Bolsonaro nella bufera, anche il vicepresidente prende le distanze

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Il presidente brasiliano aveva dichiarato che misure di restrizione e quarantena sono un isterismo - Il suo vice: «Forse non si è espresso nel migliore dei modi»

Bolsonaro nella bufera, anche il vicepresidente prende le distanze
AP Photo/Andre Borges

Bolsonaro nella bufera, anche il vicepresidente prende le distanze

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È bufera su Jair Bolsonaro, dopo che il presidente brasiliano è tornato ad opporsi alle restrizioni e le quarantene applicate in varie regioni del suo paese, definendole «isterismo» e politiche da «terra bruciata» in un discorso che è stato respinto da autorità pubbliche e specialisti medici.

Le parole di Bolsonaro hanno innescato inoltre una grave crisi con i governatori dei 27 Stati del paese, i quali hanno deciso di coordinare autonomamente le loro misure contro il coronavirus.

«La nostra vita deve continuare, i posti di lavoro devono essere mantenuti», ha detto Bolsonaro, e governatori e sindaci «devono lasciare da parte questo concetto di terra bruciata, il divieto dei trasporti, la chiusura dei negozi e la quarantena di massa». Il presidente ha anche accusato i media di stare «disseminando una sensazione di paura, usando l’annuncio del grande numero di vittime in Italia, un paese con un grande numero di anziani e con un clima diverso dal nostro», e facendo sì che «un vero isterismo si diffonda attraverso il paese».

Il vice prende le distanze

Il vicepresidente brasiliano, Hamilton Mourao, ha preso le distanze dalle dichiarazioni del presidente Jair Bolsonaro sostenendo che «la posizione del nostro governo, per quanto mi risulta, è una sola: isolamento e distanziamento sociale».

In una intervista in teleconferenza, Mourao si è riferito al discorso di Bolsonaro, trasmesso a reti unificate martedì sera - nel quale si è detto contrario alle restrizioni varate dai governatori di vari Stati - sostenendo che il presidente «forse non si è espresso nel migliore dei modi».

«Quello che (Bolsonaro) voleva esprimere è la preoccupazione che abbiamo tutti riguardo alla seconda fase» dell’emergenza coronavirus, cioè il suo impatto sull’attività economica del paese. Il discorso del presidente è stato respinto dalle più alte cariche dello Stato e criticato dalla maggioranza dei governatori delle 27 entità federali del Brasile, che si sono riuniti mercoledì, in assenza del capo dello Stato, per coordinare le loro misure contro l’epidemia, mantenendo le restrizioni alle attività economiche e l’isolamento sociale.

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