Coronavirus, morto il paziente ricoverato a Como

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Si tratta di un 62.enne trasferito dal Lodigiano nella notte di sabato - L’uomo presentava gravi patologie pregresse - Salgono a 7 le vittime e a 229 i contagiati in Italia - Conte: «L’ospedale di Codogno non ha seguito il protocollo»

Coronavirus, morto il paziente ricoverato a Como
© EPA/FILIPPO VENEZIA

Coronavirus, morto il paziente ricoverato a Como

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(Aggiornato alle 22.09) È morto questo pomeriggio il paziente trasferito dal Lodigiano nel fine settimana all’ospedale Sant’Anna di Como e risultato positivo al tampone sul coronavirus. L’uomo, 62 anni, residente a Castiglione d’Adda, presentava una serie di importanti patologie croniche pregresse. Aveva contratto il Covid-19 ed era stato trasferito nell’ospedale di Como nella notte tra venerdì e sabato.

Nella giornata di ieri, riferisce la Provincia di Como, le condizioni del paziente erano peggiorate, tanto da costringere i sanitari a trasferirlo dal reparto di malattie infettive in terapia intensiva. Nel corso del pomeriggio il decesso. Si tratta della settima vittima italiana legata all’epidemia.

229 contagiati in Italia

Sono 229 i contagiati in Italia dal coronavirus, comprese le vittime e la persona guarita. Il nuovo dato è stato fornito dal commissario straordinario Angelo Borrelli nel corso di una conferenza stampa alla Protezione Civile.

In Lombardia i casi di coronavirus sono 172 (5 vittime), 33 in Veneto (una vittima), 18 in Emilia Romagna, 3 nel Lazio (la coppia di cinesi ed il ricercatore già dimesso) e 3 in Piemonte. I positivi con virus sono 222, di cui 101 ricoverati con sintomi, 27 in terapia intensiva e 94 in isolamento domiciliare.

Conte: «Un ospedale non ha seguito il protocollo»

Parlando in serata dalla sede della Protezione civile, il premier Giuseppe Conte ha fatto sapere che «non possiamo prevedere l’andamento del virus. Non prendiamo nulla sotto gamba altrimenti non avremmo adottato misure di estremo rigore». Riferendosi all’ospedale di Codogno dove è partito il contagio, Conte ha evidenziato: «C’è stato un focolaio e di lì si è diffusa anche per una gestione di una struttura ospedaliera non del tutto propria secondo i protocolli prudenti che si raccomandano in questi casi, e questo ha contribuito alla diffusione. Noi proseguiamo con massima cautela e rigore».

L’OMS preoccupata

L’Oms è preoccupata per «l’improvviso aumento» dei casi in Italia. «Siamo profondamente preoccupati - ha spiegato il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus - per l’improvviso aumento dei casi». L’organizzazione ha tuttavia riconosciuto che le azioni prese dall’Italia vanno comunque «nella giusta direzione». Borrelli, da parte sua , ha tenuto a sottolineare che la riposta italiana è stata «immediata e tempestiva» e l’auspicio è che «con le misure prese si possa limitare il contagio».

I turisti stranieri cancellano le prenotazioni

Il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, prova ad abbassare la tensione, mentre si moltiplicano le disdette di turisti stranieri e per alcuni Stati il Belpaese diventa una meta da sconsigliare: «siamo un Paese sicuro», dice. Ed anche il Vaticano si adegua alla serrata causata dal Covid-19 disponendo il rinvio degli eventi in luoghi chiusi.

Mentre il Nord è paralizzato, va in tilt la linea ferroviaria Milano-Bologna a causa della chiusura per controlli e «sanificazione» della stazione di Casalpusterlengo, in piena «zona rossa». Non si sa quando la circolazione potrà riprendere. Lo stop è stato disposto dopo il malore di un dirigente delle Ferrovie che è stato poi sottoposto a tampone.

«Non ci sono nuovi focolai»

Tutti in Lombardia i quattro nuovi morti: un pensionato 84enne di Villa di Serio (Bergamo), un uomo di 88 anni di Caselle Landi (Lodi); un 75enne di Castiglione d’Adda (Lodi), che era stato portato all’ospedale lodigiano con un infarto; un sessantaduenne di Castiglione d’Adda dializzato. Questi pazienti, come i precedenti tre, ha puntualizzato Borrelli, «avevano patologie pregresse». Quanto ai contagiati, ha aggiunto, la buona notizia è che «non ci sono altri focolai» oltre quelli già individuati. E tra di essi, ha aggiunto, «non ci sono conferme di legami».

E’ sempre la Lombardia la regione con il maggior numero di casi (173 con 6 vittime), seguita da Veneto (33 e un morto), Emilia Romagna (18), Piemonte (3) e Lazio (3, sempre la coppia cinese ed il giovane ricercatore); un caso è stato segnalato poi in serata in Alto Adige: si tratta di un uomo del posto che era stato in una delle zone a rischio lombarde. I positivi con virus sono 222, di cui 101 ricoverati con sintomi, 27 in terapia intensiva e 94 in isolamento domiciliare.

La fuga in avanti delle regioni

L’allarme sale e nel cuore decisionale dell’emergenza, la sede della Protezione civile, cominciano ad affiorare tensioni tra Governo e Regioni. Anche oggi il premier Giuseppe Conte ha passato parte della giornata nella Sala Italia del palazzo via Vitorchiano, con i ministri degli Esteri, Luigi Di Maio e della Salute, Roberto Speranza, oltre al commissario straordinario Borrelli. Dai governatori leghisti, in particolare Massimo Fedriga (Friuli Venezia Giulia), è arrivata la richiesta di sospendere Schengen per ripristinare i controlli alle frontiere. Ma dal Governo è arrivato un no: la misura «non è sostenibile» e «non garantirebbe nessuna efficacia cautelativa». Domani, comunque, Speranza si confronterà con i colleghi dei Paesi frontalieri e limitrofi puntando a «condividere linee d’azione comuni».

Borrelli ha poi invitato Regioni e Comuni a non prendere decisioni senza averle coordinate con lo Stato. Presa di posizione ribadita in serata dal premier Conte che ha definito «ingiustificate le iniziative adottate dai governatori fuori dalle aree di contagio. Non è possibile che tutte le regioni vadano in ordine sparso perché le misure rischiano di risultare dannose». Per evitare sbavature è stato deciso che da domani e fino a quando sarà necessario si riunirà nella sede della Protezione Civile un comitato ‘politico’ composto dai ministri e dai governatori per fronteggiare l’emergenza coronavirus.

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