Aumento record di contagi in Gran Bretagna

Pandemia

I casi salgono a 1.950, con una crescita di 407 infetti in 24 ore - Il Portogallo decreta lo stato di calamità - Oltre 8 mila casi e 22 morti in Germania - Giro di vite in Belgio - In Olanda i decessi salgono a 19 nuovi morti, con 292 contagi nelle ultime 24 ore - Il governo polacco si mette in quarantena - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

Aumento record di contagi in Gran Bretagna
©EPA/NEIL HALL

Aumento record di contagi in Gran Bretagna

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(Aggiornato alle 22.09) Non accenna a diminuire la conta dei contagi da coronavirus. In Svizzera sono 2.650 i casi accertati in Svizzera, mentre salgono a 25 i decessi, fra cui 10 in Ticino. Nel mondo sono oltre 183 mila i contagi, con oltre 7.100 decessi e quasi 80 mila persone guarite.

Aumento record di contagi in Gran Bretagna

In Gran Bretagna i casi balzano a quasi 2.000, più 407

Balzano a 1.950, con un aumento record di 407 casi in più in 24 ore, i contagi accertati da coronavirus nel Regno Unito, secondo i dati aggiornati quotidianamente dal ministero della sanità britannico. Il numero dei test eseguiti ha superato invece quota 50.000, con circa 6.000 tamponi in più in un giorno. Le autorità britanniche ritengono «ragionevole» stimare che 55.000 persone abbiano già contratto il virus sull’isola, contando gli asintomatici e i casi non registrati oltre ai quasi 2000 accertati, e valuterebbero come «un buon risultato limitare il numero di morti a 20.000» nel paese alla fine della pandemia, ha affermato oggi sir Patrick Vallance, consigliere scientifico del premier Boris Johnson, durante un’audizione in commissione parlamentare. Johnson da parte sua ha detto dinanzi al consiglio dei ministri che il Regno ha ormai «dichiarato guerra» al virus Covid-19. E ha designato una task force governativa ad hoc con ruoli chiave per i ministri Matt Hancock (Sanità), Rishi Sunak (Finanze), Dominic Raab (Esteri) e Michael Gove. Intanto il sistema sanitario britannico (Nhs) ha annunciato un rinvio di 3 mesi di tutti gli interventi chirurgici non urgenti per liberare 30.000 letti negli ospedali per i pazienti contagiati in forma più grave dal coronavirus: letti da aggiungere ai 6000 posti scarsi di terapia intensiva disponibili nell’intero Regno, all’83% già occupati.

In Portogallo stato di calamità

Il governo portoghese ha decretato lo «stato di calamità» e ha ordinato l’isolamento sanitario del comune di Ovar, centro di circa 30mila abitanti.

Oltre 8 mila casi in Germania e 22 morti

È aumentato di quasi un quarto rispetto a ieri il numero dei contagiati in Germania arrivando a 8’009, secondo il conteggio comunicato da ciascun Land e riportato da «Süddeutsche Zeitung». Le vittime sono salite a 22. Ieri sera il numero degli infetti secondo l’istituto epidemiologico Robert Koch era ancora di 6’012. Il Land più colpito è ancora il Nordreno-Vestfalia con 3’060 casi, seguito dalla Baviera con 1’352.

Giro di vite in Belgio: tutti a casa

Nuovo giro di vite nelle misure restrittive imposte dal Belgio ai cittadini per rallentare la diffusione del virus. Da domani alle 12.00 e fino al 5 aprile la popolazione - secondo quanto riferiscono i media locali - potrà uscire di casa solo per urgenze, per fare la spesa, andare in farmacia, in banca, alla posta o per fare il pieno. Le attività all’aria aperta saranno consentite ma bisognerà osservare una distanza di un metro e mezzo uno dall’altro. Vietati gli assembramenti. Le forze dell’ordine vigileranno affinché queste disposizioni vengano rispettate.

L’OMS: «I Paesi UE prendano misure più audaci»

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) chiede ai paesi europei di prendere misure «più audaci» per bloccare la diffusione del coronavirus. «Tutti i paesi, senza eccezioni, devono intraprendere le loro azioni più audaci per fermare o rallentare la minaccia del virus», ha detto il direttore regionale dell’Oms per l’Europa Hans Kluge durante una conferenza stampa a Copenaghen, tornando a definire il vecchio continente l’attuale «epicentro» del virus.

Berlino costruirà un ospedale per 1.000 pazienti

La città di Berlino sta progettando un ospedale da 1000 posti-letto solo per curare i pazienti che saranno contagiati dal virus covid-19. Lo ha reso noto la responsabile alla salute di Berlino Dilek Kalayci dopo la riunione del Senato della città. Le forze armate collaboreranno alla costruzione della struttura nella zona della fiera.

