Il racconto

«Il fuoco ci ha ricordato che tutte le cose nascono e muoiono»

Nicole Brossollet è fra i moltissimi parigini che hanno vissuto dal vivo il rogo di Notre-Dame

«Il fuoco ci ha ricordato che tutte le cose nascono e muoiono»
Il rogo di Notre Dame e nel riquadro Nicole Brossollet, la nostra testimone. (Foto Keystone/CdT)

«Il fuoco ci ha ricordato che tutte le cose nascono e muoiono»

Il rogo di Notre Dame e nel riquadro Nicole Brossollet, la nostra testimone. (Foto Keystone/CdT)

PARIGI - C’è voluto l’incendio di Notre-Dame per far riaffiorare alla mente una vecchia amicizia, allacciata ormai alcuni anni fa su uno dei molti cammini che portano migliaia e migliaia di pellegrini - non per forza credenti - verso Santiago di Compostela. Eravamo partiti in tre da Porto per raggiungere la città della Galizia dove si trova il sepolcro dell’apostolo Giacomo e già dalla seconda tappa il nostro terzetto è diventato un quartetto, composto da tre ticinesi e una parigina che sono rimasti insieme fino al traguardo di Santiago di Compostela, raggiunto dopo 250 chilometri e un numero infinito di passi. Oggi, dopo che si è spento il rogo di Parigi, ecco che abbiamo ritrovato Nicole Brossollet, conosciuta in Portogallo e con cui avevamo camminato fino al nord-ovest della Galizia.

Nicole Brossollet a Parigi lavora alla «Bibliothèque nationale de France» - nel dipartimento che si occupa di valorizzarne il patrimonio digitale - ed è fra le moltissime persone che hanno assistito dal vivo all’incendio. «Quando ho saputo che Notre-Dame stava bruciando sono uscita dall’edificio della BnF dove lavoro e sono andata lì vicino, su una passerella pedonale che attraversa la Senna e dalla quale si può vedere la cattedrale da un chilometro di distanza, grosso modo. Può sembrare lontano ma insieme alle persone che si sono raccolte in quel punto ho potuto capire quale potesse essere effettivamente la vastità del rogo. È stato davvero impressionante e ha suscitato in me - come in tutti - emozioni molto forti».

Un’atmosfera particolare e intensa

Dopo di che Nicole Brossollet aggiunge: «Uno dei primi pensieri che mi è salito alla mente è che tutto questo ci insegna quanto siano fragili le cose di questo mondo e non siano per nulla eterne. Come è da sempre nel corso dei secoli. L’ultima volta che ero entrata a Notre-Dame sarà stato cinque anni fa non ricordo di avervi mai seguito una messa in vita mia. Però, chi vive a Parigi l’ha sempre vista come un punto fermo della città, qualcosa di forte e immutabile nel tempo. L’incendio, però, ha appunto ricordato a tutti noi che le cose nascono e muoiono, per poi magari anche rinascere».

«Sulla passerella dove mi trovavo - prosegue Nicole Brossollet - c’era anche chi ha pregato e chi ha intonato canti religiosi. E l’atmosfera, di conseguenza, è stata ancor più particolare e intensa. Per certi versi, è stato anche uno spettacolo affascinante. Un fuoco, che sia in un camino o all’aperto, ti prende sempre e potresti stare lì ore a osservare le fiamme che ballano davanti a te. È inutile negarlo: il fuoco ha un suo fascino e il vasto incendio di Notre-Dame ha pure avuto il suo, anche se a tutti i parigini e non solo spiace molto, anzi moltissimo. Questa cattedrale, infatti, è un simbolo della Francia a tutto tondo, anche se non si è credenti».

Già, perché da Notre-Dame, come racconta ancora Nicole Brossollet, «è il punto della Francia dal quale si misurano tutte le distanze del Paese. Quindi, Lione è a tot chilometri da Notre-Dame, Bordeaux un altro tot e così via. Ecco perché non è solo un edificio religioso ma un simbolo per qualsiasi francese, indipendentemente da fedi religiose o altro. Senza poi dimenticare quanto Notre-Dame sia legata alle opere di Victor Hugo, per fare un altro esempio».

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