Gilet Gialli

«A Parigi sarà violenza estrema»

La star dei social network Maxime Nicolle lancia l’avvertimento - La frangia «libera» dei manifestanti vuole incontrare Macron

 «A Parigi sarà violenza estrema»
(foto Keystone)

«A Parigi sarà violenza estrema»

(foto Keystone)

PARIGI - «Chi vorrà andare a Parigi sabato prossimo per manifestare non ci dovrà andare da pacifista perché quanto accadrà sarà estremamente violento»: è l’avvertimento lanciato all’ANSA da Maxime Nicolle, anche detto Fly Rider, la star dei social network che su Facebook guida uno dei gruppi maggiormente seguiti dai gilet-gialli con 130.000 abbonati.

Alla domanda se lui contasse di andare, Nicolle - che già la settimana scorsa pronosticò, con 3-4 giorni d’anticipo, gli scontri e le devastazioni a Parigi - ha detto che «si». «Ci sarò come forza di sostegno, con materiale sanitario e medicinali» per soccorrere eventuali feriti. «Perché - ribadisce - sarà molto violento».

«Vogliamo incontrare Macron»

I portavoce dei Gilet gialli cosiddetti «liberi», vale a dire quelli dell’ala moderata del movimento che ha condannato le violenze e aperto nei giorni scorsi a una trattativa con il governo, poi saltata, chiedono di essere ricevuti domani pomeriggio dal presidente Emmanuel Macron: è quanto ha riferito uno di loro, Benjamin Cauchy.

Intervistato in diretta dall’emittente BFM TV, Cauchy - che come gli altri portavoce «liberi» è stato minacciato di morte dalla frange più radicali del movimento - ha detto che «il Paese è sull’orlo dell’insurrezione, della guerra civile. Lanciamo un appello al presidente della Repubblica affinché assuma le sue responsabilità e accolga la nostra mano tesa».

«Mezzi eccezionali per la sicurezza»

Il premier francese, Edouard Philippe, nel corso di un’audizione in Senato a Parigi, ha annunciato «mezzi eccezionali» per garantire la sicurezza nelle manifestazioni dei gilet gialli sabato a Parigi e nel resto della Francia. «Oltre le 65.000 forze di sicurezza il governo mobiliterà dei mezzi eccezionali», ha detto, lanciando un accorato appello alla responsabilità di tutti.

«Nell’attuale situazione - ha dichiarato il premier - si impone a tutti un dovere di lucidità, un dovere di responsabilità, inclusi i parlamentari, i membri del governo, i rappresentanti locali, gli editorialisti, i cittadini». Quindi un ringraziamento a quei sindaci che in queste ultime ore hanno moltiplicato gli appelli alla calma in un Paese che alcuni tra gli stessi gilet-gialli non esitano a descrivere come «sull’orlo dell’insurrezione e della guerra civile».

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