Lo studio

Il clima di Londra come quello di Barcellona

Secondo i ricercatori del Politecnico federale (ETH) di Zurigo nel 2050 ci saranno importanti variazioni a causa del riscaldamento globale - Madrid avrà le condizioni di Marrakech

 Il clima di Londra come quello di Barcellona
(foto YouTube)

Il clima di Londra come quello di Barcellona

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WASHINGTON - Nel 2050 il clima di Londra somiglierà a quello odierno di Barcellona, mentre Madrid avrà le condizioni di Marrakech: lo prevede uno studio condotto da ricercatori del Politecnico federale (ETH) di Zurigo, che per di più considera lo scenario più ottimistico di riscaldamento climatico.

I mutamenti saranno ancora più radicali per le regioni tropicali, secondo lo studio, pubblicato ieri sulla rivista scientifica americana PLOS ONE, che ha preso in considerazione il clima di 520 grandi città mondiali, in base a 19 variabili tra cui la temperatura e le precipitazioni: grandi città del Sudest asiatico come Kuala Lumpur, Giacarta e Singapore subiranno sempre più eventi meteorologici estremi.

Per le loro stime, gli scienziati hanno utilizzato modelli volontariamente ottimistici. Suppongono cioè che le emissioni di anidride carbonica si stabilizzeranno entro la metà del secolo, in modo da limitare l’aumento della temperatura media del globo a 1,4°C rispetto al periodo preindustriale (il mondo è attualmente a circa +1°C).

Il team di ricercatori ha in seguito comparato città come Londra, Parigi e Stoccolma del futuro a città attuali, allo scopo di rendere più tangibili i mutamenti che si prospettano. Le città dell’emisfero nord somiglieranno nel 2050, in termini climatici, a quelle d’oggi che si trovano 1000 chilometri a sud.

Le città che si trovano all’equatore non subiranno riscaldamenti notevoli, ma soffriranno maggiormente a causa di siccità e piogge. Gli autori dello studio concludono che il 77% delle città del pianeta vedranno il loro clima mutare in modo «impressionante», mentre il resto dovrà far fronte a condizioni «nuove». L’Europa avrà in media estati e inverni più caldi di rispettivamente 3,5 e 4,7 gradi.

Uno degli autori, Jean-François Bastin, belga, ha detto all’agenzia stampa francese Afp di non essere sicuro che nel 2060 nel suo paese la colonnina di mercurio scenderà ancora sotto lo zero, una condizione necessaria all’attivazione delle sementi del frumento. «L’obiettivo dell’articolo è di far capire a tutti le conseguenze del mutamento climatico», ha aggiunto.

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