Berlino, rivolta contro le norme COVID-19

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Nella capitale tedesca 18 mila persone sono scese in piazza per protestare - Raduni più piccoli organizzati anche a Zurigo, Londra e Parigi

Berlino, rivolta contro le norme COVID-19
© Michael Kappeler/dpa

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Berlino, rivolta contro le norme COVID-19

Berlino, rivolta contro le norme COVID-19

Mentre in Europa la seconda ondata della pandemia da coronavirus non dà segni di volersi arrestare, nel Vecchio Continente monta parallelamente anche un movimento di aperta protesta contro le restrizioni imposte per contenere i contagi e contro l’ipotesi che inizia a circolare in alcuni Paesi di nuovi possibili lockdown.

La manifestazione più eclatante di questo sentimento di insofferenza è andata in scena a Berlino, dove 18 mila persone sono scese in piazza contro le misure anti-Covid decise dal governo, ma raduni più piccoli sono stati organizzati anche a Londra, a Parigi e a Zurigo.

Nella capitale tedesca la polizia ha finito per sospendere la protesta per il mancato rispetto delle regole sul distanziamento. La manifestazione, promossa dai negazionisti della pandemia, era stata autorizzata dopo una battaglia in tribunale: le autorità volevano inizialmente vietare lo svolgimento del corteo, che si è tenuto mentre nel Paese sono stati registrati 1.479 nuovi contagi e un morto nelle ultime 24 ore.

Migliaia di persone sono scese a manifestare anche a Trafalgar Square a Londra contro l’uso delle mascherine, i vaccini e le possibili quarantene di cui ha parlato il governo. Il ministro della Salute, Matt Hancock ha ammonito che se i casi aumenteranno nel Paese sarà necessario «adottare lockdown locali molto estesi o intraprendere ulteriori azioni nazionali».

Il governo ipotizza che nello «scenario peggiore» si arrivi agli 80.000 morti. Ma secondo i dimostranti scesi in piazza il Covid-19 sarebbe solo una bufala che consente ai governi di esercitare il controllo sulle masse. ‘Le mascherine sono museruole’ e ‘le persone sane non sono contagiose’ sono alcuni dei cartelli esposti dai manifestanti.

Scene analoghe e parole d’ordine dello stesso tenore, anche se con numeri nettamente inferiori, si sono viste a Parigi: circa 300 persone si sono riunite in Place de la Nation per protestare contro l’uso obbligatorio delle mascherine al grido di «libertà, libertà» e con il sostegno di alcuni gilet gialli. Nel Paese è stata una delle prime manifestazioni di questo genere. Gli agenti hanno multato 123 persone che non indossavano la mascherina. Anche a Zurigo un migliaio di dimostranti si è radunato sull’Helvetiplatz.

I numeri dei contagi intanto non sembrano volersi arrestare - oltre 5.400 i nuovi casi in Francia - mentre a livello globale la pandemia ha già ucciso almeno 838.271 persone. Gli Stati Uniti sono sempre in testa per il numero di vittime (181.779), seguiti dal Brasile con 119.504, dal Messico con 63.164, dall’India con 62.550 e dalla Gran Bretagna con 41.486.

Preoccupa anche la situazione in Corea del Sud, tra i primi Paesi ad affrontare con successo la fase iniziale della pandemia e ora alle prese con una recrudescenza dell’epidemia. La pressione sugli ospedali è ormai ai livelli di guardia dopo che per 16 giorni di fila i contagi sono cresciuti a triplice cifra: solo 15 letti circa sono disponibili nell’immediato per i casi più urgenti.

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