Coronavirus: gli aggiornamenti dal mondo

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Per l’Organizzazione mondiale della sanità «il rallentamento della velocità di crescita è un fattore estremamente positivo» - Il bilancio dei morti in Spagna supera quello della Cina, mentre gli USA superano i 60 mila casi - Triplicati i casi in Russia, in Germania almeno 5.600 guariti, in Iran più di 2 mila morti

Coronavirus: gli aggiornamenti dal mondo
©Photo by Wang Shen/Xinhua

Coronavirus: gli aggiornamenti dal mondo

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(Aggiornato alle 18.09) Il numero di casi di coronavirus nel mondo ha superato quota 423 mila: lo riporta l’ultimo bollettino diffuso dalla Johns Hopkins University, secondo cui le persone guarite sono ora più di 108mila. Per l’esattezza, i contagi hanno raggiunto le 423.121 unità. Finora i morti sono 18.919.

Coronavirus: gli aggiornamenti dal mondo

Negli USA superati i 60 mila casi

Negli Stati Uniti i contagi da coronavirus hanno superato i 60 mila casi, circa 7.000 in più di ieri. Almeno 807 le vittime, circa 200 in più in meno di 24 ore. È quanto emerge dagli ultimi dati delle autorità sanitarie federali e locali.

La Germania vara un piano da 1.100 miliardi di euro

Il Bundestag tedesco ha varato un bilancio aggiuntivo per finanziare il pacchetto di aiuti per l’emergenza coronavirus che prevede nuovi debiti per 156 miliardi di euro. Venerdì prossimo la manovra passerà al Bundesrat (il parlamento delle regioni) per l’approvazione finale. Il piano complessivo è di 1.100 miliardi di euro. In questo bilancio aggiuntivo rientra un programma di spese da 122,5 miliardi di euro. Sono previste sovvenzioni dirette da 50 miliardi per le piccole imprese, per gli autonomi, e per il potenziamento degli ospedali. Allo stesso tempo, il governo federale prevede di riscuotere 33,5 miliardi e mezzo di euro in meno di tasse a causa delle massicce conseguenze economiche dell’emergenza Covid-19. Il Bundestag ha dato inoltre l’ok a un fondo di salvataggio di 600 miliardi per le grandi aziende. Le imprese possono essere rafforzate con capitale e con garanzie. Al momento non è chiaro quali saranno le imprese finanziate dal fondo.

La Spagna ha più morti della Cina
Il bilancio dei morti per coronavirus in Spagna supera quello della Cina. Lo ha reso noto il governo, fornendo il dato di 3.434 morti in totale. Il ministero della Sanità spagnolo ha confermato che nelle ultime 24 ore si sono registrati 738 decessi in seguito al coronavirus. E’ l’aumento maggiore registrato in Spagna dall’inizio della crisi. I casi confermati nel Paese salgono oggi ad un totale di 47’610, con 7’937 nuovi contagi. Il numero delle vittime arriva così a 3’434. Lo riferisce l’agenzia Efe. La municipalità di Madrid ha intanto registrato 290 morti per coronavirus nelle ultime 24 ore, che porta la cifra totale di 1’825 deceduti nell’area della capitale spagnola dall’inizio dell’epidemia, il 53,15% del totale delle vittime in Spagna. Lo riferisce l’agenzia Efe.

Oms: in Italia possibile picco in questa settimana
«Il rallentamento delle velocità di crescita è un fattore estremamente positivo, in alcune regioni credo che siamo vicini al punto di caduta della curva stessa, quindi il picco potrebbe essere raggiunto in questa settimana e poi cadere». Lo ha detto Ranieri Guerra, direttore vicario dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) a Radio Capital, sull’epidemia di coronavirus in Italia. «Credo che questa settimana ed i primi giorni della prossima saranno decisivi perché saranno i momenti in cui i provvedimenti del governo di 15-20 giorni fa dovrebbero trovare effetto», ha aggiunto Guerra. Per quanto riguarda invece i tassi di mortalità, «ci aspettiamo di vederli cadere con alcuni giorni di ritardo», ha proseguito il direttore vicario dell’Oms.

In Italia aiuti dagli Usa

«Alleati in soccorso! Nuove forniture mediche essenziali stanno per essere consegnate all’Italia dagli amici Usa, a sostegno della battaglia contro la Covid-19. È bene sapere di avere alle spalle veri amici nel momento del bisogno». Così in un Tweet la rappresentanza dell’Italia presso la Nato.

Più di 2 mila morti in Iran

Altre 143 persone che avevano contratto il coronavirus sono decedute nelle ultime 24 ore in Iran, portando il totale a 2.077 vittime. I casi registrati aumentano a 27.017, con 2.206 nuovi contagi. I guariti aumentano invece a 9.625. Lo riferisce il ministero della Salute di Teheran. L’Iran adotterà quindi misure ancora più stringenti per contrastare la diffusione del coronavirus. Lo ha annunciato in diretta tv il presidente Hassan Rohani, spiegando che per 15 giorni ci saranno limitazioni alla libera circolazione che potrebbero «creare difficoltà». Finora, il governo di Teheran si era limitato a raccomandare alla popolazione di restare a casa.

In Germania almeno 5.600 guariti

«Sono almeno 5.600 i pazienti guariti dal coronavirus in Germania». Lo ha affermato il presidente del Robert Koch Institut, Lothar Wieler, in conferenza stampa a Berlino. Stando ai dati dell’istituto sono saliti a 31.554 i positivi, e le vittime sono 149.

