«Cerchiamo l’origine del virus, non vogliamo incolpare la Cina»

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Gli esperti dell’OMS in missione a Wuhan per scoprire da dove arriva il coronavirus: «Vogliamo risposte scientifiche»

«Cerchiamo l’origine del virus, non vogliamo incolpare la Cina»
©EPA/Costfoto CHINA OUT

«Cerchiamo l’origine del virus, non vogliamo incolpare la Cina»

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(Aggiornato alle 10.45) La Cina ha confermato i piani per l’imminente arrivo dei 10 esperti internazionali dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per indagare sull’origine della pandemia originata dal coronavirus Sars-CoV-2.

Il team, ha riferito in conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian, volerà direttamente il 14 gennaio da Singapore a Wuhan, il capoluogo dell’Hubei dove per primo è stato rilevato a fine 2019 il nuovo coronavirus.

Zhao, brevemente, ha descritto quello che ha definito «il piano attuale» del team di esperti internazionali che dovrà lavorare con gli scienziati cinesi.

Si prevede, inoltre, che tutti debbano, al loro arrivo a Wuhan, completare due settimane di quarantena a causa delle rigide restrizioni agli ingressi imposti dalla Cina.

L’indagine avrebbe dovuto avere inizio la scorsa settimana, ma un ritardo dell’ultimo minuto sui visti in Cina ha bloccato a sorpresa i programmi, tanto da costringere il direttore generale dell’organizzazione, Tedros Adhanom Ghebreyesus, a lanciarsi in una rarissima critica, dicendosi «molto deluso» per gli sviluppi degli eventi.

L’OMS ha insistito in settimana sul fatto che l’indagine non stava cercando «qualcuno da incolpare», confermando la delicatezza dell’operazione. Il direttore delle emergenze dell’agenzia ONU, Michael Ryan, ha detto che la missione ritardata riguarda la scienza, non la politica. «Capire l’origine della malattia non significa trovare qualcuno da incolpare», ha detto Ryan in una conferenza stampa a Ginevra. «Si tratta di trovare le risposte scientifiche sull’importantissima interfaccia tra il regno animale e umani».

Gli esperti dicono che risolvere il mistero su come il virus sia passato per la prima volta dagli animali all’uomo è per poter prevenire un’altra pandemia. Il nuovo coronavirus ha ucciso quasi due milioni di persone da quando il virus è emerso per la prima volta a fine 2019 a Wuhan. Finora sono state registrate migliaia di mutazioni del coronavirus, con nuove varianti rilevate di recente in Gran Bretagna e Sudafrica, apparentemente più contagiose.

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