«Dopo vent’anni ancora ci manca un corpo su cui piangere»

Il ricordo

La testimonianza e la commozione di Emmelina De Feo, che perse un fratello l’11 settembre 2001: «Sta a tutti noi non perdere questa memoria»

«Dopo vent’anni ancora ci manca un corpo su cui piangere»

«Dopo vent’anni ancora ci manca un corpo su cui piangere»

Basta menzionare quella giornata con un filo di voce, per sentire le lacrime di Emmelina De Feo dall’altro capo del telefono. Come se l’11 settembre 2001 fosse caduto ieri. Lei, newyorkese italo-americana, ha perso un fratello, David, che quella mattina era andato in ufficio prima del previsto. Dopo l’attacco alla prima torre aveva tranquillizzato la mamma, il papà ed Emmelina al telefono: l’aereo aveva colpito l’edificio gemello, non il suo. «Poco dopo aver parlato con lui, però, abbiamo visto l’altro volo schiantarsi in diretta televisiva sulla seconda torre», ricorda lei con la voce rotta. «Dopo vent’anni non abbiamo ancora un corpo su cui piangere, e credimi: nessuno ci ha detto tutta la verità su quel giorno atroce». La guerra in Afghanistan, iniziata aggressivamente dal repubblicano Bush,...

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