Dall'Europa alla Cina, tutti contro Trump sui missili

Cresce la tensione dopo la minaccia del presidente americano di ritirare gli Usa dallo storico trattato del 1987

Dall'Europa alla Cina, tutti contro Trump sui missili

Dall'Europa alla Cina, tutti contro Trump sui missili

WASHINGTON - Sale la tensione tra Mosca e Washington per la decisione di Donald Trump di ritirare gli Usa dallo storico trattato sui missili nucleari firmato nel 1987 da Ronald Reagan e Michail Gorbaciov (Inf) (Vedi suggeriti). "O la Casa Bianca chiarisce o reagiremo", il monito minaccioso che arriva dal Cremlino.

Intanto dalla Cina all'Europa si leva un coro di no all'ennesimo strappo del presidente americano. Soprattutto il Vecchio Continente teme la ripresa di una corsa agli armamenti e, dopo 31 anni, un ritorno alla crisi degli euromissili, con lo spettro della guerra fredda che per la prima volta torna ad aleggiare come mai era accaduto negli ultimi decenni.

E mentre il falco John Bolton, consigliere della sicurezza nazionale di Trump, è volato a Mosca per spiegare la posizione della Casa Bianca, il presidente francese Emmanuel Macron ha colto l'occasione di una telefonata col tycoon per esprimere tutte le preoccupazioni europee: "Il trattato Inf è cruciale per la nostra sicurezza" e comporta gravi rischi per entrambe le sponde dell'Atlantico "sul fronte della stabilità strategica". Un concetto ribadito a Bruxelles anche dall'Alto rappresentante per la politica estera della Ue, Federica Mogherini, che ha invitato l'amministrazione Trump a valutare con attenzione le conseguenze di un possibile ritiro dal trattato Inf: conseguenze imprevedibili "non solo sulla sicurezza degli Usa - ha avvertito Mogherini - ma anche su quella dei loro alleati".

A Londra il governo May sembra l'unico in questa fase a sostenere la linea di Trump, denunciando le ripetute violazioni dell'accordo da parte di Mosca, mentre vengono espressi dubbi espressi in tutte le altre capitali europee.

La mossa di Trump preoccupa anche perché potrebbe spingere Pechino ad accelerare i suoi programmi sugli armamenti, per rafforzare innanzitutto la sua influenza sul Pacifico occidentale: "Gli Stati Uniti hanno sbagliato ad uscire unilateralmente dal trattato", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri, Hua Chunying, mettendo in guardia da un impatto negativo su molti fronti: "Se si smantella l'accordo storico, il presidente Usa rimuoverà la pietra angolare del sistema di sicurezza nucleare post guerra fredda, aprendo sul serio un vaso di Pandora di problemi".

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