta allo sfruttamento sessuale e ai matrimoni precoci», ha detto Guterres, affermando che ‘’la crisi ha un volto di donna’’ per esprimere le disuguaglianze di genere che si sono inasprite durante la pandemia.

Vaccini: alla Serbia altre 50 mila dosi del russo Sputnik V

Altre 50 mila dosi del vaccino anticovid russo Sputnik V sono giunte stamane in Serbia, il Paese dei Balcani occidentali che registra i maggiori successi nel programma di vaccinazione di massa della popolazione. Finora i vaccinati con la prima dose sono circa 1,2 milioni (il 17% circa della popolazione), a ricevere anche la seconda sono stati oltre 400 mila.

Lo Sputnik V è uno dei quattro vaccini disponibili in Serbia, unitamente al cinese della Sinopharm, allo Pfizer-BioNTech e all’AstraZeneca. La premier Ana Brnabic ha confermato che nella giornata odierna arriveranno anche ulteriori 46’800 dosi di vaccino Pfizer-BioNTech, con le quali le forniture alla Serbia raggiungeranno complessivamente 2 milioni di dosi.

Il Paese balcanico ha raggiunto un accordo con la Russia per la produzione sul suo territorio dello Sputnik V, che potrebbe partire entro la fine di quest’anno.

Al pari degli altri Paesi della regione balcanica la Serbia è inclusa nella lista dei Paesi beneficiari del piano Covax per il vaccino agli stati a basso reddito, ma Belgrado nei mesi scorsi - grazie a una maggiore disponibilità finanziaria e ai buoni rapporti del presidente Aleksandar Vucic con i leader di Russia e Cina - ha deciso di muoversi autonomamente concludendo contratti bilaterali con le case produttrici di vaccini. Ciò ha consentito alla Serbia di donare quantità di vaccini ai Paesi vicini.

Germania: dopo due mesi si torna a scuola in 10 Laender

Dopo oltre due mesi di chiusura a causa del lockdown, riaprono oggi le scuole e gli asili infantili in dieci Laender della Germania, fra cui quello di Berlino.

Una misura molto discussa nelle ultime settimane, e in particolare al recente vertice Stato-Regioni, che ha visto Angela Merkel su posizioni più rigide a riguardo.

La cancelliera avrebbe voluto rimandare ulteriormente la ripresa delle lezioni in presenza, vincolandola ai dati sull’incidenza settimanale dei contagi da Covid-19: la nuova soglia di riferimento per le altre aperture (di negozi e locali, per ora ancora chiusi) è scesa infatti da 50 a 35 nuovi contagi su 100 mila abitanti in sette giorni. La gestione delle scuole è però tornata nelle mani delle amministrazioni regionali, che in molti casi hanno deciso una riapertura veloce.

Le scuole seguono comunque regimi speciali: a Berlino, ad esempio, le classi sono spesso divise in gruppi, le lezioni vengono alternate, e c’è l’obbligo delle mascherine in classe. La politica sta inoltre valutando al possibilità di dare priorità agli insegnanti per le vaccinazioni.

La Germania resta in lockdown fino al 7 marzo, con l’eccezione di parrucchieri che riapriranno il primo marzo.

Argentina, autorizzato in emergenza vaccino Sinopharm

La nuova ministra della Salute argentina, Carla Vizzotti, ha autorizzato ieri l’approvazione in emergenza del vaccino Sinopharm contro il Covid-19, sviluppato in collaborazione con l’Istituto dei prodotti biologici della Repubblica popolare cinese di Pechino.

Questo vaccino si aggiunge agli altri di cui l’Argentina si è assicurata la fornitura, due dei quali (il russo Sputnik V e l’AstraZeneca prodotto dal Serum Institute of India con il marchio Covishield) sono già disponibili sul territorio argentino per la vaccinazione del personale sanitario, delle fasce a rischio e degli over 70 e 80.

Il governo del presidente Alberto Fernández ha raggiunto un accordo con la compagnia China National Pharmaceutical Group, che elabora il vaccino Sinopharm, per la fornitura, a partire dai prossimi giorni di un milione di dosi che serviranno per immunizzare 500.000 persone.

L’agenzia di stampa Telam ha ricordato per l’occasione che si tratta della prima decisione che ha preso la ministra Vizzotti subentrata a Ginés González García finito in uno scandalo di vaccinazioni irregolari, aggiungendo che alla fase III di sperimentazione del Sinopharm hanno partecipato per iniziativa della Fundación Huésped 3.000 persone che si sono vaccinate nei Centri Vacunar di tutto il Paese.

Cile, oltre 20 mila morti su quasi 800 mila contagi

Ha superato quota 20 mila il numero di decessi legati al Covid-19 in Cile dall’inizio della pandemia, secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins.

Il Paese sudamericano da 18,7 milioni di abitanti ha registrato ufficialmente quasi 800 mila (799’460) casi totali di contagio, di cui 756 mila guariti.

Domenica 21 febbraio

(Aggiornato alle 14.58) Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono più di 111,15 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall’inizio della pandemia, di cui più di 75 milioni già guariti. I decessi hanno superato i 2,46 milioni.

USA verso i 500.000 morti, più di quelli registrati in tre guerre

Gli Stati Uniti si avvicinano alla soglia dei 500.000 morti per la COVID-19 in quasi un anno di pandemia. Si tratta di un numero elevato, maggiore di quello dei morti americani - riporta il New York Times - sui campi di battaglia della Prima Guerra Mondiale, della Seconda Guerra Mondiale e della Guerra in Vietnam insieme. Il numero dei casi sta rallentando, ma ci sono timori per le nuove varianti.

Cina, 7 contagi importati e nessun nuovo caso locale

Per il sesto giorno consecutivo nessuna nuova infezione da COVID-19 trasmessa a livello «locale» è stata segnalata ieri in Cina, dove invece sono stati registrati altri 7 contagi, 6 casi asintomatici e 2 sospetti a Shanghai, tutti provenienti dall’estero. Lo rende noto il bollettino odierno della Commissione Sanitaria Nazionale cinese. L’ultimo caso locale di COVID-19 risale a 14 febbraio scordo nella provincia di Hebei. Nelle ultime 24 ore non è stato registrato nessun decesso ed altri 38 pazienti sono stati dimessi ieri da vari ospedali cinesi dopo essere guariti.