Triplicati i casi in Russia

Nelle ultime 24 ore in Russia sono stati registrati 163 nuovi casi ufficiali di coronavirus, arrivando così a toccare quota 658. Lo ha riferito il vice primo ministro e capo del quartier generale operativo per combattere la diffusione del virus Tatyana Golikova. L’aumento giornaliero del numero di pazienti, nota l’emittente Eco di Mosca, è quasi triplicato. Al momento poi vi sarebbero 112 mila persone monitorate in auto-isolamento in Russia. Lo riporta Interfax.

Hubei: zero nuovi casi, la provincia riapre

La Cina rimuove dopo due mesi le restrizioni all’Hubei, la provincia epicentro della pandemia del coronavirus, annunciando ancora una volta zero casi di infezione sul fronte domestico.

Secondo i dati della Commissione sanitaria nazionale (Nhc), nella giornata di ieri sono stati confermati altri 47 contagi importati, saliti a totali 474, in gran parte legati al rientro di cittadini cinesi. Tre dei quattro decessi sono avvenuti dell’Hubei e due nel capoluogo Wuhan, dove il blocco sarà rimosso l’8 aprile.

La provincia dell’Hubei e il suo capoluogo Wuhan riaprono dopo la lunga quarantena cominciata il 23 gennaio compiendo i primi passi verso la normalità. I limiti agli spostamenti di due aree che hanno, rispettivamente 60 milioni di abitanti e 11 milioni, cadranno con tempi e modi diversi. Ma sono il segnale che la Cina vede la fine dell’incubo che ha bloccato l’intero Paese negli sforzi per frenare l’avanzata del nuovo coronavirus.

«È il segnale che la Cina ha centrato una vittoria contro il Covid-19 e che sta cambiando il focus del campo di battaglia», ha celebrato su Twitter il tabloid Global Times dopo l’annuncio del Comitato locale di prevenzione e controllo, facendo suo il messaggio del presidente Xi Jinping del 10 marzo, in occasione della sua visita a Wuhan, la prima dallo scoppio della crisi.

L’Hubei sarà formalmente liberato oggi, mentre Wuhan, il focolaio dell’epidemia diventata nel frattempo pandemia, dovrà attendere l’8 aprile per tutta una serie di passaggi preparatori perché, ha notato Mi Feng, portavoce della Commissione sanitaria nazionale, «non possiamo permetterci di abbassare la guardia, considerando poi che nel mondo i pazienti sono più di 300’000».

Pur con contagi azzerati, malgrado oggi sia stato annunciato un solo caso nella città (e sette morti), i timori sono legati alla imprevedibilità degli asintomatici e, in generale nella Cina, all’ondata dei contagi di ritorno, saliti nel complesso a 427.

Per questa ragione, al fine di avere un controllo rafforzato, le autorità hanno ideato un complesso sistema che, grazie a una app (Health QR code via AliPay o WeChat), darà a ogni residente della provincia un colore sulla salute: il rosso segnala un caso confermato di Covid-19 da sottoporre a immediato trattamento medico, il giallo certifica un contatto ravvicinato con infetto e il divieto agli spostamenti, mentre il verde vale l’assenza di rischi. A questi ultimi, da aree a medio e basso rischio, è data la possibilità di viaggiare in provincia e città per la ripresa delle attività produttive, uno dei nuovi «campi di battaglia» per stabilizzare l’occupazione.

Il codice verde in aree ad alto rischio, invece, obbliga a seguire «specifiche regole di viaggio delle autorità locali»: a Wuhan, dove sono stati riaperti i primi cinque Starbucks con ordinazioni a distanza, per l’uso della metropolitana, oggetto di disinfezione da lunedì, ci si dovrà registrare con codice di salute, riconoscimento facciale e misurazione della temperatura corporea, all’ingresso e durante l’intero tragitto. Posticipato ancora l’apertura delle scuole.

«La guerra di popolo», come l’ha chiamata Xi, è stata vinta con un bilancio provvisorio di 81.171 contagiati, 4.735 ancora sotto cura, 73.159 guariti e 3.277 decessi. Il presidente ha accelerato gli sforzi diplomatici per rappresentare la Cina come potenza affidabile, in grado di fornire assistenza e materiale sanitario ai Paesi in difficoltà con la pandemia che sta colpendo pesantemente adesso Europa e Usa.

Una prima sezione della Grande Muraglia, quella popolare di Badaling, è stata riaperta oggi dopo la chiusura del 25 gennaio: un simbolo e un ulteriore segnale del sospirato ritorno alla normalità, anche se i flussi consentiti saranno per ora solo il 30% di quelli tradizionali.

Brasile: i casi raddoppiano ogni tre giorni

I casi confermati di coronavirus in Brasile sono ormai 2’201, e i decessi causati dalla malattia 46, cioè 12 di più di quelli registrati lunedì, secondo il nuovo bollettino diffuso ieri sera dal ministero federale della Sanità.

Lo Stato di San Paolo resta quello con la maggior parte dei casi di contagio (801) e di decessi (40), seguito a distanza da quello di Rio de Janeiro, con 305 casi e 6 decessi.

Il segretario generale del dicastero, Joao Gabbardo, ha spiegato che l’evoluzione delle cifre riguardanti l’epidemia sta seguendo il modello previsto, cioè un raddoppio dei casi ogni tre giorni. Il tasso di mortalità registrato finora è del 2,1%, in base ai dati raccolti dal governo nazionale.

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