«C’è la prova: gli asintomatici possono trasmettere il virus»

Coronavirus

Un studio condotto in Corea del Sud dimostra che la carica virale è del tutto corrispondente a quella dei positivi con sintomi, ma non tossendo e starnutendo ci sono minori chance di contagio

 «C’è la prova: gli asintomatici possono trasmettere il virus»
©KEYSTONE/Laurent Gilliero

«C’è la prova: gli asintomatici possono trasmettere il virus»

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Vi è una prova ulteriore del fatto che anche gli individui asintomatici potrebbero trasmettere il coronavirus, contribuendo - ignari - alla diffusione dell’epidemia. Infatti, uno studio condotto in Corea del Sud su un gruppo cospicuo di individui seguiti a lungo nel tempo in un centro di assistenza a Cheonan, è emerso che i veri asintomatici, che ammonterebbero a circa il 30% di tutte le persone positive al tampone per il SARS-CoV-2, presentano una carica virale (concentrazione di virus in naso e gola) del tutto corrispondente a quella dei positivi con sintomi, e conservano questa carica virale a lungo, quindi sono potenzialmente contagiosi.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Jama Internal Medicine, è stato condotto presso il Policlinico Universitario Soonchunhyang a Seul e Soonchunhyang University College of Medicine e ha coinvolto in tutto 303 individui che sono rimasti isolati e monitorati nel centro di assistenza dopo un focolaio che era scoppiato in una congrega religiosa. Lo studio è stato reso possibile da fatto che in Corea del Sud sin dall’inizio di marzo è stata svolta una campagna massiccia di test per scovare tutti i casi di SARS-CoV-2. Ebbene, è emerso che dei 303 positivi al tampone di cui 110 inizialmente senza sintomi, 89 sono rimasti sempre completamente asintomatici, fino a che il tampone non è tornato negativo; confrontandoli con i pazienti che hanno sviluppato sintomi, è emerso che gli asintomatici presentavano la stessa concentrazione di virus in naso e gola di un positivo con sintomi.

Inoltre la carica virale rimane alta a lungo nell’asintomatico, per un numero di giorni (mediamente 17 giorni) equiparabile a quello di un paziente con sintomi (19 giorni e mezzo). Lo studio è rilevante sia per l’ampiezza del campione di individui coinvolto e a lungo monitorato, sia perché i ricercatori hanno accuratamente distinto gli asintomatici dai pre-sintomatici, aspetto che nei precedenti lavori di questo tipo è sempre rimasto poco accurato.

Gli autori parlano di una ‘plausibile prova biologica’ del fatto che gli asintomatici possono a loro volta trasmettere il virus, senza saperlo, anche in virtù del fatto che, stando bene, continuano a condurre la loro vita di sempre; tuttavia la necessità di cautela resta, concludono gli esperti, perché comunque, non tossendo né starnutendo, gli asintomatici potrebbero avere complessivamente minori chance di farsi veicolo di contagio.

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