Gran Bretagna, «Vaccinato un adulto su tre»

Un adulto su tre in Gran Bretagna è stato vaccinato contro il coronavirus. Lo ha detto il ministro della Sanità, Matt Hancock, alla BBC. «È una bellissima notizia. Siamo fiduciosi che il vaccino funzioni sia con il vecchio ceppo della COVID sia con la variante cosiddetta «del Kent» che oggi è la prima fonte di contagio in questo Paese», ha detto precisando di non avere certezza invece sull’efficacia contro la variante sudafricana.

Alla Serbia 150 mila dosi di vaccino AstraZeneca

La Serbia ha ottenuto oggi 150 mila dosi del vaccino anti-COVID britannico-svedese AstraZeneca. Ad accogliere l’aereo con il carico di vaccino giunto dall’India si è recato stamane all’aeroporto di Belgrado lo stesso presidente Aleksandar Vucic, che ha sottolineato come la Serbia sia uno dei pochi Paesi al mondo dove i cittadini possono scegliere tra quattro diversi tipi di vaccino - oltre ad AstraZeneca, il cinese della Sinopharm, il russo Sputnik V e lo Pfizer-BioNTech. Le quantità maggiori sono tuttavia quelle di vaccino cinese e russo, grazie alle quali il Paese balcanico ha potuto avviare con successo una campagna vaccinale che ha portato finora all’effettuazione di circa 1,2 milioni di vaccinazioni, e di oltre 400 mila richiami. Per vaccinarsi ci si prenota compilando un questionario online, che offre la possibilità di indicare il vaccino preferito. Si viene poi contattati tramite mail e sms con data luogo e ora della vaccinazione. Autorità e media sottolineano che il Paese, che ha 7 milioni di abitanti, è secondo in Europa e sesto al mondo per numero di vaccinazioni in rapporto alla popolazione. Vucic anche oggi ha rilevato che tali forniture di vaccino sono il risultato di contratti bilaterali sottoscritti dalla Serbia con le case produttrici. Il Paese non ha atteso infatti le forniture nell’ambito del programma Covax destinate agli stati a basso reddito, e ha pensato di rifornirsi autonomamente, donando peraltro quantità di vaccino ai Paesi vicini quali Montenegro e Macedonia del Nord. Anche la popolazione serba del Kosovo ha la possibilità di vaccinarsi recandosi in località della Serbia a ridosso della frontiera.

Problemi con il saturimetro «per chi ha la pelle più scura»

Strumento fondamentale nella lotta al coronavirus, il saturimetro potrebbe non funzionare sulla pelle più scura. È l’avvertimento della Food and Drug Administration americana che ha analizzato diversi studi sull’argomento. Lo riporta la CNN. Secondo uno studio in particolare, pubblicato a dicembre sul New England Journal of Medicine dal dottor Michael Sjoding dell’università del Michigan, su 10’000 pazienti il saturimetro ha dato un risultato fuorviante sul 3,6% dei pazienti bianchi e sull’11,7% di quelli neri. In pratica, spiega Sjoding, un paziente di colore su 10 potrebbe ricevere una diagnosi sbagliata. Oltretutto secondo i dati del Centro USA per il controllo delle malattie, neri, latini e nativi americani hanno il quadruplo delle possibilità di essere ricoverati per COVID-19. La spiegazione del perché il saturimetro funziona meno sulla pelle scura è relativamente semplice. Il dispositivo funziona inviando due tipi di luce rossa attraverso il dito. Un sensore sull’altro lato del dispositivo rileva questa luce e la utilizza per rilevare il colore del tuo sangue; il sangue rosso vivo è altamente ossigenato, mentre il sangue blu o violaceo lo è meno. Se il dispositivo non è calibrato per la pelle più scura, la pigmentazione potrebbe influenzare il modo in cui la luce viene assorbita. Fortunatamente, sostengono i ricercatori, i medici non si basano solo ed esclusivamente sui risultati degli spirometri per formulare una diagnosi di coronavirus.

Israele riapre con Green Passport, ma app va in tilt

Israele riapre da oggi all’insegna del Green Passport. Nel maggiore allentamento del suo terzo lockdown, da questa mattina - come deciso dal governo - sono state riaperte gran parte delle attività, commerciali e non. Ma con differenti regole dettate dall’avvio della validità del «Green Passport» che ne consente alcune, vietate invece a chi non ha la doppia vaccinazione.

Negozi di strada, centri commerciali, mercati all’aperto, musei e librerie sono agibili tutti gli israeliani, mentre solo chi ha il «Green Passport» può accedere alle palestre, agli eventi culturali e sportivi, agli hotel e alle piscine. Tutte attività queste che dovranno accertare il possesso del lasciapassare da parte dell’utente. Anche parte delle scuole ha ripreso le lezioni in presenza ma solo nelle aree dove non c’è alta diffusione del virus.

I media hanno segnalato la corsa all’ottenimento del Green Passport che si può avere tramite il ministero della sanità o attraverso una app speciale che però ha registrato diversi blocchi dovuti ad un eccesso di domande in contemporanea. Per questo, lo stesso ministero ha chiesto ai cittadini di rivolgersi ai suoi uffici. Intanto il ministero della sanità ha diffuso dati - relativi al 13 febbraio - incoraggianti sugli effetti del vaccino su chi ha ricevuto 2 dosi. Nel 98,9% - ha detto - previene le forme gravi della malattia e nel 95,8% anche l’infezione stessa.

Italia, al via in Piemonte la campagna vaccinale over 80

Prende il via oggi, in Piemonte, la campagna di vaccinazione degli over 80. L’obiettivo della Regione, che venerdì ha iniziato a somministrare le dosi al personale scolastico, universitario e della formazione professionale, è quello di vaccinare più di 80 mila persone entro fine mese. Tutte le aziende sanitarie, ha spiegato nelle scorse ore l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Luigi Genesio Icardi, potenzieranno ulteriormente le forze sia con personale proprio, che con prestazioni aggiuntive e anche con convenzioni con soggetti esterni. A dare supporto ci saranno anche le aziende ospedaliere, che ormai hanno quasi terminato di immunizzare il personale del sistema sanitario. «Tutti insieme dobbiamo fare squadra per raggiungere l’obiettivo di vaccinare, nel più breve tempo possibile, il maggior numero di persone», ha sottolineato Icardi, auspicando anche un incremento delle dosi consegnate alle regioni italiane dopo l’ennesimo taglio annunciato dalla struttura del commissario Arcuri.

