«Attenzione anche alle fake news»

Israele

L’epidemiologo Navad Davidovich conferma che contro il coronavirus sarà presto vaccinato il 30% della popolazione - I sieri sarebbero efficaci anche per proteggere dalle varianti

«Attenzione anche alle fake news»
Vaccinazioni a tappeto in Israele. ©AP/Oded Balilty

«Attenzione anche alle fake news»

Vaccinazioni a tappeto in Israele. ©AP/Oded Balilty

Contro l’emergenza coronavirus Israele ha messo in atto un piano di vaccinazione che non ha uguali nel mondo. Basti pensare che allo stato attuale le autorità sanitarie nazionali hanno già inoculato il primo vaccino a 2.310.812 cittadini, mentre 625.879 hanno già ricevuto la seconda dose. Il tema è stato al centro di un webinar organizzato dalla Goren Monti Ferrari Foundation di Lugano in collaborazione con l’USI e il Corriere del Ticino. Moderato dal docente dell’USI Emiliano Albanese, la conferenza, intitolata «Vaccinazioni, la storia di successo di Israele», ha visto la partecipazione del professor Navad Davidovich, direttore della Scuola di sanità pubblica dell’Università Ben Gurion del Negev.

Davidovich ha sì confermato che «in Israele si punta a vaccinare il 70% della popolazione entro marzo-aprile», ma che questo risultato è il frutto di una «visione integrata» che poggia su un sistema sanitario con un «forte orientamento di servizio alla comunità». È frutto di sforzi e grandi capacità organizzative e logistiche.

Il Paese, in un primo tempo colto di sorpresa come tutti gli altri, ha saputo mostrare «considerevole reattività alla crisi», non da ultimo facilitato dal suo assetto geografico. La gestione è unificata e vengono utilizzati appositi centri di vaccinazione. Gli appuntamenti avvengono tramite app. I più anziani si affidano ai call center.

«Per raggiungere l’immunità di gregge vi sono ancora criticità - ha ammesso Davidovich - tra queste le vaccinazioni alle comunità palestinese ortodossa e radicale (più indietro con i tempi), tra le quali permangono violazioni e resistenze». Le campagne di vaccinazione proseguono mirate, «spendiamo anche molto tempo contro le fake news», ha aggiunto. E che dire delle varianti del virus? Secondo Davidovich «i vaccini dovrebbero essere efficaci». Israele, intanto, pensa anche a «un passaporto verde» che attesti chi l’ha già fatto.

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