IL CASO

Attico e jet privati, la vita di lusso dell’ex vescovo Bransfield

L’alto prelato si è dimesso dopo essere stato messo sotto accusa per molestie e irregolarità finanziarie

Attico e jet privati, la vita di lusso dell’ex vescovo Bransfield
Foto Shutterstock

Attico e jet privati, la vita di lusso dell’ex vescovo Bransfield

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Un attico a Palm Beach, limousine e jet privati: l’ex vescovo della West Virginia, Michael Bransfield, non badava a spese pur di mantenere un tenore di vita extra lusso, secondo un’inchiesta del Washington Post che da mesi tiene gli occhi puntati sull’alto prelato, dimissionario in settembre dopo esser stato messo sotto accusa per molestie sessuali e gravi irregolarità finanziarie.

Contro il parere di Papa Francesco, secondo il quale i vescovi devono vivere modestamente, nei suoi 13 anni alla guida di una delle diocesi più povere d’America, Bransfield fece quasi 150 viaggi in aerei privati e circa 200 transfer in limousine, scendendo in alberghi a cinque stelle a Washington, Roma, Parigi, Londra e ai Caraibi.

Esempi clamorosi abbondano. Per un pellegrinaggio al National Shrine della capitale nel settembre 2017, molti cattolici della West Virginia si sobbarcarono un viaggio notturno in pullman pagando un conto di 190 dollari. Non così il loro pastore, che affittò un jet privato e dopo un volo di 33 minuti arrivò con la limousine a destinazione: costo totale a carico della diocesi, 6769 dollari.

Il Washington Post nota il contrasto: milioni di dollari sperperati su se stesso dal vescovo contro gli affanni dei parrocchiani per trovar lavoro, pagare i conti e dar da mangiare ai propri bambini.

Bransfield è stato sottoposto dal Vaticano a misure disciplinari dopo una inchiesta interna secondo la quale aveva dilapidato 2,4 milioni della diocesi in spese personali tra cui elargizioni ad una decina di porporati ed alcuni seminaristi e giovani preti che ora lo accusano di molestie sessuali.

Il Post, che all’epoca aveva ottenuto di leggere i risultati dell’inchiesta, oggi rincara pesantemente la dose: ancora l’anno scorso Bransfield affittò per una settimana un attico nel leggendario hotel The Colony di Palm Beach a un costo di quasi diecimila dollari. Per una giornata a Washington le spese per l’autista ammontarono a oltre 1300 dollari, mentre l’aereo per farlo arrivare nella capitale per un incontro con il nunzio apostolico pesò sulle casse diocesane per oltre 12’000 dollari. In totale i jet privati costarono alla diocesi della West Virginia quasi un milione di dollari. Altri 62’000 dollari furono spesi in gioielli.

Il Washington Post ha confrontato Bransfield con l’elenco degli esborsi: l’alto prelato si è difeso attribuendone l’ammontare a cattive decisioni dei suoi collaboratori: «È stato lo staff», ha detto della suite presidenziale del Colony (tra i precedenti ospiti Bill Clinton e George W. Bush nei loro anni di Casa Bianca) affermando anche che gran parte dei suoi spostamenti furono per ragioni di lavoro in quanto capo della Papal Foundation, un ente no profit che raccoglie fondi da ricchi cattolici per finanziare iniziative vaticane.

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