Argentina, «Maggiore equità nell’accesso ai vaccini»

La nuova ministra della Salute argentina, Carla Vizzotti, ha assicurato ieri sera, dopo il giuramento formulato nelle mani del presidente Alberto Fernández, che saranno rafforzati i meccanismi che «garantiranno maggiore equità nell’accesso ai vaccini». Alla fine della cerimonia che l’ha portata al governo dopo lo scandalo delle vaccinazioni VIP segrete avvenute nel ministero del suo predecessore, Ginés González García, Vizzotti non ha rilasciato dichiarazioni, affidando il suo pensiero ad alcuni tweet. Nel primo ha ringraziato il capo dello Stato «per la sua fiducia nel darmi questa responsabilità che spero, da parte mia, di poter ripagare con il massimo di sforzo e dedizione».

In un secondo ha reso noto che «il presidente ha deciso che dobbiamo portare avanti il programma di vaccinazioni più grande della nostra storia con la maggiore rapidità possibile, ed offrendo a ciascun argentino e argentina la tranquillità che tutti i vaccini saranno amministrati sulla base di precisi criteri sanitari». Per questo, ha sottolineato infine nel terzo tweet, «rafforzeremo i dispositivi e le azioni che garantiscano l’equità e l’accesso ai vaccini, monitorando il rispetto della pianificazione prevista».

Il premier australiano riceve la dose di vaccino in diretta tv

Con il vaccino in diretta televisiva del premier Scott Morrison l’Australia ha dato il via alla sua campagna di immunizzazione contro il coronavirus che partirà ufficialmente domani. Lo riporta la BBC.

La prima ad essere vaccinata sarà l’85.enne Jane Malysiak. Seguiranno poi 700.000 persone che appartengono a categorie a rischio come operatori sanitari in prima linea, forze di polizia, residenti e lavoratori delle case di cura. Seguiranno gli australiani con più di 70 anni e gli aborigeni di oltre 50. Per ora sarà somministrato il vaccino Pfizer, il mese prossimo quello AstraZeneca. Il governo prevede di vaccinare questa settimana 60.000 persone. Ieri piccole folle di no-vax si sono riunite per protestare contro la campagna a Melbourne, Sidney e Brisbane. «Domani inizierà il nostro programma di vaccinazione, quindi oggi voglio sottolineare che è sicuro, che è importante, e che dobbiamo iniziare da coloro che sono più vulnerabili e in prima linea», ha dichiarato il premier prima di ricevere la sua iniezione.

Venerdì 19 febbraio

(Aggiornato alle 20.07) Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono più di 110 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall’inizio della pandemia, di cui più di 75 milioni già guariti. I decessi hanno superato i 2,44 milioni.

Spagna, 8 regioni sotto la soglia di maggiore rischio

Otto regioni della Spagna si trovano adesso sotto la soglia del rischio considerato più alto per quanto riguarda i contagi di Covid-19, secondo i dati aggiornati del Ministero della Sanità, ripresi dall’agenzia di stampa Efe.

Baleari, Canarie, Cantabria, Castiglia La Mancia, Estremadura, Murcia, Navarra e La Rioja registrano meno di 250 positivi ogni 100’000 abitanti negli ultimi 14 giorni: questo il parametro tenuto in conto dalle autorità sanitarie spagnole per stabilire le aree di maggior rischio nel paese.

A livello nazionale, i contagi ogni 100’000 abitanti sono 294, un dato mai così basso dall’inizio di gennaio, mese in cui si è verificata un’impennata dei casi.

Il vaccino russo approvato in 30 Paesi

La Repubblica di San Marino è il trentesimo Paese nel mondo ad aver approvato - con procedura di autorizzazione all’uso di emergenza - il vaccino anti-COVID Sputnik V. Lo afferma il Russian Direct Investment Fund. Il vaccino è stato approvato in Russia, Bielorussia, Argentina, Bolivia, Serbia, Algeria, Palestina, Venezuela, Paraguay, Turkmenistan, Ungheria, Emirati arabi uniti, Iran, Repubblica di Guinea, Tunisia, Armenia, Messico, Nicaragua, Bosnia e Erzegovina, Libano, Myanmar, Pakistan, Mongolia, Bahrein, Montenegro, Saint Vincent e Grenadine, Kazakistan, Uzbekistan e Gabon.

Dall’UE un miliardo di euro per l’iniziativa Covax

L’UE raddoppia il finanziamento a Covax, l’iniziativa dell’OMS per garantire l’accesso al vaccino anti-COVID ai Paesi a basso reddito in tutto il mondo, portandolo a un miliardo di euro. È quanto si apprende da fonti Ue. L’annuncio verrà fatto dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, nel pomeriggio in occasione della riunione dei leader del G7.

In Brasile superati i 10 milioni di contagi

Continua a correre l’epidemia di coronavirus in Brasile, dove si sono superati i 10 milioni di contagi e da 28 giorni consecutivi la media giornaliera delle vittime è stabilmente oltre i mille. Nelle ultime 24 ore, sono 1.367 i morti di COVID-19 e 51.879 i contagi registrati nel Paese sudamericano. I casi accertati dall’inizio della pandemia sono 10.030.626 e le vittime ufficiali sono invece 243.457.

Giovedì 18 febbraio

(Aggiornato alle 13.35) Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono più di 109,98 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall’inizio della pandemia, di cui circa 75 milioni già guariti. I decessi hanno superato i 2,43 milioni.

