Commercianti di Milano scrivono a Sala: «Siamo in ginocchio»

Epidemia

Lettera aperta al primo cittadino del capoluogo lombardo firmata dagli attori del settore del commercio, dei bar, degli spettacoli e degli eventi culturali: «Non solo emergenza sanitaria, ma anche economica e sociale»

 Commercianti di Milano scrivono a Sala: «Siamo in ginocchio»
©AP Photo/Antonio Calanni

Commercianti di Milano scrivono a Sala: «Siamo in ginocchio»

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Numerosi attori del settore del commercio, dei bar, degli spettacoli e degli eventi culturali di Milano hanno pubblicato questa mattina una lettera aperta al sindaco del capoluogo Lombardo Beppe Sala, in seguito alle misure adottate dalla città per far fronte all’epidemia di coronavirus, chiedendo supporto per il duro colpo economico e sociale subito. «Egregio Signor Sindaco, Le chiediamo di rappresentarci in questa emergenza che in pochi giorni ha catapultato l’intero settore del commercio, dei bar, degli spettacoli e degli eventi culturali in un baratro, facendo tremare un sistema economico complesso e delicato». Il testo prosegue: «Non contestiamo le decisioni prese dalla Regione, non abbiamo le competenze per farlo, anche se non comprendiamo alcune esenzioni attuate, ma quello che chiediamo in maniera accorata è di considerare insieme all’urgenza sanitaria anche l’emergenza economica e sociale.

Il nostro settore, che ha contribuito a portare Milano a risplendere nel mondo, è messo in ginocchio dal divieto di operare, dalla paura insita nei nostri cittadini e dall’incertezza assoluta in cui siamo obbligati ad operare. La mancanza di liquidità non concede tempo ulteriore alle imprese. Le economie collegate agli eventi e alla somministrazione interessano diversi settori che costituiscono il tessuto cittadino, non hanno una rappresentanza unica ed è per questo che chiediamo a Lei di portare avanti un’istanza urgente con la massima solerzia.

Chiediamo di far presente al governo di attivare immediatamente ammortizzatori sociali e provvedimenti per azzerare gli adempimenti fiscali nell’immediato onde evitare un disastro in termini di fallimenti, posti di lavoro e riduzione del PIL cittadino oltre che regionale.

Le chiediamo di far presente a Regione Lombardia e al Ministro della Salute l’importanza di stabilire regole chiare e ponderate per tutti gli operatori senza discriminazioni in un settore articolato come il nostro. Ci appelliamo a Lei, sig. Sindaco perché sappiamo quanto tenga alla sua/nostra città e perché crediamo possa rappresentarci tutti come cittadini, imprenditori e lavoratori senza interessi singoli di categoria alcuna», conclude la lettera.

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