Medio Oriente

Giovane soldato israeliano ucciso in Cisgiordania

Il fatto di sangue è avvenuto non lontano da Nablus - È stato un doppio attaccatto

Giovane soldato israeliano ucciso in Cisgiordania
Una veduta della città di Nablus. (Foto Wikipedia)

Giovane soldato israeliano ucciso in Cisgiordania

Una veduta della città di Nablus. (Foto Wikipedia)

TEL AVIV - Un soldato israeliano di 19 anni è stato ucciso oggi in Cisgiordania, non lontano da Nablus, in un doppio attacco che ha provocato il ferimento di un altro militare e quello, grave, di un civile, facendo subito risalire la tensione. L’esercito, subito dopo, ha avviato una gigantesca caccia all’uomo per catturare l’autore dell’attacco - secondo molte fonti, un palestinese - che è riuscito fino ad ora a dileguarsi. «I terroristi saranno catturati e affronteranno - ha detto il premier Benyamin Netanyahu - la piena forza della legge così come è stato fatto in tutti gli altri recenti incidenti». Stesse parole da parte del presidente Reuven Rivlin secondo cui «lo stato di Israele raggiungerà tutti coloro che levano la mano contro i suoi cittadini.

Hamas e la Jihad islamica da Gaza hanno invece salutato l’attentato come «un’eroica operazione» mentre l’inviato di Trump per le trattative di pace Jason Greenblatt ha condannato come «disgustosa» la presa di posizione delle due fazioni palestinesi. Secondo l’esercito, l’attentatore ha dapprima colpito all’incrocio di Ariel dove ha accoltellato a morte il soldato Gal Keidan, poi gli ha sottratto il fucile e con questo ha sparato verso le auto che sopraggiungevano all’incrocio ferendo in modo grave il rabbino Ahiad Ettinger (47 anni), padre di 12 figli che ora è ricoverato in gravi condizioni in ospedale. Subito dopo, a bordo di un’altra auto, l’attentatore si è diretto verso il non distante incrocio di Gitai dove ha fatto fuoco colpendo un secondo soldato che stava facendo l’autostop e si è diretto, secondo alcuni testimoni, verso il vicino villaggio di Burqin. Per l’esercito l’autore dell’attacco terroristico è comunque stato ferito. Per precauzione l’esercito ha detto di aver chiuso la vicina area di Barkan, sempre in Cisgiordania, ed ha esteso le ricerche nel tentativo di localizzare l’attentatore. Il doppio attentato di oggi ha fatto scattare l’allarme sicurezza specie ora che Israele è in piena campagna elettorale. La destra ha attaccato sia «l’incitamento» dei partiti arabi sia «le limitazioni» imposte all’azione dell’esercito, entrambe rintuzzate dalle forze di centrosinistra.

Hamas - pur senza per ora rivendicare l’attentato - ha detto che l’azione «è una risposta ai crimini dell’occupazione israeliana e a quanto sta accadendo a Gerusalemme e sulla Moschea di Al-Aqsa». Ma la stessa Hamas ora è sotto accusa per la violente repressioni delle manifestazioni popolari contro il carovita svoltesi in questi giorni in molte località di Gaza e nei campi profughi all’insegna dello slogan ‘Vogliamo vivere». Fonti locali hanno riferito di centinaia gli arresti, tra cui quelli di attivisti e giornalisti, e, secondo i media israeliani, anche quelli di almeno 80 membri di Fatah, il partito di Abu Mazen. L’inviato dell’Onu ha condannato con forza «la campagna di arresti e violenza usata dalle forze di sicurezza di Hamas contro i dimostranti, donne e bambini inclusi». «Sono particolarmente allarmato - ha denunciato Mladenov - dalle brutali percosse dei giornalisti e dello staff della Commissione indipendente per i diritti umani (Ichr) e dalle perquisizioni delle case».

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