Aumentano gli sfollati e i morti, uccisi pure due giornalisti

Guerra

Secondo l’Onu almeno 160 mila civili siriani hanno abbandonato le loro case - Ankara riferisce che i «terroristi neutralizzati» sono saliti a 595 - Due reporter curdo-siriani vittime di un raid aereo

Aumentano gli sfollati e i morti, uccisi pure due giornalisti
©AP Photo/Lefteris Pitarakis

Aumentano gli sfollati e i morti, uccisi pure due giornalisti

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Sono 160 mila in pochi giorni gli sfollati siriani causati dall’offensiva turca nel nord-est della Siria. Lo riferisce l’Onu citando fonti delle sue varie agenzie sul terreno che lavorano con partner umanitari locali e internazionali.

La maggior parte dei civili che hanno abbandonato le loro case e i campi profughi dove erano ospitati si trovavano nella regione frontaliera con la Turchia e hanno cercato rifugio nelle principali città del nord-est siriano: Qamishli, Hasake, Raqqa. È invece salito a 595 il numero dei «terroristi neutralizzati» (cioè uccisi, feriti o catturati) dall’inizio dell’operazione militare della Turchia nel nord-est della Siria. Lo rende noto la Difesa di Ankara, aggiornando la cifra precedente di 560 diffusa ieri sera. Il presidente Recep Tayyip Erdogan aveva precisato ieri che almeno 500 di questi combattenti sono stati uccisi.

Morti due giornalisti curdo-siriani

Non c’era nessun giornalista straniero tra le vittime di un raid aereo turco verificatosi domenica nella zona frontaliera di Ras al Ayn/Serekaniye. Lo riferisce il Rojava Information Center, piattaforma di attivisti e giornalisti curdo-siriani.

Inizialmente si erano diffuse notizie non confermate della morte di un giornalista straniero e uno curdo-siriano. Nelle ultime ore è stato invece accertato che i due reporter uccisi nel raid sono curdo-siriani.

L’offensiva avanza

«Abbiamo salvato dall’occupazione dei terroristi mille chilometri quadrati di territorio» nel nord-est della Siria. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, riferendo sugli sviluppi dell’offensiva militare di Ankara.

Presto «metteremo in sicurezza» l’intero confine turco-siriano «da Manbij al confine con l’Iraq», ha aggiunto Erdogan, confermando così l’intenzione di estendere l’offensiva anche ai centri strategici ancora sotto il controllo delle milizie curde, come Kobane e la ‘capitale’ del Rojava, Qamishli.

«Ci assicureremo che i rifugiati tornino a casa», ha aggiunto il leader turco parlando da Baku, dove si trova per un vertice regionale.

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