Negli USA l’aspettativa di vita si abbassa di un anno

L’aspettativa di vita negli Stati Uniti si è abbassata di un intero anno nella prima metà del 2020: è quanto emerge da un rapporto pubblicato oggi dal Centro nazionale per le statistiche sanitarie dell’agenzia federale Usa per la prevenzione delle malattie (CDC). Il coronavirus, secondo gli esperti, ha contribuito in modo significativo al declino. In particolare, l’aspettativa di vita della popolazione statunitense è scesa a 77,8 anni, un livello simile a quello del 2006. Lo riporta la CNN. Il calo ha inoltre ampliato le disuguaglianze razziali ed etniche. Rispetto al 2019, l’aspettativa di vita per gli afroamericani è diminuita di circa tre volte - di 2,7 anni - rispetto a quella dei bianchi non ispanici. Ed è diminuita di circa il doppio per gli ispanici (1,9 anni). Negli ultimi 40 anni, l’aspettativa di vita negli Usa è aumentata lentamente ma raramente è diminuita: tra il 2014 e il 2017, un periodo di picco dell’epidemia di oppioidi, è diminuita di quattro mesi.

In Israele il 45,3% delle persone vaccinato con almeno una dose

Mentre si allenta gradualmente il lockdown, Israele è arrivata al 45,3% delle persone vaccinate con almeno una dose, ovvero 4.138.000 cittadini. Ad avere avuto anche la seconda dose sono stati in 2.762.000, circa il 30,2% della popolazione. Solo ieri i vaccinati sono stati 135mila (61mila prima dose, 74mila seconda) in un dato che rilancia la campagna, un poco in affanno nei giorni passati. Per ogni cittadino del tutto immunizzato è previsto il cosiddetto ‘Green pass’ che - in base alle disposizioni - consente a partire da domenica prossima la possibilità di frequentare palestre, piscine, hotel ed altri luoghi. Tuttavia, il ‘Green Pass’ - scaricabile dal sito del ministero della Sanità, da quello della Cassa mutua che ha registrato la doppia immunizzazione o da una app - sta suscitando, secondo i media, qualche problema di sicurezza poiché secondo alcuni esperti è facilmente modificabile. Intanto prosegue il calo delle nuove infezioni. I dati del ministero della Sanità parlano di 4.076 casi nelle ultime 24 ore a fronte di 64.000 tamponi circa con una percentuale del 6.6%: la più bassa da gennaio. Scende anche il numero dei malati gravi, che si ferma a 928, anche questo il più basso da oltre un mese.

L’UE dà l’ok a test rapidi comuni

Il Comitato per la sicurezza sanitaria dell’UE ha dato l’ok a un elenco comune di test antigenici rapidi per la COVID-19, con certificati riconosciuti da tutti i Paesi europei. «Se per un’attività sono richiesti o raccomandati test COVID-19 negativi - ha detto la commissaria per la salute, Stella Kyriakides - è essenziale che i tipi di test siano reciprocamente riconosciuti e risultino in certificati anch’essi riconosciuti in tutta l’UE, soprattutto per i viaggi. I nostri cittadini hanno bisogno di chiarezza e prevedibilità».

Mercoledì 17 febbraio

(Aggiornato alle 13.15) Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono più di 109,53 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall’inizio della pandemia, di cui oltre 71 milioni già guariti. I decessi hanno superato i 2,41 milioni.

Il Sudafrica lancia la campagna di vaccinazione

Il Sudafrica ha lanciato la sua campagna di vaccinazione contro la Covid-19 utilizzando i vaccini Johnson & Johnson, dopo un inizio ritardato causato dalle preoccupazioni sulla capacità della formula Oxford-AstraZeneca di proteggere contro una variante diffusa del virus. Un’infermiera è stata la prima ad essere immunizzata in un ospedale nella cittadina di Khayelitsha a Città del Capo, poche ore dopo l’arrivo, ieri sera, nel Paese del primo lotto di 80’000 dosi.

In Germania la quota di variante britannica aumentata al 22%

La quota di diffusione della variante britannica del coronavirus in Germania è passata in due settimane dal 6% al 22%. Lo ha reso noto il Robert Koch Institut.

In un incontro con la stampa, il ministro della Salute tedesco, Jens Spahn, ha però sottolineato che, nonostante la presenza delle varianti, nel Paese si continua a registrare un calo dei casi di infezione. Stando al bollettino quotidiano del Koch, nelle ultime 24 ore sono state registrate 3’856 nuove infezioni e 528 vittime.

Brasile, primo caso della variante di Manaus a Rio da Janeiro

La Fondazione Oswaldo Cruz, centro di ricerca di Rio de Janeiro tra i più importanti al mondo, ha isolato per la prima volta la variante P.1., conosciuta come brasiliana, e originatasi a Manaus, nello Stato dell’Amazzonia. «La Fondazione Oswaldo Cruz conferma che è stato rilevato un caso della variante di Manaus di Sars-CoV-2 attraverso analisi di laboratorio», si legge in una nota emessa dal centro di Rio de Janeiro. L’identità del paziente non è stata resa nota e non si sa se abbia viaggiato in Amazzonia. La variante di Manaus è stata isolata finora negli Stati brasiliani di Rio de Janeiro, San Paolo, Parà, Roraima e Cearà. Lo Stato di Rio de Janeiro ha registrato finora 31.512 morti e 554.835 contagi di COVID-19.

Melbourne e Auckland revocano dei lockdown lampo

Melbourne e Auckland, in Australia e Nuova Zelanda, hanno revocato dei lockdown lampo che hanno riguardato milioni di residenti, dopo aver registrato un successo nel contenimento dell’epidemia di nuovi ceppi di COVID-19. Secondo le autorità locali, un’azione rapida a Melbourne e Auckland ha contribuito a contenere le riacutizzazioni della variante altamente contagiosa isolata per la prima volta nel Regno Unito. Il premier dello stato di Victoria Daniel Andrews ha annunciato la fine di una chiusura di cinque giorni a Melbourne: circa sei milioni di residenti potranno lasciare le proprie case, riaprire attività commerciali e gli spettatori potranno tornare per gli ultimi giorni del torneo di tennis dell’Australian Open. In Nuova Zelanda, quasi due milioni di abitanti di Auckland godranno di libertà simili dopo che il primo ministro Jacinda Ardern ha revocato un blocco di tre giorni.

