Auto e computer, fabbriche chiuse: il mondo in crisi per un microchip

Il caso

La carenza di semiconduttori sta mettendo in ginocchio la produzione in tutti i Paesi più industrializzati - Dall’Europa agli Stati Uniti, all’Asia, sale la preoccupazione per le conseguenze di un prolungato stop alle catene di montaggio - Scenari pessimistici per i prossimi mesi

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© Shutterstock

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Chipageddon. Quando il silicio ferma il mondo. Provate a digitare su un qualunque motore di ricerca il neologismo coniato qualche mese fa nella Silicon Valley. Sarete sommersi da articoli e analisi che disegnano cupi scenari. Quasi peggiori di quelli causati dalla pandemia di COVID-19.

Chipageddon. Ovvero, l’Armageddon della tecnologia digitale. L’inferno che si spalanca sotto i piedi di ciascuno di noi. Da alcuni mesi, sul mercato scarseggiano i microprocessori, conosciuti anche come semicoduttori o, più semplicemente, “chip”. Anime resistenti di ogni dispositivo elettronico. Sempre più piccoli. E sempre più indispensabili. Prodotti in gran parte a Taiwan, ma anche negli Stati Uniti e in Olanda, sono al centro di una vera e propria guerra politico-industriale tra superpotenze. Prima Donald...

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