Biden cerca la tregua con Macron. Johnson: «Ora basta»

Il caso

Primi segnali di tregua dopo la bufera sul patto indo-pacifico Aukus sottoscritto da Stati Uniti, Regno Unito e Australia, per cui la Francia ha perso una commessa miliardaria di sottomarini

Biden cerca la tregua con Macron. Johnson: «Ora basta»
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Biden cerca la tregua con Macron. Johnson: «Ora basta»

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Primi segnali di tregua dopo la bufera sul patto indo-pacifico Aukus sottoscritto da Usa, Regno Unito e Australia, per cui la Francia ha perso una commessa miliardaria di sottomarini. Dopo giorni di polemiche e accuse di Parigi, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha avuto oggi un colloquio telefonico con l’omologo francese Emmanuel Macron.

Uno scambio sollecitato dalla Casa Bianca, ha sottolineato l’Eliseo, in cui i due capi di Stato hanno deciso di avviare «consultazioni approfondite per stabilire condizioni che garantiscano la fiducia e proporre misure concrete per realizzare obiettivi comuni», dandosi appuntamento «in Europa alla fine di ottobre per raggiungere dei punti di accordo».

Intanto, un primo passo verso la distensione arriverà con il ritorno la prossima settimana a Washington dell’ambasciatore francese Philippe Etienne, che era stato richiamato per consultazioni. Il diplomatico, ha spiegato l’Eliseo, «lavorerà a stretto contatto con i funzionari americani» per tentare di risolvere la crisi. Nessuna decisione invece è stata ancora presa sull’eventuale rientro dell’ambasciatore in Australia, Jean-Pierre Thébault.

Meno diplomatico, poche ore prima della telefonata tra Biden e Macron, Boris Johnson aveva cercato a suo modo di spegnere le polemiche con Parigi. «Io penso semplicemente che alcuni dei nostri più cari amici si debbano ora dare una calmata (»prenez a grip») su questo argomento e darci un taglio (»donnez-moi un break»)», ha motteggiato da Washington il premier britannico, in un misto di inglese e francese.

Parole che giungono dopo aver già tentato di placare le ire della Francia giurandole «amore inestirpabile». Per Johnson, il patto Aukus aiuta la sicurezza globale, non esclude nessuno e non è neppure «ostile» alla Cina. L’accordo, ha rivendicato ancora, «è fondamentalmente un grande passo in avanti per la sicurezza globale. È un accordo fra tre alleati dalla mentalità molto affine, che si schierano spalla a spalla per creare una partnership stretta nella condivisione di tecnologie» militari.

Ad auspicare un chiarimento tra Parigi e Washington era stata anche l’Unione europea. «Siamo solidali con la Francia e consideriamo Usa, Australia e Regno Unito nostri alleati e amici, ed è importante che amici e alleati parlino tra di loro, anche di questioni problematiche», ha affermato il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis, precisando che sul caso «non è stata presa nessuna decisione operativa», dopo che Bruxelles aveva fatto sapere di valutare l’impatto di Aukus sulle date del consiglio Ue-Usa su commercio e tecnologia (Ttc) e sui negoziati commerciali Ue-Australia. Incontri, questi, che il Ppe spinge per non rinviare.

Il fronte europeo appare comunque meno compatto. A sfilarsi con decisione è in queste ore la Danimarca, che «non comprende affatto» le critiche mosse agli Usa. «Ritengo Biden molto leale verso l’alleanza transatlantica», ha detto la premier Mette Frederiksen, invitando a «non trasformare delle sfide concrete, che ci saranno sempre tra alleati, in qualcosa che non dovrebbero essere».

All’attacco del patto indo-pacifico torna intanto la Cina, che invita i singoli Paesi «ad adempiere ai propri obblighi internazionali di non proliferazione nucleare». E sul caso è intervenuto anche il Vaticano. «La Santa Sede - ha detto il Segretario di Stato Pietro Parolin - è contraria al riarmo e tutti gli sforzi che si sono fatti e si stanno facendo sono nel senso dell’eliminazione della armi nucleari», che «creano ancora più pericoli per la pace e ancora più conflittualità. Quindi all’interno di questa visione non si può non essere preoccupati».

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