Olanda, in 24 ore 19 nuovi morti e 292 contagi

Diciannove morti e 292 contagi. Sono i numeri registrati nelle ultime 24 ore nei Paesi Bassi, dove il totale dei positivi al coronavirus arriva a 1’705, 389 dei quali lavorano in ambito sanitario. Con i 19 nuovi decessi, mai così tanti in un solo giorno dall’inizio dell’epidemia, il totale delle vittime sale a 43, tutte fra i 63 e i 94 anni. Nei giorni scorsi si era parlato del decesso di una persona di 59 anni, ma, precisano le autorità competenti, la sua età era stata mal segnalata a causa di un errore amministrativo. I pazienti che sono stati ricoverati sono 314. La regione più colpita resta quella del Brabante Settentrionale, con 634 persone positive al coronavirus.

Olanda, il premier Rutte mira all’«immunità di gregge»

«Non esiste una soluzione rapida o semplice a questa situazione estremamente difficile. La realtà è anche che nel prossimo futuro gran parte della popolazione olandese verrà infettata da questo virus». Ha esordito così ieri sera il premier olandese Mark Rutte nel suo messaggio alla nazione dove ha annunciato che intende favorire lo sviluppo della cosiddetta immunità di gregge. «Lo scopo è costruire l’immunità della popolazione, un muro protettivo», ha detto precisando che «possono volerci mesi o anche più tempo per rafforzare l’immunità della popolazione» e che nel frattempo «dobbiamo proteggere il più possibile i gruppi ad alto rischio». Rutte ha poi spiegato che l’ipotesi di «chiudere completamente il Paese», sebbene possa «sembrare un’opzione interessante» implicherebbe una chiusura di almeno «un anno o anche di più, con tutte le conseguenze che ciò comporterebbe».

Polonia, Governo in quarantena

L’intero governo polacco è stato messo in quarantena dopo che un ministro è risultato positivo al coronavirus.

Un solo nuovo caso a Wuhan

La Cina ha registrato ieri un solo caso a Wuhan, focolaio del coronavirus, e altri 20 di contagio di ritorno. Secondo gli aggiornamenti della Commissione sanitaria nazionale (Nhc), i morti sono stati 13, di cui 12 nella provincia dell’Hubei - di cui Wuhan è capoluogo - e uno in quella di Shaanxi. Tra i casi mortali, nove sono stati rilevati a Pechino, tre a Shanghai e nel Guangdong, e uno nelle province di Zhejiang, Shandong, Guangxi, Yunnan e Shannxi. I contagi di ritorno sono così saliti a 143.

Chiude il santuario di Lourdes

«Per la prima volta nella sua storia, il santuario chiuderà per qualche tempo». Lo annuncia in un tweet il Rettore di Lourdes, il santuario mariano sui Pirenei francesi, monsignor Olivier Ribadeau Dumas, a seguito delle misure adottate anche in Francia per fermare il contagio da coronavirus. Restano i cappellani del santuario che si alternano con le preghiere alla Grotta della Madonna dove per la tradizione cattolica 162 anni fa si sarebbero verificate le apparizioni. Ma per la prima volta nella sua storia, i fedeli non potranno accedere al santuario che accoglie ogni anno milioni di pellegrini, e tra loro molti malati. Già nei giorni passati a Lourdes erano state messe in campo restrizioni, con la sospensione delle messe e la possibilità per i pellegrini di accedere soltanto agli ampi spazi esterni e di poter pregare a distanza (dall’altra riva del fiume Gave) rispetto alla Grotta che è il fulcro del santuario.

In Corea del Sud controlli contro i «contagi di ritorno»

La Corea del Sud ha approvato una stretta ai controlli a partire da giovedì su tutti gli arrivi internazionali contro i rischi del contagio di ritorno, nel mentre ha annunciato su lunedì 84 nuovi casi di coronavirus che hanno portato il totale a quota 8.320. Secondo i Korea Centers for Disease Control and Prevention, i morti sono saliti a 81. Malgrado un leggero rialzo sui 74 casi di domenica, il trend è sotto quota 100 per il terzo giorno di fila. Circa il 61% dei casi certi sono legati alla Chiesa di Gesù Shincheonji, setta religiosa di Daegu.

Contagi nel Valencia dopo la partita a Milano

Il 35% del gruppo del Valencia che il 19 febbraio scorso ha giocato a Milano contro l’Atalanta per gli ottavi di Champions è risultato positivo al test del coronavirus. Lo comunica la società spagnola con una nota. «Nonostante le rigide misure adottate dal club - è scritto nel comunicato - dopo aver giocato una partita di Champions League a Milano, un’area confermata ad alto rischio dalle autorità italiane giorni dopo, gli ultimi risultati mostrano che l’esposizione legata alle partite ha causato circa il 35% dei casi positivi». «Sono tutti casi asintomatici - viene precisato - e tutti i contagiati si trovano nei propri domicili con monitoraggio medico e misure di isolamento». Nei giorni scorsi il club aveva annunciato i contagi dei giocatori Garay, Gaya e Mangala, del dottore e di un membro dello staff, ora invece ci sono altri nove casi, anche se non vengono fatti nomi.

