H&M nel mirino: condizioni disumane e salari da fame

Un rapporto afferma che 1 su 3 è il tasso di svenimento medio tra le operaie delle aziende che collaborano con il marchio svedese

H&M nel mirino: condizioni disumane e salari da fame

H&M nel mirino: condizioni disumane e salari da fame

AMSTERDAM - I salari al di sotto della soglia di povertà, gli straordinari non remunerati, e gli svenimenti a causa del troppo lavoro in condizioni disumane, sembrano essere all'ordine del giorno nelle aziende che collaborano con il gigante dell'abbigliamento H&M. Un quadro preoccupante emerge dall'ultimo rapporto di uno studio afferma che 1 su 3 è il tasso di svenimento medio tra le operaie dei fornitori dell'azienda svedese.

La ricerca ha riguardato 6 fabbriche distribuite in 4 paesi: Bulgaria, Turchia, Cambogia e India. Sono stati intervistati lavoratori e lavoratrici tra marzo e giugno 2018 durante la campagna "Turn Around, H&M" coordinata dalla Clean Clothes Campaigne, sostenuta dall'International Labor Rights Forume da WeMove EU.

Conclusioni che arrivano a ridosso di un comunicato stampa globale di H&M dello scorso 20 settembre che parlava di «importanti traguardi raggiunti per uno stipendio dignitoso per 500 fabbriche e 635'000 dipendenti».

«Entri in fabbrica alle 8 di mattina, ma non sai mai quando ne uscirai. A volte torniamo a casa alle 4 del mattino seguente», ha raccontato un operaio di una azienda bulgara, la Koush Moda. C'è pure chi, per questo, si è infortunato (anche gravemente) e/o è stato licenziato - affermano altri dipendenti. Lo riporta il sito greenme.it

Se negli altri paesi le condizioni sono migliori, continua lo studio, restano comunque oltre il limite della legalità perché si può ottenere il salario minimo garantito «solo se lavora in straordinario per completare la quota di produzione assegnata». E, a volte, nemmeno quella basta.

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