«Ho sbagliato la manovra, mi scuso»

Sea Watch 3

Carola Rackete si dice pronta ad affrontare le conseguenze giuridiche del suo «atto di disobbedienza e non di violenza» - Lunedì l’interrogatorio

«Ho sbagliato la manovra, mi scuso»
(Foto Keystone)

«Ho sbagliato la manovra, mi scuso»

(Foto Keystone)

ROMA/BERLINO (aggiornato alle 23.06) - Carola Rackete, la comandante della nave Sea Watch 3 che ha portato a termine la sua operazione di sbarco dei 53 migranti iniziata con un soccorso nelle acque libiche, è pronta ad affrontare le conseguenze giuridiche del suo gesto che le è valso l’arresto in flagranza di reato per violazione delle norme sul blocco navale. In un’intervista al «Corriere della Sera», l’olandese fa mea culpa: «Dovevo entrare in porto, temevo che alcuni migranti potessero suicidarsi. Non volevo andare addosso ai militari, la situazione era disperata. Il mio obiettivo era solo quello di portare a terra persone stremate e ridotte all’esasperazione».

Sullo speronamento di una motovedetta della guardia di finanza, la comandante ammette di aver commesso «un errore di valutazione nell’avvicinamento alla banchina, sono molto addolorata che sia andata in questo modo. Non volevo colpire la motovedetta, non era mia intenzione mettere in pericolo nessuno. Ho chiesto scusa e lo rifaccio».

In un incontro, ieri, con i suoi avvocati, ha parlato tre ore, chiarendo tutte le sue motivazioni del gesto. La capitana trentunenne è ai domiciliari e non può rilasciare dichiarazioni, ma attraverso i suoi avvocati chiarisce i dubbi sollevati da più parti sul suo comportamento. E la sua analisi difensiva parte, nella ricostruzione dei legali, proprio da quell’attracco che stava per mettere a repentaglio la vita dei cinque finanzieri giunti a intimarle l’alt.

Per la cronaca, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, ha fissato - pochi minuti dopo aver ricevuto la richiesta di convalida dell’arresto da parte della Procura - l’interrogatorio di Carola Rackete, comandante della Sea Watch 3. L’interrogatorio si terrà al palazzo di giustizia di Agrigento domani - lunedì - alle 15.30. La trentunenne tedesca si sposterà nelle prossime ore ad Agrigento e verrà assistita dagli avvocati Leonardo Marino e Alessandro Gamberini. «La comandante di Sea Watch 3, Carola Rackete, risponderà a tutte le domande del giudice e fornirà tutte le spiegazioni che le saranno richieste», ha spiegato l’avvocato Marino.

«Ho chiamato il porto, ma nessuno parlava inglese»
Sulle ragioni che l’hanno spinta a forzare il blocco navale proprio venerdì notte, la capitana della Sea Watch 3 dichiara di aver capito «che non saremmo sbarcati, quando sono stata convocata per l’interrogatorio fuori dalla nave. Ho rischiato la libertà, lo sapevo. Ho chiamato più volte il porto per avvertire, ma nessuno parlava inglese. Ho comunque comunicato che stavamo arrivando».

La replica dei militari
«Noi abbiamo solo intimato l’alt. È il comandante che, deliberatamente, non ha fermato la nave e ci è venuta addosso, senza curarsi delle conseguenze. Se non fossimo riusciti a compiere una manovra veloce probabilmente saremmo morti».

Donazioni per le spese legali
Migliaia di persone in Germania hanno offerto del denaro per l’assistenza legale di Carola Rackete. Star della tv tedesca hanno lanciato un appello in favore del capitano, e sono stati raccolti già oltre 300 mila euro. La comandante della Sea Watch 3, arrestata dopo aver forzato il blocco all’ingresso nelle acque territoriali italiane, rischia una condanna da 3 a 10 anni di carcere.

Le critiche del presidente tedesco
Il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier da parte sua ha criticato domenica l’arresto della comandante della Sea Watch. «Può darsi che ci sia una legislazione italiana su quando una nave può entrare in porto e quando no, e può anche essere che ci siano reati amministrativi o reati penali. Tuttavia l’Italia non è uno Stato qualsiasi, è al centro dell’Ue, è uno Stato fondatore dell’Ue. Ed è per questo che ci aspettiamo che affronti un caso del genere in modo diverso. Coloro che salvano vite umane non possono essere criminali», affermato Steinmeier alla Zdf.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Cronaca
  • 1
  • 1