In manette

Carcere per un «Pink Panther» arrestato in Svizzera

L’uomo, in detenzione a Milano, si sarebbe nascosto a Basilea - Ancora latitanti i suoi due complici

Carcere per un «Pink Panther» arrestato in Svizzera
Il colpo nel capoluogo lombardo è stato ripreso dalle telecamere a circuito chiuso del negozi.

Carcere per un «Pink Panther» arrestato in Svizzera

Il colpo nel capoluogo lombardo è stato ripreso dalle telecamere a circuito chiuso del negozi.

MILANO/BASILEA - Un serbo di 36 anni, membro della famigerata banda di criminali balcanici Pink Panthers, è stato tradotto in carcere a Milano dopo che la Polizia italiana ha dato seguito a un’ordinanza di custodia cautelare a suo carico per essere stato ritenuto uno dei tre autori della rapina alla gioielleria «Paradiso Luxury» in via Pontaccio, commessa il 20 dicembre dell’anno scorso nello stesso capoluogo lombardo. L’inchiesta è stata condotta in collaborazione con gli inquirenti svizzeri, già confrontati con rapine analoghe avvenute qualche tempo fa nel Locarnese. L’uomo, cui è stato notificato il provvedimento da parte della Polizia di Stato, è stato arrestato dalla Squadra mobile della Questura, che in mattinata, in una conferenza stampa, ha illustrato i dettagli dell’intervento. Fa parte, come il suo complice, del gruppo di ex militari che si sono riciclati nell’attività criminale delle «pantere», nucleo di banditi professionisti conosciuto in tutto il mondo per i modi spregiudicati e spettacolari delle rapine messe in atto e i tempi fulminei impiegati dei colpi. Il colpo nel capoluogo lombardo - ripreso dalle telecamere a circuito chiuso del negozio (vedi VIDEO) - è stato compiuto, appunto, da due uomini e un complice, che, nel giro di cinquanta secondi - con la cosiddetta tecnica «smash and grab» (distruggi e prendi) - hanno sottratto una ventina di orologi di pregio dal negozio, per un valore superiore ai 200 mila euro.

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L’attività investigativa svolta dagli agenti della Squadra Mobile, in stretta collaborazione con l’Interpol e la Polizia criminale federale svizzera, oltre che della Scientifica di Milano, ha portato ad identificare l’autore, già noto alle autorità del nostro Paese, quale importante elemento di spicco dell’organizzazione, nonché i suoi due complici, nei cui confronti sono tuttora in corso le ricerche in campo internazionale. Il ricercato, che si sospettava avesse trovato rifugio a Basilea per la pianificazione di un altro importante colpo, è stato fermato dalla Polizia cantonale, che lo scorso 31 agosto aveva dato esecuzione al mandato d’arresto europeo. È stato successivamente estradato alla Polizia di frontiera di Ponte Chiasso. Successivamente i poliziotti della Mobile milanese hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare. Prosegue, intanto, l’attività d’indagine da parte della Polizia di Stato per la cattura degli altri due complici dell’uomo, che aveva un finto passaporto croato, sospettati di essere tra gli autori di altre violente rapine commesse a Milano e in altre città.

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