«C’è Putin dietro al mio avvelenamento»

Navalny

L’accusa parte direttamente dall’oppositore russo, che afferma di voler tornare in patria e «restare senza paura» - La replica della Duma: «Lavora per i servizi occidentali» - Il Consiglio europeo condanna il tentativo di assassinio e chiede alla Russia un’indagine internazionale imparziale

«C’è Putin dietro al mio avvelenamento»
Alexei Navalny conta di poter tornare presto in Russia / © Shutterstock

«C’è Putin dietro al mio avvelenamento»

Alexei Navalny conta di poter tornare presto in Russia / © Shutterstock

(Aggiornato alle 15.43) L’oppositore russo Alexei Navalny accusa il presidente Vladimir Putin di essere dietro al suo avvelenamento. Lo ha detto in un’intervista alla rivista tedesca «Der Spiegel». «Io affermo che c’è Putin dietro questo crimine, non ho altre versioni di quel che è successo», dichiara Navalny.

«Non senti dolore, ma sai che stai morendo», ha raccontato parlando del momento in cui il veleno ha iniziato a fare effetto. Ha quindi detto che intende tornare in Russia: «Il mio compito è ora restare senza paura. E io non ho paura. Non farò a Putin il regalo di non ritornare in Russia. Non tornare vorrebbe dire che Putin ha raggiunto il suo scopo. Il mio obiettivo è ora tornare in forma prima possibile, così potrò rientrare». Navalny ha anche riferito dei suoi progressi: «Sto molto meglio. Prima non riuscivo a fare più di 10 gradini, adesso posso salire a piedi fino al quinto piano. La cosa più importante è aver ripreso le mie facoltà mentali». «Anche se forse nel corso di questa intervista ciò potrebbe esser smentito», ha aggiunto ironico. Dal risveglio dal coma, però, non riesce a dormire senza sonniferi, rivela anche.

«Navalny è un collaboratore della CIA»

Nel frattempo, il presidente della Duma russa, Vyacheslav Volodin, ha accusato Alexei Navalny di servire gli interessi delle autorità e dei servizi di sicurezza dei Paesi occidentali. «Ovviamente Navalny sta collaborando con i servizi di sicurezza e le autorità dei Paesi occidentali, sta servendo i loro interessi», ha dichiarato Volodin, secondo quanto riporta Interfax. Volodin in precedenza aveva definito l’avvelenamento di Navalny una «provocazione» dei servizi di intelligence occidentali, in particolare «degli USA». «Vladimir Putin ha salvato la vita di Alexei Navalny», ha aggiunto Volodin, che ha definito indecenti le dichiarazioni di Navalny alla rivista tedesca «Der Spiegel». «Se quello che gli è successo è stato orchestrato dai servizi speciali dei Paesi occidentali, allora la sua affermazione corrisponde a questa logica», ha proseguito. «Tutti - dai piloti, ai medici e al presidente - hanno sinceramente lavorato per salvargli la vita. E solo una persona indecente può fare affermazioni del genere», dice il sito web della Duma, citando Volodin. Lo riporta Interfax. Sulla vicenda il Consiglio Europeo, di cui oggi è previsto un vertice, «condanna il tentativo di assassinio» di Alexei Navalny con il Novichok e chiede la «piena collaborazione» delle autorità russe per assicurare un’indagine internazionale imparziale. Lo si legge nella bozza delle conclusioni che sarà sul tavolo dei leader europei questo pomeriggio.

Navalny annuncia una querela

Alexei Navalny ha annunciato che sporgerà querela contro il portavoce del Cremlino per averlo indicato come un collaboratore della CIA. «Sapete che raramente faccio causa ai propagandisti, anche se mentono su di me tutto il giorno. Non voglio perdere tempo», ha scritto Navalny sul suo sito. «Tuttavia, questa è una dichiarazione di un funzionario del governo. Pertanto, in primo luogo, faccio causa a Peskov. E in secondo luogo esigo la pubblicazione delle prove che indicano che io lavoro ‘con gli specialisti della CIA’. Mostratele direttamente in TV, in prima serata», scrive Navalny.

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