In Messico i contagi superano i due milioni

Il numero di casi di COVID-19 in Messico ha superato la soglia dei due milioni, con quasi 176.000 morti: lo ha annunciato il ministero della Salute. Nelle ultime 24 ore il Paese ha registrato altri 8.683 nuovi contagi, portando il totale a 2.004.575. Nello stesso periodo le vittime sono state 1.329, portando il bilancio totale a 175.986 da quando il primo caso è stato diagnosticato il 27 febbraio 2020. Secondo un calcolo dell’Afp basato su dati ufficiali, il Messico è il 13. Paese più colpito al mondo, ma gli esperti avvertono che il totale effettivo dei contagi potrebbe essere maggiore, dato che i test effettuati sono stati molto meno rispetto a molte altre Nazioni.

In Pakistan 1.165 casi e 56 morti nelle ultime 24 ore

Il Pakistan ha segnalato 1.165 casi di coronavirus e 56 morti nelle ultime 24 ore, secondo il ministero dei servizi sanitari nazionali. Dall’inizio della pandemia nel febbraio 2020, il Paese ha registrato 565.989 casi di COVID-19 e 12.436 decessi. Finora, 528.545 persone sono guarite dalla malattia di cui 1.484 nelle ultime 24 ore. Il numero di pazienti critici è 1.662.

Biden: «Ritorno a normalità entro Natale»

Il ritorno alla normalità? «Entro il prossimo Natale, Dio volendo saremo in una situazione molto diversa da ora»: lo ha affermato Joe Biden a proposito della pandemia. «Guardate quello che abbiamo ereditato, abbiamo perso un sacco di tempo», ha aggiunto il presidente americano riferendosi al suo predecessore Donald Trump.

In America «saranno disponibili 600 milioni di dosi di vaccino entro fine luglio, abbastanza per vaccinare ogni singolo americano», ha poi promesso Biden nel suo intervenuto nel corso di un town all sulla CNN a Milwaukee, in Wisconsin, la prima uscita fuori Washington del neopresidente.

Martedì 16 febbraio

Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono più di 109,17 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall’inizio della pandemia, di cui oltre 70 milioni già guariti. I decessi hanno superato i 2,4 milioni.

Il Brasile compra 54 milioni di dosi del vaccino cinese

Il governo brasiliano ha annunciato di aver acquistato altri 54 milioni di dosi di vaccino prodotto dalla cinese Sinovac. Il ministero della Salute ha firmato oggi il contratto con l’Istituto Butantan di San Paolo, che produce il vaccino denominato CoronaVac in collaborazione con il colosso farmaceutico cinese. Il mese scorso, il ministero della Salute ha acquistato 46 milioni di dosi dello stesso vaccino, portando la cifra totale a 100 milioni di dosi. Il primo lotto da 46 milioni di dosi sarà consegnato entro aprile, il secondo lotto da 56 milioni di dosi arriverà entro il prossimo settembre.

Il ministero della Salute brasiliano ha anche annunciato che comprerà 10 milioni di dosi del vaccino russo Sputnik V entro il prossimo marzo, con consegna a maggio. Il Brasile, che conta circa 210 milioni di abitanti, ha registrato dall’inizio della pandemia 240 mila vittime di Covid-19 e oltre 9,8 milioni di contagi.

Quasi 20 mila nuove infezioni in Francia

Sale a 82’812 il bilancio delle vittime del Covid-19 in Francia, con 586 decessi registrati nelle ultime 24 ore. I nuovi casi sono invece 19’590. Dall’inizio della campagna di vaccinazione nel Paese, sono state somministrate 2’347’088 dosi, corrispondenti al 3,5% della popolazione totale, di cui 815’547 come seconda dose del preparato.

Il Brasile supera le 240 mila vittime

Superate le 240 mila vittime di Covid-19 in Brasile. Lo rivela la stampa locale. Alle 13 ora locale, le 17 in Svizzera, il numero dei morti di Covid-19 dall’inizio della pandemia è salito a 240.009. La media delle vittime nell’ultima settimana è stata di 1.092 morti al giorno. I contagi ufficiali dall’inizio della pandemia sono 9.874.956.

In Serbia il 60% degli occupati nel settore turistico ha perso il lavoro

In Serbia il 60% degli occupati nel settore turistico ha perso il lavoro negli ultimi mesi a causa della crisi generata dalla pandemia di coronavirus. Nel darne notizia, il direttore dell’Associazione nazionale delle agenzie di viaggio Aleksandar Senicic ha sottolineato l’importanza degli aiuti al settore turistico previsti con il terzo pacchetto di misure a sostegno dell’economia annunciato dal governo. Si tratta in particolare della corresponsione di un salario minimo aggiuntivo prevista per luglio. Anche se, ha osservato Senicic, per molti ciò potrebbe arrivare troppo tardi dal momento che non è chiaro ancora come e se vi sarà quest’anno una stagione turistica. Per Senicic la situazione è tale che è più importante mantenere in vita le imprese e agenzie turistiche piuttosto che i dipendenti. Se sopravvivono le imprese infatti e vi sarà lavoro, sarà possibile reintegrare i lavoratori licenziati.

Calo dei contagi in Gran Bretagna, 10 mila in 24 ore

Supera la soglia di 16 milioni il totale di vaccini anti Covid somministrati nel Regno Unito fra prima dose e richiamo, mentre si conferma - dopo un mese e mezzo di nuovo lockdown nazionale - il rallentamento dell’ondata di contagi provocati dall’aggressiva ‘variante inglese’ del virus: stabilizzatisi a 10.600 circa su poco meno di 460.000 tamponi quotidiani censiti, con una progressiva discesa anche dei ricoveri in ospedale. Lo indicano i numeri aggiornati diffusi oggi dal governo britannico che tuttavia conteggiano altri 799 decessi, anche a causa del recupero statistico di dati relativi al weekend e raccolti tradizionalmente in parte in ritardo. Il totale ufficiale di vittime dall’inizio della pandemia sale così oltre le 118.000: picco europeo in cifra assoluta e secondo al Belgio in rapporto alla popolazione.

