Gran bretagna

Il «Grande fratello» londinese tra sicurezza e privacy

Nella capitale britannica è in atto uno dei più ambiziosi esperimenti di videosorveglianza che confronta i volti dei passanti comuni con quelli di criminali e ricercati - In bilico i diritti fondamentali, si rischia la creazione di un precedente scomodo per le democrazie

Il «Grande fratello» londinese tra sicurezza e privacy
(Foto web)

Il «Grande fratello» londinese tra sicurezza e privacy

(Foto web)

LONDRA - Il lungimirante George Orwell ci aveva già azzeccato quando scrisse il suo celebre romanzo «1984». Il «Grande Fratello» è diventato realtà già da anni nelle grandi metropoli del mondo e la rivoluzione tecnologica corre sempre più veloce. L’incubo di Orwell, però, sarebbe diventato anche quello di molti privati e cittadini londinesi che hanno denunciato il problema a gran voce sulle pagine della stampa britannica. La vicenda viene anche ripresa dal settimanale «il Caffè».

La più grande e fitta rete di telecamere a circuito chiuso (cctv) del mondo si trova a Londra e in questi anni è stata al centro di uno dei più ambiziosi esperimenti di videosorveglianza, il «live facial recognition», che grazie alla nuova tecnologia del riconoscimento facciale è capace di confrontare i volti dei passanti ignari con quelli dei criminali. La sicurezza prima di tutto, se non fosse che questa innovazione ha scatenato non pochi problemi tra privati e gruppi per la difesa della privacy che denunciano la violazione dei diritti fondamentali. Il dibattito è stato portato anche nelle aule di tribunale dove sono state intentate cause contro la raccolta delle immagini e il loro trattamento in stile foto segnaletica.

Il quadro legale è ancora tutto da definire, ma gli esperti affermano la necessità di un consenso da parte dei cittadini alle riprese dei loro volti. Intanto, il Metropolitan Police Service (MPS) ha accolto il rapporto pubblicato dal gruppo etico London Policing Ethics Panel - gruppo commissionato dall’ufficio del sindaco di Londra e indipendente dalla polizia - per decidere se continuare a utilizzare la tecnologia del riconoscimento facciale in tempo reale nei luoghi pubblici. La sperimentazione della polizia britannica con la «live facial recognition» ha riguardato in particolare alcune zone di Londra e del Galles, con inevitabili inconvenienti come fermi e multe. A Romford, nella periferia nord-orientale della capitale, un uomo che si era accorto del test in corso si è coperto il volto ed è stato immediatamente avvicinato da alcuni agenti. Risultato? 90 sterline di multa.

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