«Costretti a vivere giorno e notte nei rifugi per sfuggire alle bombe»

Reportage

La testimonianza dei civili dal Nagorno-Karabakh - LE FOTO

 «Costretti a vivere giorno e notte nei rifugi per sfuggire alle bombe»
I bombardamenti che hanno preso di mira la città di Stepanakert non hanno risparmiato neppure cinema e teatri. ©Daniele Bellocchio

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I bombardamenti che hanno preso di mira la città di Stepanakert non hanno risparmiato neppure cinema e teatri. ©Daniele Bellocchio

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Mentre la Russia cerca di trovare una soluzione negoziale al conflitto riesploso nel Nagorno-Karabakh, convocando a Mosca i ministri degli Esteri di Azerbaigian e Armenia, nel Caucaso meridionale si contano i morti. La nuova fiammata di violenze ha avuto inizio lo scorso 27 settembre quando l’esercito azero, con l’appoggio di Ankara, ha dato inizio all’aggressione contro il Nagorno-Karabakh.

Ormai le vittime si contano a centinaia da entrambe le parti. Una guerra che affonda le sue radici nel passato. Nell’epoca sovietica Stalin nel 1921 assegnò il territorio del Nagorno-Karabakh, popolato per la stragrande maggioranza da armeni, all’Azerbaigian, con l’obiettivo di rafforzare il Paese asiatico per farne un avamposto da cui poter esportare la rivoluzione bolscevica nella vicina Turchia. Negli...

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