Chauvin è colpevole, rischia fino a 75 anni di carcere

Il verdetto

Dopo aver deliberato per oltre 10 ore la giuria ha condannato l’ex poliziotto per l’uccisione di George Floyd - Confermati tutti i tre capi di accusa: omicidio colposo, omicidio di secondo grado preterintenzionale e omicidio di terzo grado - Biden: «Oggi un passo avanti contro il razzismo sistemico»

Chauvin è colpevole, rischia fino a 75 anni di carcere
© AP/Morry Gash

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Chauvin è colpevole, rischia fino a 75 anni di carcere
© EPA/CRAIG LASSIG

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(Aggiornato al 21 aprile, ore 15.10) - La giuria ha condannato l’ex poliziotto Derek Chauvin ritenendolo colpevole per tutti e tre i capi di accusa: omicidio colposo, omicidio di secondo grado preterintenzionale e omicidio di terzo grado. L’allora agente era accusato di aver tenuto, durante un intervento avvenuto il 25 maggio 2020, il proprio ginocchio sul collo del 46.enne afroamericano George Floyd per oltre nove minuti, nonostante quest’ultimo avesse più volte pregato di liberarlo perché impossibilitato a respirare.

Impietrito in aula Derek Chauvin, che ha ascoltato il verdetto accanto al suo avvocato e che ora rischia fino a 40 anni di carcere, anche se con le attenuanti e l’assenza di precedenti la pena potrebbe essere più leggera. La sentenza sarà determinata nell’arco di sei-otto settimane, ha deciso il giudice Peter Cahill.

Chauvin ha lasciato l’aula di tribunale in manette e resta sotto la custodia delle autorità: all’ex agente è stata revocata la possibilità di rilascio su cauzione. La difesa potrebbe ancora appellarsi alla decisione.

© AP/Court
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Festa nelle città

La folla che a Minneapolis attendeva il verdetto del processo Floyd ha accolto la condanna per tutti e tre i capi di imputazione con entusiasmo, applausi e cori. Sembrano scongiurati i rischi di disordini, non solo a Minnepolis ma anche in diverse altre città americane. E la grande paura per una possibile assoluzione di Chauvin si è presto trasformata in una grande festa, da Minneapolis a Times Square, da Washington a Los Angeles e Chicago.

«Una svolta storica»: così l’avvocato della famiglia Floyd ha commentato.

«Il verdetto di oggi è un importante passo in avanti per la giustizia in Minnesota. Il processo si è chiuso ma il nostro lavoro è solo all’inizio», ha affermato dal canto suo il governatore del Minnesota, Tim Waltz.

© EPA/Craig Lassig
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La reazione di Biden: «Oggi un passo avanti contro il razzismo sistemico»

«Oggi abbiamo compiuto un passo avanti contro il razzismo sistemico che è una macchia per l’anima del nostro Paese»: ha detto il presidente Joe Biden, parlando alla nazione in diretta tv e commentando il verdetto. «Oggi è stato compiuto un passo da giganti nella marcia verso la giustizia in America», ha aggiunto Biden, che ha definito la morte di George Floyd come «un omicidio alla luce del giorno». Per il presidente americano però bisogna fare molto di più: «Ciò che è necessario è un vero cambiamento, una riforma». E una riforma di legge è al momento sospesa in Congresso: la Camera dei Rappresentanti controllata dai democratici l’ha approvata, ma necessita ora anche del sostegno di almeno una parte dei repubblicani in Senato, finora oppostisi.

«George Floyd ha implorato ‘non posso respirare, non posso respirare’. Non possiamo lasciare che queste parole muoiano con lui»: ha anche detto commosso Joe Biden. «Ai figli di George dobbiamo dire: ‘Papà ha cambiato il mondo’».

Il presidente degli USA ha poi lanciato agli americani un appello all’unità a ad evitare la violenza.

© AP/Evan Vucci
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ONU: «Un verdetto fondamentale»

«Questo è un verdetto fondamentale. Qualsiasi altro risultato sarebbe stato una parodia di giustizia», Così l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet sul verdetto di colpevolezza nel caso George Floyd. L’Alto commissario ha sottolineato che, «come la giuria ha riconosciuto, le prove in questo caso erano chiarissime». Tuttavia, « la battaglia per ottenere che casi di forza eccessiva o uccisioni da parte della polizia giungano davanti ai tribunali è tutt’altro che finita», ha aggiunto rendendo omaggio al coraggio e alla perseveranza della famiglia di George Floyd e di molti altri. Per l’Alto commissario Bachelet, «l’impunità per i crimini e le violazioni dei diritti umani da parte delle forze dell’ordine deve cessare», con chiare misure per prevenire ulteriori uccisioni arbitrarie. Gli Stati Uniti stanno attuando passi importanti a tale questo scopo, ma tali «sforzi devono accelerare ed espandersi e non devono essere diluiti quando l’attenzione del pubblico si sposta altrove», ha ammonito Bachelet, in un comunicato reso noto a Ginevra. Affinché il verdetto del caso di George Floyd sia un vero «punto di svolta»- ha insistito - «l’eredità radicata delle politiche e dei sistemi discriminatori, comprese le eredità della schiavitù e del commercio transatlantico e l’impatto del colonialismo, deve essere estirpata in modo decisivo al fine di raggiungere la giustizia e l’uguaglianza razziale».

La pena: Chauvin rischia fino a 75 anni

Chauvin è stato ritenuto colpevole di tre capi d’imputazione, per i quali rischia complessivamente sino a 75 anni. Le linee guida del Minnesota, tuttavia, raccomandano 12,5 anni per l’omicidio di secondo e terzo grado e 4 per quello colposo. L’accusa ha chiesto una pena più dura di quella suggerita da tali linee guida.

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