La Scozia riapre le scuole dal 22 febbraio

Riapertura parziale delle scuole in Scozia da lunedì 22, dopo quasi due mesi di chiusura causa Covid e in anticipo sul resto del Regno Unito. Lo ha annunciato oggi la first minister del governo locale, Nicola Sturgeon, lasciando tuttavia in vigore il lockdown - imposto nella nazione del nord come nel resto dell’isola in risposta all’impennata di casi alimentata dalla cosiddetta variante inglese e tornata a calare solo negli ultimi giorni - «almeno fino al primo marzo»: forse anche più in là.

La decisione sulle scuole scozzesi riguarda per ora soltanto prime tre classi delle elementari e le ultime delle superiori, e solo alcune attività didattiche «essenziali»; per il resto si proseguirà con le videolezioni a distanza, ha precisato Sturgeon di fronte all’assemblea parlamentare di Edimburgo. Sul destino del lockdown s’è limitata ad annunciare per il 22 febbraio una nuova «road map»: in contemporanea a quella che per l’Inghilterra verrà presentata a Londra dal capo del governo centrale britannico, Boris Johnson, che sulla ripresa scolastica inglese non si è spinto finora oltre l’indicazione d’una prima data possibile - ma non ancora formalizzata - per l’8 marzo.

Moderna, verso la consegna di 100 milioni di dosi agli USA entro marzo

Moderna prevede di consegnare 100 milioni di dosi di vaccino per il Covid al governo americano entro la fine di marzo. Altri 100 milioni saranno consegnati entro maggio e altri 100 entro luglio. Lo annuncia Moderna in una nota, sottolineando che l’impegno alle consegne è legato a un aumento della produzione negli ultimi mesi e alla previsione si un ulteriore incremento nei prossimi mesi.

La pandemia frena negli Stati Uniti

La pandemia sembra frenare in Usa, che hanno registrato il livello più basso di contagi dall’inizio di novembre: solo 52.685 nuovi casi di coronavirus ieri, mentre la media dell’ultima settimana è sotto i 90 mila casi al giorno. Lo riportano i media Usa. Gli scienziati sono divisi sui motivi del calo, citando l’aumento delle vaccinazioni, i maggior rispetto delle restrizioni, la riduzione del test, l’andamento stagionale di questo genere di virus. In aumento però la più contagiosa variante inglese, che raddoppia ogni dieci giorni, secondo i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc).

Berlino prolunga i limiti per chi entra da zone a rischio
Il governo tedesco prolunga al 3 marzo le restrizioni per chi entra da zone colpite dalle varianti del Covid. È quanto contenuto in un documento approvato dal Consiglio dei ministri. Lo riferisce l’agenzia Dpa. Il regolamento precedente era in corso di validità fino a domani. Dalle zone a rischio varianti, tra cui Portogallo, Brasile, Sudafrica e Gran Bretagna, possono entrare solo i cittadini tedeschi o i residenti in Germania, tranne eccezioni. A questi Paesi nel weekend si sono aggiunti Tirolo e Repubblica Ceca. La motivazione della misura è «la trasmissibilità significativamente più facile» dei virus mutati.

Regno Unito: i vaccini sono efficaci, ecco i dati

Il piano vaccinale anti Covid comincia a dare frutti e a confermare l’efficacia degli antidoti, secondo i primi dati della campagna di somministrazioni in corso a ritmo spedito nel Regno Unito, dove tra gli ultraottantenni, in pole position fra i gruppi vaccinati, la risposta immunitaria appare superiore a quella registrata in qualsiasi altra fascia d’età. È quanto emerge dalle indicazioni aggiornate elaborate dall’Office for National Statistics (Ons), l’istituto di statistica britannico, che certificano come gli over 80 - il 99% dei quali ha già ricevuto almeno la prima dose di uno dei vaccini approvati nel Regno - abbiano ora il più alto livello d’immunità nella società. Più di quattro su dieci, infatti, risultano attualmente positivi ai test sierologici, utilizzati per misurare gli anticorpi anti-SARS-CoV-2 prodotti dall’organismo, in netto aumento rispetto al 26% di due settimane fa. Una conferma diretta dell’efficacia dei vaccini. Fino a qualche mese fa erano sempre stati i gruppi più giovani, più esposti al virus ma in media meno vulnerabili, ad aver mostrato i livelli più alti di anticorpi sull’isola.

Negli Emirati vaccinato oltre il 40% della popolazione

Oltre il 40% della popolazione degli Emirati Arabi Uniti è stato vaccinato contro il Covid-19. Lo ha annunciato un alto funzionario, riferisce il quotidiano emiratino Khaleej Times. Le autorità sanitarie hanno anche vaccinato quasi la metà di tutti gli anziani residenti nel Paese. Circa il 48,6% della popolazione anziana è stato vaccinato, ha confermato l’ente responsabile delle situazioni di crisi e disastri. I numeri sono in linea con il piano degli Emirati Arabi di vaccinare il 50% della sua popolazione entro il primo trimestre del 2021. Ad oggi, il ministero della Salute e della Prevenzione (MoHAP) ha somministrato oltre 5,19 milioni di dosi di vaccino. Oltre a Sinopharm e Oxford-AstraZeneca, dallo scorso dicembre nel Paese è disponibile gratuitamente anche il vaccino Pfizer-BioNTech.

Perù: 487 funzionari dello Stato indebitamente vaccinati

Il presidente della Repubblica peruviano Francisco Sagasti e la presidente del consiglio dei ministri Violeta Bermúdez hanno confermato ufficialmente la notte scorsa anticipazioni stampa secondo cui ben 487, fra funzionari statali e loro parenti e conoscenti, hanno avuto illegalmente accesso prioritario all’uso del vaccino cinese prodotto dal laboratorio Sinopharm che era in sperimentazione in Perù. In un intervento televisivo a reti unificate Sagasti ha detto di dover ammettere «con profondo rammarico che nella lista che ci è stata fornita dalla ‘Universidad Peruana Cayetano Heredia (responsabile della sperimentazione del vaccino) si trovano persone che hanno fatto parte del nostro governo, fra cui la ex ministra (della Salute) Pilar Mazzetti». Fra le altre personalità di rilievo che hanno approfittato della disponibilità di un certo numero di dosi di vaccino oltre a quelle utilizzate per la sperimentazione vi è anche l’ex presidente Martín Vizcarra (2018-2020), l’ex ministra degli Esteri Elizabeth Astete e due ex viceministri della Salute. La rivelazione della presenza di Mazzetti fra quanti si sono vaccinati in segreto è particolarmente rilevante perché la ex ministra della Salute è stata in carica fino al 12 febbraio ed aveva affermato che sarebbe stata «l’ultima ad essere vaccinata dopo il personale sanitario di prima linea». Meno di una settimana fa, infatti, aveva dichiarato ai giornalisti che «teoricamente la prossima settimana sarebbe il mio turno di vaccinazione ma, come si dice, ‘il capitano è l’ultimo ad abbandonare la nave’, per cui il mio momento verrà solo una volta che tutto il personale sanitario sarà stato vaccinato». Secondo l’ultimo rapporto delle autorità sanitarie in Perù la pandemia da Covid-19 ha avuto un bilancio di 43.703 morti e 1.235.298 contagiati.

