Alberi svizzeri all'Expo, polemica tagliata

Ha sollevato critiche dall'Italia la decisione iniziale della Nüssli di eliminare una parte delle 270 betulle interrate a Rho - Presenza Svizzera chiarisce: due terzi delle piante salvate

Alberi svizzeri all'Expo, polemica tagliata
Gli alberi svizzeri al centro delle polemiche.

Alberi svizzeri all'Expo, polemica tagliata

Gli alberi svizzeri al centro delle polemiche.

BERNA/MILANO - L'ultimo atto della partecipazione svizzera all'Expo 2015 si conclude con una coda polemica, quando lo sbaraccamento delle diverse strutture allestite a Rho, salvo eccezioni, è già entrata nel vivo da settimane. Il nostro Paese, in Italia, è stato accusato di non essersi ingaggiato per evitare che le 270 betulle di sua proprietà - che prima dello scorso primo maggio erano state piantate a ridosso delle quattro torri e della Casa svizzera - finissero, com'è accaduto in parte, tagliate per ragioni di risparmio economico. E questo, si è argomentato, dopo che proprio il Padiglione svizzero aveva promosso durante tutta l'esposizione universale, valori come la sensibilità ecologica, il rispetto dell'ambiente e lo sviluppo sostenibile. Presenza Svizzera, tuttavia, ribatte che il problema è stato risolto e che la società Nüssli, cui Berna aveva dato il mandato di procedere nei lavori di allestimento e poi - conclusa la manifestazione - quelli di sbaraccamento, ha fermato l'eliminazione in tempo delle piante, permettendo il recupero di buona parte delle betulle.

LE RAGIONI DELLA POLEMICA

Ma come si spiega, più precisamente, questa polemica? Un contributo del quotidiano torinese "la Stampa", l'ha riassunta efficacemente dalle proprie colonne, negli scorsi giorni: "Molti i paesi coinvolti nel progetto (di recupero delle piante), tranne la Svizzera che teme l'IVA sulle donazioni". Una stilettata. Ma come? si è chiesta la testata in un articolo intitolato "Timo tedesco e meli turkmeni: così salviamo le piante Expo": proprio la Confedederazione, che ha sempre messo l'accento sull'importanza di soluzioni sostenibili in ogni suo aspetto, ora lascia al suo destino le piante senza fare nulla per salvarle. Oltre tutto, per risparmiare quattro soldi.

Abbiamo cercato di verderci chiaro. "Presenza Svizzera del Dipartimento federale degli affari esteri - ci ricorda il portavoce Andrea Arcidiacono - aveva affidato il mandato di costruire e smantellare il Padiglione svizzero all'impresa generale Nüssli Schweiz AG, che ha proceduto in tal senso secondo la tabella di marcia, lo scorso mese di novembre". In effetti, prosegue Arcidiacono, "entro il giugno 2016, tutti i paesi partecipanti dovranno restituire alla società Expo il terreno nel suo stato originario. La Svizzera ha previsto di restituire il suo lotto entro la prossima primavera".

"Grazie al sostegno di Presenza Svizzera l'impresa generale ha concluso un accordo con il gruppo Cogeser". Una società che ha promosso un'ampia operazione di recupero del patrimonio arboreo dei padiglioni nazionali di Expo 2015 in collaborazione con un gruppo di volontari. Un lavoro di squadra che ha permesso di recuperare una buona parte delle betulle del Padiglione svizzero. "Siamo soddisfatti di questa soluzione - rimarca Arcidiacono - e ringraziamo il progetto Recupero Verde Expo per il suo grande impegno a favore di questa soluzione".

RECUPERO E RICOLLOCAMENTO

Il recupero di centinaia, anzi migliaia di piante, anche pregiate, tra il maggio e l'ottobre scorsi, è stato avviato, si diceva, con il coordinamento e la partecipazione, laddove possibile, di un team di volontari composto quasi interamente da donne. Le volontarie, anche con mezzi meccanici messi a disposizione dall'organizzazione, hanno proceduto a ricollocare in diverse zone del Milanese migliaia di piante appartenenti ai numerosi padiglioni dell'esposizione universale per evitare che questi alberi potessero subire la poco onorevole fine di venire tagliati a pezzettini, pronti a diventare legna da ardere. L'iniziativa di salvataggio di queste piante (migliaia quelle di proprietà dei diversi padiglioni, molto numerose anche le specie) che l'organismo continua tuttora a ricollocare in diverse zone italiane creando nuovi parchi e rinvigorendo quelli esistenti, è già in pieno svolgimento da alcune settimane.

GRANDE MOBILITAZIONE DI VOLONTARI ED AMPIA ECO MEDIATICA

Da voci da noi raccolte sarebbe stata proprio questa grande mobilitazione di volontari e l'eco mediatica che ne è derivata, ad aver spinto Presenza Svizzera a chiedere alla Nüssli di fermare il taglio degli alberi. La società confederata probabilmente, non ha avuto il tempo di considerare tutti gli interessi in gioco, legata com'è, a una tabella di marcia molto stretta  e che ha comunque rispettato fino in fondo senza sbavature. Ciò non si è verificato, di transenna, per padiglioni di altre nazioni, che hanno peraltro fatto registrare sforamenti consistenti del budget e che ora  faticano a trovare sponsor per onorare gli impegni presi. Lo scorso fine settimana, da quanto ci risulta, sono state abbattute una trentina di betulle. Prima che la soluzione venisse trovata rapidamente. E naturalmente, nel rispetto dell'ambiente e delle carte messe in tavola mezzo anno fa, senza scomodare argomentazioni di strozzinaggio che attribuite a un colosso come la Nüssli rischierebbero anche di rasentare il ridicolo.

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