Caso Epstein, l’autopsia non chiarisce il mistero

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I primi risultati indicano la frattura di alcune ossa del collo, compatibile con la tesi dell’impiccagione, ma anche con l’ipotesi di strangolamento

Caso Epstein, l’autopsia non chiarisce il mistero
Foto Keystone

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NEW YORK - Si infittisce il giallo sulla morte di Jeffrey Epstein, il finanziere miliardario di 66 anni accusato di abusi sessuali e trovato morto nel carcere di New York dove era rinchiuso. Secondo il Washington Post, i primi risultati dell’autopsia «aumentano le domande sulle circostanze della morte». In particolare, a destare dubbi è la rottura dell’osso ioide (vicino al pomo d’Adamo), che - stando agli esperti interpellati dal quotidiano - avviene in caso di impiccagione, ma sono «più comuni in vittime di omicidio per strangolamento».

Mentre le indagini sono ancora in corso, ieri è emerso che le due guardie carcerarie che avrebbero dovuto vigilare su Epstein la notte prima del suicidio si sono addormentate lasciando la cella del finanziere senza controlli per almeno tre ore. Gli agenti avrebbero poi falsificato il rapporto per nascondere il loro errore.

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