Due petroliere attaccate nel Golfo dell’Oman

IL CASO

Non sono ancora chiare le dinamiche dell’accaduto - Le navi trasportavano etanolo e metanolo

Due petroliere attaccate nel Golfo dell’Oman
(Foto Keystone)

Due petroliere attaccate nel Golfo dell’Oman

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Due petroliere attaccate nel Golfo dell’Oman

Due petroliere attaccate nel Golfo dell’Oman

MASCATE - Due petroliere presenti nel Golfo dell’Oman hanno lanciato richieste di soccorso per «un attacco» subito questa mattina. Si tratta della norvegese Front Altair, battente bandiera delle Isole Marshall che aveva caricato petrolio nel porto di Fujairah negli Emirati, e della Kokuka Courageous, battente bandiera di Panama, che aveva caricato metanolo in Arabia Saudita ed era diretta a Singapore. L’equipaggio è stato evacuato.

Almeno una delle due petroliere sarebbe stata «colpita da un siluro»: lo riporta il quotidiano britannico Telegraph, che cita la compagnia petrolifera statale taiwanese. La nave in questione è la Front Altair, di proprietà norvegese. L’altra petroliera, la Kokuka Courageous, è stata danneggiata in un «sospetto attacco» che ha aperto uno squarcio nello scafo sopra la linea di galleggiamento.

La Quinta Flotta della Marina Usa, basata nel Bahrein, ha fatto sapere di aver prestato assistenza. Anche l’Iran si è attivato, soccorrendo 44 membri dell’equipaggio a bordo delle due petroliere coinvolte. Ad intervenire sono state le unità di salvataggio della Marina di Teheran che stazionavano nell’area della provincia di Hormozgan. Le persone soccorse sono state trasferite al porto iraniano di Bandar-e-Jask.

Il legame con il Giappone

«Le due petroliere nel Golfo di Oman sono state attaccate», ha annunciato il ministro del Commercio nipponico Hiroshige Seko aggiungendo che le due petroliere trasportavano carichi «collegati al Giappone». «Ho avuto informazioni che le due navi con carico collegato al Giappone erano state attaccate vicino allo Stretto di Hormuz», ha detto Seko, proprio quando Shinzo Abe è in Iran come primo premier giapponese in visita dal 1979. «Ho dato istruzioni per l’adozione delle misure necessarie per affrontare la situazione, come la diffusione di avvisi ai settori di business preoccupati e riaffermando il sistema delle fornitura d’energia, continuando a lavorare alla raccolta meticolosa di informazioni», ha aggiunto il ministro.

Il Giappone importa la quasi totalità dei suoi 3 milioni di barili giornalieri di greggio dai Paesi del Golfo, a partire dall’Arabia Saudita. Dopo lo stop dei flussi dall’Iran, a causa delle minacce di sanzioni da parte degli Usa, Tokyo ha aumentato le importazioni da altri produttori dell’area, come Emirati arabi uniti e Qatar.

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