Berna preoccupata per le violenze a Gerusalemme: «Stop all’escalation»

medio oriente

Il DFAE ritiene che il mantenimento dello status quo storico sul Monte del Tempio e la coesistenza pacifica di tutti i residenti debbano essere garantiti conformemente al diritto internazionale - Netanyahu ha dal canto suo affermato durante una seduta del governo che si è pronti ad «imporre legge e ordine»

Berna preoccupata per le violenze a Gerusalemme: «Stop all’escalation»
© EPA/Abir Sultan

Berna preoccupata per le violenze a Gerusalemme: «Stop all’escalation»

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Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) si dice «molto preoccupato» per l’escalation di violenza a Gerusalemme. Berna ribadisce il suo appello alle parti a disinnescare le tensioni.

L’escalation di violenza in Medio Oriente e gli scontri a Gerusalemme sono molto preoccupanti, scrive il DFAE in un comunicato. Il dipartimento di Ignazio Cassis invita le parti ad astenersi da azioni o affermazioni provocatorie.

Le espulsioni di famiglie palestinesi da Sheikh Jarrah e da altri quartieri di Gerusalemme Est, che non rispettano il diritto umanitario internazionale, stanno alimentando ulteriormente le tensioni. Il DFAE ritiene che il mantenimento dello status quo storico sul Monte del Tempio e la coesistenza pacifica di tutti i residenti di Gerusalemme debbano essere garantiti conformemente al diritto internazionale.

La ricerca di una soluzione negoziata a due Stati nel rispetto del diritto internazionale e dei parametri concordati è una delle priorità della strategia del Consiglio federale per il Medio Oriente e il Nord Africa (MENA) 2021-2024, prosegue il comunicato. La Svizzera rimane a disposizione delle parti per facilitare la ripresa di un dialogo.

Netanyahu: «Decisi ad imporre legge e ordine»

«Non consentiremo ad alcun elemento estremista di alterare l’ordine a Gerusalemme»: lo ha ribadito oggi il premier israeliano Benyamin Netanyahu, dopo una nuova nottata di estesi incidenti, intervenendo in una seduta del governo dedicata all’anniversario della espugnazione del settore orientale della città nella guerra dei sei giorni (1967). «Siamo decisi ad imporre la legge e l’ordine, con determinazione e responsabilità: non consentiremo disordini né violenze». Il premier ha poi assicurato che Israele «continuerà a garantire, come in passato, libertà di culto per tutti» e ha precisato che «respingerà con forza ogni pressione volta ad impedire nuove costruzioni a Gerusalemme, che è la nostra capitale». Con un apparente accenno al lancio notturno di un razzo da Gaza, Netanyahu ha poi avvertito: «Alle organizzazioni terroristiche dico: ad ogni attacco reagiremo con potenza». Nel frattempo si è appreso che anche oggi da Gaza sono stati lanciati palloni incendiari verso campi agricoli israeliani.

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