Il killer di Pittsburgh rischia la pena di morte

Le vittime della strage sono otto uomini e tre donne fra i 54 e i 97 anni di età

Il killer di Pittsburgh rischia la pena di morte

Il killer di Pittsburgh rischia la pena di morte

NEW YORK - Otto uomini e tre donne fra i 54 e i 97 anni di età. Fra di loro due fratelli e una coppia. Sono le vittime della strage nella sinagoga di Pittsburgh, finite nel mirino del killer perché ebrei e gli "ebrei stanno commettendo il genocidio della mia gente". Parole scandite da Robert Bowers di fronte agli agenti del corpo speciale Swat e che ora possono costargli la condanna alla pena di morte.

Incriminato con 29 capi d'accusa, fra i quali il "crimine d'odio", Bowers resta in ospedale e lunedì comparirà in tribunale per la sua prima udienza. Per ora non è accusato di terrorismo domestico in quanto non sono trapelate indicazioni sul fatto che volesse diffondere la sua ideologia o facesse propaganda. "Le sue condizioni di salute restano discrete", riferisce la polizia.

Le indagini intanto continuano: al momento sembra essere confermata la pista dell'azione solitaria, senza alcun complice. Ma - avverte la polizia federale statunitense Fbi - l'inchiesta è ancora nelle fasi iniziali: si cercano informazioni sul passato del killer che, secondo i vicini, sembrava essere una "persona normale. L'unico suo neo era che guardava la televisione, soprattutto i programmi di informazione, a volume troppo alto".

La sua presenza online, sul social preferito dall'ultradestra Gab.com, è un susseguirsi di attacchi antisemiti. Ma anche di critiche al "globalista" Donald Trump: "Non c'è nessun #MAGA (Make America Great Again, ovvero lo slogan del presidente americano) fino a quando c'è questa infestazione", ha scritto criticando Trump per essere "circondato" da ebrei.

Nel rendere omaggio alle vittime del "giorno più buio della storia di Pittsburgh", il procuratore del distretto della Pennsylvania occidentale, Scott Brady, fa eco alle parole del ministro della giustizia Jeff Sessions, che ha parlato di un crimine "riprovevole e completamente ripugnante rispetto ai valori di questo Paese".

Una condanna forte che però non allevia il trauma della comunità ebraica di Pittsburgh e non placa l'indignazione in tutto il mondo, riassunta nelle parole di papa Francesco: "Tutti siamo feriti da questo disumano atto di violenza". Resta inconsolabile il dolore delle famiglie delle vittime.

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