Da lunedì l’Italia in giallo, aprono ristoranti e musei

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L’allentamento delle misure anti-covid alleggeriranno il clima pesante respirato nelle ultime settimane

Da lunedì l’Italia in giallo, aprono ristoranti e musei
©EPA / Tino Romano

Da lunedì l’Italia in giallo, aprono ristoranti e musei

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Un caffè al bar, magari seduti e non fuori al freddo, un pranzo al ristorante e soprattutto, dopo molti mesi, una visita a un museo o a una mostra. Ancora poche ore e quasi tutta l'Italia lunedì mattina si sveglierà in «giallo», con un allentamento dei divieti che alleggerirà il clima pesante respirato nelle ultime settimane a causa di un indice Rt elevato che finalmente si è abbassato.

Complice anche una nuova interpretazione del Decreto del presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) italiano che ha eliminato la terza settimana di «osservazione» per passare nella fascia di minor rigore, interpretazione sollecitata dai governatori pressati dalle categorie «vittime» della stretta. Meno consolatoria la situazione della Sicilia e della Provincia autonoma di Bolzano che diventeranno arancioni, mentre Puglia, Sardegna e Umbria lo resteranno. E nonostante la Campania sarà gialla, Torre Annunziata si dichiara arancione.

I dati intanto sembrano stabili: sono 12’715 i nuovi casi di coronavirus registrati nelle ultime 24 ore in Italia (ieri erano 13’574) a fronte di 298’010 tamponi effettuati (ieri erano 268.750). Le vittime sono, invece, 421 (ieri erano 477). Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato oggi l’ordinanza che proroga il blocco dei voli dal Brasile anche per arginare il diffondersi di temibili varianti. «Ho firmato una nuova ordinanza che proroga il blocco dei voli in partenza dal Brasile e il divieto di ingresso in Italia di chi negli ultimi 14 giorni vi è transitato - ha spiegato - Manteniamo l’approccio della massima prudenza mentre i nostri scienziati continuano a studiare le varianti Covid».

Cambiano i colori e anche le regole: nelle regioni «gialle» sarà consentito muoversi liberamente tra i comuni ma sarà ancora vietato, fino al 15 febbraio e per tutti, spostarsi da una regione all'altra. Resta il coprifuoco dalle 22 alle 5 che si può infrangere per «comprovate esigenze», motivi di lavoro, salute ed emergenze. L’auto certificazione è necessaria solo dopo le 22.

Nella zona gialla i bar resteranno aperti dalle 5 alle 18, dopo è vietato l'asporto dai locali senza cucina. Anche i ristoranti saranno aperti fino alle 18, dopo è permessa la consegna a domicilio e fino alle 22 è possibile comprare cibo da asporto. Sarà inoltre possibile visitare un museo o ammirare una mostra dal lunedì al venerdì ma non nei festivi e comunque con ingressi contingentati.

Aperti nei giorni feriali i centri commerciali: di sabato e nei festivi farmacie, tabaccherie, edicole e alimentari situati al loro interno resteranno comunque aperti. Nelle regioni situate in fascia arancione bar e ristoranti saranno chiusi: per i bar è consentito l'asporto fino alle 18 nei locali provvisti di cucina; per i ristoranti è permesso l'asporto e la consegna a casa. Gli spostamenti possono avvenire solo all'interno del proprio comune; si può uscire dal comune solo per motivi di salute, lavoro, necessità e urgenza. E' infine consentito recarsi in due da parenti o amici dalle 5 alle 22.

Nonostante i divieti tuttavia continuano gli assembramenti soprattutto per festeggiamenti, con relative multe: così a Roma dove si sono riuniti in 57 in un ristorante di sera, a Pescara (22 in un appartamento), a Bologna dove si sono ritrovati in un centinaio in centro e una ventina in una salumeria chiusa, a Napoli dove in 42 hanno festeggiato all'interno di un centro culturale e a Carrara, dove è scoppiata una rissa.

Lunedì intanto si torna in classe alle superiori in tutta Italia tranne in Sicilia dove gli studenti saranno in aula tra una settimana. Dunque il 1. febbraio, secondo i numeri di Tuttoscuola, saranno a scuola non meno di 7 milioni di alunni.

Lombardia in zona gialla. Cosa cambia per il Ticino? L’avvocato Christopher Jackson, intervenuto a TeleTicino, ha provato a fare chiarezza rispondendo ad alcune domande specifiche. Riassumiamo, qui, quanto affermato.

Posso andare in Italia?

Sì, anche senza un comprovato motivo di necessità. Per varcare il confine occorre però un test negativo, rapido o PCR, effettuato nelle 48 ore precedenti. Questo almeno fino al 5 marzo. Attenzione: almeno fino al 15 febbraio lo spostamento fra regioni è vietato.

Ma posso anche fare la spesa?

Sì, è possibile. A patto di dimostrare di essere risultati negativi ad un tampone.

Posso anche recarmi da un fisioterapista, ad esempio?

Sì, in Lombardia. I confini regionali possono essere valicati solo per motivi di comprovata necessità.

Ma non posso entrare in Italia senza tampone?

Solo per motivi di salute o comprovata necessità. E solo se si intende restare in Italia per meno di 120 ore. In questi casi, cadono sia l’obbligo di presentare un test negativo sia il divieto di attraversare i confini regionali italiani.

La mia compagna/il mio compagno è in Lombardia. Può venire in Ticino?

Sì, ma al momento di rientrare in Italia dovrà comunque mostrare un test negativo effettuato al più tardi 48 prima.

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