Caso Khashoggi: le critiche internazionali non fermano la repressione in Arabia Saudita

L’intervista

L’analista politica Eleonora Ardemagni spiega le contraddizioni del principe Mohammed bin Salman

 Caso Khashoggi: le critiche internazionali non fermano la repressione in Arabia Saudita
Il principe ereditario è pronto a tutto pur di tenere il suo regno sotto stretto controllo. ©AP

Caso Khashoggi: le critiche internazionali non fermano la repressione in Arabia Saudita

Il principe ereditario è pronto a tutto pur di tenere il suo regno sotto stretto controllo. ©AP

Un nuovo rapporto di Amnesty International (A.I.) sull’Arabia Saudita accusa le autorità di Riad di far tacere le voci critiche con metodi brutali. Per fare il punto della situazione nel Regno saudita abbiamo intervistato Eleonora Ardemagni, ricercatrice associata dell’ISPI (Istituto per gli studi di politica internazionale) e analista del mondo arabo.

In Arabia Saudita non è cambiato nulla, per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani, dopo il caso Khashoggi e le dure critiche piovute dalla comunità internazionale su Riad?

«Da una parte l’Arabia Saudita non ha avuto conseguenze significative e di lungo periodo, in termini di rapporti diplomatici, economici e commerciali, dopo il caso Khashoggi. Dall’altra il Regno saudita in un momento di aperture economiche e di modernizzazione calata...

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