Medio Oriente

Dopo la tifosa morta, l’Iran ora sostiene le donne negli stadi

Lo ha detto la vicepresidente per gli Affari legali del Governo, dopo le polemiche per la morte di Sahar Khodayari, la 30.enne deceduta dopo essersi data fuoco

Dopo la tifosa morta, l’Iran ora sostiene le donne negli stadi
Foto Keystone

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Il Governo iraniano sostiene la libertà per le donne di entrare negli stadi di calcio e si impegna a cooperare con il clero islamico sciita per rimuovere gli ostacoli pratici al loro ingresso.

Lo ha detto la vicepresidente per gli Affari legali dell’Esecutivo moderato di Hassan Rohani, Laiya Joneidi, dopo le forti polemiche per la morte di Sahar Khodayari. La 30.enne tifosa è deceduta nei giorni scorsi dopo essersi data fuoco quando ha appreso che rischiava di finire in carcere per essere entrata nel marzo scorso allo stadio Azadi di Teheran durante una partita della sua squadra, l’Esteghlal.

Citata dall’Irna, Joneidi ha sottolineato che non esiste alcun divieto formale al riguardo e che ciò che non è espressamente proibito dalla legge islamica o dalla Costituzione. L’ingresso delle donne negli stadi viene tuttavia impedito dalla polizia religiosa della Repubblica islamica, salvo eventi eccezionali.

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