IRLANDA DEL NORD

Bloody Sunday, c’è un indagato dopo 47 anni

La Procura dovrebbe rinviare a giudizio uno dei diciassette militari inglesi che il 30 gennaio 1972 a Derry sparò sulla folla uccidendo 14 persone - Alla strage gli U2 hanno dedicato la celebre canzone, un inno contro la guerra

Bloody Sunday, c’è un indagato dopo 47 anni
(Foto Internet)

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Bloody Sunday, c’è un indagato dopo 47 anni
Un murales per la pace a Belfast. (Foto CdT/ADD)

Bloody Sunday, c’è un indagato dopo 47 anni

Un murales per la pace a Belfast. (Foto CdT/ADD)

Non posso credere alle notizie oggi, oh, non riesco a chiudere gli occhi e farlo andare via. Per quanto tempo? Per quanto tempo dobbiamo cantare questa canzone?”. Gli U2 l’hanno scritta con il cuore in lacrime la canzone “Sunday Bloody Sunday”. La “domenica di sangue” messa in musica dalla nota band irlandese si riferisce a quanto avvenne a Derry il 30 gennaio 1972. Il Primo Battaglione dei paracadutisti britannici sparò sulla folla disarmata riunita per una manifestazione non autorizzata a favore dei diritti civili. Morirono 14 persone, fra le quali sei minorenni. A distanza di 47 anni uno dei militari inglesi rischia la prigione: l’accusa promossa oggi nei suoi confronti è quella di omicidio e di tentato omicidio. Secondo la magistratura dell’Irlanda del Nord avrebbe ucciso due cittadini e rischiato di ammazzarne altri quattro. Dei diciassette soldati sui quali ha indagato la Procura, il “soldier F.” (le sue generalità non sono state rese note per motivi di sicurezza) è finora l’unico che dovrebbe comparire prossimamente a processo.

Quel maledetto 30 gennaio 1972 non fece altro che infiammare gli animi fra gli unionisti (protestanti) e i nazionalisti (cattolici) che si contendevano l’Irlanda del Nord: dentro o fuori il Regno Unito? La campagna dell’IRA (organizzazione paramilitare) contro l’occupazione britannica dell’Ulster era iniziata due anni prima. La “domenica di sangue” peggiorò la situazione. Due le inchieste condotte dal Governo inglese. La seconda, conclusasi nel 2010, accertò che i soldati avevano esagerato, perdendo il controllo e sparando sui manifestanti che non rappresentavano affatto una minaccia. Parallelamente la magistratura nordirlandese aveva aperto un incarto per omicidio. Un reato del quale dovrebbe rispondere però solo uno dei diciassette militari coinvolti nel “Sunday Bloody Sunday”.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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