Dipendenti di Google protestano contro le molestie

Vari casi di abusi sessuali insabbiati all'interno dell'azienda sono stati denunciati dal New York Times

Dipendenti di Google protestano contro le molestie

Dipendenti di Google protestano contro le molestie

Dipendenti di Google protestano contro le molestie
Le proteste a Zurigo

Dipendenti di Google protestano contro le molestie

Le proteste a Zurigo

Dipendenti di Google protestano contro le molestie
La protesta a Dublino, davanti alla casa madre di Google

Dipendenti di Google protestano contro le molestie

La protesta a Dublino, davanti alla casa madre di Google

Dipendenti di Google protestano contro le molestie
La protesta a Dublino, davanti alla casa madre di Google

Dipendenti di Google protestano contro le molestie

La protesta a Dublino, davanti alla casa madre di Google

Dipendenti di Google protestano contro le molestie

Dipendenti di Google protestano contro le molestie

Dipendenti di Google protestano contro le molestie

Dipendenti di Google protestano contro le molestie

Dipendenti di Google protestano contro le molestie

Dipendenti di Google protestano contro le molestie

Dipendenti di Google protestano contro le molestie

Dipendenti di Google protestano contro le molestie

Dipendenti di Google protestano contro le molestie

Dipendenti di Google protestano contro le molestie

ROMA - I dipendenti di Google, non solo donne, in varie città del mondo sono scesi in piazza per protestare contro i casi di molestia sessuale all'interno dell'azienda, denunciati in un recente servizio del New York Times, e che sarebbero stati, secondo l'accusa, in vario modo 'coperti' dalla multinazionale del web.

Alla 'marcia delle donne' hanno preso parte centinaia di dipendenti a Zurigo, Londra, Tokyo, Singapore, Berlino e Dublino, fra gli altri posti. La richiesta dei dipendenti è che si cambi il modo di trattare le accuse di molestie e abusi di genere, inclusa la fine del ricorso obbligatorio all'arbitrato, che darebbe alle addette la possibilità di ricorrere invece alla denuncia penale.

L'amministratore delegato di Google, Sundar Pichai, ha difeso l'azione dei dipendenti e il loro diritto a protestare.

©CdT.ch - Riproduzione riservata
Ultime notizie: Cronaca
  • 1
  • 2
  • 3
    brasile

    Mascherina fatale per un pinguino

    Gli ambientalisti sono preoccupati per il crescente aumento dei «rifiuti della pandemia», che rappresentano una nuova minaccia per la fauna marina sempre più vulnerabile

  • 4
    gran bretagna

    Amal Clooney si dimette per protesta

    La moglie di George e avvocato impegnato nella difesa dei diritti umani lascia l’incarico di emissario speciale del Foreign Office britannico per la libertà d’informazione nel mondo dicendosi «sconcertata» dal progetto di legge presentato da Boris Johnson sul dopo Brexit

  • 5
  • 1