Chauvin e le radici di una polizia violenta e razzista

il caso

Gli Stati Uniti seguono con attenzione il processo contro l’ex-agente accusato dell’uccisione di George Floyd: sono importanti, infatti, le ripercussioni che potrebbe avere sulle politiche delle forze dell’ordine e sulla società intera - I dati, nel frattempo, parlano chiaro: migliaia di drammi come quello del 46.enne colpiscono annualmente le famiglie statunitensi

Chauvin e le radici di una polizia violenta e razzista
© EPA/Craig Lassig

Chauvin e le radici di una polizia violenta e razzista

© EPA/Craig Lassig

È iniziato ieri il processo contro Derek Chauvin, l’ex poliziotto accusato di aver ucciso George Floyd, 46.enne afroamericano, il 25 maggio 2020 a Minneapolis durante un intervento nei pressi di un negozio. Riprese dai telefoni di alcuni testimoni e diffuse rapidamente sul web, le immagini di quei terribili e interminabili minuti sono diventate indelebili nella mente di tutti. Chauvin premette il proprio ginocchio sul collo di Floyd, steso a terra e già ammanettato, per 9 minuti e 29 secondi, causandone l’asfissia. Per i primi 4 minuti e 45 secondi la vittima implorò il poliziotto di lasciarlo respirare («Please, I can’t breathe»), ma non venne ascoltato: dopo 53 secondi nel corso dei quali cercò disperatamente, scalciando, di liberarsi, Floyd perse conoscenza e ci vollero altri 3 minuti e...

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