Maxi-operazione

Contrabbandavano fiumi d’alcol in tutta Europa

La Guardia di Finanza ha smantellato un’associazione a delinquere transnazionale e smascherato una frode sulle accise per 90 milioni di franchi - Milioni i litri di bevande spediti in depositi fantasma per evitare le tasse

 Contrabbandavano fiumi d’alcol in tutta Europa
(foto CdT)

Contrabbandavano fiumi d’alcol in tutta Europa

(foto CdT)

UDINE - Viaggiava dall’Italia al Nord Europa, Gran Bretagna in primis, con un carosello di migliaia di spedizioni incrociate, attraverso decine di depositi fantasma in tutta Europa, per sottrarlo alla gravosa imposizione fiscale del Regno Unito. È un fiume di alcol senza fine, 180 milioni di litri di vodka, whiskey e altri alcolici «contrabbandati», quello intercettato dalla Guardia di finanza (GdF) di Udine che con l’operazione «sine finibus» ha smascherato una frode sulle accise da 80 milioni di euro (90 milioni di franchi) ai danni dell’Ue e smantellato un’associazione a delinquere transnazionale con indagini condotte dall’agenzia dell’Ue Eurojust.

Ben 87 gli operatori economici coinvolti a vario titolo, 60 le persone denunciate sempre a vario titolo, alla Procura di Udine; 20 i destinatari di misure cautelari personali emesse dalla stessa Procura udinese.

Al vertice dell’organizzazione c’era un cittadino britannico di origine indo-pakistana, B.N.D.S, alias «John», di 63 anni, arrestato oggi nel Regno Unito, sulla base di un mandato di arresto europeo. «È una persona dotata della capacità di muoversi in tutto il territorio europeo senza limiti, neppure linguistici, e molto abile nell’interfacciarsi con tutti gli imprenditori attivi nel settore per reclutarne sempre di nuovi», così ne ha tratteggiato la personalità il tenente colonnello Davide Cardia, comandante del Nucleo di polizia economico-finanziaria della GdF di Udine, presentando i dettagli dell’operazione coordinata dal pubblico ministero (pm) Viviana Del Tedesco in conferenza, con il comandante provinciale colonnello Sergio Schena e il procuratore di Udine Antonio De Nicolo.

In posizione apicale anche un cittadino italiano, un brindisino, di 46 anni, anche lui residente in Gran Bretagna, allo stesso modo destinatario di custodia cautelare in carcere con mandato di arresto europeo. L’uomo è tuttora ricercato. Tra i soggetti più attivi ci sono anche quattro indagati, tutti residenti nel Salento, destinatari di altrettante misure agli arresti domiciliari, riferimento principale dell’organizzazione in Italia. Altre quattrordici persone, tutte coinvolte in maniera attiva nel meccanismo fraudolento, con ruoli variabili dalla gestione figurativa del deposito alla creazione e gestione virtuale dei documenti fiscali informatici di scorta, sono state raggiunte in sette Regioni (Puglia, Campania, Molise, Lombardia, Piemonte, Veneto e Sicilia) dalla misura dell’obbligo di dimora.

Nell’indagine sono state scoperte a Brescia e a Salerno due distillerie dove sono stati sequestrati oltre 100 mila litri di alcolici.

L’indagine è partita da Udine a fine 2016 quando, nell’ambito di altra indagine per contrabbando di gasolio, è stata intercettata una conversazione con un imprenditore catanese, di 44 anni, titolare di un’azienda di ingrosso di bevande alcoliche che aveva chiesto disponibilità di un deposito fiscale per far transitare un carico di prodotto energetico. È emerso così il meccanismo di frode sulle accise, «in partenza legale - ha spiegato Cardia - di far circolare il prodotto in sospensione di imposta fino a quando non viene immesso nel mercato, stoccandolo però poi in depositi compiacenti per farlo sparire e trasferirlo clandestinamente nel Regno Unito e nel Nord Europa senza pagare ovviamente alcuna tassazione».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

  • 1
Ultime notizie: Cronaca
  • 1