Sette possibili nuove varianti generate in America

Dopo le varianti inglese e sudafricana del coronavirus, diffuse ormai a macchia d’olio quantomeno in Europa, nuove mutazioni e conseguenti varianti sembrano avere origine anche negli Stati Uniti. Ricercatori stanno indagando la possibilità che vi siano fino a sette nuove varianti originate appunto negli USA e che presentano un maggiore livello di contagiosità. Ne scrive il New York Times citando uno studio pubblicato domenica e in cui si fa riferimento a sette crescenti derivazioni del coronavirus individuate in diversi Stati.

OMS, contagi dimezzati nel mondo da inizio anno

Il numero dei casi di contagio da COVID-19 a livello globale è diminuito per la quinta settimana consecutiva e dall’inizio dell’anno il bilancio settimanale delle infezioni si è quasi dimezzato: lo ha reso noto su Twitter il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus. I casi settimanali, ha precisato, sono passati da oltre cinque milioni nel periodo 4-10 gennaio a 2,6 milioni nel periodo 8-14 febbraio. «Questo dimostra che semplici misure di salute pubblica funzionano contro la COVID-19, anche in presenza delle varianti - ha commentato il numero uno dell’OMS in un tweet successivo -. Ciò che conta adesso è come rispondiamo a questo trend. L’incendio non è domato, ma abbiamo ridotto le sue dimensioni. Se smettiamo di combatterlo su qualsiasi fronte, ritornerà ruggendo».

Più di 2,4 milioni i decessi totali

Il bilancio dei morti provocati dal coronavirus a livello globale ha superato oggi quota 2,4 milioni: la soglia dei due milioni era stata superata il 15 gennaio scorso. Secondo i dati della Johns Hopkins University, attualmente decessi causati dal virus nel mondo sono 2.407.869 su un totale di 109.155.627 casi.

Dai conteggi della Università Johns Hopkins risulta poi che gli Stati Uniti hanno registrato ieri 52.685 nuovi casi di coronavirus e ulteriori 985 decessi legati alla malattia. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi dall’inizio della pandemia a quota 27.692.967 e quello dei morti a quota 486.321.

Lunedì 15 febbraio

Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono più di 108,82 milioni i contagi da COVID-19 registrati ufficialmente nel mondo dall’inizio della pandemia, di cui oltre 70 milioni già guariti. I decessi hanno superato i 2,4 milioni.

Parigi invita Berlino a non chiudere la frontiera con la Francia

Parigi invita la Germania a scongiurare l’ipotesi di una completa chiusura dei suoi confini con la Francia. «Non auspico che la Germania chiuda completamente la frontiera con la Francia», avverte il segretario di Stato francese agli Affari europei, Clément Beaune. Baune ha così commentato la decisione di Berlino di chiudere parzialmente le frontiere con la Repubblica ceca e l’Austria per contenere la diffusione delle varianti del coronavirus. Berlino ha lasciato intendere che potrebbe fare lo stesso con la Francia nei prossimi giorni vista la situazione sanitaria nel dipartimento francese della Mosella, dove cresce la variante sudafricana. Intervistato da France Info, il ministro ha lanciato un appello alla «concertazione» per evitare un tale scenario. «Se la Germania dovesse restringere ulteriormente la circolazione» verso la Francia - ha detto - «vorrei si definissero insieme un massimo di eccezioni. Abbiamo due maggiori timori: il trasporto stradale (...) e i lavoratori transfrontalieri. Per queste persone, è una questione di capacità di lavorare e guadagnarsi da vivere». Beaune parlerà oggi con i tre presidenti delle regioni tedesche confinati con la Francia: «Discuteremo insieme, affinché non ci siano decisioni non coordinate». Quanto alla scelta tedesca di chiudere parzialmente i suoi confini con Repubblica ceca e Tirolo austriaco, «non credo ci sia stato un dibattito con la Commissione europea», ha deplorato, ricordando che lo stesso esecutivo Ue ha ritenuto questo atteggiamento «non conforme al quadro europeo», «visto che abbiamo passato un certo tempo a coordinare le nostre misure europee e a definire un quadro di regole comuni».