In Francia dispiegati centomila agenti, sanzioni fino a 135 euro

Le misure di confinamento adottate dalla Francia sono «sul modello italiano e spagnolo»: lo ha detto il ministro francese dell’Interno, Christophe Castaner, precisando che gli spostamenti saranno possibili solo per motivi di salute, di lavoro, per aiutare una persona cara. Alcune eccezioni sono possibili per permessi brevi, o attività fisica, con permesso sanitario. Centomila agenti tra poliziotti e gendarmi verranno dispiegati per piazzarsi ai posti di blocco fissi e mobili nel quadro delle misure coercitive annunciate dal presidente francese Emmanuel Macron contro il coronavirus. In Francia chi violerà le regole di confinamento contro il coronavirus incorrerà in una multa di 38 euro che potrebbe arrivare fino ai 135 euro.

In Francia si contano stasera 7.730 casi gravi di coronavirus confermati con test, 1.097 contagi in più nelle ultime 24 ore. Lo ha annunciato il direttore generale della sanità, Jerôme Salomon, aggiungendo che i decessi sono saliti a 175, con un aumento di 27 rispetto a ieri.

I ricoverati in ospedale sono 2.579, 5.000 i guariti o rientrati a casa, 699 i casi gravi in rianimazione. Fra i 175 decessi, ha precisato Salomon, il 7% riguarda persone di meno di 65 anni.

Quarantena nazionale in Venezuela

Il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha annunciato ieri sera l’estensione della «quarantena sociale» per combattere il coronavirus, introdotta in un primo momento solo in sette stati, a tutto il territorio nazionale. Lo riferisce la tv all news Telesur. La decisione del capo dello Stato è stata resa nota poco dopo che le autorità sanitarie hanno rivelato l’esistenza di altri 16 casi confermati, che hanno portato a 33 il numero delle persone contagiate dal virus Sars-CoV-2. Del totale dei pazienti localizzati - ha ancora detto Maduro - 18 sono donne e 15 uomini: 28 provengono dall’Europa e cinque da Cúcuta in Colombia. La «quarantena collettiva e sociale» in tutto il Venezuela comincerà alle 5 di oggi (le 10 italiane). Si tratta ha concluso il leader ‘chavista’ di «una misura drastica ma necessaria».

La Colombia chiude tutte le frontiere

Il presidente colombiano Iván Duque ha ordinato la chiusura di «tutte le frontiere terrestri, marittime e fluviali» della Colombia con i paesi della regione fino al 30 maggio prossimo, nella più importante misura adottata finora dal governo di Bogotà per contrastare l’avanzamento del coronavirus sul territorio colombiano. Via Twitter, Duque ha precisato che «questa chiusura restringerà l’entrata e l’uscita di tutti i cittadini, connazionali e stranieri. Le merci invece potranno transitare, ma solo nei punti terrestri stabiliti». Ieri il numero dei contagiati confermati da Covid-19 in Colombia è salito a 57. La frontiera con il Venezuela era stata chiusa due giorni fa, ma a questa misura si aggiungono ora le frontiere con Ecuador, Perù e Brasile. In precedenza le autorità colombiane avevano anche disposto la chiusura delle scuole e il divieto di ingresso di cittadini stranieri «di qualsiasi Paese del mondo».

Si aggrava un turista italiano a Cuba

Uno dei turisti italiani ricoverati nell’Istituto di medicina tropicale ‘Pedro Kouri’ di L’Avana dal 10 marzo con coronavirus ha registrato un peggioramento delle sue condizioni di salute, tanto da spingere i medici ad utilizzare per lui una respirazione artificiale. Nella notte del 15 marzo, scrive il quotidiano cubano Granma, «uno dei pazienti contagiati dalla Covid-19, un italiano di 61 anni con problemi di asma bronchiale di cui non è nota l’identità, ha cominciato a presentare manifestazioni cliniche proprie del virus, per cui è stato trattato secondo il protocollo stabilito». Il bollettino medico diffuso dall’ospedale ieri alle 12 ha segnalato che «le sue condizioni hanno continuato a deteriorarsi, per cui ha avuto bisogno di un respiratore artificiale, in uno stato critico stabile». Gli altri tre pazienti (due italiani e un cubano) con conferma di contagio si trovano ricoverati in condizioni stabili.

Lo Yemen sospende tutti i voli

Lo Yemen sospende tutti i voli in entrata e in uscita dal paese per due settimane, chiude le frontiere e assegna un ‘budget di emergenza’ di 4 milioni di dollari per sostenere il settore sanitario nella lotta contro la diffusione del coronavirus. Lo riporta Al Arabiya.

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