Gran Bretagna: campagna di vaccinazione entra nella fase 2

La campagna di vaccinazioni anti-COVID britannica entra da oggi nella seconda fase, dopo la certificazione dell’obiettivo raggiunto ieri con un giorno di anticipo della somministrazione della prima dose a oltre 15 milioni di persone. Nel giro di due mesi la prima dose è stata così inoculata all’intera platea delle quattro categorie indicate come prioritarie sull’isola, ossia tutti gli ultrasettantenni residenti nel Regno Unito, tutti gli ospiti della case di riposo nonché medici, infermieri e addetti all’assistenza in prima fila sul fronte della pandemia. Lo ha confermato alla BBC Matt Hancock, ministro della Salute del governo di Boris Johnson, precisando che il lockdown per ora resta una precauzione necessaria. La distribuzione dei vaccini è stata allargata da stamattina anche agli over 65. E gradualmente includerà nei prossimi mesi le categorie di priorità dalla quinta alla nona comprendenti tutti gli adulti dai 50 anni in su, tutti i dipendenti della Sanità e alcune altre categorie di lavoratori di servizi essenziali. Prevista pure un’accelerazione dei richiami, finora fermi a circa 540.000 sulla base di una strategia che ha scommesso sull’estensione dell’intervallo fra prima e seconda dose a 11-12 settimane. Matt Hancock ha peraltro insistito che al momento è prematuro pensare a revocare il terzo lockdown nazionale in vigore nel Regno, malgrado il calo degli ultimi giorni di contagi; anche perché i ricoverati negli ospedali per COVID, seppure in discesa, restano al momento «circa 23.000, ossia più del primo picco di aprile». Secondo il ministro, la situazione impone all’isola di proteggersi ancora e più che mai mentre l’accelerazione dei vaccini punta ad arrivare, fra alcuni mesi, a un’immunità collettiva diffusa. Lo conferma la stretta divenuta operativa da oggi anche ai confini, con la quarantena obbligatoria in hotel sorvegliati per chi rientra da 33 Stati considerati più a rischio d’importazione di nuove varianti (’sudafricana’ e ‘brasiliana’ in testa). Per chi arriva in Gran Bretagna da qualunque altro Paese, è inoltre in vigore l’isolamento domiciliare (con doppio tampone obbligatorio al secondo e all’ottavo giorno di quarantena precauzionale, in aggiunta al test negativo già previsto da presentare all’ingresso).

La Germania pensa alla Pasqua: «Dati positivi, ma serve prudenza»

«Il Governo tedesco s’impegnerà per fare in modo che la Pasqua del 2021 sia diversa da quella del 2020». Lo ha detto il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, in conferenza stampa a Berlino. «La situazione è migliorata, lo sviluppo dei dati è positivo. Ma bisogna ancora essere prudenti», ha aggiunto, sottolineando che nelle prossime settimane si capirà quali aperture siano «possibili». Il presidente della Sassonia Michael Kretschmer, aveva invece dichiarato alla Bild am Sonntag: «credo si debba dire la verità: le vacanze di Pasqua in Germania quest’anno non potranno esserci». La Sassonia è il Land più colpito dalla seconda ondata di Covid nei mesi scorsi.

Timori e polemiche sui vaccini in Libano

Parte oggi ufficialmente in Libano la campagna di vaccinazione anti-COVID dopo che nel fine settimana sono arrivate all’aeroporto di Beirut le prime 28 mila dosi del vaccino sviluppato dalla Pfizer-BioNTech. Ma non mancano timori e polemiche per una gestione poco trasparente della campagna da parte delle istituzioni. Lo riferiscono stamani media libanesi, affermando che i primi a ricevere il vaccino sono stati nelle ultime ore i membri dello staff sanitario dell’ospedale Rafiq Hariri di Beirut, da un anno il principale ospedale libanese in prima linea nella lotta anti-coronavirus. Il Libano, che affronta la sua peggiore crisi economica negli ultimi 30 anni e che è attraversato da una profonda tensione sociale, ha registrato circa 4 mila decessi formalmente attribuiti alla COVID-19 nel corso dell’ultimo anno. Nei giorni scorsi le organizzazioni umanitarie locali e internazionali avevano lanciato l’allarme sui rischi che il numero finora estremamente ridotto di vaccini, rispetto a una popolazione residente di oltre sei milioni di persone, possa indurre la classe politica libanese a gestire la campagna di vaccinazione secondo pratiche clientelari e poco trasparenti.

In Russia oltre 80 mila morti per COVID-19

Il numero di casi di coronavirus in Russia nelle ultime 24 ore è di 14.207, per un totale di 4.086.090 infezioni. Secondo i dati del centro di crisi anti-coronavirus, il tasso di crescita è dello 0,35%. Il numero di decessi legati alla COVID-19 è di 394, il dato giornaliero più basso registrato dal 30 novembre (430 morti sono stati segnalati il giorno precedente). In totale 80.520 pazienti con coronavirus sono morti in Russia. Lo riporta la Tass.

Negli USA altri 64.194 contagi

Gli Stati Uniti hanno registrato ieri 64.194 nuovi casi di coronavirus e ulteriori 1.084 decessi legati alla malattia: è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University, riporta la CNN. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi dall’inizio della pandemia a quota 27.639.538 e quello dei morti a quota 485.332. Finora sono state distribuite almeno 70.057.800 dosi di vaccini ed almeno 52.884.356 sono state somministrate.

L’Algeria riapre moschee e hotel

Il governo algerino ha deciso di riaprire tutte le moschee del Paese e di autorizzare la ripresa delle attività alberghiere, nell’ambito di una nuova riduzione delle misure restrittive anti-coronavirus a fronte di un calo dei contagi. «Si procede all’apertura di tutte le moschee sul territorio nazionale e ciò nel rigoroso rispetto delle misure e dei protocolli sanitari», si legge in un comunicato dei servizi del Presidente del Consiglio. Viene inoltre decisa «la ripresa di tutte le attività alberghiere pubbliche e private, ad eccezione delle celebrazioni di cerimonie e sagre», prosegue il comunicato. Inoltre, il governo sta revocando la restrizione alle attività di bar, ristoranti e fast food, e in particolare l’obbligo di chiudere alle 21 ora locale e di offrire solo pasti o bevande da asporto. Il coprifuoco dalle 22 alle 5 viene rinnovato per 15 giorni in 19 wilaya (prefetture) - su 48 del Paese - dove è ancora in vigore, comprese Algeri e Blida (centro). Le nuove disposizioni entrano in vigore oggi. Rimangono vietati tutti i raduni - matrimoni, circoncisioni ma anche manifestazioni politiche. L’Algeria ha lanciato il 30 gennaio scorso la sua campagna di vaccinazione a Blida, epicentro della pandemia, con un primo lotto del vaccino russo Sputnik V. Secondo i media locali, le autorità sono in trattative con Mosca per produrre questo vaccino nella stessa Algeria. Algeri ha anche ricevuto dosi del vaccino britannico AstraZeneca. In totale, sono stati registrati in Algeria, Paese più popoloso del Maghreb (44 milioni di abitanti), più di 110 mila contagi con quasi 3 mila decessi - dal censimento del primo caso positivo il 25 febbraio 2020, secondo l’ultimo bilancio del Ministero della Sanità.

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